Pietrasanta - Passo del Vestito - Massa - Carrara (Massa Carrara)

Località di partenza Marina di Carrara (2 m) - Massa Carrara
Lunghezza 93,4 km
Quota massima 1151 m Passo del Vestito
Dislivello complessivo in salita 1458 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Marina di Carrara (2 m) - Massa Carrara
Acqua lungo il percorso SI - Pietrasanta - prima della galleria del Cipollaio - Massa - Carrara
Parcheggio libero Viale Amerigo Vespucci - Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende l’autostrada A15 della Cisa e si seguono le indicazioni per Pontremoli – La Spezia. Arrivati a Santo Stefano Magra si prosegue verso Livorno sulla A12 e arrivati a Carrara si esce dall’autostrada e si seguono le indicazioni per Marina di Carrara. Dopo 4 km si arriva sul lungomare, dove c’è un comodo parcheggio libero.

Marina di Pietrasanta: il litoraleSono le ore 9.00 del mattino e dopo aver scaricato le biciclette dall’auto iniziamo a pedalare sul lungomare seguendo la direzione per Forte dei Marmi. In questo tratto di strada la pista ciclabile è assente e così seguiamo via Cristoforo Colombo, poco trafficata a quest’ora del mattino. Proseguiamo su viale delle Pinete, attraversiamo il ponte e alla rotonda giriamo a destra raggiungendo il Lungomare di Ponente. Continuiamo a pedalare fino a Marina di Massa (5 m), oltrepassiamo Cinquale e arriviamo a Forte dei Marmi (2 m). La carreggiata diventa più ampia ed è costeggiata sulla destra dalla pista ciclabile intervallata dagli accessi agli stabilimenti balneari. Poiché non c’è molto traffico, preferiamo continuare sulla strada e pedaliamo mantenendo una media dei 30 km orari. Superata la località di Forte dei Marmi arriviamo aPietrasanta: il Duomo Marina di Pietrasanta (2 m). Visitiamo il  lungo pontile (380 m) accompagnando a mano le biciclette, poiché è vietato transitare a bordo di esse. Il pontile termina in un’ampia terrazza decagonale. Prima di arrivare alla terrazza notiamo sulla destra la statua di bronzo di Sant’Antonio che sembra emergere dal mare. Gli stabilimenti balneari sono ormai pronti per la stagione estiva e file di ombrelloni sono allineati lungo l’ampio arenile. Dopo questa breve visita ripartiamo in bicicletta e riprendiamo il lungomare tornando indietro per circa un chilometro fino ad imboccare viale Apua sulla destra, un lungo rettilineo che percorriamo velocemente fino all’incrocio con la SS1 – Aurelia. Giriamo a destra e percorriamo quest’ultima per circa 300 metri fino alla svolta sulla sinistra per Pietrasanta. E’ necessario prestare molta attenzione a questo incrocio perché è abbastanza pericoloso! Imboccata via Vincenzo Santini, dopo una breve salita, giriamo a sinistra in Via Sauro e raggiungiamo piazza Carducci. Notiamo subito l’arco sulla destra da dove si accede alla piazza di Pietrasanta (14 m). A fianco del portale una targa in marmo ricorda le parole di Giousuè Carducci: «Quel che mi piace è Pietrasanta: bellissima cittadina, con piazza unica, una Pietrasanta: interno del Duomocattedrale da grande città, e, sfondo, le Alpi Apuane. E che paese all'intorno!». Passiamo sotto l’arco e ci ritroviamo in una bellissima piazza rettangolare dove si affacciano gli edifici principali. La collegiata di San Martino del 1223 con a fianco il campanile alto 36 metri in mattoni a vista, la chiesa di Sant’Agostino del secolo XIV, il palazzo del Comune, la statua di Leopoldo II e la colonna del Marzocco. Oltre ai monumenti principali sono state collocate nella piazza alcune opere equestri dello scultore Gustavo Aceves, artista messicano, che ha scelto Pietrasanta come prima tappa della sua esposizione itinerante, composta da decine di cavalli in bronzo, ferro e vetroresina. Avevamo già notato una serie di cavalli  sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta nei pressi del lungo pontile. La prima vista di interni la dedichiamo alla collegiata che ci accoglie con due belle acquasantiere in marmo di Stagio Stagi. Dopo aver scattato molte foto usciamo e andiamo verso il campanile (altezza 36 m), dove è possibile dare un’occhiata alla scala elicoidale posta all’interno. L’accesso alla scala è vietato, ma è possibile scattare foto dal basso. Proseguiamo alla visita della chiesa di Sant’Agostino, attualmente sospesa al culto, dove troviamo esposta una scultura raffigurante un gigantesco cavallo, ennesimaPietrasanta: la piazza opera del messicano Aceves. Terminiamo qui la visita alla cittadina e inforcate le bici ci dirigiamo nella pedonale via Garibaldi fino alla via Provinciale Vallecchia, dove notiamo subito la presenza di una statua in bronzo di Botero raffigurante “il guerriero”. Ripresa la bicicletta pedaliamo su via Vallecchia fino ad arrivare a Ripa. Arrivati a fianco del piazzale antistante la chiesa teniamo la destra proseguendo sempre sulla SP8 fino al ponte sul fiume Versilia. Lo attraversiamo e  giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Castelnuovo Grafagnana, Arni, Stazzema e Seravezza. Iniziamo a pedalare costeggiando il fiume Versilia, che manteniamo sulla nostra destra, e in poco tempo arriviamo al cartello stradale di Seravezza, (50 m), dove giriamo a sinistra. Passiamo davanti alla fontana in marmo e continuiamo a pedalare sulla SP9, in questo tratto Seravezza: il Puntoneinterdetta al passaggio dei mezzi pesanti. Procediamo fino alla località “il puntone”, confluenza dei  torrenti Serra e Vezza, che in questo punto formano il fiume chiamato Versilia. Scattiamo qualche foto prima di addentrarci verso il centro. Al primo ponte giriamo a sinistra e arriviamo nella piazza centrale, dove c’è un monumento di marmo dedicato ai caduti. Ritorniamo verso il fiume, lo oltrepassiamo e giriamo a sinistra proseguendo in direzione di Castelnuovo Garfagnana. Facciamo una breve sosta al palazzo Mediceo (1560), che dal 2013 fa parte del Patrimonio dell’Umanità nella lista dei siti UNESCO. Da questo punto il 17 maggio 2012 partì la 12ª tappa ciclistica del Giro d'Italia "Seravezza - Sestri Levante" (155 km). Proseguiamo dritto e iniziamo una salita costante. Superiamo il centro abitato di Ruosina e arriviamo al tornante dove c’è il bivio per Stazzema (6 km) e Arni. Noi proseguiamo in quest’ultima direzione e ci inoltriamo nel Parco NaturaleSeravezza: ingresso del palazzo Mediceo delle Alpi Apuane avanzando costantemente su questa strada panoramica. Notiamo sullo sfondo la località di Retignano. Superiamo una serie di semicurve prendendo quota dolcemente e nei pressi di Terrinca la SP10 si restringe un po’. Continuiamo in salita verso Castelnuovo Garfagnana e incontriamo la prima galleria, 75 m, scavata nella roccia. Dopo un’altra serie di semicurve molto panoramiche ci fermiamo a riempire le borracce alla provvidenziale sorgente. Riprendiamo la bicicletta e, dopo circa tre km, arriviamo all’imbocco della galleria del Cipollaio (lunga 1125 m), scavata nella roccia e scarsamente illuminata. Essendo a conoscenza della presenza di gallerie avevamo portato con noi la pila frontale. La collochiamo sul casco e, dopo aver indossato anche il giubbetto antivento iniziamo a pedalare velocemente in leggera salita sperando di non incrociare alcun veicolo. All’uscita della galleria tiriamo un sospiro di sollievo e, dopo aver tolto la pila frontale, riprendiamo la pedalata in tranquillità. La strada è in leggera discesa e per circa 1500 m è costeggiata da rocce molto alte che ci ricordano un po’ il paesaggio delle gole del Verdon in Francia. Proseguiamo fino a che incontriamo la deviazione sulla sinistra per Arni e Passo del Vestito. Lasciamo quindi la Verso il Passo del VestitoSP10 che prosegue verso Castelnuovo Garfagnana (17 km). E imbocchiamo a sinistra la SP13. Da qui parte una salita più decisa verso Arni. Arrivati a quest’ultima località seguiamo i cartelli stradali per Massa e Passo del Vestito. Di nuovo ci troviamo ad affrontare una buia galleria, lunga 500 m. E’ abbastanza dritta e riusciamo a vederne la fine, ma il fondo è molto dissestato e la mancanza di illuminazione non ci permette di evitare le numerose buche. Ci sentiamo ormai in vetta e, superata la galleria di Monte Pelato, lunga 640 m, anch’essa dritta e buia, arriviamo al Passo del Vestito (1151 m). Sulla destra, appena usciti dalla galleria, c’è un monumento in marmo raffigurante un cavatore armato di martello pneumatico e poco più in là si apre la cave del pregiato marmo di Carrara. Il paesaggio che si gode da quassù è grandioso. Siamo circondati dalle Alpi Apuane e in lontananza vediamo il mare. Riconosciamo, dritto davanti a noi, il litorale diPasso del Vestito: panorama Marina di Massa e, spostate sulla destra, l’isola del Tino, l’isola Palmaria e la città di La Spezia. Ci concediamo una sosta per godere di questo bel panorama e ne approfittiamo per  mangiare i nostri piccoli panini. Dopo le foto di rito iniziamo la discesa. In rapida successione superiamo tre gallerie corte e una un po’ più lunga di 112 m, , intervallate da brevi tratti di strada. Prima di superare l’ultima galleria ci fermiamo nel piazzale sulla sinistra dove si erge un piccolo monumento dedicato ai caduti e, poco più in là, una piccola cappella. Riprese le biciclette superiamo la galleria di Tecchia lunga 130 m e proseguiamo sempre in discesa affrontando diversi tornanti fino ad Antona (400 m). Continuiamo su questa strada, in falsopiano, fino ad Altagnana, da dove si gode una bella vista su Antona, e alzando lo sguardo possiamo vedere la strada che abbiamo appena fatto e che porta al Passo del Vestito. Continuiamo in discesa fino ad uscire dal paese e poco dopo notiamo uno cartello di colore grigio con alcune indicazioni stradali: dritto si prosegue per Massa – San Carlo – Pariana; a sinistra per Pasquilio; a destra, con una curva di 45°, si prosegue per Massa. Giriamo a destra e la Antona e la strada che porta al Passo del Vestitostrada inizia a scendere con decisione in località Canevara, poi si immette su via Bassa Tambura, dove seguiamo l’indicazione stradale per Massa. Arrivati davanti ad una fabbrica abbandonata con un’alta ciminiera giriamo a sinistra su via Capaccola. Continuiamo su questa strada fino al suo termine e poi proseguiamo, tenendo la destra, su via dei Colli. Arrivati in centro, giriamo a destra su piazza Portone, dove, collocata in una nicchia, notiamo una statua con botticella dalla quale sgorga acqua fresca. Imbocchiamo via Francesco Zoppi, costeggiamo un palazzo giallo con portici ed arriviamo davanti al Duomo. La cattedrale, dedicata ai Santi Pietro e Francesco, conserva al suo interno due tele di notevole pregio. L’Immacolata di Carlo Maratta e la Trinità in gloria e santi di Luigi Garzi. Notevole anche l’ organo del 1870. Di fronte al Duomo prendiamo via Dante e arriviamo in piazza Aranci, dove c’è il palazzo Ducale voluto da Cybo Malaspina. Dall’ingresso si accede a un fastoso cortile circondato da colonne, scalinate, loggiati e portali inMassa: piazza degli aranci e il palazzo Ducale marmo. In fondo al cortile merita una visita il Ninfeo, un’ampia nicchia rocciosa con la statua di Nettuno che cavalca le onde. Da non perdere assolutamente! Dalla piazza prendiamo via Guidoni Girolamo, costeggiamo il palazzo Ducale e proseguiamo dritto fino in piazza Mercurio, il cui nome è dovuto alla statua del dio Mercurio che sovrasta la fontana posta al centro della piazza. Ritorniamo in Piazza degli Aranci, giriamo a sinistra e arriviamo in largo Matteotti. Imbocchiamo via Angelini sulla destra e poi giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Canevara – Resceto su viale Trieste. Prendiamo la direzione per Carrara su questo viale che all’inizio appare un po’ trafficato. Fa molto caldo e dopo tanti chilometri la gamba comincia a sentire un po’ la stanchezza. La pendenza media del 6% di questo tratto di strada non aiuta molto. Superata la località di Mirteto il traffico diminuisce. Procediamo su via Foce dopo una serie di tornanti in discesa giungiamo a Massa: il DuomoCarrara. Passato il semaforo proseguiamo dritto, pieghiamo a sinistra, imbocchiamo via Verdi e proseguiamo sempre su questa strada, anche per il breve tratto contromano, fino ad arrivare a piazza Gramsci, sede del castello dei Malaspina. Le bancarelle cariche di fumetti e la presenza di comparse in costume fumettistico nella piazza ci fanno pensare che è in corso una manifestazione dedicata ai fumetti. Incontriamo anche un “Gandalf del Signore degli Anelli”, che, pur avendo un aspetto molto giovane, rappresenta in modo egregio il famoso personaggio. Ci spostiamo in Piazza Accademia, sede della chiesa del Carmine, sul cui sagrato si erge un monumento a Giuseppe Mazzini. Imbocchiamo sulla destra via Santa Maria, proseguiamo dritto per un po’ fino a girare a sinistra in piazza Duomo. Il Duomo (XI sec.) dedicato a Sant’Andrea Apostolo è molto bello. Il portale principale della facciata è incorniciato da un archivolto decorato da raffigurazioni tratte dai bestiari ed è sormontato da un grande ed elegante rosone gotico composto da colonnine radiali, una diversa dall'altra, cheCarrara: il Duomo partono dal mozzo della ruota architettonica. Il campanile, separato dalla chiesa, è alto 33 metri e fu realizzato, nel Trecento, sopra un preesistente torrione. Diamo un rapido sguardo all’interno, dove si sta celebrando un matrimonio. La nostra visita prosegue costeggiando il Duomo. Notiamo su un fianco il monumento del "Gigante", che raffigura il genovese Andrea Doria nelle sembianze del dio del mare Nettuno, opera incompiuta di Baccio Bandinelli. Davanti al Duomo imbocchiamo via Ghibellina e proseguiamo fino alla bellissima piazza Alberica, il cui nome è dovuto al suo ideatore Alberico I Cybo-Malaspina. Fu realizzata nel Seicento a ridosso delle mura della città. Sulla piazza si affacciano eleganti edifici di illustri e antiche famiglie nobiliari di Carrara e al centro è collocata una bella fontana di marmo sormontata da un alto piedistallo ornato da bassorilievi sulla cui sommità si erge la statua della Duchessa Maria Beatrice d'Este,  eseguita nell'anno 1827 Carrara: piazza Albericadallo scultore carrarese Pietro Fontana. Attraversiamo la piazza e proseguiamo la visita della città fino al teatro degli Animosi su piazza Cesare Battisti. Purtroppo il teatro è in restauro e le impalcature impediscono la vista dell’entrata. Riprendiamo la pedalata su via Apuana, giriamo a sinistra e passiamo davanti al Santuario Madonna delle Grazie. Dopo una breve visita imbocchiamo via Carriona fino ad arrivare in via XX Settembre. Continuiamo a pedalare su questa strada, purtroppo molto trafficata, fino ad arrivare al mare dove giriamo a destra su via Cristoforo Colombo. Dopo poche pedalate arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 24/05/2014. Per visualizzare altre foto: link.

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