Desenzano del Garda - Manerba - Salò (Brescia)

Località di partenza Desenzano del Garda (67 m) Brescia
Lunghezza 59,4 km
Dislivello complessivo in salita 1057 m
Quota massima 324 m - Laghetti di Sovenigo
Arrivo Desenzano del Garda (67 m) Brescia
Ciclabilità 100% - 97% asfalto e 3% sterrato
Acqua sul percorso SI - Moniga - Manerba - Salò -Padenghe
Parcheggio libero Viale G. Marconi - Link
Traccia GPX Link
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Come arrivare: con l’autostrada uscire al casello di Desenzano, tenere la sinistra e seguire l’indicazione stradale per Desenzano, Salò e Lonato. Alla rotonda seguire l’indicazione per il centro imboccando via G. Marconi. Seguire sempre l’indicazione stradale per il centro e mantenersi su via G. Marconi fino ad arrivare al parcheggio libero che si trova di fronte ad un campo di calcetto.

SalòLasciamo l’auto nel parcheggio e dopo aver attraversato Viale G. Marconi imbocchiamo il piccolo stradello che ci porta in piazza Garibaldi. Facciamo una breve sosta per fotografare l’aquila di bronzo collocata nel giardinetto e poi proseguiamo su via Garibaldi arrivando davanti al Castello. Sono le ore 8:20 e il portone d’ingresso è chiuso. Da questa posizione si può godere di una bella vista su Desenzano e il lago di Garda. Ripresa la bicicletta giriamo secco a destra imboccando via Castello e dopo una ripida discesa giungiamo in piazza Giuseppe Malvezzi. Notiamo subito la statua dedicata a Sant'Angela Merici, la religiosa fondatrice dell'ordine delle Orsoline, nativa di Desenzano. Siamo davanti al Porto Vecchio, una piccola darsena dove si affacciano le arcate di palazzo Todeschini e una bella casa in stile veneziano. Saliamo sul ponticello, anche questo in stile veneziano, proseguiamo sul lungolago Cesare Battisti, a quest’ora senza traffico. Pedaliamo su via Vò e usciamo da Desenzano dirigendoci verso Padenghe sul Garda. All’altezza di un parcheggio dal quale si gode di una bella vista panoramica sul lago prendiamo la pista ciclabile che corre parallela alla strada principale fino al Lido di Lonato. Ci immettiamo sulla SS572 e alla prima rotonda imbocchiamo via Talina seguendo l’indicazione stradale per il centro.Desenzano: Porto Vecchio Arrivati al bivio giriamo a sinistra su via Fratelli Bandiera, ignoriamo il cartello di “strada senza uscita” e proseguiamo in salita. Alla fine della salita percorriamo un brevissimo tratto contromano e poi ci immettiamo sulla SP25 dove ci fermiamo per fotografare il castello di Padenghe sul Garda. Alla rotonda giriamo a sinistra e alla successiva imbocchiamo uno stradello ciclopedonale fino alla parrocchiale del 1600. Facciamo una breve visita all’interno e riprendiamo la bicicletta proseguendo il nostro giro a fianco di via Giuseppe Verdi. Alla rotonda proseguiamo dritto, sempre sulla stessa via e arrivati quasi in cima alla salitella giriamo a sinistra imboccando strada vicinale Piantelle, uno stradello sterrato che si dirige verso Moniga del Garda. Passiamo a fianco di alcune villette che godono di una bella vista sul lago di Garda. Percorriamo via Monte Tapino e arrivati in fondo alla strada, all’incrocio giriamo a sinistra, attraversiamo la SS572 per prendere la ciclabile costruita con listelli di legno che la costeggia. Alla rotonda giriamo a destra seguendo l’indicazione turistica del porto. Imboccata via San Giovanni procediamo in leggera discesa poi proseguiamo in lieve salita verso il castello di Moniga del Garda (105 m). Questo paese è soprannominato "Città del Chiaretto" dal nome del tipico vino rosato, caratteristico della Valtenesi. Giriamo Desenzano: panorama dal Castelloa sinistra e affrontiamo la breve salita che porta al castello. Poiché non vi è mai stata la presenza di un palazzo signorile e mai un signore del luogo vi ha abitato, è corretto definirlo un castello-ricetto (dal latino receptum = rifugio): una semplice aggregazione di case dove la popolazione del villaggio circostante si rifugiava in caso di pericolo. Facciamo un breve giro fra le vie strette e poi proseguiamo verso il centro di Moniga percorrendo via Dante Alighieri. Arrivati nella piazza proseguiamo dritto imboccando via Magenta, via San Martino (SP39) e via D’Annunzio. Entriamo dentro Solarolo, continuiamo su via del Melograno, via Leutelmonte e via della Rocca dove affrontiamo una breve ma dura salita lunga circa 550 m con una pendenza media del 12% e massima del 18,3%. Sopra la rocca si trova una croce e il vasto panorama ripaga ampiamente della fatica. Di fronte a noi possiamo vedere le isole San Biagio e Garda, la costa di Salò, il monte Baldo ancora ricoperto di neve e in lontananza il monte Altissimo. Dopo aver scattato numerose fotografie torniamo indietro fino all’inizio di via della Rocca e giriamo a destra imboccando via Pisenze in netta discesa. Al bivio teniamo la sinistra percorrendo via del passero poi giriamo a destra su via dei Pradelli. Attenzione a questa deviazione perché la via non è facilmenteMoniga del Garda: il castello individuabile in quanto è uno stradello ciclopedonale. Al primo bivio girare a sinistra su via G. Mazzini fino ad arrivare su via belvedere dove si gira secco a destra arrivando al porticciolo del Lido di Manerba. Proseguiamo in piano lungo questo tratto pensando che in bicicletta è possibile percorrerlo solo in periodi di bassa stagione, perché d’estate è sicuramente affollato di turisti. Ci lasciamo prendere la mano e senza accorgerci oltrepassiamo la deviazione sulla sinistra che ci riporta sulla strada. Arrivati al termine dello stradello siamo costretti a tornare indietro per qualche metro e girare a destra imboccando via G. Verdi. Giriamo a destra su via Mulini e ci immettiamo sulla SP39 fino ad arrivare al Santuario del Carmine (XV sec.) Ci fermiamo per la visita e rimaniamo stupiti dagli affreschi custoditi all’interno. Ripresa la bicicletta proseguiamo in discesa arrivando a San Felice del Benaco (109 m). Proseguiamo sempre sulla SP39 fino ad arrivare a Salò (65 m). Ci attende ora una bella discesa caratterizzata da quattro tornati con bella vista sul lago. Giunti su via Pietro da Salò giriamo a destra e proseguiamo sul lungolago. Anche qui troviamo un lungolago molto bello e curato, caratterizzato dai listelli di legno che conduce fino al porticciolo e poi  nella piazza centrale della cittadina. Facciamo una breve sosta per fotografare una scultura di bronzo raffigurante una donna con bambino che guarda verso il lago. Proseguiamo sul bellissimo lungolago, ci fermiamo in una bella piazza vicino alla colonna sormontata dal leone di San Marco per ammirare l’ampia distesa d’acqua, oggi di un bel  colore blu intenso. Sempre sul lungolago arriviamo nella piazza dedicata a Giuseppe Zanardelli dove c’è una sua statua in bronzo e continuiamo verso piazza della Vittoria caratterizzata dal Manerba del Garda: panorma dalla roccamonumento ai caduti. Sempre camminando sul lungolago arriviamo al Duomo (1453), dedicato a Santa Maria Annunziata, dalla facciata incompiuta. All’interno, nella prima cappella destra c’è un gruppo di statue ad altezza naturale, nell’ultima cappella a destra c’è un bel soffitto affrescato. Sopra l’altare maggiore spicca un bel crocifisso ligneo e dietro c’è un'imponente ancona dorata dove sono inserite dieci statue lignee realizzate da Pietro Bussolo. Finita la visita iniziamo il ritorno pedalando lungo via Duomo, attraversiamo piazza della Vittoria e imbocchiamo via Mattia Butturini, via San Carlo, dove c’è la statua di San Carlo e arriviamo alla porta con orologio. Seguiamo la segnaletica stradale verso Desenzano e Brescia, imbocchiamo via Garibaldi e via Bossi fino ad arrivare alla rotonda dove proseguiamo dritto sulla SS572. Siamo in località Campoverde. Pedaliamo su via del Panorama e raggiungiamo la chiesa di Sant’Antonio Abate dove inizia la ciclabile Valtenesi. Imbocchiamo la ciclabile che corre parallela alla SS572 seguendo la segnaletica verticale per Lonato. Giunti all’altezza dell’hotel-ristorante Panoramica giriamo a destra imboccando via Muro e dopo poco ritroviamo la segnaletica verticale indicante Lonato. Affrontiamo la salita di via Cavagnina e poi giriamo secchi a destra. Percorriamo le strette vie di Cunettone-Villa e giunti nella piccola piazzetta, dove c’è una fontana sulla sinistra, imbocchiamo via delle Fontane e poi ci immettiamoSalò: il lungolago su via Belfiore. Giriamo a sinistra in leggera discesa, giunti all’incrocio attraversiamo via Europa e proseguiamo dritto imboccando via Palazzina. Seguiamo la segnaletica verticale indicante Lonato e affrontiamo il primo tratto di salita al 12% di pendenza. Superato il primo strappo un altro cartello ci informa di un’ulteriore salita al 12%. Quando siamo quasi in cima, facciamo una breve sosta per ammirare il panorama sul Lago e sul Golfo di Salò. Superato anche il secondo strappo, la ciclabile si addentra nel boschetto, sempre in salita con buona pendenza. L’asfalto è abbastanza buono ma ci sono molti brecciolini e siamo contenti di aver utilizzato la MTB. Raggiungiamo il punto più alto del percorso, sopra i laghetti di Sovenigo a quota 324 m. Arrivati ad un bivio, dove c’è una cappelletta, giriamo a sinistra, seguendo la segnaletica verticale della ciclabile indicante Lonato e imboccando via Portassera. Ci immettiamo su via dei Laghi, proseguiamo dritto fiancheggiando un laghetto e non ci accorgiamo della segnaletica verticale per Lonato così procediamo oltre. Capiamo subito di aver sbagliato strada e ci fermiamo in uno spiazzo panoramico di fronte ad una cappelletta in mattoni faccia vista. Il panorama è magnifico, davanti a noi possiamo vedere chiaramente Manerba e la rocca con la croce dove eravamo stati la mattina. Manerba del Garda: panorama dalla RoccaTorniamo indietro per 220 m e imbocchiamo via cima Semonte seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. La ciclabile è un continuo di sali e scendi che si snoda fra paesaggi agresti molto piacevoli. In alcuni punti ci sono delle “bollate” di primule gialle e violette che danno un tocco di colore fra il verde intenso dei prati e il verde tenue degli olivi. Siamo a Basia (Pugnago del Garda) e la ciclabile costeggia vari filari di vigneti ricordandoci che la zona del basso Garda è famosa per l’olio e il vino. Costeggiamo il recinto di un maneggio e finalmente la strada si spiana. Seguiamo sempre la puntuale segnaletica e arriviamo a Polpenazze del Garda dove all’incrocio giriamo a destra imboccando via Vedrine. Attraversiamo la SP e proseguiamo sul lato opposto, sempre in sede protetta fino ad imboccare via Castelletto. Giunti a Castelletto giriamo a sinistra imboccando via E. Fermi, proseguiamo su via dei Colli e giunti all’incrocio giriamo a destra su via Brescia. Qui, seguendo la segnaletica verticale indicante Lonato, attraversiamo la strada e imbocchiamo un altro tratto della ciclabile. Proseguiamo su questa bella ciclabile fino a quando giungiamo in vista del castello di Padenghe. Al bivio giriamo a sinistra e dopo 200 m raggiungiamo il castello (X sec.), simile a quello di Moniga del Garda. Dal piazzaleSalò: un tratto del lungolago antistante l’entrata si gode di una bella vista panoramica. Varcata la porta ci addentriamo nella stradina che porta al lato opposto delle mura, poi giriamo a destra e ancora a destra prendendo la strada parallela e ritornando all’ingresso. Qui c’è una fontanella e approfittiamo per riempire le nostre borracce. Usciti dal castello riprendiamo la ciclabile e proseguiamo su via Monte. All’incrocio giriamo a destra, affrontiamo la salita e poi giriamo a sinistra seguendo l’indicazione turistica per la chiesa di Sant’Emiliano (XII sec.). La carrareccia è sterrata e dopo poco raggiungiamo la chiesetta, chiusa, e così proseguiamo fino ad arrivare sulla SP4. Attraversiamo la SP4 riprendendo la ciclabile in sede protetta poi teniamo la destra e ci immettiamo su via Ronchi, sempre seguendo la segnaletica verticale indicante Lonato. Costeggiamo alcune ville con piscina e proseguiamo su questa strada che diventa successivamente via Sant’Anna. Alla fine della strada giriamo a destra imboccando via Valsorda e in discesa raggiungiamo la SP25. L’attraversiamo e proseguiamo su via Breda seguendo la segnaletica verticale per Lonato. Alla fine della strada giriamo a sinistra su via Maguzzano, poi subito a destra e sempre sulla Padenghe: il castellociclabile raggiungiamo l’abbazia di Maguzzano. Giriamo a sinistra, costeggiamo le mura e poi giriamo a destra, sempre costeggiando le mura e proseguiamo sulla ciclabile fino ad arrivare sulla SS572. Giriamo a destra e poi ancora a destra seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Dopo poco l’asfalto lascia il posto allo sterrato per un breve tratto fino all’ospedale. Giriamo a sinistra imboccando strada vicinale del Pissadore. Proseguiamo su via Marzabotto. Attraversiamo la SS572, imbocchiamo viale Rimembranze, alla rotonda giriamo a destra su via A. Gramsci e a quella successiva giriamo a sinistra imboccando via G. Marconi. Ancora poche pedalate e raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 28/03/2015. Per visualizzare altre foto: link

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