Pavia - Milano - Naviglio Grande - Abbiategrasso - Bereguardo

Località di partenza Pavia (77 m)
Lunghezza 105 km
Quota massima 123 m
Dislivello complessivo in salita 426 m
Ciclabilità 100% - 96% asfalto e 4% sterrato
Arrivo Pavia (77 m)
Acqua lungo il percorso SI - Milano - Abbiategrasso
Parcheggio libero Pavia, Lungoticino Sforza (solo il sabato e la domenica) - Link
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Pavia: il Naviglio PaveseParcheggiamo l’auto su Lungo Ticino Sforza e, insieme a Corrado, iniziamo la pedalata costeggiando il fiume Ticino. Lungo le sponde proseguiamo dritto fino ad arrivare all’emissario del Naviglio Pavese, punto di incontro con il Ticino. Giriamo a sinistra e iniziamo a risalire il Naviglio mantenendolo sulla nostra destra. Proseguiamo su viale Sardegna fino a quando incrociamo viale C. Campari, giriamo a destra, oltrepassiamo il ponte, giriamo a sinistra e imbocchiamo viale Canton Ticino, portandoci sull’altra sponda del Naviglio. Proseguendo sulla pista ciclopedonale usciamo da Pavia. Passiamo sotto la tangenziale ovest (A54) e continuiamo a pedalare a fianco del Naviglio pavese. Superato Borgarello, dopo poche pedalate, arriviamo alla deviazione per la Certosa di Pavia. Giriamo a destra e imbocchiamo viale Certosa. La Certosa di Pavia (90 m) è un complesso monumentale storico che comprende un monastero e un santuario. Edificato come ex voto per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, il 27 agosto 1396, e completato quasi due secoli più tardi,La Certosa di Pavia riunisce in sé diversi stili, dal tardo-gotico italiano al rinascimentale. Il portone d'ingresso è chiuso e l’apertura è prevista alle 9.00. Ci accomodiamo sul muretto dato che manca ancora mezz’ora alle 9.00 e nell’attesa facciamo uno spuntino e due chiacchiere. Alle 9.00 lasciamo le biciclette all’esterno (è vietato introdurle nel complesso abbaziale) e, dopo aver attraversato il vestibolo ornato di affreschi del ‘500, entriamo nel cortile, dove sulla destra, c’è l’edificio barocco della Foresteria (1625). Sullo sfondo possiamo ammirare la facciata marmorea della certosa. All’ingresso della chiesa è posto un pannello con elencati diversi divieti tra i quali quello di entrare in chiesa con pantaloncini corti. Ci informiamo e ci viene ulteriormente comunicato che la visita alle opere più importanti prevede una guida e una durata di circa 50 minuti. Considerata la nostra tenuta ciclistica con pantaloncini corti e maglietta siamo costretti a rimandare la visita in un’altra occasione. Riprendiamo le biciclette e ripercorriamo a ritroso la stessa strada fino a riprendere la pista ciclabile a Certosa di Pavia: internofianco del Naviglio. Proseguiamo verso Binasco, dove troviamo l’unico tratto sterrato (circa 2 km) della pista ciclabile. Passiamo sotto la SS35 del Giovi e proseguiamo verso Rozzano. Arrivati a Badile passiamo il ponte e ci portiamo sulla sponda opposta del Naviglio. Pedaliamo tenendo il canale sulla nostra destra e velocemente arriviamo a Rozzano (103 m) contraddistinto dalla torre Telecom Italia, costruita nel 1990 e alta 187 metri. E’ la torre-grattacielo più alta d'Italia e sorge nell'area Telecom. Entriamo nella periferia milanese, sempre pedalando lungo il Naviglio e raggiungiamo porta Ticinese. Questa è tra le più significative opere del neoclassicismo milanese. Fu eretta da Luigi Cagnola (1801-14) come arco trionfale per celebrare la vittoria di Napoleone a Marengo. Purtroppo, a causa dei lavori in occasione dell’EXPO 2015, la zona è completamente transennata e anche la darsena non è visibile. Grazie a piccoli passaggi riusciamo a portarci dal lato opposto e imboccare Corso di Porta Ticinese dove ci fermiamo a visitare San Eustorgio, uno tra i più insigniMilano: Sant'Eustorgio monumenti milanesi. L’interno conserva vari monumenti sepolcrali e la famosa cappella Portinari, gioiello di architettura del primo rinascimento (1466). Al centro la marmorea arca di San Pietro martire scolpita da Giovanni di Balduccio (1339). Biglietto per la visita dell’Arca: 6.00 € + 4.00 € per scattare le fotografie (galleria fotografica: link). Proseguiamo lungo il Corso prestando attenzione ai binari del tram e alla pavimentazione particolarmente sconnessa. Arrivati a San Lorenzo Maggiore, che è uno dei più importanti e antichi monumenti milanesi, ci fermiamo sul sagrato per fotografare una copia della statua in bronzo dell’imperatore Costantino (l’originale è in Laterano) e le sedici colonne, alte circa 7,5 metri, in marmo, con capitelli corinzi che sostengono la trabeazione, posizionate di fronte alla basilica. L’interno è a pianta centrale, visitiamo la cappella di San Aquilino (IV sec.) (biglietto 2 euro) che conserva intatte le forme originali. Finita la visita pedaliamo su via Torino dirigendoci in piazza Duomo. Avevamo percorso la Cremona-Milano la domenica precedente (link). Dopo la visita imbocchiamo via Mazzini, poi Corso Italia e ci fermiamo per visitare Santa Maria presso San Celso, ideata dal Dolcebuono (1493) e conclusa nel 1506. E’ preceduta da un quadriportico, capolavoro del Cesariano. Purtroppo, vista l’ora la chiesa è chiusa. Imbocchiamo via Cosimo del Fante, Via Santa Croce e raggiungiamo nuovamente Porta Ticinese. Proviamo ad aggirare la Darsena per non riprendere il Milano: il Duomopiccolo passaggio percorso in precedenza e così allunghiamo un poco la strada. Arrivati all’inizio della pista ciclabile del Naviglio Grande siamo costretti a spingere le biciclette perché essendo l’ultima domenica del mese, è in corso il mercatino dell’antiquariato. La pista è molto affollata e con molta fatica riusciamo a raggiungere la fine di questo tratto di Naviglio. La fama di questo Naviglio è legata alla costruzione del Duomo. Attraversiamo via Valenza, dove finisce il mercatino dell’antiquariato, e imbocchiamo la pista ciclabile su l’Alzaia del Naviglio Grande. Pedaliamo mantenendo il Naviglio sulla nostra sinistra in direzione di Corsico, che raggiungiamo comodamente in poco tempo. Passiamo sotto la tangenziale ovest, proseguiamo oltrepassando i paesini di Trezzano sul Naviglio e Gaggiano. Qui la ciclabile prosegue sull’altra sponda del Naviglio Grande e così, attraversato il ponte, proseguiamo fino a Abbiategrasso (120 m). Lasciamo la ciclabile del Naviglio Grande, che prosegue verso Magenta, e imbocchiamo l’Alzaia del Naviglio di Bereguardo. Dopo poco giriamo a destra, attraversiamo il ponte, e poi a sinistra, imbocchiamo via Alcide De Gasperi. Percorriamo in tutta la sua lunghezza questa via e poi giriamo a destra su via Tommaso Grossi e successivamente a sinistra su vialeUn tratto del Naviglio Grande verso Abbiategrasso Giuseppe Mazzini. Passiamo i binari della ferrovia e proseguiamo dritto costeggiando il castello (seconda metà del XIII sec.). Percorriamo Corso Giacomo Matteotti, piazza Guglielmo Marconi arrivando a Santa Maria Nuova. La chiesa è preceduta da un elegante quadriportico (XV sec.) ad arcate su colonne ma anche questa, dato l’orario, è chiusa. Riprendiamo la pedalata percorrendo a ritroso lo stesso itinerario fino a ritornare su via Tommaso Grossi che percorriamo in tutta la sua lunghezza. Alla fine della strada oltrepassiamo lo stradello sterrato, attraversiamo con molta attenzione la SS494 e imbocchiamo la pista ciclabile mantenendo il Naviglio di Bereguardo sulla nostra sinistra. Inizia un lungo rettilineo a fianco del Naviglio che interrompiamo per fare una deviazione di circa 1 km (purtroppo non segnalata) dirigendoci all’Abbazia di Morimondo. Dopo la visita ritorniamo sulla ciclabile e proseguiamo verso Bereguardo. Il lunghissimo rettilineo è Un campo di riso verso Bereguardoattraversato da piccole strade secondarie che purtroppo interrompono il ritmo della nostra veloce pedalata. Arrivati a Bereguardo (98 m) lasciamo la ciclabile girando a destra e ci dirigiamo al castello. Finita la breve visita imbocchiamo la SP130 verso Boffalora e oltrepassiamo i piccoli paesini di Cascina Roveda e Morianino. Sovrappassiamo l’Autostrada dei Giovi – Serravalle (A7) superiamo il paesino di Vigna del Pero e proseguiamo su questa strada oltrepassando Casottole, Torre d’Isola, Massaua e Sora fiancheggiando, anche se non lo vediamo, il fiume Ticino. Siamo alle porte di Pavia, sotto passiamo la tangenziale ovest (A57) e giriamo a destra su via Strada. Alla fine della via proseguiamo dritto, su sterrato, portandoci sulle sponde del Ticino. La pista ciclopedonale prosegue su sterrato, costeggiando il Ticino e senza difficoltà arriviamo in prossimità del Ponte Coperto. Risaliamo su Lungoticino Visconti e arriviamo al Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio). Lo attraversiamoIl Naviglio di Bereguardo portandoci sulla riva sinistra del Ticino, nel pittoresco quartiere, originariamente fuori dalle mura periferiche della città, di Borgo Ticino. Il ponte è molto caratteristico, ha cinque arcate ed è completamente coperto con due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro. Sebbene il ponte attuale sia stato costruito nel 1949, esso ripropone le forme dell'antico Ponte Coperto, risalente al XIV secolo. Fotografiamo il monumento alla lavandaia e poi ripassiamo il ponte, attraversiamo piazza Ponte Ticino e ci dirigiamo a San Teodoro (XII sec) percorrendo via Rezia, via Cavagna Sangiuliani, via Porta Pertusi e via Porta Calcinara. Questa chiesa romanica conserva all’interno, sulla controfacciata, una Veduta di Pavia del 1522, ancora con le sue numerosi torri medievali. Pedaliamo su via Pietro Maffi fino al suo termine, attraversiamo il Corso Strada Nuova e continuiamo su via Severino Capsoni arrivando alla chiesa di San Michele Pavia: il monumento alla lavandaia e Ponte VecchioMaggiore, che è il più famoso ed importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile romanico lombardo, la basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie ed incoronazioni; tra queste, l'incoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155. Entriamo e fotografiamo il Crocifisso in lamina d’argento (X sec.), poi scendiamo nella cripta, a tre navate su colonnine. Finita la visita imbocchiamo Corso Garibaldi, via Luigi Porta e arriviamo in piazza del Municipio dove c’è il Palazzo Mezzabarba, sede del Municipio di Pavia. Continuiamo su Corso Giuseppe Mazzini, giriamo a destra su Corso Strada Nuova e poi a sinistra su via Lorenzo Mascheroni arrivando in piazza della Vittoria dove c’è il Broletto (XII sec.). Ci concediamo un gelato e poi proseguiamo verso il Duomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta ed a Santo Stefano (protomartire). E’ un'imponente costruzione con pianta a croce greca. La cupolaPavia: San Michele Maggiore centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la terza in Italia per dimensioni (ma non per altezza), sorpassata soltanto da San Pietro e dalla cattedrale di Firenze. A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi. La Torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti. Da allora non è stata più ricostruita. Ormai il sole è calato e così decidiamo di tornare alla macchina e rimandare ad altra occasione il resto della visita di Pavia. 28/09/2014. Per visualizzare altre foto: link

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