Pavia - Binasco - Milano - Abbiategrasso - Certosa di Pavia (Pavia)

Località di partenza Pavia (77 m)
Lunghezza 111 km
Quota massima 128 m - Abbiategrasso
Dislivello complessivo in salita 338 m
Cicalbilità 100% - 98% asfalto e 2% sterrato
Arrivo Pavia (77 m)
Acqua lungo il percorso SI - Milano - Abbiategrasso - Certosa di Pavia
Parcheggio libero Lungoticino Sforza (solo il sabato e la domenica) - Link
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Profilo altimetrico Link

Il naviglio Pavese nei pressi di Binasco Parcheggiamo l’auto su Lungo Ticino Sforza e, insieme a Corrado, iniziamo la pedalata costeggiando il fiume Ticino. Lungo le sponde proseguiamo dritto fino ad arrivare all’emissario del Naviglio Pavese, punto di incontro con il Ticino. Giriamo a sinistra e iniziamo a risalire il Naviglio mantenendolo sulla nostra destra. Proseguiamo su viale Sardegna fino a quando incrociamo viale C. Campari, giriamo a destra, oltrepassiamo il ponte, giriamo a sinistra e imbocchiamo viale Canton Ticino, portandoci sull’altra sponda del Naviglio. Proseguendo sulla pista ciclopedonale usciamo da Pavia. Passiamo sotto la tangenziale ovest (A54) e continuiamo a pedalare a fianco del Naviglio pavese. Superato Borgarello, dopo poche pedalate, arriviamo alla deviazione per la Certosa di Pavia. Proseguiamo verso Binasco, dove troviamo l’unico tratto sterrato (circa 2 km) della pista ciclabile. Alla fine dello sterrato deviamo a sinistra salendo una rampa sterrata e arrivando all’incrocio con la SS35 del Giovi. Attraversiamo la strada con molta attenzione e ci dirigiamo verso il centro di Binasco (101 m). Imbocchiamo via Giacomo Matteotti e dopo circa 450 metri arriviamo davanti alle mura del castello visconteo, oggi sede del Municipio. Scattiamo un paio di fotografie e torniamo indietro percorrendo la stessa strada fino a immetterci nuovamente sulla pista ciclabile. Passiamo sotto la SS35 del Giovi e proseguiamo verso Rozzano. Milano: Porta TicineseArrivati a Badile passiamo il ponte e ci portiamo sulla sponda opposta del Naviglio. Pedaliamo tenendo il canale sulla nostra destra e velocemente arriviamo a Rozzano (103 m) contraddistinto dalla torre Telecom Italia, costruita nel 1990 e alta 187 metri. E’ la torre-grattacielo più alta d'Italia e sorge nell'area Telecom. Entriamo nella periferia milanese, sempre pedalando lungo il Naviglio e raggiungiamo porta Ticinese. Questa è tra le più significative opere del neoclassicismo milanese. Fu eretta da Luigi Cagnola (1801-14) come arco trionfale per celebrare la vittoria di Napoleone a Marengo. Facciamo una breve sosta alla darsena, appena riqualificata in occasione dell’Expo Milano 2015. Eravamo stati qui l’anno precedente e tutta l’area era chiusa a causa dei lavori (link). Fotografiamo anche delle simpatiche e colorate chiocciole giganti che simboleggiano in natura un movimento lento ma ineluttabile. Imbocchiamo Corso di Porta Ticinese dove passiamo a fianco di San Eustorgio, uno tra i più insigni monumenti milanesi, già visitato da noi nel 2014 (link). Proseguiamo lungo il Corso prestando attenzione ai binari del tram e alla pavimentazione particolarmente sconnessa. Arrivati a San Lorenzo Maggiore ci fermiamo sul sagrato per fotografare una copia della statua in bronzo dell’imperatore Costantino (l’originale è in Laterano) e le sedici colonne, alte circa 7,5 metri, in marmo, con capitelli corinzi che sostengono la trabeazione, posizionate di fronte alla basilica. Anche questa chiesa l’avevamo visitata nel 2014. Continuiamo la pedalata Milano: Piazza Duomosu via Torino dirigendoci in piazza Duomo dove ci fermiamo per la solita foto di rito. Imbocchiamo via Mazzini, poi Corso Italia e ci fermiamo per visitare Santa Maria presso San Celso, ideata dal Dolcebuono (1493) e conclusa nel 1506. E’ preceduta da un quadriportico, capolavoro del Cesariano. Nel deambulatorio, che corre intorno al presbiterio, possiamo vedere Il Battesimo di Cristo (1540-41) di Gaudenzio Ferrari, la Conversione di San Paolo (1540-45) del Moretto e San Gerolamo (1542-44) di Callisto Piazza. Nel transetto sinistro si conserva la veneratissima statua marmorea dell'Assunta di Annibale Fontana (1586). Molto suggestiva e variabile nella geometria dei disegni la pavimentazione. Finita la visita attraversiamo la strada e imbocchiamo via Cosimo del Fante, Via Santa Croce e raggiungiamo nuovamente Porta Ticinese. Passiamo a fianco della darsena e imbocchiamo l’inizio della pista ciclabile del Naviglio Grande. Anche oggi, come nella volta precedente, la sponda destra del Naviglio è occupata dalle bancarelle e così decidiamo di procedere sulla sponda sinistra fino al primo ponte, dove, dopo averlo attraversato, giriamo a sinistra e ci immettiamo sulla pista ciclabile. Oggi è domenica ed è anche una bellissima giornata, molte persone approfittano della pista ciclabile per praticare un po’ di sport, chi in bicicletta chi a piedi. Pedaliamo mantenendo il Naviglio sulla nostra sinistra in direzione di Corsico, che raggiungiamo in poco tempo. Passiamo sotto la tangenziale ovest, oltrepassiamo i paesini di Milano: la DarsenaTrezzano sul Naviglio e Gaggiano. Qui la ciclabile prosegue sull’altra sponda del Naviglio Grande e così, attraversato il ponte, proseguiamo fino ad Abbiategrasso (120 m). Lasciamo la ciclabile del Naviglio Grande, che prosegue verso Magenta, e imbocchiamo l’Alzaia del Naviglio di Bereguardo. Dopo poco giriamo a destra, attraversiamo il ponte, e poi a sinistra, imbocchiamo via Alcide De Gasperi. Percorriamo in tutta la sua lunghezza questa via e poi giriamo a destra su via Tommaso Grossi e successivamente a sinistra su viale Giuseppe Mazzini. Passiamo i binari della ferrovia e proseguiamo dritto costeggiando il castello (seconda metà del XIII sec.). Percorriamo Corso Giacomo Matteotti, piazza Guglielmo Marconi arrivando a Santa Maria Nuova. La chiesa è preceduta da un elegante quadriportico (XV sec.) ad arcate su colonne. Finita la visita riprendiamo la pedalata percorrendo a ritroso lo stesso itinerario. Facciamo una breve sosta per uno spuntino (caffè e croissant). Ritornati su via Giacomo Matteotti, passiamo a fianco del castello, oltrepassiamo i binari del treno, percorriamo via Giuseppe Mazzini e svoltiamo a destra su via Tommaso Grossi che percorriamo in tutta la sua lunghezza. Alla fine della strada oltrepassiamo lo stradello sterrato, attraversiamo con molta attenzione la SS494 e imbocchiamo la pista ciclabile mantenendo il Naviglio di Il naviglio Grande presso GaggianoBereguardo sulla nostra sinistra. Inizia un lungo rettilineo a fianco del Naviglio, ignoriamo la deviazione (purtroppo non segnalata, ma che noi conosciamo già dalla visita effettuata nell’itinerario del 2014) che conduce all’Abbazia di Morimondo e proseguiamo verso Bereguardo. Il lunghissimo rettilineo è attraversato da piccole strade secondarie che purtroppo interrompono il ritmo della nostra veloce pedalata. Arrivati a Bereguardo (98 m) lasciamo la ciclabile girando a destra, passiamo a fianco del castello e proseguiamo sulla SP130 fino ad imboccare, sulla sinistra, strada Quartiere Villette. La percorriamo tutta fino all’incrocio con la SS526 che attraversiamo e proseguiamo sulla SP22 fino a Trivolzio. Per evitare un tratto in contromano giriamo a destra su via Po, a sinistra su via Baini e ritorniamo sulla SP22. Proseguiamo dritto fino alla rotonda poi imbocchiamo via Sesia e notiamo il cartello di strada senza uscita. Senza preoccuparci più di tanto proseguiamo fino a quando …. la strada finisce!!! Siamo costretti a scavalcare il guardrail per poter proseguire sulla nuova SP22 che dopo pochi metri sovrappassa l’autostrada A7 – Milano-Genova. Per evitare di scavalcare il guardrail alla rotonda girare a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Casorate, Trovo e Torrino. Alle due rotonde successive prendere la prima uscita fino ad arrivare al soprasso dell’A7. Continuiamo sulla SP22, oltrepassiamo Torradello e giriamo a destra seguendo Il naviglio di Bereguardo presso Abbiategrassol’indicazione stradale per Marcignago. Giunti a Marcignago alla seconda rotonda giriamo a sinistra e successivamente, all’incrocio, teniamo la destra seguendo le indicazioni stradali per Vellezzo B. e Giovenzano. Siamo sulla SP173 e pedaliamo tranquillamente come se fossimo su una pista ciclabile in quanto è priva di traffico. Arrivati in località Origioso, dopo il cartello di inizio paese, all’incrocio giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Certosa di Pavia (3 km) e Torriano (1 km). La carreggiata si restringe sensibilmente e proseguiamo fino a Torriano. Passiamo a fianco della chiesa, continuiamo sempre dritto fino ad arrivare su una grossa rotonda dove seguiamo le indicazioni stradali per Milano (30 km) e Pavia (5 km). Ancora poche pedalate e giriamo a destra imboccando la SS35 dei Giovi. Sulla nostra sinistra c’è il naviglio pavese e la pista ciclabile che avevamo percorso il mattino. Continuiamo sulla SS35, abbastanza trafficata, in direzione di Pavia fino ad arrivare al secondo semaforo dove giriamo a sinistra, oltrepassiamo il naviglio pavese e continuiamo dritto su Viale Certosa arrivando dopo 1,2 km alla Certosa di Pavia (90 m). L’apertura della Certosa è prevista per le 14.30. Abbiamo un’oretta per mangiare un panino. Poco lontano troviamo un bar e sorseggiando una bibita fresca riusciamo anche a vedere la partenza del Gran Premio di Formula 1 sul circuito di Monza, prevista per ole 14.00.  Ci prepariamo per la visita alla Certosa, Un campo di riso lungo il naviglio di Bereguardoindossando i gambali, poiché è vietato entrare nell’Abbazia con i pantaloncini corti. Lasciamo le biciclette all’esterno (è vietato introdurle nel complesso abbaziale) e, dopo aver attraversato il vestibolo ornato di affreschi del ‘500, entriamo nel cortile, dove sulla destra, c’è l’edificio barocco della Foresteria (1625). Sullo sfondo possiamo ammirare la facciata marmorea della Certosa. La Certosa di Pavia è un complesso monumentale storico che comprende un monastero e un santuario. Edificato come ex voto per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, il 27 agosto 1396, e completato quasi due secoli più tardi, riunisce in sé diversi stili, dal tardo-gotico italiano al rinascimentale. Il tempo di scattare alcune foto e poi ci avviamo verso l’interno della Certosa perché sta per iniziare la visita guidata che dura circa 50 minuti. All’interno possiamo ammirare il monumento funebre (ma senza le spoglie) costituito dalle statue giacenti di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, scolpite da Cristoforo Solari. Ci spostiamo nell’abside centrale dove c’è l’altare maggiore preceduto da un grande coro in legno intagliato commissionato da Ludovico il Moro. Proseguiamo la visita fermandoci davanti al monumentale sepolcro di Gian Galeazzo Visconti, Certosa di Paviadi Gian Cristoforo Romano. E’ composto da un sontuoso tabernacolo, scolpito con gli episodi della sua vita e il corpo marmoreo del duca riposa tra le statue della Fama e della Vittoria. La guida ci conduce al chiostro piccolo, dal quale è possibile avere le più belle vedute sull’Abbazia. Da qui possiamo infatti ammirare il fianco ed il transetto della chiesa, con le guglie, le loggette in stile "neoromanico" ed il tiburio. Il chiostro collegava con i suoi portici vari ambienti come la chiesa, la sala capitolare, la biblioteca ed il refettorio. Sul portale d’accesso al chiostro piccolo si legge la firma dell’architetto pavese Giovanni Antonio Amadeo. Gli ornamenti in terracotta che sormontano i sottili pilastri di marmo sono stati eseguiti dal maestro cremonese Rinaldo de Stauris nel 1466 che, in collaborazione con i fratelli Cristoforo e Antonio Mantegazza, realizzò anche quelli del chiostro grande nel 1478. Prima di passare nel chiostro grande ci colpisce il lavabo in pietra e terracotta, con la rappresentazione della scena della Samaritana al pozzo. Entrati nel chiostro grande, lungo circa 125 metri e largo circa 100, costituito da 122 arcate, fu costruito da Guiniforte Solari nella seconda metà del Quattrocento. Le colonne delle arcate, decorate da elaborate ghiere in cotto, con tondi e statue di La Certosa di Paviasanti, profeti ed angeli, sono alternativamente in marmo bianco e marmo rosa di Verona. Si affacciano sul chiostro grande 24 celle o casette, abitazioni dei monaci, ognuna costituita da tre stanze e un giardino con un pozzo. Di fianco all'ingresso delle celle, siglate da lettere dell'alfabeto, è collocata una piccola apertura dalla quale il monaco riceveva il suo pasto giornaliero nei giorni feriali, in cui era prescritta la solitudine. E’ possibile visitare la prima e la terza abitazione. Finita la visita usciamo dalla Certosa, riprendiamo le biciclette e ripercorriamo a ritroso la stessa strada fino a riprendere la pista ciclabile a fianco del Naviglio. Percorriamo la ciclabile fino all’incrocio con Corso Cairoli dove giriamo a destra e iniziamo la visita di Pavia (vedi itinerario: link). 07/09/2015. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Certosa di Pavia
  2. Morimondo
  3. Pavia