San Giuseppe - lago Palù - Bocchel del Torno - Sasso Nero - Passo di Campolungo (Sondrio)

Località di partenza San Giuseppe, Rifugio Sasso Nero (1406 m) Sondrio
Lunghezza 16,4 km
Quota massima 2762 m - vicino al Sasso Nero
Dislivello complessivo in salita 1462 m
Arrivo San Giuseppe, Rifugio Sasso Nero (1406 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Barchi - lago Palù - Alpe di Campolungo
Parcheggio libero San Giuseppe, Rifugio Sasso Nero - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni stradali per la località di Chiareggio. Dopo circa 5 km si arriva a San Giuseppe e si prende la strada sulla destra che porta al Rifugio Sasso Nero dove c'è un ampio parcheggio libero. Volendo accorciare il percorso si può parcheggiare l’auto presso il Rifugio Barchi a quota 1750 metri.
Lago Palù Iniziamo a camminare su sterrato a fianco del torrente Valle Bracciasco poi seguiamo la strada asfaltata fino al bivio per Braciascia. Qui seguiamo l’indicazione per il Rifugio Palù e imbocchiamo il sentiero che in buona pendenza ci porta nei pressi della località Barchi a quota 1685 metri. Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 1 km superando un dislivello di 280 m con una pendenza media del 27,5%. Proseguiamo su asfalto, passiamo a fianco del nuovo parcheggio e dopo circa 500 metri arriviamo al Rifugio Barchi (1750 m). Camminiamo per un breve tratto a fianco della pista da sci, poi giriamo a sinistra e seguiamo le indicazioni per il lago Palù. Il sentieroMonte Braccia, Pizzo di Primolo, Punta di Valle Orsera e la mole del Monte Disgrazia sale attraverso i boschi mantenendosi all’ombra di abeti e betulle fino ad arrivare sulle rive del lago Palù (1935 m) sovrastato dal monte Roggione (2361 m). La segnaletica verticale indica Rifugio Palù (0,05 ore), Alpe Roggione (0,20 ore) e Bocchel del Torno (1,20 ore).  Prendiamo il sentiero sulla sinistra e dopo pochi minuti siamo al Rifugio Palù (1965 m), aperto. Eravamo stati qui nel 2012 (link) e il rifugio era chiuso. Inizia una leggera salita su sentiero terroso che prosegue fino a raggiungere l’Alpe Roggione (2007 m) da dove si ha una bella vista sul lago Palù. La segnaletica verticale indica Bocchel del Torno (ore 0,40), Sasso Nero (senza indicazioni di orario), Alpe Sasso Nero (1,20 ore) e Rifugio Longoni (ore 4,20). Seguire l’indicazione Sasso Nero e non Alpe Sasso Nero. Continuiamo il cammino e dopo Verso il Sasso Neroaver percorso un tratto di sentiero con moderata pendenza arriviamo alla base della costa che porta al Bocchel del Torno. Una stretta salita, con vari tornanti si inerpica quasi verticalmente regalando viste mozzafiato sul lago Palù. Raggiunto il Bocchel del Torno (2203 m), giriamo sulla sinistra per ammirare la valle Scerscen e l’arrivo della seggiovia sotto il Sasso Nero. Continuiamo a camminare su traccia di sentiero e passiamo a fianco dei pali della seggiovia fino al termine di questi dove si arriva alla stazione di arrivo (2347 m). Facciamo qualche foto dal balcone naturale che si affaccia sul lago Palù mentre davanti si ergono le cime del Monte Braccia (2909 m), Pizzo Giumellino (3094 m) e Pizzo Cassandra (3226 Verso il Sasso Nerom) avvolte dalle nuvole e sovrastate dalla mole del Monte Disgrazia (3678 m). Seguendo i bolli rossi e gli ometti di pietra ci incamminiamo in salita in un paesaggio che via via si fa sempre più grandioso. Davanti a noi si erge la cime del Pizzo Bernina (4049 m), sulla sua destra, più in basso, si vede il Rifugio Marco e Rosa (3610 m), la Cresta Guzza (3869 m) e il Pizzo Argento (3945 m) mentre sulla sinistra del Pizzo Bernina vediamo il Monte Scerscen (3971 m), il Piccolo Roseg (3868 m) e il Pizzo Roseg (3936 m). Proseguiamo nell’ampio vallone roccioso fino a raggiungere il primo salto e poi tenendo la sinistra proseguiamo, sempre in salita su spettacolari lastroni di pietra rossa. Panorama verso le Alpi ReticheDavanti a noi si apre un laghetto sulle cui sponde sono cresciuti numerosi fiori bianchi lanosi chiamati Erioforo (Eriophorum scheuchzeri). Saliamo ancora ma con meno pendenza sempre immersi in uno scenario mozzafiato. Ci fermiamo numerose volte per scattare fotografie e possiamo affermare, senza problemi di smentita, che questo è fra i luoghi più belli della Valmalenco. Manca la segnaletica verticale che indica il tracciato verso la la cima del Sasso Nero (2912 m), e sono spariti anche i segnavia bianco rossi. Decidiamo allora di fare una breve sosta per un panino. Il panorama da qui è veramente notevole. Notiamo il Sasso d’Entova (3329 m), riconoscibile dalla fascia di roccia quasi Alpi Retichebianca. Di fronte ci godiamo il panorama partendo dalla mole del Monte Disgrazia (3678 m), il Monte Pioda (3431 m), le Cime di Chiareggio (3091 – 3106), la Punta Baroni, il Monte Sissone (3330 m), la Cima di Rosso (3366 m) e la Cima di Vazzeda (3301 m). Dopo questa bella sosta decidiamo di tornare indietro percorrendo un tratto dello stesso sentiero. Dopo il laghetto con i fiori bianchi facciamo una breve deviazione verso sinistra per poter ammirare, da una posizione più favorevole, il Rifugio Marco e Rosa e il Rifugio Marinelli (2813). Possiamo riconfermare che anche da qui il panorama che ci circonda è stupendo. Proseguiamo fino ad arrivare all’arrivo della seggiovia del Sasso Nero e imbocchiamo la carrareccia sterrata sulla sinistra. Notiamo che la carrareccia si allarga un Il Pizzo Bernina e la Cresta Guzzapochino rispetto al sentiero che passa a fianco dei piloni anche se poi si ricongiungono. Decidiamo di fare una breve deviazione e ci riportiamo sotto i piloni scendendo più velocemente. Arrivati nella piana a quota 2150 metri imbocchiamo il sentiero sulla nostra destra dove la segnaletica verticale indica Alpe Campolungo (0,20 ore) e Cima Sassa (1,20 ore). Entriamo nel bosco proseguendo a mezza costa del monte Roggione e godendo delle splendide vedute sulla diga di Campo Moro e sul pizzo Scalino (3323 m). Arrivati all’Alpe di Campolungo (2117 m) ricarichiamo la borraccia a una provvidenziale fontana e proseguiamo su carrareccia in moderata pendenza. Una vipera ci attraversa la strada e ne approfittiamo per scattarle qualche foto. Riprendiamo il cammino seguendo la segnaletica verticale che Alpe di Campolungoindica il Passo di Campolungo (0,10 ore), Alpe Palù (0,30 ore) e Rifugio Motta (0,40 ore). Raggiungiamo il passo di Campolungo (2170 m) e proseguiamo verso l’Alpe Palù. Continuiamo a camminare fino a raggiungere la riva del lago Palù dove ci stendiamo sull’erba, all’ombra di un abete, per mangiarci un altro panino e riposarci un pò. Sulla strada del ritorno, costeggiando il lago, notiamo che l’antica baita del 1700 circa è ancora in attesa di un provvidenziale restauro. Ritorniamo al bivio, dove il mattino avevamo preso il sentiero verso il Rifugio Palù, e percorriamo a ritroso la stessa strada dell’andata. 27/08/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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