Candelo - Biella - Santuari di Graglia, Oropa e San Giovanni - Rosazza (Biella)

Località di partenza Candelo (340 m) - Biella
Lunghezza 75,7 km
Dislivello complessivo in salita 1507 m
Quota massima 1479 m - galleria Rosazza
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Candelo (340 m) - Biella
Acqua lungo il percorso SI - Graglia - Oropa - San Giovanni e lungo tutto il percorso
Parcheggio libero Candelo, a fianco del borgo Ricetto, parcheggio San Pietro - Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: uscire al casello di Carisio dell'A4 (Torino-Trieste) e imboccare la SS230 in direzione di Biella. Arrivati alla rotonda girare a destra seguendo l’indicazione stradale per Candelo. Percorrere via Sandigliano (si passa a fianco del B&B) e proseguire sino alla rotonda dove si prende a sinistra via IV novembre. Alla rotonda successiva si gira a destra, sempre su via IV novembre poi alla rotonda si prosegue dritto su via San Sebastiano. Al bivio si tiene la sinistra, poi si gira a destra su via Molignati, a destra su via Roma e ancora a destra su via Castellengo. Passata la chiesa di Santa Maria c’è il parcheggio.

Abbazia di GragliaPartiamo dal B&B Casa dolce Casa, dove Mara e Corrado, i gentilissimi proprietari della villa, ci hanno permesso di lasciare l’auto nel loro giardino per l’intera giornata. Iniziamo a pedalare su via Sandigliano in direzione di Biella. Attraversiamo i  binari della ferrovia e svoltiamo secco a destra su Via Cairoli ed entriamo a Gaglianico (353 m). All’incrocio con via Goffredo Mameli giriamo a sinistra, oltrepassiamo la SS230 e imbocchiamo, dalla parte opposta della strada, via Roma. Proseguiamo su questa strada fino alla SS143, l’attraversiamo e proseguiamo seguendo l’indicazione stradale per Ponderano. Imbocchiamo via Trossi e dopo poco facciamo una breve sosta davanti al castello di Gaglianico del 1152. Proseguiamo fino a Ponderano (357 m), continuiamo su via Edmondo De Amicis fino al centro di Ponderano dove sulla sinistra c’è la Parrocchiale dedicata a San Lorenzo. Giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Biella e percorriamo viaIl cimitero monumentale di Oropa Giuseppe Mazzini. Si prosegue sempre dritto, si supera la rotonda e si continua su via Fratelli Rosselli fino al bivio con via Rinaldo Rigola dove giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Ivrea e Pollone. Superiamo la rotonda successiva e continuiamo a seguire le stesse indicazioni stradali. Arrivati a Occhieppo Inferiore (410 m), percorriamo la SS338 e proseguiamo su questa strada fino a superare il torrente Elvo. Giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Muzzano (2 km) e Graglia (4 km). Imboccata la SP404 iniziamo a salire verso Muzzano (m 540), poi imbocchiamo via Roma seguendo l’indicazione stradale per Graglia (1 km). La pendenza in questo tratto è del 8,4% per una lunghezza di 200 m. Continuiamo seguendo l’indicazione turistica Santuario di Graglia imboccando via Gastaldetti e poi proseguendo su via del Santuario fino ad arrivare al santuario di Graglia (m 812) dedicato alla Madonna di Loreto. Iniziato nel 1659 secondo i disegni di Pietro Arduzzi e terminato nel 1760 con le modifiche apportate dal Vittone ha la Cupola ortogonale, alta 38 m, decorata nel 1870 da Il Santuario di OropaFabrizio Galliari. All’interno, il quadro dell’altare maggiore, raffigurante il "Transito di San Giuseppe", del pittore Mauro Picinardi di Bergamo (1785) e l'organo, opera di Carlo Bossi di Bergamo, installato nel 1839 e tuttora funzionante. A lato dell'altare maggiore visitiamo la Cappella della Madonna di Loreto; notevole il quadro del 1717, posto all'ingresso: un ex voto alla Vergine Lauretana degli abitanti di Graglia, in ringraziamento per la scampata pestilenza. Finita la visita ci dirigiamo verso il sentiero che dal Santuario di Graglia conduce al colle di S. Carlo, seguendo l’indicazione turistica Eco Endecasillabo. Questo fenomeno acustico era già conosciuto dagli studiosi del Settecento e consiste nella perfetta riproduzione vocale della parola gridata in direzione del Santuario. E’ detto endecasillabo in quanto, in ideali condizioni climatiche, può riprodurre una parola di undici sillabe quale ad esempio: precipitevolissimevolmente. Si tratta di una eco rara e affascinante, esiste al mondo solo un altro caso (nel Grand Canyon del Colorado, USA) in cui sia possibile avere un ritorno acustico simile. Dopo aver provatoIl Santuario di Oropa questa emozione riprendiamo la pedalata imboccando la strada per raggiungere Oropa. Seguendo l’indicazione stradale per Regione Pratonuovo, passiamo davanti allo stabilimento dove imbottigliano l’acqua Lautretana. Dopo Campiglia, sulla destra c’è la deviazione per il Monastero Buddhista Mandala Samten Ling preceduto da una statua dorata di Buddha. Continuando lungo la SP512 arriviamo nei pressi di Bagneri dove la strada spiana mantenendosi sui 1000 metri di quota. Questo tratto di strada, detto Tracciolino, è magnifico, la strada è un susseguirsi di curve e controcurve all’ombra degli alberi con spettacolari panorami sul biellese. Passata La Trappa la strada risale portandosi sui 1100 metri, pedaliamo su strada del Canal Secco Trucco Cavallo dove una serie di brevi salite e discese si snoda su una quota compresa tra i 1100 e i 1200 metri fino ad arrivare nei pressi del Santuario di Oropa. Arrivati al Cimitero Monumentale (galleria fotografica: link) del Santuario di Oropa, costruito nel 1871-77 con un Il Santuario di Oropaampio porticato semicircolare e una cappella centrale ci fermiamo per una visita. All’interno si trovano molte sculture e tombe monumentali tra cui spicca quella di Quintinio Sella, la quale riproduce la piramide di Caio Cestio a Roma. Dopo questa visita, spingiamo le biciclette sul sentiero sterrato fino ad arrivare alla V cappella - Sposalizio di Maria (1620-1640). Scendiamo lungo questo sentiero a fianco delle altre Cappelle, che contengono statue dipinte, fino ad arrivare alla I cappella - Immacolata Concezione (1635-50). Giunti sull’asfalto riprendiamo la pedalata arrivando velocemente davanti al Santuario della Madonna di Oropa (m 1180). Questo è il più celebre luogo di pellegrinaggio del Piemonte e uno dei maggiori d’Italia. E’ costruito da un amplissimo, scenografico complesso di fabbricati eretti sopra un ripiano morenico alla testata della valle d’Oropa, in una conca di boschi e prati, e dominati dai Monti Mucrone e Tovo. Entriamo nella Prima Piazza, chiusa lateralmente da due fabbricati simmetrici eretti nel XVIII – XIX sec. Continuiamo a camminare entrando nella Seconda Piazza, fiancheggiata da edifici costruiti nel 1740-50 su disegnoIl Santuario di San Giovanni di Francesco Gallo. Di fronte, per un maestoso scalone a tre rampe con eleganti balaustrate, del 1755-75, si sale al Piazzale Sacro, progettato da Pietro Arduzzi (XVII sec.). Oltrepassiamo un doppio porticato su colonne binate al cui centro si apre la Porta Regia, così chiamata perché voluta dal principe Maurizio, figlio di Carlo Emanuele I. Il Piazzale Sacro è un ampio rettangolo (126 x 70 m) cinto da edifici barocchi. Al centro della prima parte del piazzale sorge il Brunnell, la bella fontana del 1588 proveniente dal castello di Gaglianico. Sul lato destro del piazzale sporge la Basilica di Oropa, modesta costruzione sorta nel 1600-24. Nell’interno a tre navate sorge il sacello eusebiano, esternamente decorato di marmi e bronzi nel 1920. Entro il sacello la statua della Madonna d’Oropa, in legno di cirmolo, alta 1,32 m, coperta d’oro e di gemme. Ritornati nel piazzale proseguiamo verso l’altro piazzale dove sorge la Chiesa Nuova, preceduta da pronao tetrastilo e coperta di un’ampia cupola sormontata da lanternino alta 80,50 m. Finita la visita del Santuario Biella: il Duomo e il Battisteroriprendiamo la pedalata e proseguiamo in salita su Strada della Galleria Rosazza (1600 m). Giriamo a sinistra seguendo l’indicazione turistica Santuario di San Giovanni d’Andorno e percorrendo la SP513. Passiamo a fianco della Cappella di Sant’Eusebio (1892) dove ci fermiamo per scattare una foto e proseguiamo in salita passando a fianco del Delubro, mura diroccate e tronchi di colonne simulanti un tempio antico. Continuiamo in salita fermandoci un paio di volte per fotografare il Santuario dall’alto. Arrivati sulla curva dove sorge il Tempietto (1450 m), a causa delle nuvole e della foschia, non possiamo godere dell’esteso panorama verso la pianura, Superga e la Mole Antonelliana di Torino. Continuiamo in salita fino ad arrivare all’imbocco della galleria di Rosazza (1488 m) lunga 360 m, scavata sotto il Colle della Colma. Ci fermiamo un momento per mettere l’antivento e le pile frontali, anche se un punto di luce in lontananza ci indica la fine della galleria. All’uscita della galleria ci fermiamo davanti all’antica locanda di Rosazza del 1897 eCandelo: il ricetto fotografiamo la valle del Cervo prima di iniziare la ripida discesa, con pendenza costante del 10%. Una serie di stretti tornanti ci fa perdere quota velocemente fino ad arrivare all’Ospizio di San Giovannni (m 1020) dove ci fermiamo per la visita. Eretto nel 1605 con facciata in pietra del Massucco (Valsesia), sui battenti del bel portale marmoreo (1605) due pannelli bronzei di Gaetano Cellini. L’interno è ricco di opere dei pittori Galliari. A destra, scavata nella roccia, si apre la cappella del Santo, che racchiude una statua di San Giovanni Battista risalente, secondo la tradizione, al IV sec., e che sarebbe stata ritrovata nel XV sec. in questa stessa grotta, inglobata poi in una cappella e quindi nel santuario. Dopo la visita continuiamo a scendere fino ad arrivare al ponte sul torrente Cervo (m 880) dove giriamo a sinistra verso Rosazza (882 m). Alle porte del paese c’è il cimitero, preceduto da un ponte sul torrente Cervo. Continuiamo dritto fino alla parrocchiale dei SS. Pietro e Giorgio (1876). All’interno, nel presbiterio, alla parete sin. Madonna col Bambino del Moncalvo. Di Candelo: il ricettofronte alla Parrocchiale si trova il monumento a Federico Rosazza di Leonardo Bistolfi. Finita questa breve visita torniamo indietro e giriamo a sinistra oltrepassando il torrente Cevo. Giriamo a destra immettendoci sulla SP100 e raggiungiamo Campiglia Cervo (m 800). Ci fermiamo per visitare la Parrocchiale dedicata ai SS. Bernardo e Giuseppe che nell’interno, in fondo alla navata destra, custodisce un polittico del 1565, considerato una delle migliori opere di Bernardino Lanino. Riprendiamo la SP100 e sempre seguendo il corso del torrente Cervo raggiungiamo Balma (m 700) e Sagliano Micca (m 589), patria di Pietro Micca, il cui nome venne aggiunto a quello di Sagliano nel 1864. Giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale Centro e percorriamo la strada formata da cubetti di porfido. Arrivati in piazza Pietro Micca c’è il monumento dedicato all’eroe, opera di Giuseppe Maffei. Proseguiamo su via Roma fino ad arrivare alla parrocchiale dedicata ai SS. Giacomo e Stefano che racchiude al suo interno una Via Crucis, capolavoro di Pietro Antonio Sarpentiero. Proseguiamo su via Roma, poi riprendiamo la SP100 e arrivati alle porte di Biella giriamo a destra passando il torrente Cervo seguendo l’indicazione stradaleCandelo: il ricetto Centro. La strada inizia a salire verso il quartiere di Riva, alla rotonda proseguiamo dritto su via Italia fino al semaforo. Continuiamo sempre su via Italia entrando nella zona a traffico limitato e la percorriamo fino all’incrocio sulla destra con via Duomo Sulla piazza omonima prospetta il Duomo (1402), sul cui fianco sinistro sorge il Battistero (IX-X sec.), il più interessante monumento della città. Ritornati su via Italia proseguiamo fino a Piazza Vittorio Veneto, continuiamo dritto su via Torino arrivando a piazza Adua. Giriamo a sinistra imboccando via Candelo e continuiamo su questa strada, che poi diventa via Antoniotti Paolo e Via Biella. Giunti alla rotonda teniamo la destra imboccando via Iside Viana, superiamo i binari ferroviari e procediamo su via Guglielmo Marconi. Continuiamo sulla destra in via Libertà seguendo i cartelli turistici per Ricetto e poi giriamo a sinistra in via Giacomo Matteotti arrivando in piazza Castello. Il passaggio sotto alla torre ci immette nel borgo di Ricetto di Candelo. Questa struttura medievale è uno degli esempi meglio conservati del Piemonte ed è composto Candelo: il ricettoda circa duecento edifici denominati cellule. Saliamo sulla torre di destra da dove si può godere di un ampio panorama. Percorriamo le caratteristiche rue acciottolate spingendo la bicicletta e fermandoci spesso a fotografare i caratteristici edifici. Entriamo nel ristorante per vedere l’enorme torchio e poi proseguiamo la visita del borgo. Finita la visita proseguiamo su via Mazzini, giriamo a destra su via Molignati, poi a sinistra su via Debais e ancora a destra su via S. Sebastiano. Giunti alla rotonda imbocchiamo via IV novembre seguendo le indicazioni stradali per Vercelli e Benna. Alla rotonda successiva continuiamo seguendo le medesime indicazioni stradali e rimanendo su via IV novembre. Giunti alla piccola rotonda giriamo a destra e imbocchiamo via Sandigliano e proseguiamo dritto fino ad arrivare al B&B di Mara e Corrado. 24/08/2014. Per visualizzare altre foto: link

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