San Bernardo - Masarescia - Alpe Rhon - Bocchetta di Rogneda (Sondrio)

Località di partenza San Bernardo (1116 m) Sondrio
Lunghezza 15,5 km
Quota massima 2365 m - bocchetta di Rogneda
Dislivello complessivo in salita 1394 m
Arrivo San Bernardo (1116 m) Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Alpe Campo - Strefodes
Parcheggio libero San Bernardo all'inizio del paese o alla fine della strada - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano fino a Chiuro. Prima del ristorante San Carlo si gira a sinistra e poi ancora a sinistra imboccando via Trieste e seguendo l’indicazione stradale per Ponte in Valtellina. Si prosegue sempre dritto seguendo l’indicazione stradale per San Bernardo – Val Fontana. Giunti all’incrocio con la SP21 si gira a destra, sempre seguendo l’indicazione per San Bernardo – Val Fontana. Percorsi 400 metri si gira a sinistra e si sale verso San Rocco. Appena oltrepassata la chiesetta si gira a sinistra e si sale fino a San Bernardo.
Le Alpi Orobie viste da San Bernardo Lasciamo l’auto all’inizio del paese e ci incamminiamo lungo la strada fino ad arrivare all’imbocco del sentiero. Un pannello didattico illustra i percorsi della zona mentre la segnaletica verticale indica Capanna di Rhon (ore 2,30), Vetta di Rhon (ore 5,30), Masarescia (ore 1,10) e l’altezza di San Bernardo (1250 m). Proseguiamo in leggera salita fino ad arrivare a un tornante dove dopo pochi passi incontriamo la segnaletica verticale che indica a sinistra Masarescia mentre proseguendo dritto, si arriva a Strefodes. Giriamo a sinistra ed entriamo nel bosco. La carrareccia lascia il posto a un piccolo sentiero che sale attraverso il bosco. Ci rendiamo subito conto che mancano iAlpe Rhon: Rifugio Vetta di Rhon classici segnavia biancorossi, ma per fortuna il sentiero è ben tracciato e lo si riesce a seguire senza troppe difficoltà. Soltanto in un paio di occasioni consultiamo la mappa sul Garmin per accertarci di seguire la giusta direzione. Dopo una bella radura il sentiero inizia a seguire la linea di “cresta”. Continuiamo sempre in salita seguendo questo sentiero che in alcuni punti permette una bella vista verso le cime del Dosso Bruciato e del Dosso Liscio. Arrivati a Massarescia (1713 m) il sentiero si congiunge con la carrareccia che sale da Strefodes – Alpe Campo. Proseguiamo in salita seguendo la segnaletica verticale che indica Guado (ore 0,40), Capanna Vetta di Rhon (ore 1,20) e Vetta di Rhon (ore 4,20). La carrareccia sale con alcuni tornanti e poi prosegue, sempre in salita Fiorifino ad arrivare a il Guado (1959 m), nome azzeccato in quanto si attraversa il torrente Rhon. Continuiamo a camminare a fianco del torrente fino a quando giungiamo in vista della Capanna Vetta di Rhon (2172 m). Siamo all’Alpe Rhon (2168 m) e poco prima della capanna c’è la segnaletica verticale che indica Alpe Rogneda (ore 1), Bocchetta di Mara (ore 1,50) Vetta di Rhon (ore 3). Iniziamo a salire attraverso il prato seguendo i segnavia biancorossi che indicano il cammino. Una serie di pali infissi nel terreno segnala la traccia da seguire e pian piano guadagniamo quota fino ad arrivare a un piccolo laghetto ancora ghiacciato e contornato dalla neve. Il posto è magnifico e approfittiamo per fare qualche foto. Riprendiamo il cammino attraversando alcuniL'Alpe Rogneda chiusa in fondo dalla Bocchetta Mara nevaietti fino ad arrivare alla Bocchetta di Rogneda (2365 m). La segnaletica verticale indica Alpe Rogneda (ore 0,35), Bocchetta di Mara (ore 1,25), Rifugio Gugiatti (ore 2,05). Il panorama spazia sulla catena delle Alpi Orobie e di fronte a noi c’è l’Alpe Rogneda chiusa in fondo dalla Bocchetta Mara (2342 m) ancora ricoperta di neve. Ci ricordiamo quando ad agosto 2013 l’avevamo “scavallata” con le nostre MTB in spalla in compagnia di Mauro (link). Saliamo ancora di qualche metro per poter ammirare meglio le Alpi Orobie. Vale sicuramente la pena salire per questi pochi metri perché si è ripagati ampiamente dallo stupendo panorama. Ritorniamo indietro fino alla Capanna Vetta di Rhon, che è chiusa, dove ci fermiamo a riposare e rifocillarci. Il laghetto ghiacciatoRiprendiamo il cammino seguendo il torrente Rhon e giunti al ponte di tronchi giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso Campondola, seguendo i segnavia biancorossi. Da questo sentiero si ha una bella vista d’insieme dell’Alpe Rhon. Il sentriero è abbastanza facile e si mantiene in quota. Percorriamo un breve tratto esposto dove bisogna prestare particolare attenzione. Ci aiutiamo con i bastoncini e senza problemi ci lasciamo questo tratto alle spalle. La segnaletica verticale indica Baita Campondola (0,10 ore) e Alpe Motti (0,40 ore). Iniziamo la discesa in vista della croce che si erge sul monte Campondola (2139 m). Giunti alla croce possiamo ammirare l’ampio panorama sulle Alpi Orobie e la sottostante media Valtellina. Iniziamo la discesa verso l’AlpeMonte Campondola: panorama verso le Alpi Orobie Campo che raggiungiamo dopo aver superato il rifugio “Amici della Montagna” (1740 m), oggi chiuso. Giunti all’Alpe Campo (1684 m) troviamo una fontana, che purtroppo è ancora chiusa, e poco oltre c’è la segnaletica verticale che indica San Bernardo (ore 0,40). Inizia ora la discesa su una bella carrareccia e camminando tranquillamente arriviamo a Strefodes (1440 m). Alla fine delle baite, sulla destra, c’è una fontana e approfittiamo per ricaricare la borraccia. Continuiamo a seguire la carrareccia fino ad arrivare all’incrocio dove al mattino avevamo deviato verso Masarescia. Da qui fino alla macchina seguiamo lo stesso itinerario del mattino. 10/05/2015. Per visualizzare altre  foto: link.

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