Parma - Cremona - Piacenza

Località di partenza Parma (57 m)
Lunghezza 134 km
Dislivello complessivo in salita 427 m
Quota massima 78 m Piacenza
Arrivo Piacenza (78 m)
Ciclabilità 100% - 98% asfalto e 2% sterrato
Acqua lungo il percorso SI - Cremona - Crotta d'Adda - Piacenza
Parcheggio libero Via Imperia, via Micheli o vie limitrofe - Link
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Profilo altimetrico Link

Cremona: il DuomoIniziamo il nostro percorso partendo da Parma e, in compagnia di Corrado, prendiamo via San Leonardo e proseguiamo fino al sottopasso della tangenziale. Lo superiamo e dopo pochi metri svoltiamo a sinistra su via del Popolo. Percorriamo questa via fino all’attraversamento di Via Moletolo. Da qui prendiamo il tratto di ciclabile a destra e in breve arriviamo nei pressi della rotonda. Qui svoltiamo a sinistra e proseguiamo sulla strada Traversante Lupo e dopo circa 200 m svoltiamo a destra. Riprendiamo via Moletolo e alla rotonda proseguiamo dritto fino ad oltrepassare il sovrappasso dell’Autostrada del Sole (A1). Dopo il sottopasso della linea ferroviaria TAV arriviamo alla rotonda dove giriamo a sinistra, e, dopo un breve tratto, prendiamo la via a destra. Proseguiamo in tranquillità su questa strada secondaria dove il traffico è pressoché inesistente fino all’incrocio successivo dove giriamo a sinistra. Attraversiamo il ponte sul torrente Parma, costeggiamo il pioppeto e all’incrocio giriamo a destra. Percorriamo via di Castelnuovo fino ad arrivare davanti alla chiesetta di Vicomero. Superiamo la rotonda e imbocchiamo il lungo rettilineo fino all’incrocio dove giriamo a sinistra e poi alla prima a destra. Continuiamo su questa strada, oltrepassiamo un piccolo ponticello eCremona: il Torrazzo all’incrocio giriamo a destra passando a fianco dell’oasi “I fontanili”. Imbocchiamo un lungo viale alberato e giunti all’incrocio giriamo a destra e poi a sinistra su via Borgazzo arrivando a Ronco Campo Canneto. Continuiamo dritto fino al semaforo, attraversiamo via Cremonese e proseguiamo dritto passando davanti alla chiesetta del paese. Giriamo a sinistra verso l’argine del fiume Taro dove intercettiamo la pista ciclabile. Svoltiamo a destra e proseguiamo fino al ponte di San Secondo dove dobbiamo lasciare la pista ciclabile perché il ponte successivo, quello di Gramignazzo, è chiuso per lavori. Giriamo a destra e dopo pochi metri arriviamo all’incrocio con la SP10 – Via Cremonese. Giriamo a sinistra, attraversiamo la strada e oltrepassiamo il ponte sul fiume Taro. Imbocchiamo il rettilineo che porta a San Secondo Parmense, giunti in prossimità del centro giriamo a destra, mantenendoci sempre su via Cremonese. Alla rotonda successiva giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Cremona. Inizia un lunghissimo rettilineo che per fortuna di domenica è poco trafficato e, in fila indiana, percorriamo velocemente questo tratto di strada di 8,3 km fino all’incrocio per Roccabianca. Qui giriamo a destra e percorriamo il viale alberato fino a raggiungere Piazza Garibaldi dove ci fermiamo davanti al castello per la foto di rito. Proseguiamo dritto su strada Posta. Continuiamo su questa strada fino ad incrociare Via Rocca, giriamo a destra, raggiungiamo l’alzaia dove giriamo a sinistra e imbocchiamo la ciclabile del Po. Proseguiamo pedalando velocemente fino a raggiungere Ragazzola e dopo pochi metri giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per Mantova e Cremona. Imbocchiamo il rettilineo e il ponte Giuseppe Verdi (lungo 2513 m) sul fiume Po. Anche in questo tratto siamo contenti di aver scelto la domenica per questo percorso, perchéCremona: palazzo Comunale durante la settimana il traffico di auto e tir è molto intenso. Appena passato il Po giriamo a sinistra seguendo l’indicazione turistica Isola Pescaroli. Imbocchiamo questa strada secondaria e in tutta tranquillità pedaliamo verso Cremona oltrepassando il cartello San Daniele Po. Giunti al primo incrocio giriamo sulla sinistra seguendo l’indicazione turistica Ciclabile golena Po e imbocchiamo via C. Sommo. La strada è stretta e il fondo, anche se asfaltato, è dissestato. Una serie di semi curve sono costeggiate dalle distese verdi dei campi punteggiati dal rosso dei papaveri. Oltrepassiamo la località di Sommo con Porto e prima di Stagno Lombardo giriamo a sinistra seguendo l’indicazione “alle Cascine – Ariolo, Caselle, Caselline, ecc.”. Pedaliamo su un breve tratto di rettilineo e poi giriamo a destra seguendo l’indicazione per Gera Bassa. All’incrocio successivo giriamo a sinistra sempre verso Gera Bassa. Seguiamo la segnaletica verticale della pista ciclabile e pian piano arriviamo lungo la riva del Po che intravediamo per un breve momento tra gli alberi. La ciclabile procede sull’alzaia zigzagando fra i campi. Continuiamo dritto oltrepassando una sbarra fino ad arrivare ad un quadrivio. Qui giriamo a sinistra e dopo poco siamo a fianco del Po che in questo punto si trova sulla nostra Cremona: argine del Podestra. Ci accorgiamo quasi subito che abbiamo sbagliato direzione e così torniamo sui nostri passi fino al quadrivio dove giriamo a sinistra seguendo la segnaletica verticale della ciclabile. Passiamo sotto il ponte dell’Autostrada (A21) e continuiamo sulla pista ciclabile fino ad arrivare alle porte di Cremona. Giriamo a destra e imbocchiamo via del sale. Continuiamo su questo rettilineo fino al centro di Cremona. Al semaforo proseguiamo dritto, imbocchiamo un senso vietato alle auto ma consentito alle biciclette, poi giriamo a sinistra su Via Porta Po Vecchia e poi a destra su Corso Vittorio Emanuele II. Proseguiamo dritto su questa strada guidati dal “Torrazzo” che scorgiamo in lontananza. Passiamo piazza Antonio Stradivari e giungiamo in piazza del Comune, sede del Torrazzo. La visita alla torre, alta 111 m, è a pagamento. Salendo i suoi 487 gradini si può ammirare un vastissimo panorama sulla pianura circostante. Il Duomo (sec. XII) ha una facciata marmorea con un bel rosone del 1274. Visitiamo l’interno, a tre navate riccamente decorate. Sempre nella piazza c’è il Battistero, costruzione romanica a pianta ottagonale risalente al 1167. Dopo questa breve visita dei principali monumenti ritorniamo in piazza Stradivari dove ci fermiamo al bar per un caffè. Ripresa la bicicletta percorriamoLungo l'argine del Po tra Cremona e Piacenza a ritroso la stessa strada dell’andata fino alla deviazione della pista ciclabile su via del sale. Proseguiamo dritto mantenendo il fiume Po sulla nostra sinistra fino al circolo canottieri Leonida Bissolati. Qui giriamo a destra e poi a sinistra prendendo via Riglio. Passiamo il ponte e proseguiamo su questa strada fino al ponte successivo. Qui, poco prima del ponte, c’è una piccola stradina sulla destra che porta a fianco del canale “Milano – Cremona Po”. Imbocchiamo questa stradina e giunti davanti al canale giriamo a sinistra. Inizia ora un tratto di rettilineo che costeggia il canale, in questa domenica frequentata da numerosi pescatori impegnati in una gara. Pedaliamo velocemente fino a raggiungere il ponte per Spinadesco. Attraversiamo il ponte e ci portiamo sulla sponda opposta del canale. Proseguiamo, mantenendo il canale sulla nostra sinistra, fino ad arrivare alle porte di Acquanegra Cremonese dove lasciamo il canale e imbocchiamo la SP47 proseguendo dritto fino ad arrivare a Crotta d'Adda. Qui, appena superato il cartello del paese, sulla destra notiamo una fontanella e ne approfittiamo per ricaricare le borracce. Ritorniamo sulla SP47 e proseguiamo seguendo le indicazioni stradali per Castelnuovo Bocca d’Adda e Maccastorna. Lungo l'argine del Po tra Cremona e PiacenzaOltrepassiamo il ponte sul fiume Adda, lasciamo la provincia di Cremona per entrare in quella di Lodi e percorriamo la SP196. Ignoriamo la deviazione a sinistra per Maccastorna e continuiamo a pedalare sulla provinciale 196. Arrivati al bivio giriamo a sinistra e seguiamo le indicazioni stradali per Castelnuovo Bocca d’Adda sulla SP243 ignorando la direzione per Meleti (2 km). La strada è stretta, dopo un paio di curve prosegue dritta fina a Castelnuovo. Entrati in paese seguiamo l’indicazione stradale per San Nazzaro, giriamo a sinistra imboccando via Umberto I e all’incrocio successivo giriamo a destra seguendo sempre San Nazzaro. Dopo pochi metri ci fermiamo alla trattoria “da Lele” che si trova di fronte al piazzale della chiesa. Prendiamo una coca cola (1 euro) e dopo esserci dissetati e rinfrescati ripartiamo. Seguiamo le indicazioni stradali per Piacenza curvando verso sinistra e proseguiamo sulla SP27 fino a quando imbocchiamo la ciclabile sulla destra. Attenzione a questa deviazione che si trova prima del ponte sul fiume Po. La mancanza di cartelli turistici può indurre in errori. L’unico cartello presente è quello di divieto di transito. L’asfalto è nuovo e sembra promettere bene ma dopo pochi metri inizia lo sterrato, che continuerà per 3 km. Il fondo è ben battuto ma ricoperto di ghiaietto e procediamoPiacenza: palazzo Farnese moderatamente per evitare spiacevoli forature. Fortunatamente, senza contrattempi, ritroviamo l’asfalto e proseguiamo lungo il Po mantenendolo sempre sulla nostra sinistra. In questo punto la ciclabile regala bellissimi scorci sulle ampie anse del grande fiume. Oggi è una giornata particolarmente calda e la pista ciclabile non presenta aree ombreggiate. Sulla nostra destra notiamo Caselle Landi. Noi proseguiamo tranquilli sulla ciclabile fino a quando un cartello ci obbliga a girare a destra perché la ciclabile è interrotta per lavori. Siamo a Santo Stefano Lodigiano e, seguendo i cartelli della deviazione, sempre presenti, raggiungiamo il paese. Alla rotonda giriamo a sinistra e imbocchiamo la pista ciclabile che corre a fianco della strada, sul lato sinistro. Alla rotonda successiva giriamo a sinistra e dopo aver superato un piccolo nucleo di case usciamo da Santo Stefano Lodigiano. Giriamo a sinistra, oltrepassiamo un ponticello e poi, svoltando ancora a sinistra, riprendiamo di nuovo la pista ciclabile. Continuiamo a pedalare velocemente lungo la ciclabile fino al ponte dell’alta velocità dove troviamo finalmente un po’ di ombra per una breve sosta ristoratrice e mangereccia. Da qui notiamo in lontananza il ponte dell’Autostrada A1 e capiamo di essere ormai alle porte di Piacenza: il GoticoPiacenza. Ripresa la bicicletta, passiamo sotto l’autostrada del Sole e dopo poco raggiungiamo i binari della linea ferroviaria. Giriamo a sinistra, fiancheggiamo i binari e, dopo una curva a U, passiamo sotto il ponte di ferro e proseguiamo fiancheggiando di nuovo i binari, che adesso si trovano alla nostra destra. Continuiamo su questa strada fino ad arrivare sulla SS9 – via Emilia. Poco prima di imboccarla, attraversiamo la strada sulle strisce pedonali e imbocchiamo la pista ciclabile che corre a fianco della via Emilia e in tutta sicurezza oltrepassiamo il fiume Po arrivando a Piacenza. Attraversiamo la strada, imbocchiamo viale Risorgimento e passiamo davanti al palazzo Farnese (del 1559). Giriamo a destra e costeggiando il palazzo Farnese, passiamo in piazza della Cittadella e proseguiamo verso  San Sisto. Giriamo a destra su via Borghetto e poi ancora a destra fino a San Sisto. Sono le ore 14.00 e purtroppo la chiesa è chiusa. L’apertura è prevista per le ore 16.00 e un po’ ci dispiace perché al suo interno la chiesa ha un bel coro intagliato. Continuiamo la visita di Piacenza percorrendo via Santa Eufemia che si trova di fronte a noi (lasciando San Sisto alle nostre spalle) e la percorriamo tutta fino a piazza del Borgo, poi giriamo a destra su Strada di Campagna.Piacenza: il Duomo Passiamo a fianco della chiesa di S. Sepolcro e arriviamo al Santuario della Madonna di Campagna che domina l’ampio piazzale delle Crociate. Questa piazza deve il suo nome a Urbano II che qui bandì la prima Crociata contro l’islamismo nel 1095. Il Santuario, opera di Alessio Tramello, è del 1528. L’interno è a croce greca e ha una ricca decorazione. Inaspettatamente la chiesa è aperta perché si è appena conclusa la cerimonia per un matrimonio e così ne approfittiamo per una breve visita all’interno. Riprendiamo la strada che gira intorno alla chiesa e andiamo ad imboccare la strada delle Valli che costeggia l’ingresso dell’ospedale “Guglielmo da Saliceto”. Giriamo su via G. Taverna e dopo alcune traverse giriamo a destra su via del Castello. Alla fine di questa strada giriamo a sinistra su via Malta e al semaforo giriamo a sinistra su via Beverora. Dopo pochi metri raggiungiamo San Giovanni in Canale. Questa chiesa risale all’inizio del 1200 ed è stata sede dell’Inquisizione. Anche questa è chiusa e così non possiamo ammirare al suo interno il sarcofago, in breccia di Verona, della famiglia Scotti (XIV sec.). Ripresa la bicicletta percorriamo via Santa Croce, giriamo a destra su via G. Garibaldi e poi a sinistra su via Gerolamo Illica e arriviamo finalmente nel cuore della città. Ci accoglie la monumentale piazza dei Cavalli, dove ci sono le statue equestri del duca Alessandro Farnese e di suo figlio Ranuccio I, realizzate da Francesco Mochi. Il Palazzo Pubblico, detto “il Gotico”, del 1281, ha un profondo loggiato a due navate. Dopo numerose foto lasciamo la piazza e pedalando su via S. Antonino arriviamo all’omonima basilica romanica fondata nel sec. IV. Fabrizio e Corrado in treno verso ParmaAll’interno, da vedere, una crocifissione lignea del ‘400. Pochi metri ci separano dal Duomo e così percorriamo via Pace ed arriviamo davanti a questo notevole esempio di architettura romanica, eretto dal 122 al 1233. Ha una poderoso campanile alto 71 metri del 1333. All’interno, da vedere, la cupola, con affreschi del Morazzone e di Guercino e la suggestiva cripta sorretta da 108 colonnine. Ci fermiamo in piazza Duomo e ci prendiamo un bel gelato. Dopo questo piacevole intermezzo riprendiamo la bicicletta e percorriamo via Legnano, giriamo a destra su via Roma e arriviamo davanti alla basilica di San Savino. Questa basilica romanica fu consacrata nel 1107 e nell’altare barocco racchiude le reliquie di S. Savino, patrono della città, morto nel 420. Il pavimento di questa chiesa è tutto a mosaico ma purtroppo non possiamo visitare la cripta (chiusa per lavori) pavimentata da un mosaico che rappresenta i segni zodiacali (sec. XII). Terminata la visita della basilica, attraversiamo i Giardini Margherita e arriviamo alla stazione ferroviaria dove prendiamo i biglietti del treno (euro 5,10 a persona più euro 3,50 per bicicletta). Il treno parte dal binario n. 2 e subito ci accorgiamo che per arrivare al binario  dobbiamo portare in spalla le bici e prendere le scale sprovviste di rampe dedicate. Il treno è già pronto sul binario e ci accorgiamo che nessun vagone porta il simbolo della bicicletta. Dopo aver percorso tutta la banchina in cerca del vagone adibito al trasporto biciclette decidiamo di salire sul treno e ci accomodiamo in uno scompartimento libero. Fortunatamente non ci sono altri viaggiatori e dopo aver sistemato le biciclette a fianco dei sedili ci apprestiamo a tornare a Parma terminando questa bella giornata. 17/05/2014. Per visualizzare altre foto: link

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