Bolsena - Capodimonte - Marta: giro del lago di Bolsena (Viterbo)

Località di partenza Bolsena (350 m) Viterbo
Lunghezza 49,6 km
Quota massima 430 m
Dislivello complessivo in salita 405 m
Ciclabilità 100% - 60% asfalto e 40% sterrato
Arrivo Bolsena (350 m) Viterbo
Acqua lungo il percorso SI - Capodimonte - Marta
Parcheggio libero Via Guglielmo Marconi (SP53) - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Viterbo si percorre la SR 2 – Cassia passando per Zepponami e Montefiascone. Si prosegue sempre sulla Cassia fino ad arrivare a Bolsena.
Bolsena: porta monumentaleLasciamo l'auto nel parcheggio di via Guglielmo Marconi che si trova poco prima del tornante che porta in piazza dei Monaldeschi. Imbocchiamo la strada in discesa e ci dirigiamo in piazza Matteotti. Giunti al semaforo giriamo a destra imboccando la SR2 - Cassia e procediamo, in piano, su questa strada trafficata per 6,7 km. Giunti al bivio giriamo a sinistra immettendoci sulla SS489 e dopo 1,9 km imbocchiamo, sulla sinistra, un piccolo stradello alberato, seguendo la segnaletica stradale di colore marrone che indica Lago (1 km). Alla fine della strada asfaltata giungiamo sulla riva del lago di Bolsena, dove ci fermiamo un momento per scattare qualche foto. Inizia la carrareccia sterrata che si snoda a fianco delle rive del lago regalando stupende vedute verso l’isola Bisentina. Pedaliamo aCampo di girasoli lungo la Cassia fianco di canneti e piccole insenature e dopo 4,9 km ci immettiamo nuovamente sulla strada provinciale del lago di Bolsena. Continuiamo su asfalto, sempre costeggiando il lago poi la strada diviene nuovamente sterrata. L’itinerario è un continuo alternarsi di asfalto e sterrato. Ci fermiamo un momento per visitare la chiesetta di San Magno (XV sec.), dalla struttura in pietra. Purtroppo non possiamo visitarne l’interno in quanto è chiusa. La chiesa fu costruita dall'Ordine dei Cavalieri di Malta. Il 19 agosto di ogni anno, chi partecipa alla Messa, può lucrare l'indulgenza plenaria, concessa da Papa Benedetto XIV nel 1774. Riprendiamo la nostra pedalata a fianco del lago e ci fermiamo per fotografare la bella e lunga spiaggia di sabbia che si trova di fronte all’isola Bisentina. Ritrovato l’asfalto Un tratto di sterrato lungo il lago di Bolsenaaffrontiamo una dura salita dal 20% di pendenza e dopo una breve discesa ci immettiamo sulla SP8 Verentana. Percorriamo 1,6 km di questa strada in leggera discesa e poi giriamo a sinistra riportandoci verso la riva del lago. Arrivati sul lungolago procediamo su pista ciclabile fino a Capodimonte dove c’è un’altra bella e lunga spiaggia di sabbia nera. Il lago di Bolsena è il più vasto tra quelli di origine vulcanica e quinto per dimensione in Italia. Non c’è da stupirsi se le sue spiagge sono formate da sabbia nera. Entriamo in paese, giriamo a destra su via Roma e in salita ci immettiamo nuovamente sulla SP8 Verentana. Percorriamo circa 600 metri e poi al bivio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Marta (1 km). Arrivati sul lungolago ci fermiamo in un bar gelateria per prendere due caffè e due brioches. Le paste ripiene alla crema sono enormi e Capodimontebuonissime. Ci complimentiamo con il gestore il quale ci informa che le prende da un pasticcere della zona. Abbiamo ancora fame e così ci concediamo anche due gelati, anche questi enormi e buoni. Ristorati e rinfrancati da questo rifornimento di zuccheri riprendiamo le nostre biciclette e pedaliamo sul lungolago. Grazie ad un ponticello pedonale oltrepassiamo il fiume Marta, emissario del lago di Bolsena, e continuiamo a pedalare di fianco al lago. Un’altra bella e lunga spiaggia ci invoglia a fermarci e bagnare le gambe nel lago. Oggi è una giornata molto calda e il giro si svolge sempre sotto il sole battente. Anche l’acqua del lago risulta particolarmente calda ma comunque per le gambe è un bel refrigerio. Di fronte a noi c’è l’isola Martana, piccolo resto Panorama del lago di Bolsenadi un conetto vulcanico ricoperto da una rada vegetazione. Dopo questa breve pausa riprendiamo a pedalare sempre sul lungolago e procedendo spensieratamente non ci accorgiamo di oltrepassare il bivio che dovevamo prendere. Siamo costretti a tornare indietro per circa 600 metri. A dire il vero, il bivio in questione è molto difficile da individuare, si deve entrare in un cancello che sembra condurre in una proprietà privata. La strada sterrata inizia a salire in leggera pendenza poi la salita si fa più dura e lo sterrato diviene sabbioso. Siamo costretti a scendere di sella e spingere la bicicletta le cui ruote affondano inesorabilmente nella sabbia. Probabilmente con la MTB si riesce a pedalare per tutta la salita ma con le nostre ciclocross abbiamo delle serie difficoltà. Raggiungiamo ilBolsena: piazza dei Manaldeschi punto più alto di tutto il percorso, quota 430 metri. La salita è lunga 1,2 km e ha una pendenza media del 9% e una pendenza massima del 15,5%. Finita la salita si percorrono altri 200 metri di sterrato fino a raggiungere l’asfalto. Giriamo a sinistra e ci immettiamo sulla Cassia, in questo tratto anche via Francigena. Finalmente inizia la discesa e velocemente arriviamo a Bolsena. Giunti in piazza Matteotti giriamo a sinistra su via Nicola Colesanti e arriviamo sul lungolago. Cerchiamo disperatamente un bar per una granita al limone ma purtroppo nessuno dei tre bar aperti riesce a soddisfare la nostra richiesta. Delusi e accaldati torniamo indietro ripercorrendo la stessa via fino in piazza Matteotti, poi passiamo sotto la Porta al Borgo imboccando Corso Cavour. Bolsena: rocca dei ManaldeschiLa percorriamo tutta e usciti dall’altra Porta siamo in piazza San Giovanni. Giriamo a destra su via Francesco Cozza e iniziamo la salita verso la Rocca dei Monaldeschi. Arrivati ai piedi della Rocca giriamo a sinistra e superiamo alcuni gradini fino a giungere in piazza dei Monaldeschi da dove si gode un ampio panorama sul lago di Bolsena. Nella piazza, oltre alla Rocca c’è una fontana e la chiesa di San Salvatore (XV sec.). Imbocchiamo via Guglielmo Marconi e ci fermiamo dopo pochi metri per ammirare il bel panorama su Bolsena che si gode da questo punto panoramico e dal lato opposto della strada, i resti delle mura di cinta dell’antica Volsini. Proseguiamo ancora per qualche metro e giungiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 28/07/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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