Abbadia San Salvatore: giro della vetta del Monte Amiata (Siena)

Località di partenza Abbadia San Salvatore (800 m) Siena
Lunghezza 31,5 km
Quota massima 1738 m - vetta Monte Amiata
Dislivello complessivo in salita 992 m
Ciclabilità 99% asfalto
Arrivo Abbadia San Salvatore (800 m) Siena
Acqua sul percorso NO
Parcheggio libero Via Bolzano, vicino alla Coop - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link
Itinerari in Val d'Orcia Link

Come arrivare: da Siena si percorre la SR2 – via Cassia fino al bivio sulla destra dove si seguono le indicazioni stradali per Bagni San Filippo (3 km), Abbadia San Salvatore (10 km) e Piancastagnaio (15 km). Arrivati ad Abbadia San Salvatore si imbocca sulla sinistra via Bolzano e si giunge al parcheggio.
Monte AmiataLasciamo l'auto nel parcheggio di Abbadia San Salvatore di fronte alla Coop e iniziamo a pedalare verso destra su via Bolzano. Al bivio giriamo a sinistra e affrontiamo la dura salita di via Bolzano fino alla SP18. Giriamo a destra e al primo incrocio giriamo a sinistra imboccando la strada provinciale per la vetta dell’Amiata (SP81). Subito la salita si fa sentire e iniziamo a sudare anche se pedaliamo all’ombra dei castagni su un asfalto molto bello e senza buche. La strada è larga e sale con pendenza regolare. A mano a mano che guadagniamo quota i Un tratto della faggetacastagni lasciano il posto ai faggi. Raggiungiamo il I Rifugio Amiatino (1320 m) dove ci sono numerose case di vacanza sparse nella faggeta. La salita prosegue sempre all'ombra della faggeta, e raggiungiamo il II Rifugio Amiatino (1450 m) dove c'è in funzione una seggiovia. Ci sono numerosi bikers che si stanno preparando per risalire la vetta in seggiovia per poi lanciarsi nel downhill con la MTB ultra ammortizzata. Noi continuiamo a salire impostando una pedalata regolare fino a quando la strada asfaltata finisce. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 13 km superando un dislivello di 866 m e una pendenza media del 6,7%. Siamo in località Pianello, a quota 1662 metri e Località Pianellofacciamo una breve sosta per mangiare una banana prima di riprendere la salita vero la vetta del Monte Amiata. Spingiamo le nostre biciclette su una carrareccia lastricata che sale dritta e ripida fino a raggiungere la vetta del Monte Amiata (1738 m) caratterizzata da una particolare croce di ferro alta 22 metri. Dalla località Pianello alla croce di ferro ci sono 444 metri con una pendenza media del 13,7%. Dal terrazzo panoramico si gode di un vasto panorama che abbraccia il lago di Bolsena, la Val d’Orcia e il monte Labbro (1193 m). Proseguiamo a piedi all’interno della faggeta seguendo le indicazioni per la Madonna degli Scout. Il primo tratto è pianeggiante poi una breve ferrata ci portaMonte Amiata: la croce sulla piattaforma dove è collocata la Madonna degli Scout realizzata nel 1961 dagli scultori Pasquini di Pietrasanta. Anche da questa posizione si gode di un ampio panorama. Dopo le foto di rito torniamo alla croce dove ci fermiamo ancora un momento per ammirare il magnifico panorama prima di tornare a Pianello. Saliti in sella alle nostre biciclette ci lanciamo in discesa percorrendo la stessa strada fatta in salita sino ad arrivare al bivio con la SP35 dove teniamo la destra e seguiamo le indicazioni stradali per Santa Fiora (20 km), Piancastagnaio (16 km) e Prato Macinaie (5 km). Sempre in discesa, suMonte Amiata: il panorama davanti alla croce strada con asfalto meno bello, raggiungiamo il punto panoramico «Valle dell’Inferno» dove ci fermiamo per scattare qualche fotografia. Continuiamo in discesa sino a Prato delle Macinaie dove teniamo la destra e proseguiamo sulla SP37. Giunti al bivio con la SP81 giriamo a sinistra riprendendo la stessa strada percorsa all’andata. Dopo pochi metri ci fermiamo al I rifugio Amiatino per mangiarci un panino. Risaliti in sella proseguiamo la discesa, passiamo a fianco al museo delle miniere e ci fermiamo a visitare la chiesa dedicata alla Madonna del Castagno, del 1524. Questa Madonna era venerata dai Interno dell'Abbazia di San Salvatoreminatori dell’Amiata e infatti, ai suoi piedi si distingue un elmetto da minatore e la lampada ad acetilene. La chiesa ha una semplice facciata in trachite con oculo decorato e conserva all’interno una bella Crocefissione. Finita la breve visita proseguiamo su via Federico Hamman, giriamo a destra su via Serdini e poi a sinistra su via della pace percorrendola tutta. Giriamo a sinistra su via Mentana, a destra su via Cavour, passiamo a fianco di piazza XX Settembre, dove c’è una fontana, ed entriamo da Porta Castello. Percorriamo via Filippo Neri costeggiando antiche abitazioni tutte in pietra, giriamo a destra su via Cernaia e arriviamo in piazza Santa Croce dove vi prospetta Abbadia San Salvatore: via Filippo Neril’omonima chiesa del 1221. Nel moderno interno si trova, all'ingresso, il fonte battesimale (1509), decorato con gli stemmi della comunità di Abbadia e della famiglia Piccolomini. Imbocchiamo via Pinelli, passiamo la Porticciola e la Porta del Borgo e arriviamo in piazza della Repubblica. Proseguiamo verso piazza Gramsci dove sulla destra c’è la Porta del Cassero. Giungiamo davanti al palazzo del Comune. Pedaliamo su viale Roma fino a piazza XX Settembre, giriamo a sinistra su via Cavour e poi a destra passando sotto l’arco in pietra costruito dall’abate Pietro Rocca nel 1581 che in passato fungeva da accesso al monastero. Percorriamo pochi metri e poi passiamo sotto un altro arco in pietra e arriviamo davanti all’Abbazia di San Salvatore, fondata nell’VIII sec. e rifatta nel 1035. Ha una facciata in trachite serrata da due torri, di cui una incompiuta. L'interno, caratterizzato da una navata unica, ha il presbiterio rialzato sotto il quale si apre la cripta. La cripta (2 euro per la visita), è un vero gioiellino formata da 32 colonne a ornati geometrici e capitelli zoomorfi e fitomorfi molto belli. Finita la visita, attraversiamo piazzale Michelangelo e prendiamo un piccolo stradello ciclopedonale che ci conduce fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 26/07/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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