Bagni San Filippo - Radicofani - Chianciano - Montepulciano - Pienza - San Quirico d'Orcia (Siena)

Località di partenza Bagni San Filippo (598 m) Siena
Lunghezza 105 km
Quota massima 875 m - Rocca di Radicofani
Dislivello complessivo in salita 2116 m
Ciclabilità 100% - 90% asfalto e 10% sterrato
Arrivo Bagni San Filippo (598 m) Siena
Acqua lungo il percorso SI - in ogni città
Parcheggio libero Bagni San Filippo - Link
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Come arrivare: da Siena si percorre la SR2 – via Cassia fino al bivio sulla destra dove si seguono le indicazioni stradali per Bagni San Filippo (3 km), Abbadia San Salvatore (10 km) e Piancastagnaio (15 km). Arrivati a Bagni San Filippo girare a sinistra e parcheggiare nelle strisce bianche lungo la sede stradale.
Radicofani: la RoccaDa Bagni San Filippo procediamo in discesa fino alla SR2 – Cassia. Giriamo a destra e ne percorriamo un breve tratto. Al primo bivio giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Radicofani (8 km) e Chiusi (38 km). Inizia la salita che dai 420 m di altezza ci porta fino agli 814 m di Radicofani. Imboccata la SP478 per Sarteano, che combacia con il tratto di via Francigena eurovelo5, saliamo dolcemente con pendenza regolare fino ad arrivare a Radicofani (814 m). Imbocchiamo la deviazione sulla sinistra, viale O. Luchini e giunti al bivio teniamo la sinistra arrivando davanti al palazzo del Comune. Giriamo a sinistra e in forte salita imbocchiamo via B. Lanci. Dopo poco la strada diviene sterrata e proseguiamo fino ad arrivare al cimitero. Qui ritroviamo l’asfalto, pedaliamo su via Guglielmo Marconi dirigendoci alla Rocca, da cui si gode un ampio panorama. Questa costruzione è la parte più antica del complesso fortificato iniziato da papa Adriano IV nel 1154. Nel 1295 Ghino di Tacco si impossessò della Rocca e di lui scrive il Boccaccio “in quel dimorando chiunque per le circostanti parti passava, rubare faceva a’ suoi masnadieri” e anche Dante lo ricorda nella Divina Commedia (Purgatorio, VI, 13-15). Dopo aver scattato alcune foto, torniamo indietro imboccando via Guglielmo Marconi fino al palazzo del Comune e proseguiamo dritto imboccando via Renato Magi. Sarteano: il Municipio e la chiesa di San FrancescoPedaliamo su questa caratteristica via lastricata fino ad arrivare in piazza San Pietro. Nella piazza una targa di marmo ci ricorda che la Val d’Orcia è paesaggio culturale patrimonio mondiale dell’UNESCO. In fondo alla piazza si erge la chiesa di San Pietro (XIII sec.) dove all’interno sono custodite pregevoli opere d’arte robbiane e una Madonna col Bambino, statua lignea policroma attribuita a Francesco di Valdambrino. Di fronte a San Pietro si trova Sant’Agata, patrona del paese, con facciata gotica, nel cui interno è conservata una Madonna col Bambino incoronata da due angeli e quattro santi, opera autografata di Andrea Dalla Robbia. Dopo questa breve visita usciamo da Radicofani percorrendo via Roma, via Giacomo Matteotti e riprendendo la SP478 per Sarteano. Questo tratto di strada è in discesa e velocemente ci allontaniamo dal paese. Oltrepassiamo il fiume Orcia e iniziamo la dolce salita verso Sarteano. La strada si mantiene in falso piano e pedalando regolarmente arriviamo a Sarteano (573 m). Giunti all’incrocio giriamo a sinistra in piazza D. Bargagli dove sorge la chiesa di San Francesco, fondata nella prima metà del ‘300. La chiesa ha una elegante facciata in travertino ed è sormontata da un timpano con stemma della famiglia Piccolomini. Giriamo a destra e ci dirigiamo in Piazza XXIV giugno 1944, dove c’è un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale e il Palazzo del Comune. Giriamo a destra imboccando via Roma dove passiamo a fianco dei palazzi Piccolomini (n. 25) e Gabrielli. Continuiamo dritto fino ad arrivare alla chiesa di San ChiancianoMartino, oggi chiusa, dove, all’interno, sul 1° altare di sinistra c’è un Annunciazione, una delle opere più significative di Domenico Beccafumi. A destra della chiesa fotografiamo la duecentesca Porta Umbra poi proseguiamo a ritroso su via Roma ritornando in Piazza XXIV giugno 1944. Fotografiamo, a sinistra, Porta di Mezzo e continuiamo su Corso Giuseppe Garibaldi fino a piazza San Lorenzo dove sorge l’omonima collegiata (1576). Proseguiamo dritto su via Giacomo Matteotti innestandoci poi su viale Europa (SP19). Usciamo da Sarteano, oltrepassiamo il torrente Astrone e in salita arriviamo a Chianciano Terme (475 m). Questa piccola cittadina termale è stata per 5 volte il punto di arrivo di una tappa del Giro d’Italia mentre nel 2010 è stata sede di partenza per l’8a  tappa: Chianciano Terme – Terminillo. Imbocchiamo viale Guido Baccelli e ci fermiamo allo stabilimento termale Acqua Santa per visitare il salone realizzato da Pier Luigi Nervi nel 1961. Finita questa breve visita proseguiamo dritto, sempre su viale G. Baccelli, che in questo tratto è chiuso al traffico veicolare, giriamo a destra e imbocchiamo viale della Libertà. Continuiamo su questa strada fino ad immetterci sulla SS146. Seguiamo le indicazioni stradali per Montepulciano (9 km) e arrivati al bivio con vialeMontepulciano Dante giriamo a destra e andiamo a visitare il piccolo nucleo abitato di Chianciano. Passiamo sotto l’arco monumentale e arriviamo davanti alla Torre dell’orologio da dove si gode un ampio panorama. Giriamo a sinistra in via dei Forni e arriviamo in piazza Matteotti dove c’è una fontana. Proseguiamo dritto su via Solferino fino a raggiungere un bel punto panoramico sulla Val d’Orcia. Giriamo a destra su borgo Marrone e poi ancora a destra imboccando via della Croce. Ritornati su viale Dante usciamo dal paese e iniziamo la salita a tornanti che ci fa raggiungere i 500 m di quota. Poi la strada prosegue in falsopiano e velocemente raggiugiamo Montepulciano (607 m). Giriamo a destra imboccando via di San Pietro poi a sinistra su via delle Farine, passiamo sotto la porta delle Farine (XIII sec.) fino alla casa di Poliziano (n. 5). Giriamo a sinistra su via del Poliziano e raggiungiamo S. Maria dei Servi (XIV sec.). L’elegante interno barocco, opera di Andrea Pozzo, a una navata, conserva al 3° altare di sinistra una Madonna col Bambino di Duccio da Boninsegna. Proseguiamo su via San Donato, sottopassiamo il semplice arco dell’omonima porta e al n. 10 c’è Palazzo Bellarmini, casa natale di Roberto Bellarmino (1542-1621), teologo gesuita accusatore di Galileo, Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Arriviamo in Piazza Grande, centro monumentale della città sull’alto del colle, in leggera pendenza, vi prospetta il Duomo, il Palazzo Comunale, PienzaPalazzo dei Nobili-Tarugi (n. 3), il pozzo de’ Grifi e de’ Leoni e Palazzo Cantucci (n. 13). Iniziamo la visita con il Palazzo Comunale, che deve la sua facciata tutta in pietra a Michelozzo (1424). Dalla torre (5 € a persona) si può godere di un ampio panorama sulle valli di Chiana e dell’Orcia, del monte Amiata e del lago Trasimeno. Visitiamo il Duomo (1592-1630) realizzato su disegno di Ippolito Scalza nel cui interno, a sinistra del portale centrale, c’è la statua giacente di Bartolomeo Aragazzi, segretario di papa Martino V, scolpito da Michelozzo (XV sec.). Sull’altare maggiore, Assunzione di Taddeo di Bartolo (1401) e nella 1a cappella a sinistra, fonte battesimale di Giovanni d’Agostino (XIV sec.). Il Palazzo Nobili-Tarugi, del ‘500, si caratterizza per il rivestimento in travertino mentre più avanti, il pozzo dei Grifi e dei Leoni (1520) è sormontato da due colonne ioniche che reggono sopra l’architrave uno stemma mediceo sorretto da leoni (Firenze) e fiancheggiato da grifi (Montepulciano). Facciamo una breve sosta per un panino prima di riprendere la visita. Proseguiamo lungo via Ricci poi giriamo a destra su via del Poggiolo arrivando in piazza delle Erbe dove c’è la Loggia del Grano. Continuiamo su via di Gracciano nel Corso arrivando alla chiesa di Sant’Agostino, costruzione cinquecentesca con facciata tardogotico-rinascimentale, opera di Michelozzo. Di fronte si erge la torre di Pulcinella (1524), che purtroppo è nascosta dai ponteggi, e proseguiamo lungo il Corso passando a fianco a Palazzo Cocconi (n. 68-70), Palazzo Avignonesi (n. 91) attribuito al Vignola, fino ad San Quirico d'Orcia: la Collegiata dedicata ai SS. Quirico e Giulittaarrivare a Porta al Prato. Oltrepassiamo la porta e dopo poco arriviamo a Sant’Agnese (1306), dedicata alla Santa Agnese Segni di Montepulciano. Purtroppo è chiusa e così non possiamo visitare l’interno, dove, sopra l’altare maggiore, è posta l’urna contenente il corpo della santa con monumento di Giuseppe Mazzuoli (1690). Torniamo indietro per la stessa strada, passiamo di nuovo sotto Porta al Prato, fino a ritornare alla Loggia del Grano. Giriamo a sinistra imboccando via Voltaia nel Corso dove al n. 21 c’è Palazzo Cervini, oggi occupato da una banca, fatto costruire a metà del ‘500 dal cardinale Marcello Cervini, futuro papa Marcello II (1555). Torniamo in piazza delle Erbe, imbocchiamo via Piana, via del Paolino e infine via di San Biagio fino all’omonima chiesa. La chiesa, una delle più espressive creazioni del rinascimento, è il capolavoro di Antonio da Sangallo il Vecchio (1518-45). Per visualizzare le foto di Montepulciano: link. Dopo la visita, imbocchiamo sulla destra via dei Canneti, poi, sulla sinistra, via di Pescaia dove inizia lo sterrato. Questo è un tratto della via Francigena che porta verso Pienza e lo seguiamo fino ad immetterci sulla SP146 dopo aver percorso 1,4 km di sterrato. Giriamo a destra e dopo circa 11 km arriviamo a Pienza (491 m). Superiamo piazza Dante Alighieri e giriamo a sinistra, passiamo sotto Porta al Prato, imbocchiamo Corso Rossellino e raggiungiamo il centro della città, piazza Pio II, che è il capolavoro dell’opera di rimodellamento del borgo messa in atto da Bernardo Rossellino tra il 1459 e il 1462. Vi prospettano la Cattedrale, Palazzo Piccolomini, preceduto Vignoni: San Biagioda un pozzo (1462) e il Palazzo Vescovile, già Borgia, ristrutturato nel ‘400 dal cardinale Rodrigo Borgia (il futuro papa Alessandro VI). Visitiamo la cattedrale, dedicata all’Assunta, eretta nel 1469-62 su disegno di Rossellino e nel cui interno sono custodite numerose opere d’arte, tutte commissionate da papa Pio II tra il 1461-63. Tra tutte spiccano, nella cappella centrale un bel coro ligneo intagliato di gusto goticheggiante (1462) e nella 4a cappella, Assunta, pala d’altare capolavoro di Vecchietta. Fotografiamo il Palazzo Piccolomini e poi ritorniamo indietro per la stessa strada fino a Porta al Prato. Proseguiamo su via del Fonte fino a raggiungere la Pieve di Corsignano, documenta già nel 714. Nell’interno c’è il fonte battesimale nel quale fu battezzato Pio II e forse Pio III. Per visualizzare le foto di Pienza: link.Riprendiamo a pedalare su sterrato seguendo la carrareccia per 1 km fino ad imboccare nuovamente la SP476 verso S. Quirico d’Orcia. La strada, prima in discesa e poi in leggera salita ci permette di raggiungere abbastanza velocemente, dopo 8,1 km San Quirico d’Orcia (m 409). Passiamo sotto la Porta dei Cappuccini (XIII sec.), imbocchiamo via Poliziano e ci dirigiamo alla Collegiata (XII-XII sec.) dedicata ai SS. Quirico e Giulitta, in stile romanico. Passiamo a fianco del bel portale dove ci sono delle cariatidi poggianti su leoni e arriviamo al grandioso portale romanico (1080) preceduto da un protiro con arco finemente decorato su colonne annodate poggianti su leonesse. Visitiamo l’interno, dove, nel braccio sinistro del transetto, c’è una MadonnaBagno Vignoni: la vasca col Bambino di Sano di Pietro e nell’abside un bel coro ligneo intagliato e intarsiato da Antonio Barili (1482-1502). Proseguiamo la visita di San Quirico d’Orcia passando a fianco di Palazzo Chigi (1679) eretto da Carlo Fontana per il cardinale Flavio Chigi. Siamo sulla via Francigena che corrisponde con l’attuale via Dante Alighieri (tratto della ciclopista Eurovelo 5) e arriviamo in piazza della Libertà dove sorge la chiesa di Santa Maria di Vitalea, che conserva sopra l’altare maggiore una Madonna, terracotta robbiana e nei pilastri laterali delle statue lignee policrome (XV sec.). A destra della piazza ci sono gli Horti Leonini, grandioso parco costruito da Diomede Leoni (1540) con giardino all’italiana e ornato dalla statua di Cosimo III. Proseguiamo sulla via Francigena, passiamo a fianco della chiesa dedicata a Santa Maria Assunta dove il portale rivela numerose analogie con quello dell'abbazia di Sant'Antimo. Per visualizzare le foto di San Quirico d'Orcia: link. Giriamo a destra imboccando via G. Matteotti, sempre facente parte della ciclopista Eurovelo5, e poi continuiamo su via Garibaldi. Pedaliamo su strada di Ripa d’Orcia e dopo poco l’asfalto lascia il posto allo sterrato. Inizia la salita, a tratti abbastanza ripida, e dopo 2,3 km di sterrato arriviamo a Vignoni dove facciamo una breve deviazione per godere della bella veduta dal punto panoramico. Dopo le foto riprendiamo l’eurovelo5 e in discesa molto ripida, facendo attenzione, raggiungiamo Bagno Vignoni (m 306) dopo aver percorso altri 2 km di sterrato. Il piccolo borgo si raccoglie attorno alla grande vasca che costituiva l’antica struttura delle terme. Di queste acque termali SR2 - Cassia: panoramasi è giovato anche Lorenzo il Magnifico nel 1490. Finita questa breve visita decidiamo di prendere la SR2 Cassia. Imbocchiamo via delle sorgenti, via del Corello e poi giriamo a destra su strada Bagno Vignoni. Giunti all’incrocio giriamo a destra sulla SR2 Cassia seguendo le indicazioni stradali per Bagni San Filippo (17 km) e Radicofani (23 km). Subito oltrepassiamo il ponte sul fiume Orcia e pedaliamo velocemente in falsopiano stando attenti alle macchine che sfrecciano veloci. Purtroppo questo tratto di strada è abbastanza trafficato, la carreggiata non è molto larga e la corsia di emergenza è assente. Continuiamo a pedalare fino a Gallina e poi proseguiamo, sempre su questa strada, ma con più tranquillità in quanto la sede stradale è molto più larga e c’è un’ampia corsia d’emergenza che noi sfruttiamo come se fosse una pista ciclabile. Abbiamo percorso sulla Cassia, da Bagno Vignoni fino al bivio per Bagni San Filippo 13,5 km. Giunti al bivio per Bagni San Filippo giriamo a destra e affrontiamo l’ultima salita della giornata superando i 176 metri di dislivello in 3,6 km con una pendenza media del 5%. 27/07/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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