I Terrazzamenti 2: Chiuro - Teglio - Tirano (Sondrio)

Località di partenza Chiuro (355 m) Sondrio
Lunghezza 40,1 km
Quota massima 863 m
Dislivello complessivo in salita 950 m
Ciclabilità 100%
Arrivo Chiuro (355 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - in ogni paese
Parcheggio libero Chiuro, nei pressi del ristorante Baffo - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. Oltrepassato il paese di Ponte in Valtellina si arriva alla rotonda di Chiuro (di fronte alla stazione del paese), si prende la seconda uscita, direzione Chiuro, e sulla sinistra c’è un ampio parcheggio libero nei pressi del ristorante Baffo.
Segnaletica verticale dei Terrazzamenti Lasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare in leggera salita verso il centro di Chiuro percorrendo via Stazione. Al bivio con via Giacomo Bruto teniamo la destra proseguendo verso Castionetto. Dopo il parcheggio, che si trova sulla nostra sinistra, imbocchiamo la SP21D e in salita costeggiamo le prime distese di meleti. Notiamo una stradina sterrata sulla destra segnalata da un segnavia bianco-rosso, ma, non essendo presente il caratteristico cartello rettangolare della via dei terrazzamenti, la ignoriamo e proseguiamo dritto. Poco più avanti ci accorgiamo che quella stradina si trattava di un tratto della via dei terrazzamenti, infatti la ritroviamo più avanti che sbocca sulla SP21D che stiamo percorrendo. Arriviamo al bivio per San Bernardo dopo aver percorso 2,5 km dalla partenza e affrontato una pendenza media dell’8,3%. Giriamo a destra e arriviamo davanti alla chiesa di San Bartolomeo contraddistinta da un bel rosone. Siamo a 500 metri d’altezza e ritroviamo la segnaletica verticale dei Terrazzamenti indicante Sant’Antonio (ore 1,25) e Piazza Sant’Eufemia - Teglio (ore 2,10). Davanti alla chiesa c’è una pianta con molte ciliegie color giallo. E’ la prima volta che vediamo questa varietà e, su suggerimento delI terrazzamenti dopo San Bernardo proprietario, assaggiamo qualche ciliegia. C’è anche un pannello didattico con la mappa del percorso e alcune informazioni turistiche della zona. Dopo questa breve sosta riprendiamo a pedalare, sempre in salita, fino ad arrivare ad un bivio nei pressi di una casa bianca. Abbiamo percorso altri 400 metri con pendenza dell’11,5%. Giriamo a destra, seguendo la segnaletica verticale color giallo dei Terrazzamenti e affrontiamo il primo tratto di sterrato della giornata. Dopo il primo tratto la carrareccia diviene cementata e passa in mezzo ai vigneti di Ca Fracia regalando magnifiche viste sui terrazzamenti. La carrareccia scende leggermente e poi risale con pendenza media dell’11% fino alla località Brione (560 m). Proseguiamo su sterrato affrontando varie salite e brevi tratti dove riprendere fiato fino ad arrivare a Sant’Antonio. Dalla località Brione abbiamo percorso 2 km con pendenza media del 6,5%. La chiesa è in pessime condizioni e gli affreschi della facciata sono completamente rovinati. Oggi non è una giornata molto bella e il cielo grigio che sovrasta la chiesa ne mette in risalto lo stato di abbandono. Ritrovato l’asfalto attraversiamo il piccolo nucleo abitato di Sant’Antonio (700 m) seguendo la segnaletica verticaleUn tratto del percorso indicante Palazzo Besta (ore 0,30) e Piazza Sant’Eufemia – Teglio (ore 1,55). Continuiamo in salita in mezzo al bosco e prati fino ad arrivare a Teglio nei pressi del palazzo Besta (XVI sec.), a quota 825 metri. Abbiamo percorso, dalla località Sant’Antonio, 1,3 km e superato una pendenza media dell’8,3%. Ci fermiamo a fotografare questa dimora rinascimentale che purtroppo oggi è chiusa. Proseguiamo in salita lungo viale delle Rimembranze passando a fianco della chiesa di San Lorenzo, del XVI sec., (chiusa), seguendo la segnaletica verticale indicante Piazza Sant’Eufemia - Teglio (ore 0,10) e Valle di Boalzo (ore 0,50). Dopo un altro breve tratto di salita arriviamo davanti alla parrocchiale di Sant’Eufemia, nell’omonima piazza. Di fronte vi prospetta l’Oratorio della Confraternita dei Bianchi che sulla facciata, in precario stato di conservazione, mostra gli affreschi di una Danza Macabra (XV-XVI sec.). Evitiamo di prendere il sentiero che sale lungo il parco delle Rimembranze fino ad arrivare alla torre “de li beli miri” da dove si gode un bel panorama, già visitato nel 2012 (link). Proseguiamo dritto su via Valtellina e arriviamo davanti alla chiesa romanica di San Pietro (XI sec.). Notiamo che sia la segnaletica verticale sia quella orizzontale dei Terrazzamenti non sono più presenti e così siamo costretti a chiedere informazioni per la via deiTeglio: palazzo Besta Terrazzamenti. Dopo alcune informazioni contrastanti scendiamo lungo via Roma fino ad arrivare all’officina Landi dove il proprietario ci indica la giusta direzione. Risaliamo per un breve tratto via Roma e al primo incrocio giriamo a destra. Dopo pochi metri l’asfalto lascia il posto allo sterrato e poi la carrareccia si immette nella mulattiera dei Terrazzamenti. In forte discesa, su acciottolato, reso insidioso dall’umidità, ci dirigiamo verso Bianzone. L’acciottolato lascia il posto ad uno sterrato compatto, siamo nella Valle di Boalzo e possiamo vedere in lontananza la chiesa di San Siro a Bianzone riconoscibile per l’alto campanile di pietra. Poco prima di superare il torrente Boalzo notiamo la segnaletica verticale di colore giallo della via dei Terrazzamenti e una di colore rosso per le biciclette. Seguiamo la segnaletica della via dei terrazzamenti proseguendo dritti e arriviamo sul piccolo ponte che oltrepassa il torrente Boalzo. Siamo in località Valle di Boalzo (600 m) e la segnaletica verticale indica Contrada Curta Alta (ore 0,05) e Contrada Selva – Bianzone (ore 0,40). Proseguiamo su sterrata arrivando in Contrada Curta Alta (615 m) e continuiamo fino ad Un tratto dei Terrazzamenti vicino a Bianzonearrivare fra i filari delle vigne. Siamo costretti a portare le nostre MTB sule spalle per poter scendere le strette scalette che uniscono i vari terrazzamenti. Scendendo di scala in scala arriviamo in località La Gatta (455 m) dove entriamo nella tenuta vinicola “La Gatta”. La tenuta è un ex monastero e offre la possibilità di una degustazione dei vini tipici valtellinesi. Il sentiero dovrebbe proseguire a mezza costa, tra i filari delle vigne ma i segnavia mancano completamente e le vigne sono invase dalla vegetazione. Con difficoltà troviamo la giusta direzione e procediamo su sterrato arrivando alla Contrada Selva - Bianzone (490 m) proprio davanti alla parrocchiale dedicata a San Siro. Dal sagrato si può godere di una bella vista panoramica sui vigneti e meleti. Al suo interno custodisce, in cattive condizioni, degli affreschi di Cipriano Valorsa, detto il “Raffaello della Valtellina”, del 1548. Molto belli l’altare, i pulpiti e il coro tutti in legno intagliato. Riprendiamo le MTB, proseguiamo il giro percorrendo altri 800 metri di strada in salita con pendenza media del 6,6% e arriviamo a Bianzone. Proseguiamo per Villa di Tirano arrivando in piazza Torelli (404 m) davanti alla casa Comunale. Ci colpisce l’ingresso della chiesa posto in una posizione insolita, di fianco al muro della casa Comunale. La meridiana presente sul fianco della Località La Gatta: l'omonima tenuta vinicolachiesa riporta due belle frasi: “Questo fer fatal che l’ore addita / A noi coll’ombra sua toglie la vita.” e “Torna, tornando il sol l’ombra smarrita / Ma non torna giammai l’età fuggita”. La segnaletica verticale indica Madonna di Tirano (ore 1,20) e così proseguiamo alternando alcuni sali e scendi fino a Tirano. Giunti a fianco della SS38 ne percorriamo un breve tratto sul marciapiede fino ad arrivare al ponte che oltrepassa il torrente Poschiavino. Giriamo a sinistra e su sterrato raggiungiamo l’altro ponte ciclopedonale e oltrepassatolo arriviamo, per strette viuzze, nella piazza dove sorge la Basilica della Madonna di Tirano (XVI sec.). L’interno è ricco di stucchi dipinti e decorazioni presenti sulle pareti e sulle volte del soffitto della chiesa. L’organo, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini, ha un aspetto monumentale e poggia su otto grandi colonne di marmo rosso. Il gusto barocco, la grazia e la ricchezza delle decorazioni a stucco, delle sculture e degli affreschi, fa sì che il santuario venga considerato, con il duomo di Milano e la certosa di Pavia, una delle tre chiese più Villa di Tiranobelle della Lombardia. E’ ora di tornare verso Chiuro, inforchiamo le MTB e pedaliamo, sul marciapiede, a fianco della SS38, in direzione di Sondrio. Giunti alla rotonda il marciapiede finisce, attraversiamo la strada e proseguiamo sull’altro marciapiede, sempre verso Sondrio. Prima del ponte sul torrente Poschiavino giriamo a sinistra e imbocchiamo il lungargine Poschiavino, un lungo rettilineo che corre parallelo al torrente. Superato il passaggio a livello della ferrovia giriamo a destra, oltrepassiamo il ponte ciclopedonale sul Posciavino e poi giriamo a sinistra. Continuiamo a pedalare in leggera discesa mantenendo il Poschiavino sulla nostra sinistra. Siamo sulla pista ciclabile denominata Sentiero Valtellina e procediamo velocemente fino a Stazzona dove giriamo a sinistra e oltrepassiamo il ponte sul fiume Adda. Giriamo a destra e continuiamo per 1,2 Km, su strada scarsamente trafficata, mantenendo l’Adda sulla nostra destra. Giunti al bivio, il Sentiero Valtellina prosegue sulla destra, sempre costeggiando l’Adda fino ad arrivare a Tresenda. Qui attraversiamo la SS39, la strada verso Aprica, proseguiamo dritto Tirano: il Santuario dedicato alla Madonnaoltrepassando il fiume Adda e passando davanti alla stazione. Seguendo la segnaletica verticale indicante il Sentiero Valtellina giriamo a sinistra e riprendiamo a pedalare lungo l’Adda, mantenendolo sulla nostra sinistra fino ad arrivare a San Giacomo di Teglio. Qui oltrepassiamo l’Adda su di un ponte ciclopedonale e giunti all’incrocio giriamo prima a sinistra, su via San Giacomo per Carona e poi a destra imboccando via Castello. Giunti ad un bivio teniamo la destra proseguendo su via del Piano. Giunti alle porte di Contrada Piano teniamo la destra e proseguiamo sul Sentiero Valtellina. In questo tratto la pista ciclabile corre affiancata da file di alberi, attraversa un piccolo bosco dove si affronta una discesa con pendenza del 10% e poi prosegue a fianco dell’Adda fino ad arrivare nei pressi dello sbarramento di Armisa. Qui giriamo a destra, oltrepassiamo il ponte sull’Adda e proseguiamo per Chiuro. Arrivati alle prime case teniamo la destra, pedaliamo sulla pista ciclabile che corre a fianco della strada, passiamo sotto ai binari della ferrovia, alla SS36 e arriviamo alla rotonda, davanti al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 18/06/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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