Maranello - Salse di Nirano - Serramazzoni - Sassuolo (Modena)

Località di partenza Maranello (137 m) - Modena
Lunghezza 68 km
Dislivello complessivo in salita 996 m
Quota massima 791 m Serramazzoni
Arrivo Maranello (137 m) - Modena
Percentuale di ciclabilità 100% asfalto
Acqua lungo il percorso SI - Nirano - Serramazzoni - Prignano - Sassuolo
Parcheggio libero Maranello, via Grizzaga, davanti allo stabilimento Ferrari - Link
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Come arrivare: uscire dall’autostrada del sole al casello Modena Nord e seguire le indicazioni turistiche stradali per Museo Ferrari – Maranello. Arrivati a Maranello, si esce dalla superstrada seguendo l’indicazione stradale Maranello, alla rotonda si prende la terza uscita e si arriva davanti allo stabilimento Ferrari dove c’è un vasto parcheggio.

Salse di Nirano: un tipico vulcanelloLasciamo l’auto nel parcheggio vicino allo stabilimento della Ferrari e iniziamo a pedalare su via dei Navigatori costeggiando, mantenendola sulla destra, la fabbrica della mitica “rossa”. Questa è una strada senza uscita e giunti alla piccola rotonda proseguiamo dritto attraversando un piccolo parco e poi imbocchiamo la pista ciclabile tinteggiata di rosso costeggiando via San Giovanni Evangelista fino ad arrivare ad una rotonda. Qui attraversiamo la strada sulle strisce pedonali e proseguiamo dritto su Via A. D. Ferrari. Passiamo davanti al Museo Ferrari e proseguiamo dritto fino ad arrivare all’incrocio con via Gilles Villeneuve. Giriamo a destra e arriviamo davanti all’ingresso del circuito di Fiorano. Dopo la foto di rito ritorniamoSalse di Nirano: il piazzale del parcheggio indietro e all’incrocio proseguiamo dritto seguendo l’indicazione stradale per Fiorano e Sassuolo. Proseguiamo su via Gazzotti fino ad arrivare alla rotonda dove, percorrendo un breve tratto di pista ciclabile, raggiungiamo l’incrocio con via Motta evitando così la seconda rotonda. Alla piccola rotonda successiva teniamo la destra mantenendoci sempre su via Motta. Giunti all’incrocio con via Nirano proseguiamo dritto raggiungendo la chiesa parrocchiale di Spezzano, dove c’è la tomba del patriota Ciro Menotti. La tomba si trova all’interno della chiesa subito a destra. Dopo questa breve visita passiamo a fianco del cimitero imboccando via Don Minzoni e poi ancora a destra su via Fiandri. Pedaliamo verso la collina e arrivati  all’incrocio seguiamo il cartello turistico indicante la Riserva Naturale Regionale delle Salse di Nirano. Facciamo una breve sosta Salse di Nirano: un tipico vulcanellonel piazzale del parcheggio, dove è in bella mostra un gigantesco tronco di un albero probabilmente monumentale viste le dimensioni. Proseguiamo su questa stradina fino ad arrivare ad una fontanella dove la segnaletica verticale ci indica il percorso per le Salse, su strada sterrata. Scendiamo di sella e iniziamo a spingere la bici in salita all’ombra degli alberi. Lungo questo tratto di strada possiamo notare sulla nostra destra i tipici vulcanetti delle salse. Giunti di fronte al primo vulcanetto facciamo sosta per le foto. C’è una grossa colata di fango secca fuoriuscita dal cono, l’area è recintata e non è consentito portarsi sulla sommità del cono vulcanico, dove il fango ribolle. Giriamo intorno a questa meraviglia della natura e notiamo che il fango continua a fuoriuscire dall’apice del cono. Seguiamo il sentiero che in discesa conduce agli altri vulcanelli e dopo poco raggiungiamo il secondo cono. Qui è stata allestita una passerella in legno che in questo punto forma una rotonda. Lungo il percorso alcuni pannelli didattici descrivono il fenomeno delle salse e la flora e fauna della zona. Scattiamo numerose foto e poi proseguiamo sulla passerella di legno fino a raggiungere il terzoRocca Santa Maria: i tornanti vulcano. Le Salse di Nirano rappresentano un importante fenomeno geologico di rilevanza internazionale e tipico esempio di valorizzazione ambientale e turistica. Le Salse hanno origine da depositi di idrocarburi principalmente gassosi (bolle di metano) e in piccola parte liquidi (petrolio), che, venendo in superficie, stemperano le argille e danno luogo alle tipiche formazioni a cono. All'interno dei coni le emissioni di fango miste ad idrocarburi paiono ribollire, in realtà fuoriescono a temperatura ambiente, inoltre sono salate e da qui il nome "Salse". Il Parco di Nirano è il fenomeno più imponente a livello nazionale ed è anche il primo parco istituito dalla regione Emilia Romagna. Proseguiamo il nostro giro passando a fianco di altri piccoli vulcanelli appena formati da dove è possibile vedere il fango ribollire. La passerella in legno termina e riprendiamo l’asfalto, giriamo a destra Rocca Santa Maria: la pieve di Santa Maria Assuntae fotografiamo l’ultimo vulcano, il più alto del Parco. Finito il giro ritorniamo all’inizio del Parco percorrendo la stessa strada dalla quale eravamo arrivati e andiamo a prendere via Cerreto. La strada è poco trafficata e pedaliamo in tranquillità verso Rocca Santa Maria. Una serie di tornanti con pendenza media del 7,1% e massima del 11,9% permettono di superare in 1,6 km un dislivello di 112 m. Arrivati al bivio giriamo a destra e dopo una dura, ma breve salita raggiungiamo la Pieve di Santa Maria Assunta. Questa è una delle più belle e antiche della montagna modenese. Fu edificata tra l’ottavo e il nono secolo e nel 1108 fu donata al Vescovo di Modena da Matilde di Canossa. L’edificio si erge su una roccia calcarea ed è costruito in pietra arenaria del luogo. Al suo interno si articola in tre navate, divise da ampi archi a tutto sesto che poggiano su delle imponenti semicolonne. I capitelli, diversi per forma e composizione ornamentale, sono considerati tra i più belli del Nord Italia. Dopo la visita ritorniamo su via Cerreto e proseguiamo verso Serramazzoni. All’incrocio successivo giriamo a destra imboccando la SP3 – Giardini. Il panorama è veramente notevole e ci invoglia a scattare qualche foto, ma conSerramazzoni: la torre che si affaccia sulla piazza centrale nostro grande dispiacere l’obiettivo della nostra fotocamera si blocca e non è più possibile scattare fotografie. Superiamo Montardone, dove c’è una casa cantoniera con scritto “SS12 dell’Abetone e del Brennero”, proseguiamo per Casa Bartolacelli e infine arriviamo a Serramazzoni (791 m). Al centro del paese giriamo a destra verso Prignano e ci fermiamo nell’ampia piazza, dominata dalla torre. Qui c’è una fontanella con una targa in memoria di Marco Pantani, il quale, così ci è stato riferito da una persona del posto, usufruiva di queste strade per gli allenamenti prima delle gare. Dopo questa breve sosta riprendiamo la bicicletta e ci dirigiamo verso Prignano. La strada è in discesa e velocemente superiamo Moncerrato e arriviamo a Prignano sulla Secchia. Qui lasciamo la SP21, giriamo a destra prendendo la SP19 di Castelvecchio e seguendo l’indicazione stradale per Sassuolo. Proseguiamo velocemente in discesa lasciando alle nostre spalle Castelvecchio e affrontando i numerosi tornanti in direzione di Sassuolo. Prima di San Michele dei Mucchietti, all’altezza del Sassuolo: palazzo Ducalebacino artificiale sul Secchia, attraversiamo la strada e imbocchiamo la pista ciclabile che passa a fianco del fiume. Arrivati alle porte di Sassuolo, un cartello turistico indica di girare a destra per raggiungere il parco e il palazzo ducale. Lasciamo la ciclabile e ci dirigiamo verso il parco. Alla rotonda proseguiamo dritto e dopo poco arriviamo al Parco Ducale. Attraversiamo tutto il parco fino al cancello di Palazzo Ducale. Fiancheggiamo la recinzione fino a sbucare su via Rocchetta dalla pavimentazione in porfido. Dopo pochi metri arriviamo in piazza Roverella. Sul lato sinistro della piazza notiamo un risalto ornato da un'aquila e dallo stemma della casata Estense del palazzo Ducale. Giunti su piazza Martiri Partigiani giriamo a sinistra e poi imbocchiamo la prima a sinistra, via la Rocca, una strada acciottolata che conduce alla piazza antistante il Palazzo. Due statue in stucco marmorizzato si ergono ai lati dell’ingresso, raffiguranti Nettuno e Galatea, mentre dal cancello è possibile intravedere il cortile interno. A quest’ora l’accesso ai visitatori è chiuso. Riprendiamo allora il nostro giro ripercorrendo via la Rocca. Attraversiamo piazza Martiri Partigiani e proseguiamo dritto su via Cesare Battisti.Fiorano Modenense: Santuario della Madonna del Castello Facciamo una breve sosta in piazza Giuseppe Garibaldi di forma rettangolare e caratterizzata sul lato corto dalla torre dell’orologio, mentre sui lati lunghi è delimitata da una serie di portici. Scattiamo un po’ di foto con il telefonino e poi riprendiamo la pedalata su via Giuseppe Mazzini. Arrivati sulla Circonvallazione la attraversiamo sulle strisce pedonali e continuiamo a pedalare sempre sulla stessa via. Lasciamo Sassuolo alle spalle e arriviamo a Fiorano Modenese percorrendo la pista ciclabile a lato della strada. Proseguiamo su via Vittorio Veneto utilizzando la corsia preferenziale dell’autobus e dopo la chiesa giriamo a destra su via Bonincontro. Inizia una dura salita che porta al santuario della Madonna del Castello, una costruzione barocca con bella cupola affrescata al suo interno. Dopo questa breve visita torniamo su via Veneto. Alla rotonda proseguiamo dritto, percorriamo l’inizio della SS467 e infine giriamo a destra su via G. Boccaccio. Alla prima traversa sulla sinistra giriamo in Via G. Leopardi e proseguiamo sempre dritto fino alla fine della strada. Arrivati su via Camporosso giriamo a sinistra e poi imbocchiamo la prima a destra, via G. Carducci. Dopo l’incrocio proseguiamo dritto su Via Tamigi. Alla fine della strada giriamo a destra su via Ghiarella e ci allontaniamo dal centro di Fiorano puntando verso le colline. Giunti alla rotonda prendiamo la terza uscita, seguendo il cartello stradale turistico indicante le Salse di Nirano, sempre su via Ghiarella. Poche pedalate e in lontananza intravediamo la chiesa parrocchiale di Spezzano. Da questo punto seguiamo la stessa strada percorsa il mattino fino al parcheggio della Ferrari. 15/03/2014. Per visualizzare altre foto: link

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