Ghiare - Borgo Val di Taro - Passo del Brattello - Passo della Cisa - Pontremoli - Berceto (Parma)

Località di partenza Ghiare di Berceto (280 m) Parma
Lunghezza 90 km
Quota massima 1039 m Passo della Cisa
Dislivello complessivo in salita 1873 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Ghiare di Berceto (280 m) Parma
Acqua lungo il percorso SI - Braia - Pontremoli - Montelungo Terme - Passo della Cisa
Parcheggio libero Ghiare, vicino alla stazione ferroviaria - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende l’autostrada della Cisa (A15) e si esce al casello di Borgo Val di Taro. Si prosegue verso Borgotaro e dopo circa 300 metri, al bivio, si gira a sinistra seguendo l’indicazione stradale Ghiare.  Si può parcheggiare vicino alla stazione ferroviaria.
Da Ghiare per raggiungere Borgo Val di Taro in bicicletta ci sono due possibilità. La prima è quella che passa per una strada secondaria, con un dislivello maggiore e con un tratto di circa 800 metri da percorre a piedi in quanto la strada è franata ma con il vantaggio di non passare dentro le gallerie e di non avere traffico veicolare. La seconda possibilità è quella che passa sulla strada nuova, con pendenza regolare e più diretta ma (secondo noi) con lo svantaggio del traffico e delle gallerie.

Passo del Brattello Lasciamo l’auto nel parcheggio di fronte alla stazione e iniziamo a pedalare in direzione di Borgo Val di Taro percorrendo la vecchia SS308 Fondovalle.  All’inizio teniamo la linea ferroviaria e la nuova SP308R sulla nostra destra. Giunti ad un incrocio teniamo la sinistra proseguendo sempre sulla vecchia SS308 che alterna tratti in salita con altri in discesa. Dopo aver percorso 4,3 km ci immettiamo sulla nuova SS308R e proseguiamo per 1,9 km fino al bivio dove giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Roccamurata. Attraversiamo i binari della ferrovia, oltrepassiamo Roccamurata e affrontiamo la prima vera salita della giornata, lunga 870 m con una pendenza media del 6,3%. Arrivati all’inizio della strada franata percorriamo il primo tratto, ancora pedalabile nonostante la vegetazione ha preso possesso di parte della carreggiata. Un dosso di terra obbliga a scendere dalla bicicletta e da qui bisogna spingere per alcuni tratti. Si passa sopra uno stretto tratto di asfalto non franato poi la strada continua in un alternarsi di asfalto e sterrato fino a quando una erta, ma brevissima (6 metri) salita in terra e sassi ci conduce fino alla strada asfalta. Ripreso l’asfalto scendiamo verso Ostia Parmense e poi pedaliamoPontremoli: il Duomo velocemente in leggera discesa fino a raggiungere Borgo Val di Taro. Da Ghiare a qui abbiamo percorso 17,5 km superando un dislivello di 440 metri. Passiamo sotto il ponte della ferrovia e giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per il passo del Brattello. Poco prima del ponte sul Tarodine giriamo a sinistra imboccando l’inizio della SP20 del Passo del Brattello. Il primo tratto è in falsopiano e pedaliamo a fianco del Tarodine mantenendolo sulla nostra destra. Arrivati al ponte sul Tarodine lo oltrepassiamo portandoci sulla sponda opposta. Dall’inizio della SP20 a qui abbiamo percorso 2,3 km con una pendenza media del 3,8%. Pedaliamo per altri 2,3 km con pendenza del 4,6% fino a raggiungere il tornante dove ripassiamo il Tarodine e facciamo una breve sosta per fotografare le chiese di Costadasi e Rovinaglia. Proseguiamo in salita fino a raggiungere il Passo del Brattello (950 m) dopo aver percorso altri 6,3 km con pendenza media del 5,5%. Dall’inizio della SP20 a qui abbiamo percorso 10,9 km superando un dislivello di 540 m con una pendenza media del 5,5%. Inizia ora la discesa attraverso il bosco godendoci l’ombra degli alberi, oltrepassiamo prima Bratto, poi Braia (695 m), dove al tornante c’è una fontana sulla sinistra Pontremoli: il Campanone, il Duomo e il castello del Piagnaro visti dal ponte sul fiume Magrae infine arriviamo a Grondola (628 m). Proseguiamo in discesa affrontando una serie di tornanti, arriviamo all’incrocio con la SS62 della Cisa, giriamo a destra e dopo pochi metri entriamo a Pontremoli (236 m). Proseguiamo per un breve tratto sulla SS62 poi teniamo la destra imboccando Via Porta Parma, passiamo sotto la linea ferroviaria, oltrepassiamo l’arco in pietra ed entriamo nella città vecchia. Proseguiamo a piedi su questa via lastricata dove ci sono numerose bancarelle disposte lungo la via fino a piazza del Duomo. Scopriamo che è in corso la sagra “Medievalis” che rievoca la venuta a Pontremoli di Federico II (1226), che si fermò qui alcuni giorni concedendo alla città i privilegi di libero Comune. Nel pomeriggio sono previsti spettacoli in costume medievale. Entriamo nel Duomo (1636-87), dedicato a Santa Maria Assunta, costruito in stile barocco da Alessandro Capra, dove ci sono i dipinti dei sec. XVIII-XIX. Finita la breve visita proseguiamo lungo via Amano Ricci arrivando in piazza della Repubblica, dove si innalza il Campanone (1322), anche lei invasa dalle bancarelle. Proseguiamo sempre a piedi spingendo la bicicletta fino ad arrivare all’incrocio dove giriamo a destra su via Pietro Bologna. Oltrepassiamo il ponte sul Pontremoli: SS. Annunziata, il tempietto all'interno della chiesatorrente Verde e fotografiamo il castello del Piagnaro e il ponte romano della Cresa. Torniamo indietro, attraversiamo la strada e visitiamo la chiesa di San Francesco che conserva una Madonna col Bambino di Agostino Di Duccio e una Crocefissione e Santi di Guido Reni (1629). Oltrepassiamo nuovamente il ponte sul torrente Verde e imbocchiamo via Cavour, sempre spingendo la bici a causa delle bancarelle e arriviamo alla torre medievale che dà accesso all’altro ponte romano. Torniamo indietro per un breve tratto, giriamo a destra e oltrepassiamo il ponte sul fiume Magra. Pedaliamo su via Mazzini, una strada lastricata che corre parallela alla SS62 della Cisa. Superato l’incrocio ci immettiamo sulla Cisa e velocemente, in leggera discesa, raggiungiamo la chiesa della SS. Annunziata (XV – XVI sec.), vero gioiellino della giornata. Nell’interno ammiriamo il tempietto marmoreo ottagonale cinquecentesco ornato di statue e un bassorilievo attribuito a Jacopo Sansovino (1527). All’interno della chiesa ci viene incontro la guida che ci fornisce spiegazioni circa la presenza del tempietto e ci mostra all’interno, sotto l’altare, un tratto lastricato della via Francigena e un affresco raffigurante un’apparizione mariana a una pastorella nel 1470. Ci apre la porta che dà l’accesso alla sagrestia, dove l’arredamento è composto da mobili intagliati opera del Frate Francesco Battaglia. Finita la visita ci rechiamo all’ex convento degli Agostiniani, che sorge a fianco della chiesa. Visitiamo i due chiostri quattrocenteschi dove ha sede l’Archivio di Stato e la Fondazione Città del Libro, l’ente che organizza il Premio Bancarella. Notiamo subito la mancanza di cura e manutenzione dei chiostri, Passo della Cisapurtroppo cosa comune che avevamo subito notato camminando nei vicoli del borgo. Infatti abbiamo notato che anche le facciate dei palazzi lungo le vie centrali sono ormai stinte e in parecchi punti manca proprio l’intonaco. E’ un peccato perché una maggior manutenzione e cura darebbero risalto ai bellissimi portoni e alla pavimentazione costituita da grosse lastre di pietra. Non possiamo fare a meno di fare un confronto con i borghi medioevali visitati di recente in Val d’Orcia (link), dove la cura e l’ordine regnano sovrani. Riprendiamo la bicicletta e pedaliamo sulla SS62 riportandoci verso il centro di Pontremoli. Giriamo a sinistra, imbocchiamo via Cairoli e oltrepassiamo il ponte sul fiume Magra. Giriamo a destra e, poiché è mezzogiorno, ci incamminiamo verso il centro in cerca di un posto dove fare uno spuntino. Ci accomodiamo in un locale adibito a ristorante in occasione della giornata festiva e, visto che ci aspetta ancora la pedalata verso il Passo della Cisa (circa 800 m di dislivello), decidiamo di stare un po’ leggeri e ordiniamo una porzione di spalla cotta, specialità tipica locale. La porzione al costo di 8 € prevede cinque fettine sottili quasi trasparenti di spalla cotta, cinque mini fettine di pane e ½ litro di acqua naturale. A nostro avviso un po’ caruccio! Dopo questa sosta è ora di proseguire, passiamo Berceto: il Duomosotto la ferrovia e ci immettiamo sulla SS62 della Cisa. Inizia ora la salita e vista l’ora il caldo si fa sentire. Per fortuna che le pendenze non sono molto elevate. Dopo circa 11,8 km arriviamo a Montelungo Terme dove ci fermiamo alla fontanella per ricaricare le borracce. Rimontati in sella notiamo che la salita ora si fa più dura e pedaliamo verso il passo del Righetto che raggiungiamo dopo 2,2 km con una pendenza media del 6,6%. Adesso la salita diventa più dolce e proseguiamo senza problemi fino a al passo della Cisa (1039 m), dove sorge la chiesetta Madonna della Guardia, protettrice dei ciclisti. Dal passo del Righetto a qui abbiamo percorso 3,4 km con una pendenza media del 2,1%. Mentre da Pontremoli a qui abbiamo percorso 17,3 km superando un dislivello di 800 metri con una pendenza media del 4,5%. Eravamo stati qui nel 2010 (link) salendo da Fornovo. Ricarichiamo le borracce con l’acqua fresca che sgorga dalla fontanella prima di iniziare la discesa verso Berceto. Indossiamo gli antivento, ci lanciamo in discesa fino a raggiungere Poggio Enzo Ferrari dove giriamo a sinistra e, sempre in discesa, arriviamo a Berceto (808 m) davanti al Duomo (XII sec.) dedicato a San Moderanno. Il portale d’entrata è impreziosito dalla lunetta con Il canyon scavato dal torrente Manubiolala Crocefissione, l'architrave coi Vizi Capitali e i due telamonici delle mensole. Finita la visita riprendiamo la discesa imboccando la SP523R, lasciandoci alle spalle Berceto. A Roccaprebalza facciamo una sosta per una foto. Da qui si notano bene i pilastri in cemento che sorreggono l’autostrada della Cisa A15. Ripresa la discesa passiamo a fianco dell’Autostrada e dopo poco giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale indicante Ghiare. Siamo sulla SP19 che in discesa si snoda sul “canyon“ scavato dal torrente Manubiola. Il panorama è molto bello e merita sicuramente qualche sosta per scattare alcune foto. Ancora qualche km e giungiamo a Ghiare di Berceto dove avevamo parcheggiato l’auto. 22/08/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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