Giro del Monte Penice: Bobbio e i 4 Passi (Piacenza)

Località di partenza Bobbio (189 m) Piacenza
Lunghezza 64,3 km
Quota massima 1460 m Monte Penice
Dislivello complessivo in salita 1602 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Bobbio (189 m) Piacenza
Acqua lungo il percorso SI - Pregola - Pieve di Montarsolo
Parcheggio libero Piazza San Francesco - inizio via Sopramura - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: dall’autostrada del Sole – A1, si esce al casello autostradale di Piacenza Sud e si seguono le indicazioni stradali per Bobbio. Si percorre la SS45 oltrepassando i paesi di Quarto, Rivergaro e Perino fino ad arrivare a Bobbio. Si esce dalla SS45 e si percorre viale Garibaldi fino ad arrivare in Piazza San Francesco - inizio via Sopramura dove c'è un ampio parcheggio.
Bobbio e il Monte PeniceLasciamo l’auto nel comodo parcheggio che si trova vicino alla chiesa di San Francesco e in compagnia di Corrado iniziamo a pedalare verso piazza Nazionale. Giunti all’incrocio proseguiamo dritto su viale Garibaldi dove facciamo una breve sosta per la visita del Santuario della Madonna dell’Aiuto (1472). Ritorniamo poi sui nostri passi e all’incrocio giriamo a destra seguendo la segnaletica stradale indicante Passo Penice, Santa Maria e imboccando la SP461R. Inizia una salita costante che ci permette di impostare una pedalata regolare. Dopo i primi 4 km abbiamo superato un dislivello di 317 m affrontando una pendenza media del 7,9%. La strada è molto bella, panoramica e lascia sempre vedere il Monte Penice caratterizzato da numerose antenne. Arrivati a Vaccarezza ci fermiamo per fotografare la chiesa dedicata a Sant’Eustacchio e poi proseguiamo, sempre in salita. Abbiamo percorso altri 4 km superando un dislivello di 268 mSantuario di Santa Maria in Monte Penice con una pendenza media del 6,7%. Ci aspettano altri 5 km con una pendenza media del 7,4% prima di arrivare al Passo del Penice (1149 m), il primo dei quattro passi previsti per oggi. Arriviamo al Passo e dopo una breve sosta proseguiamo verso il Santuario. Ricapitolando, da Bobbio al Passo del Penice abbiamo percorso 13 km superando un dislivello di 953 m con una pendenza media del 7,3%. Iniziamo la salita verso il Santuario di Santa Maria in Monte Penice che si rivela subito con più pendenza. Guadagniamo quota grazie ai tornanti all’interno del bosco e poi la strada si apre e ci lascia intravedere il Santuario. Affrontiamo altri tornanti e finalmente arriviamo al Santuario di Santa Maria in Monte Penice (1460 m). Il tempo è variabile e numerose nuvole spazzate dal vento non ci permettono di godere dell’ampio panorama. Dal Passo del Penice al Santuario abbiamo percorso 3,7 km superando un dislivello di 314 m con una Un tratto del fiume Trebbiapendenza media del 8,6% e una pendenza massima del 15,1%. Visitiamo l’interno del Santuario dove troviamo una statua della Madonna e una teca in argento. Dopo le foto di rito indossiamo l’antivento e ci lanciamo in una entusiasmante discesa. Alla prima curva dopo il Santuario notiamo sulla nostra destra, un prato pieno di orchidee selvatiche e così ci fermiamo per fotografarle. Proseguiamo la discesa fino ad arrivare nuovamente al Passo del Penice dove ci fermiamo al bar per gustarci un buon caffè. Dopo questa breve sosta ripartiamo, in leggera discesa, fino ad arrivare al Passo delle Tre Strade (1101 m). Torniamo indietro per pochi metri e giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Pregola (9 km) e Passo Brallo (11 km) e imboccando la SP89. La strada non è trafficata e procede in falsopiano in un ambiente naturale. Arriviamo al passo Scaparina (1108 m), il terzo passo previsto per oggi, dopo aver percorso 4,6 km dall’imbocco della SP89. Proseguiamo dritto rimanendo sulla SP89 e ci dirigiamo verso Pregola (1000 m) dove ci fermiamo per fotografare la chiesa. Nel piccolo sagrato c’è una fontanella e così approfittiamo per ricaricare le borracce. Da adesso in poi incontreremo varie fontane lungo il percorso. Ripresa la bicicletta superiamo l’ultimo passo, il Passo del Brallo (951 m), punto di congiunzione del monte PeniceUn tratto del fiume Trebbia (1460 m) con il monte Lesima (1724 m). Giunti in paese giriamo a sinistra imboccando la SP186 e continuiamo su questa strada fino a quando non arriviamo all’incrocio per Pratolungo e Pieve di Montarsolo. Affrontiamo un tratto di salita fino a Pieve di Montarsolo (840 m) dove facciamo una piccola deviazione a destra per visitare il Santuario di Nostra Signora della Guardia che ci ricorda, come nome, quello situato sul passo della Cisa (vedi itinerario). Riprendiamo la strada e ci fermiamo poco dopo il paese per fotografare un albero monumentale: una roverella di 950 anni, col tronco dalla circonferenza di 7 m circa, collocato in una radura dall’atmosfera molto suggestiva. Adesso inizia la discesa che con veloci tornati ci porta verso la SS45. Poco prima di immetterci sulla SS45 ci fermiamo in una rientranza panoramica dove possiamo ammirare uno dei più bei panorami sul fiume Trebbia. Sotto di noi c’è una magnifica curva del Trebbia sovrastata dal monte Cerello (842 m) e sulla nostra sinistra si vede perfettamente la foce del torrente Aveto. Questo tratto è chiamato “l’elefante del La chiesa di BrugnelloTrebbia” perché il promontorio che ci troviamo di fronte ricorda un elefante a riposo. Se si guarda attentamente si possono notare la proboscide, la testa e la zampa, delimitate dal Trebbia mentre il possente corpo è formato dal monte Cerello. Saliti in sella alle nostre biciclette giungiamo al bivio con la SS45, giriamo a sinistra e in falsopiano proseguiamo verso Bobbio mantenendo il Trebbia sulla nostra destra. Ci fermiamo parecchie volte lungo la strada per fotografare il fiume che offre degli splendidi panorami disegnando incredibili anse in questo luogo dall’aspetto incontaminato. Poco prima di giungere a Marsaglia oltrepassiamo il fiume Trebbia e attraversiamo il piccolo centro abitato. Usciti dal paesino pedaliamo in leggera salita mantenendo il fiume sulla nostra sinistra. Ci fermiamo per fotografare la chiesa di Brugnello che si eleva a picco sul Trebbia ad una altezza di 420 metri. Continuiamo a pedalare in falsopiano, fermandoci nuovamente a San Salvatore dove si ha una stupenda Bobbio: il Duomovista sul Trebbia. Dopo questa breve tappa riprendiamo a pedalare sulla SS45, per fortuna poco trafficata, oltrepassiamo una galleria lunga circa 230 metri e arriviamo alle porte di Bobbio. Dopo aver oltrepassato il ponte sul Trebbia giriamo a destra imboccando la SP16 e oltrepassiamo il ponte San Martino portandoci sulla sponda opposta del Trebbia. Dopo il ponte giriamo a destra e proseguiamo a fianco del fiume mantenendolo sulla nostra sinistra. Finalmente arriviamo in vista del ponte vecchio detto Gobbo, simbolo di Bobbio. Il ponte è lungo 273 metri ed è composto da 11 arcate in pietra disuguali. Lungo il ponte si incontrano tre coppie di edicole o crocini, sopra le campate maggiori. Nelle due sopra l'arco maggiore (detto della Spessa) sono presenti due statue, che raffigurano san Colombano e la Madonna dell'Aiuto. Dopo le foto attraversiamo il ponte e ci dirigiamo in piazza Duomo percorrendo via Ponte Vecchio e poi girando a sinistra su Contrada di Porta Agazza. Giunti in piazzaMeritato riposo: da sinistra, Corrado e Fabrizio. Duomo ci concediamo una meritata sosta golosa alla pasticceria Davico (pasticcini e coppe di gelato). Dopo questa rifocillante pausa riprendiamo la visita di Bobbio visitando il Duomo dedicata a Santa Maria Assunta. La facciata risale al 1463 e ha tre porte d'ingresso, con al centro l'ampio portale sormontato dal grande rosone centrale. L’interno è a croce latina con cappelle perimetrali, coperte da volte a crociera costolonate. Gli affreschi risalgono alla fine del XIX secolo ad opera di Luigi Morgari, mentre le decorazioni bizantineggianti sono del 1896 da parte di Aristide Secchi. Dal transetto si accede alla cripta, creata nel XV secolo; che contiene il "sepolcro dei vescovi" dove riposano tutti i vescovi di Bobbio dal 1600 e la cappella di Sant'Antonio Maria Gianelli, vescovo dal 1838 fino alla morte nel 1846, dove il santo è sepolto in un'urna trasparente collocata sotto l'altare. Finita la visita ci incamminiamo verso l’abbazia di San Colombano, costruita tra il 1456 ed il 1522, sopra i resti della chiesa conventuale anteriore al 1000. Entriamo a visitare l’interno, scendiamo nella cripta dove restiamo incantati da un magnifico mosaico pavimentario di San Colombano dell'XI secolo. Dalla parte opposta del mosaico c’è la cripta vera e propria, con il sarcofago di S. Colombano, opera di Giovanni de' Patriarchis (1480). Finita la visita saliamo in sella alle nostre biciclette e affrontiamo la salita che conduce al castello. Il Castello Malaspina – Del Verme (XIV sec.) è inserito nel circuito dell'Associazione dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Purtroppo lo troviamo chiuso e dobbiamo accontentarci di fotografarlo dall’esterno. Ritornati in paese torniamo in piazza Duomo e poi fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 17/05/2015. Per visualizzare altre foto: link.

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