Casalmaggiore - Sabbioneta - San Martino dall'Argine (Cremona)

Località di partenza Casalmaggiore (26 m) Cremona
Lunghezza 79,4 km
Quota massima 35 m
Dislivello complessivo in salita 324 m
Ciclabilità 100% - 70% asfalto e 30% sterrato
Arrivo Casalmaggiore (26 m) Cremona
Acqua lungo il percorso SI - Santuario della Fontana - Bozzolo
Parcheggio libero Via Cairoli, a destra - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la SP343 e poi la SP343R – var. Asolana che ci permette di oltrepassare Colorno. Superato il ponte sul Po, alla rotonda si esce alla terza uscita seguendo le indicazioni stradali per Casalmaggiore. Alla rotonda successiva si esce alla terza uscita imboccando via Cavour ed entrando nel centro di Casalmaggiore. Attraversata piazza Garibaldi si prende via Cairoli, si gira a destra su via Saffi e poi a sinistra su via Mentana dove c’è il parcheggio di fronte al torrione Estense.

Casalmaggiore: piazza GaribaldiAvremmo preferito lasciare l’auto nel parcheggio nei pressi del torrione Estense, ma essendo il sabato giorno di mercato, lo troviamo già completo. Proseguiamo allora poco più avanti, imboccando via Cairoli e girando a destra, in una piccola traversa senza nome, seguendo la P di Parcheggio. In compagnia di Corrado ci dirigiamo al torrione Estense sfruttando lo stradello che si trova sotto l’argine del Po. Arrivati al torrione giriamo a destra imboccando via Vaghi, poi giriamo a destra su via Cairoli e giriamo a sinistra su via Colombo. Ci fermiamo a fotografare una casa in stile “moresco” e poi giriamo a sinistra su via Azzio Porzio. Giunti in piazza Garibaldi la troviamo occupata dal mercato settimanale e così decidiamo di rimandare le foto del palazzo Comunale, in stile neogotico e inaugurato nel 1825, al ritorno. La piazza è caratterizzata da un “listone” di marmo che corre da una parte all'altra dell'ellisse. Di fronte al palazzo Comunale c’è il palazzo della Congregazione di Carità (1872), in mattoni a vista. Attraversiamo la piazza, imbocchiamo via Favagrossa, dove vi prospettano i palazzi Mina-Tentolini e Camozzi poco prima del Duomo dedicato a Santo Stefano Protomartire (1840). Purtroppo il Duomo è chiuso e non possiamo visitare l’interno, dove, vicino all'altare maggiore, è collocata la copia settecentesca, eseguita da MarcoSabbioneta: piazza Ducale Antonio Ghislina, della Madonna e Santo Stefano, conosciuta anche come La Madonna di Casalmaggiore opera del 1540 di Francesco Mazzola detto “il Parmigianino” (l’originale si trova alla Gemaldegalerie di Dresda). A fianco del Duomo sorge la chiesa e convento di Santa Chiara (XVI sec.) di forma ottagonale. Giriamo a destra su via Vittorio Veneto, poi ancora a destra su via Guerrazzi e infine a sinistra su via Cavour. Oltrepassiamo la rotonda, proseguiamo dritto su via Matteotti e poi via del Santuario. Oltrepassato il passaggio a livello passiamo a fianco del cimitero monumentale e, dopo poco, arriviamo al Santuario della Beata Vergine della Fontana (XV sec.). Nell’interno, in una cappella laterale c’è il monumento funebre dedicato al “Parmigianino” e nella cripta, sotto l’altare maggiore, c’è una vasca in marmo dove sgorga l’acqua miracolosa. Ancora oggi sono numerosi i devoti, che, venendo a pregare la Madonna, si bagnano gli occhi e il viso e bevono l'acqua miracolosa. Finita la breve visita ripartiamo in direzione di Sabbioneta. Attraversiamo il piccolo paesino di Ponteterra e proseguiamo su via Monteverdi, via Santuario e via Giulia Gonzaga fino a giungere nel centro di Sabbioneta (18 m). Questa piccola cittadina, è stata dichiarata nel 2008 Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La cittadina fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna tra il 1554 e il 1591ed è costruita in base ai principi umanistici della città ideale. Ci fermiamo in piazza d’Armi dove sorge la Colonna di Minerva, la Galleria degli Antichi e il Palazzo San Martino dall'Argine: i portici gonzagheschiGiardino. Attraversata la piazza giriamo a destra su via Vespasiano Gonzaga, a destra su via della Stamperia e arriviamo davanti alla chiesa del Carmine. Ritorniamo indietro su via della Stamperia e proseguiamo su questa via fino alla fine, giriamo a sinistra su via Bernardino Campi e raggiungiamo l’Oratorio di San Rocco, sulla destra. Poco più avanti arriviamo in piazza Ducale dove sorge la chiesa di Santa Maria Assunta e in fondo alla piazza il Palazzo Ducale, attualmente interessato da lavori di restauro. Giriamo a sinistra su via Teatro e arriviamo al Teatro Olimpico (1590) progettato da Vincenzo Scamozzi, primo edificio teatrale dell'epoca moderna costruito appositamente per tale funzione. Giriamo a destra su via V. Gonzaga, a destra su via dei Serviti e arriviamo davanti alla chiesa dell’Incoronata. Proseguiamo dritto, giriamo a destra su via dell’Incoronata e poi giriamo a sinistra su via Pesenti e usciamo da Sabbioneta. Imboccata via San Remigio proseguiamo sempre dritto su questa strada. L’asfalto lascia il posto allo sterrato entrando nel percorso cicloturistico denominato “degli arginelli”. Seguendo la segnaletica turistica pedaliamo in aperta campagna fino a ritrovare l’asfalto alle porte di Brugnolo su via Cimitero. Al bivio la segnaletica stradale indica a sinistra Rivarolo del Re e a destra Commessaggio. Giriamo a sinistra, passiamo davanti alla chiesa, al campo sportivo e poi giriamo a desta su via Azzolini. Al bivio successivo giriamo a destraUn tratto della ciclabile "Terra di mezzo" imboccando via Pezzini e dopo aver oltrepassato il canale riprendiamo lo sterrato. Al canale successivo giriamo a destra e proseguiamo su questa bella carrareccia. Arrivati a un bivio troviamo la segnaletica verticale del percorso cicloturistico della “Terra di Mezzo” indicante Spineda. Proseguiamo su sterrato fino a quando ritrovato l’asfalto arriviamo a Spineda (23 m). Oltrepassato il ponte sul canale Navarolo giriamo subito a destra e dopo il parcheggio giriamo a sinistra arrivando a circa 100 metri dalla chiesa parrocchiale dedicata a Santo Salvatore. In questo piccolo paese ha trovato la morte nel 1052, il padre di Matilde di Canossa, Bonifacio degli Attoni. Giriamo a destra e proseguiamo verso San Martino dall’Argine. Percorriamo 200 metri e giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per San Martino. Proseguiamo su questa strada fino ad arrivare a San Martino dall’Argine in piazza Matteotti. Giriamo a destra su via Garibaldi e arriviamo alla casa natale di Ferrante Aporti famoso per il metodo pedagogico e primo istitutore degli asilo d’infanzia in Italia. Proseguiamo dritto giungendo alla chiesa dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano, detta “dei frati”. All’interno ci sono tre cappelle gentilizie del XVI secolo e in una di queste sono sepolti: Carlo e Ferdinando Gonzaga, condottieri e il cardinale Scipione Gonzaga. Proseguiamo su questa strada fino ad arrivare in Bozzolo: porta San Martinopiazza Castello dove possiamo vedere i portici gonzagheschi e la chiesa Castello. Il castello è stato abbattuto nel 1788. Alla fine del portico, giriamo a destra imboccando via Valle Onetta dove dopo pochi metri ci troviamo in aperta campagna su carrareccia sterrata. Proseguiamo su questa strada fino ad arrivare alla periferia di Bozzolo dove giriamo a destra sulla SP64 e poi a sinistra portandoci a fianco delle antiche mura gonzaghesche. Passiamo sotto Porta San Martino, ricostruita nel XIX secolo, proseguiamo dritto su via dei Mille e arriviamo alla chiesa arcipretale di S. Pietro, affiancata dal campanile (XVI sec.). All'interno è custodito il sacello di don Primo Mazzolari e un grande organo Lingiardi. Proseguiamo su via G. Matteotti e poi giriamo a sinistra su via Bini, dove c’è la chiesa della Disciplina, in stile barocco padano, che conserva una pala d' altare dello Schivenoglia. Ritornati su via Matteotti passiamo a fianco del palazzo del Tribunale, un tempo sede di collegio elettorale nel quale, a livello nazionale, veniva eletto un senatore. Camillo Benso conte di Cavour fu eletto in questo collegio. In fondo alla strada arriviamo in piazza Europa, dove vi prospettano il Palazzo Municipale, la chiesa di san Francesco, il teatro Sociale, opera dell' architetto Vergani e il monumento ai caduti. Imbocchiamo via Arini dove c’è il palazzo Piccioni, che ospitò l'imperatore d'Austria Giuseppe II Asburgo, re Carlo Alberto di Piemonte con ilLa confluenza del Delmona nel Fiume Oglio figlio Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. Per tre mesi, fu ospitato, salvato e curato il generale Alessandro Della Marmora, gravemente ferito nella battaglia di Goito. Il generale fu l'ispiratore della creazione del Corpo dei Bersaglieri. Giriamo a sinistra su via Valcarenghi e arriviamo davanti alla chiesa della S.S. Trinità. Giriamo a destra su via Poma, a destra su via Bonoldi e a sinistra su via Arini. Oltrepassati i binari della ferrovia, alla rotonda giriamo a destra e all’incrocio successivo proseguiamo dritto imboccando via Tezzoglio. La strada diventa sterrata e proseguiamo sempre dritto fino all’incrocio, dove giriamo a sinistra. Arriviamo all’antica segheria e mulino situata alla confluenza del Delmona con il fiume Oglio, dove giriamo a destra dirigendoci verso il Po. Passiamo sotto la SP78 e proseguiamo dritto mantenendo il fiume sulla nostra sinistra. Ritrovato l’asfalto, procediamo più velocemente godendo delle belle vedute lungo l’argine. Arrivati alla chiusa del Navarolo, dove c’è il busto di Italo Gasparetti, proseguiamo dritto su sterrato. Alle porte di Gazzulo, arrivati sulla strada principale, giriamo a sinistra, oltrepassiamo il fiume Oglio e appena dopo il ponte giriamo a destra imboccando nuovamente la pista ciclabile del Parco dell’Oglio. Pedaliamo per 8 km sull’argine fino a quando la ciclabile dell’Oglio finisce. Giriamo a sinistra, imbocchiamo la ciclabile del Po e pedaliamo per 1 km fino ad arrivare alla confluenza del fiume Oglio con il Po. Ci Il punto in cui l'Oglio sfocia nel Pofermiamo per ammirare il panorama e scattare la foto di rito. Riprese le MTB torniamo indietro per 1 km e proseguiamo dritto oltrepassando il fiume Oglio su di un caratteristico ponte di barche. Giriamo a destra dirigendoci verso San Matteo approfittando della nuova pista ciclabile che corre parallela alla strada e su sede protetta. Al bivio giriamo a destra su via Argine Oglio seguendo la segnaletica stradale indicante Sabbioni. Dopo la chiusa giriamo a sinistra, poi subito a destra e ancora a sinistra imboccando la carrareccia sterrata via Bassa Valle d’Oca fino a Squarzanella. Giriamo a sinistra, oltrepassiamo il canale e poi giriamo a destra imboccando la carrareccia sterrata, via Campetti. Pedaliamo mantenendo il canale sulla nostra destra e giunti a un bivio teniamo la sinistra. Arrivati in un altro incrocio, proseguiamo dritto su via Civetta fino a quando raggiungiamo la strada asfaltata. Giriamo a destra e dopo un po’ arriviamo a Villa Pasquali. Proseguiamo dritto fino al bivio con via della Gangia, dove giriamo a destra e ci troviamo di fronte la parrocchiale di Sant'Antonio Abate, uno dei gioielli del barocco mantovano, opera di Antonio Bibiena, che vi lavorò tra il 1765 e 1784. Purtroppo la parrocchiale è chiusa e non possiamo ammirare il suo interno, a croce latina, che sfoggia cupole traforate e arabescate, cappelle laterali e una ricca decorazione. Ci fermiamo al circolo ACLI per prenderci un caffè e un gelato, poi ritorniamo indietro su viaSam Matteo delle Chiaviche: il caratteristico ponte di barche sul fiume Oglio della Gangia, giriamo a sinistra e poi a destra imboccando via Viazzola. Arrivati a un incrocio, giriamo a destra e poi a sinistra su via Borgofreddo fino ad arrivare in questa piccola località. Continuiamo sempre dritto fino a Sabbioneta. Attraversiamo la strada e ci fermiamo di fronte alla porta Imperiale. Qui, sulla sinistra parte lo stradello sterrato che circonda le mura. Lo imbocchiamo e pedaliamo sotto i bastioni fino a ritrovare l’asfalto su via Giulia Gonzaga. Giriamo a sinistra e percorriamo a ritroso la stessa strada del mattino fino ad arrivare a Casalmaggiore. Ci fermiamo in piazza Garibaldi, ora libera dal mercato per scattare alcune foto e poi proseguiamo su via Cairoli. Giriamo a destra su via Aurelio Saffi e arriviamo sull’argine del Po. Giriamo a sinistra e proseguiamo sull’argine fino a quando arriviamo nei pressi del parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 07/03/2015. Per visualizzare altre foto: link