Castiglione dei Pepoli- Santuario Madonna Boccadirio – Passi della Futa e Raticosa (Bologna)

Località di partenza Castiglione dei Pepoli (691 m) Bologna
Lunghezza 69 km
Dislivello complessivo in salita 1516 m
Quota massima 968 m Passo della Raticosa
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Castiglione dei Pepoli (691 m) Bologna
Acqua lungo il percorso SI - lungo tutto il percorso
Parcheggio libero Castiglione dei Pepoli, piazza del Mercato - Link
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Come arrivare: uscire dall’autostrada al casello Pian del Voglio e poi girare a destra su via Badia. Continuare su questa strada fino ad arrivare a Castiglione dei Pepoli. Dopo la caserma dei Vigili del Fuoco si continua sulla strada principale seguendo l’indicazione stradale “centro” su via F. Masi. Alla prima rotonda proseguire dritto verso Bologna e alla rotonda successiva girare a sinistra seguendo l’indicazione stradale “centro”. Si passa a fianco del cimitero di guerra sudafricano. Si continua su questa strada fino ad arrivare ad una torretta dove proseguiamo dritto. Pieghiamo a destra prendendo via A. Moro poi giriamo a destra su via D. Alighieri dirigendoci al parcheggio. Dopo la discesa parcheggiare la macchina nell’ampio parcheggio di piazza del mercato.

Un tratto della strada verso il passo della RaticosaLasciamo l’auto nel comodo parcheggio di piazza del Mercato e in salita imbocchiamo via Dante Alighieri. Giriamo a sinistra imboccando un breve tratto contromano in via Aldo Moro fino ad arrivare davanti alla torretta. Percorriamo la SP325 in direzione Pian del Voglio e in falsopiano usciamo da Castiglione dei Pepoli. Iniziamo la discesa e passiamo a fianco della caserma dei vigili del fuoco. Giunti al primo bivio teniamo la destra seguendo le indicazioni stradali per Baragazza e Roncobilaccio. La strada procede in leggera discesa per poi salire fino a raggiungere Baragazza (700 m) dove ci fermiamo per fotografare il monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre formato da cinque menhir. Sul primo menhir di destra è riportata una frase di Dante Alighieri “per me si va nella città dolente per me si va nell’eterno dolore per me si va tra la perduta gente” mentre nel secondo una frase in latino di Tibullo “quis fuit horrendos primus qui protulit enses? quam ferus et vere ferreus ille fuit! tum caedes hominum ceneri tum proelia nata” che tradotto “Chi per primo ha tirato fuori le orrende spade? Oh quanto feroce e Verso il passo della Raticosadavvero ferreo fu quello! Allora la strage nacque per il genere umano”. Superato il paese di Baragazza giriamo a destra seguendo l’indicazione turistica per Santuario della Madonna di Boccadirio (2 km). 14 stazioni della via Crucis sono poste lungo la strada e in leggera salita si arriva ai piedi del Santuario. Saliamo lungo la strada lastricata e passiamo sotto l’arco che da accesso al Santuario. È, per importanza, il secondo Santuario della diocesi bolognese, dopo quello della Madonna di San Luca, a Bologna. Il Santuario (XVI sec.), sorge sul luogo dove il 16 luglio 1480 due pastorelli ebbero una visione della Madonna. Nel Santuario è vissuta Cornelia Vangelisti, divenuta poi suor Brigida (morta nel 1543), una dei due pastorelli che ebbero la mistica visione. Secondo la tradizione è a suor Brigida che si deve l'acquisizione dell'immagine della Beata Vergine delle Grazie, opera del 1505 di Andrea Della Robbia, conservata sull'altare maggiore del Santuario. Dopo la visita, torniamo indietro sino al bivio, dove giriamo a destra seguendo le indicazioni per Roncobilaccio. Superato il paese, passiamo sotto l’autostrada del Sole-A1 e poi risaliamo dalla parte opposta fino a portarci alla stessa altezza dell’A1. Proseguiamo su questa tranquilla strada senza traffico fino ad arrivare a San Giacomo. Proseguiamo sulla SP120 seguendo le indicazioni per il passo della Futa. La strada sale sempre con pendenza costante, giunti al bivio giriamo a destra immettendoci sulla SP59. Proseguiamo su questa strada fino ad arrivare al cimitero militare germanico, il più grande dei tre esistenti in Italia. E’ statoPasso della Raticosa costruito tra il 1962 e il 1965, su progetto dell’architetto tedesco Dieter Oesterlen e raccoglie le salme di oltre 30.000 caduti. Entriamo nell’enorme cimitero, dove le lapidi sono allineate su prati verdi rasati e suddivisi in terrazzamenti. Seguiamo la prima cinta di mura esterna verso destra e raggiungiamo il maestoso muro triangolare in pietra grigia che si eleva alla sommità del poggio, punto più alto del cimitero. Dalla sommità si ha una splendida veduta sulle colline circostanti. Torniamo all’ingresso tramite la scala principale e riprendiamo a pedalare giungendo dopo pochi metri alla rotonda dove usciamo alla terza uscita seguendo le indicazioni stradali per Bologna e Passo della Futa. Sulla rotonda ci sono tre targhe di bronzo, una dedicata a Giulio Masetti da Bagnano, la seconda dedicata al ciclista Gastone Nencini vincitore di un Giro d’Italia e un Tour de France e la terza dedicata a Clemente Biondetti vincitore per quattro volte della Mille Miglia. Seguiamo le indicazioni stradali per Bologna (54 km) e passo della Raticosa (13 km). Dopo pochi metri raggiungiamo il passo della Futa (908 m) e proseguiamo per Pietramala. Giunti a Pietramala (851 m) inizia la ripida salita che porta al passo della Raticosa (968 m). Facciamo una breve sosta per fotografare il panorama e poi proseguiamo verso La Ca’. Superato questo piccolo centro abitato giriamo a sinistra imboccando la SP60 e dopo vari saliscendi arriviamo a Castel dell’Alpi (740 m). Ci fermiamo sul ponte che attraversa il lago per scattare alcune foto e poi proseguiamo in salita fino ad arrivare a Madonna dei Fornelli dove ci fermiamo al bar per un caffè. Ripartiamo imboccando la strada a fianco della chiesa, via Firenze, seguendo l’indicazione stradale per Qualto. La strada, sempre molto bella e tenuta bene, offre molti spunti panoramici. Giunti a Qualto ci fermiamo per fotografare la chiesa, costruita completamente in sasso. Seguiamo le indicazioni per Montefredente che raggiungiamo in discesa poco dopo e ci immettiamo nella SP61 in direzione di Pian del Voglio (m 612). Ci inoltriamo nel centro del paese seguendo la via lastricata fino ad arrivare alla piazza da dove possiamo ammirare in alto la chiesa arcipretale di San Giovanni Battista. Teniamo la destra e dopo poco usciamo dal paese immettendoci sulla SP61 che seguiamo fino al bivio di Ginestrella, dove giriamo a destra in direzione dell’Autostrada. Passiamo a fianco del casello dell’A1 e proseguiamo, seguendo le indicazioni per Castiglione dei Pepoli, in forte discesa. Adesso inizia la salita, con pendenza media dell’8,2% e lunga 1,2 km, che ci porta fino al tornante dove il mattino avevamo proseguito per Baragazza. Giriamo a destra, seguiamo la stessa strada percorsa all’andata, passiamo a fianco della caserma dei Vigili del Fuoco e ci fermiamo a visitare il cimitero militare Sud Africano. Appena dopo l’ingresso notiamo un’alta croce bianca e poco più avanti l’ampio prato dove sono state collocate le lapidi bianche ben allineate. Riprendiamo le bici e percorriamo il breve tratto di strada in falsopiano fino al parcheggio. Abbiamo pubblicato poche foto perchè la scheda SD della fotocamera si è guastata e queste sono le uniche che siamo riusciti a recuperare. 01/08/2014.

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