Bagni San Filippo - Arcidosso - Santa Fiora - Piancastagnaio (Siena)

Località di partenza Bagni San filippo (598 m) Siena
Lunghezza 71,2 km
Quota massima 930 m
Dislivello complessivo in salita 1579 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Bagni San Filippo (598 m) Siena
Acqua lungo il percorso SI - in ogni città
Parcheggio libero Bagni San Filippo - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link
Itinerari in Val d'Orcia Link

Come arrivare: da Siena si percorre la SR2 – Cassia fino al bivio sulla destra dove si seguono le indicazioni stradali per Bagni San Filippo (3 km), Abbadia San Salvatore (10 km) e Piancastagnaio (15 km). Arrivati a Bagni San Filippo si gira a sinistra e si può parcheggiare nelle strisce bianche lungo la sede stradale.
Campiglia d'Orcia: panorama In sella alla nostra bicicletta ci dirigiamo verso Campiglia d’Orcia. Passiamo a fianco della grotta di San Filippo Benizi dove il Santo si rifugiò nel 1269 durante il lungo conclave tenutosi a Viterbo per eleggere il successore di papa Clemente IV. Il suo nome circolò tra quelli dei papabili e Filippo Benizi, giudicandosi indegno di tale onore, si sottrasse all'elezione rifugiandosi in questa grotta. I primi 1500 metri di salita hanno una pendenza media del 7,2% poi dopo una breve discesa ci sono altri 795 metri di salita con pendenza media del 7,3%. Arrivati a Campiglia d’Orcia (700 m), contraddistinta dalla Torre della Campigliola, unico resto della Rocca di avvistamento costruita a controllo della antica via Francigena che percorreva la vallata. Giunti al bivio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Vivo d’Orcia e all’incrocio successivo teniamo la destra imboccando via Fiume. Giunti ad un grosso incrocio procediamo dritto imboccando la SP18/d in direzione di Arcidosso. La strada prosegue in falsopiano regalando panorami suggestivi sulla Val d’Orcia. Continuiamo a pedalare in leggera discesa fino alla fine di questa strada poi giriamo a sinistra immettendoci sulla SP323Castel del Piano: chiesa della Natività di Maria seguendo le indicazioni stradali per Castel del Piano e Arcidosso. Risaliamo dolcemente fino a Poggio Rosa (520 m) poi inizia la discesa che con alcuni tornanti ci porta ad oltrepassare il fosso Ansidonia. La strada inizia a salire sino a raggiungere Poggio a Leccio. Dal fosso Ansidonia a Poggio a Leccio abbiamo percorso 2,3 km di salita con una pendenza media del 5,7%. Inizia nuovamente la discesa che termina oltrepassando il ponte sul torrente Vivo. Percorriamo circa 800 metri di salita con pendenza media del 6,6% e arriviamo a Seggiano. Percorriamo la SP160 che sale con moderata pendenza e ci dirigiamo a Castel del Piano (637 m) che raggiungiamo dopo aver percorso circa 2 km. Pedaliamo su via Domenico Fantucci fino a quando non giriamo a destra imboccando via San Giovanni. Facciamo una breve sosta al lavatoio pubblico, realizzato nel 1897, formato da tre archi appoggiati su pilastri. Proseguiamo dritto e arriviamo in piazza Madonna dove vi prospettano la chiesa della Natività di Maria (XVII sec.), chiusa, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie (XVI sec.). L’interno conserva la venerata immagine della Madonna con Bambino ispirata alle devote realizzazioni di Sano di Pietro e la Madonna del Carmine di Francesco Nasini (1652). Passiamo sotto la torre con l’orologio e ci troviamo in piazza Colonna. Sulla piccola piazza medievale vi prospetta il palazzo Nerucci (1564), la loggia della Arcidosso: chiesa di San NicolòMercanzia (1554) e in una nicchia in pietra una particolare fontana. Ritornati in piazza Madonna percorriamo via Guglielmo Marconi dove ci fermiamo in un bar pasticceria per fare colazione. Dopo esserci rifocillati visitiamo piazza Garibaldi dove ci sono la Fontana Grande, monumentale vasca circolare in trachite dove al centro svetta una colonna scanalata sormontata da un capitello dorico e il Monumento a Giuseppe Garibaldi, formato da un obelisco, inaugurato l'11 settembre 1883, dove sui quattro lati della base vi sono le iscrizioni: «Patria»; «Libertà»; «Umanità»; «A Giuseppe Garibaldi MDCCCLXXXIII», si tratta del secondo monumento sorto in Italia dedicato al patriota italiano. Finita la visita di questa piccola cittadina proseguiamo su viale Vittorio Veneto seguendo la segnaletica stradale indicante Arcidosso. Continuiamo sempre dritto pedalando sulla SP160 e dopo circa 3 km arriviamo ad Arcidosso (679 m). Giunti alla rotonda giriamo a destra imboccando piazza Indipendenza e successivamente Corso Toscana. Ci fermiamo a fotografare sulla destra Fonti del Poggiolo, la caratteristica fontana con tempietto neogotico in ghisa realizzato nel 1833 presso le fonderie di Follonica, su progetto dell'architetto Francesco Leoni. Continuiamo su Corso Toscana fino al bivio con via Cavour dove seguiamo le indicazioni Santa Fiora: piazza Garibaldituristiche indicanti il castello Aldobrandeschi e la chiesa di San Nicolò. Giriamo a sinistra e passiamo sotto la porta di Castello e in salita raggiungiamo il castello Aldobrandeschi (XI sec.) che ha un’alta torre quadrata merlata. Proseguiamo verso la chiesa di San Nicolò (XII sec.) dove all’interno si trova una bella acquasantiera del 1603 dell'intagliatore Pietro Amati e una pietà del 1959. Finita la visita di Arcidosso ripercorriamo a ritroso la stessa strada fino a piazza Indipendenza e poi proseguiamo dritto seguendo le indicazioni stradali per Santa Fiora (7 km). Pedaliamo su viale David Lazzaretti, usciamo da Arcidosso e in salita arriviamo alle porte della località Bagnore dopo aver percorso 3 km con una pendenza media del 5%. Finalmente la strada inizia a scendere e con moderata pendenza raggiungiamo Santa Fiora (687 m). Arrivati in piazza Garibaldi, una bella piazza rettangolare, sulla quale vi prospettano il palazzo Pretorio e il palazzo Sforza Cesarini (1575) che dal suo fianco sinistro sporge la torre dell'Orologio, a pianta quadrata con base a scarpa. Imbocchiamo via Carolina e in discesa raggiungiamo la Pieve delle Sante Flora e Lucilla (1142), situata in piazza Arcipretura, nel terziere di Castello. La facciata è decorata con un rosone in travertino con raggiera a otto colonnine. All'interno sono conservate le celebri terrecotte rinascimentali dell'artista Andrea della Robbia, eseguite tra il 1464 e il 1490 che sono veramente stupende. Proseguiamo la visita scendendo sempre lungo via Carolina, passiamoSanta Fiora: la peschiera a fianco della chiesa di Sant'Agostino del 1681, sottopassiamo la Porta di San Michele e arriviamo davanti alla Peschiera (XVI sec.) alimentata dalle sorgenti del fiume Fiora. Le acque del Fiora defluiscono in una vasca posta all'esterno del muro di cinta, sormontata da due delfini con il tridente, utilizzata un tempo come abbeveratoio e poi come lavatoio pubblico. Ci fermiamo per visitare la chiesa della Madonna delle Nevi, detta anche della Pescina, incassata nel muro di cinta della Peschiera. La particolarità di questa chiesa è quella di sorgere nel punto in cui sono situate le sorgenti del fiume Fiora, visibili sotto il pavimento in vetro dell'edificio. Per illuminarle bisogna introdurre un euro nella macchinetta e ne vale veramente la pena. Sulla facciata è stata collocata sotto l'oculo una robbiana raffigurante le sante Flora e Lucilla. A fianco della chiesa c’è l’ingresso della peschiera (un euro a persona) e decidiamo di visitare questo suggestivo parco-giardino voluto dagli Sforza. La grande vasca contiene numerose trote e alcuni storioni e noi facciamo un giro nel piccolo parco per poter osservare la peschiera da diverse prospettive. Per visualizzare le foto di Santa Fiora: link. Finita la visita riprendiamo le biciclette e affrontiamo la salita che ci riporta all’ingresso del paese. Ripresa la SP del Monte Amiata pedaliamo verso Piancastagnaio in leggera salita. Oltrepassiamo Bagnolo e raggiungiamo il punto più alto dell’itinerario, Saragiolo (930 m). Finalmente inizia la discesa e velocemente continuiamo fino ad Piancastagnaio: la Roccaarrivare a Piancastagnaio (772 m). Ci fermiamo davanti al Santuario della Madonna di San Pietro, consacrata nel 1583, e visitiamo l'interno dove si trovano vari affreschi di Francesco Nasini eseguiti tra il 1640-41. Sull'altare maggiore è conservata la venerata immagine della Madonna (1580) di Martino d'Urbano da Celia. Finita la visita torniamo indietro per un breve tratto e rimbocchiamo le nostre borracce alla fontana del pellegrino. In discesa raggiungiamo la chiesetta di San Francesco consacrata nel 1278 dove sorge un castagno centenario. Sempre in discesa arriviamo davanti alla Rocca Aldobrandesca, passiamo sotto la porta e ci fermiamo in piazza Castello. Proseguiamo verso piazza Matteotti, sulla quale si affacciano i palazzi trecenteschi del Podestà e del Comune, e dove sorge ancora la Colonna di Giustizia con lo stemma della Repubblica di Siena. Vicino c’è la pieve di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1188 da cui si accede salendo una scalinata. Nell’interno c’è un bel pulpito in pietra ed un fonte battesimale (XV-XVI sec.). Proseguiamo verso il palazzo Bourbon del Monte (1603) che purtroppo è nascosto dai ponteggi. Dalla terrazza del piazzale si gode un bel panorama. Ritorniamo indietro e ci fermiamo un momento nei giardini a fianco del palazzo del Comune da dove si gode di un ampio panorama. Finita la visita ritorniamo davanti alla Rocca e imbocchiamo via Roma, la Piancastagnaio: panoramastessa strada da cui eravamo arrivati e procediamo verso Abbadia San Salvatore. Passiamo nuovamente a fianco della chiesa di San Francesco e proseguiamo dritto. Poco fuori dal paese abbiamo una piacevole sorpresa, imbocchiamo un tratto di pista ciclabile, l’unica di tutto l’itinerario. Pedalando in sicurezza, a fianco della strada, ma su sede protetta, procediamo senza difficoltà in leggero falsopiano. Dalla pista ciclabile si può godere di un bel panorama su Radicofani e la Val d’Orcia. A un certo punto la ciclabile finisce e siamo costretti a ritornare sulla strada provinciale che percorriamo per altri 1,8 km fino ad arrivare ad Abbadia San Salvatore. Giunti in piazza della Repubblica giriamo a sinistra su via Pinelli e continuiamo su questa strada fino ad arrivare davanti alla chiesa di Santa Croce. Non ci fermiamo a visitare Abbadia San Salvatore in quanto eravamo stati qui qualche girono prima quando avevamo fatto l’itinerario verso la vetta del Monte Amiata (link). Proseguiamo su via Maraghini, facente parte del Terziere Fabbri, fino all’incrocio, sulla destra, con via Garibaldi poi giriamo a sinistra, passiamo sotto Porta Castello e percorriamo via Cavour. Giriamo a destra, passiamo sotto l’arco in pietra costruito dall’abate Pietro Rocca nel 1581 che in passato fungeva da accesso al monastero. Dopo pochi metri passiamo sotto un altro arco in pietra e arriviamo davanti all’Abbazia di San Salvatore, che non visitiamo Abbadia San Salvatore: l'omonima Abbaziaper lo stesso motivo di prima, attraversiamo piazzale Michelangelo e ci dirigiamo alla Coop per fare un poco di spesa. Ritorniamo indietro passando davanti all’Abbazia, passiamo sotto gli archi e ritorniamo in via Cavour dove giriamo a destra e pedaliamo in leggera salita verso Bagni San Filippo. Usciti da Abbadia San Salvatore la strada inizia a scendere, prima dolcemente, poi con più decisione e così velocemente raggiungiamo Bagni San Filippo. Per tornare al nostro punto di partenza, giriamo a sinistra imboccando via del Bollore e dopo aver percorso altri 750 in leggera salita arriviamo davanti all’ingresso del casale. 30/07/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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