Sestola - monte Cimone - Fiumalbo - Montecreto (Modena)

Località di partenza Sestola (1000 m) - Modena
Lunghezza 52 km
Quota massima 2165 m Monte Cimone
Dislivello complessivo in salita 1650 m
Ciclabilità 100% - 90% asfalto e 10% sterrato
Arrivo Sestola (1000 m) - Modena
Acqua lungo il percorso SI - Pian del Falo - Cimone 1635 m - Fiumalbo
Parcheggio libero Sestola, piazza Marchiani - Link
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Profilo altimetrico Link + Link

Come arrivare: all’uscita del casello dell’Autostrada del Sole (A1) di Modena Sud si prende a sinistra seguendo la SP623 in direzione di Spilamberto. Si continua, sempre sulla SP623 fino a Vignola. Ora si prende la SP4 verso Marano sul Panaro e si continua sulla fondovalle del Panaro fino al bivio per Sestola – Trentino. Seguire le indicazioni stradali fino a Sestola.

Lago della NinfaDopo aver parcheggiato l’auto nel parcheggio libero di Sestola, in compagnia di Corrado iniziamo a pedalare in salita seguendo per un breve tratto via Circonvallazione. Al bivio giriamo a sinistra su piazza Passerini e poi subito a destra su via delle Ville. Si prosegue in leggera salita fino ad incontrare un bivio sulla destra dove prendiamo Via Pian del Falco. Abbiamo percorso circa 650 metri dal parcheggio. Nei giorni di sabato e domenica, e dal 20 luglio al 20 agosto tutti i giorni, il tratto di strada che porta fino a Pian del Falco, con grande piacere per i cicloamatori, è chiusa al traffico veicolare. Per coloro che volessero raggiungere Pian del Falco in auto possono usufruire di una strada alternativa che parte anch’essa direttamente da Sestola. Il nostro percorso si sviluppa all’ombra della pineta e la salita haI tornanti di Pian Cavallaro una pendenza media del 9,3%.  Dopo aver percorso 3,8 km arriviamo a Pian del Falco (1349 m). Da qui parte una pista di Down Hill nei pressi della stazione di arrivo della seggiovia. E’ possibile noleggiare le biciclette e l’attrezzatura idonea per cimentarsi in questa spericolata disciplina. Noi proseguiamo sempre in salita verso il lago della Ninfa, su strada a traffico promiscuo. E’ ancora presto e per fortuna non incontriamo tante auto fino al Passo Serre (1483 m) (6,6 km). Da qui possiamo già notare in lontananza il monte Cimone e facciamo qualche foto. Proseguiamo su strada in falsopiano fino ad arrivare al bivio per il Passo Il Monte Cimone: l'oratorio e le antennedel Lupo (7,8 km). Continuiamo sulla strada per il lago della Ninfa (1511 m) che raggiungiamo dopo circa un km di discesa. Il lago è sulla nostra destra e facciamo una breve sosta per scattare un paio di foto. La strada aperta al traffico finisce qui e da adesso in poi possiamo riprendere a pedalare in tutta sicurezza. Troviamo la sbarra che segnala l’inizio di Via dell’Aeronautica, una strada tutta asfaltata che porta fino a Pian Cavallaro (1878 m). Iniziamo la salita all’ombra dei pini fino a quando si apre un panorama spettacolare su ampie distese prative quasi simili a quelle alpine. La strada è molto bella e sale con pendenzaMonte Cimone: il mare di nuvole costante del 7,4% senza strappi. Il monte Cimone è sempre ben visibile e incoraggia la pedalata. Arriviamo a quota 1632 m, dove c’è una fontana con acqua freschissima e approfittiamo per ricaricare le nostre borracce. Dopo una serie di tornanti arriviamo a Pian Cavallaro (1878 m) dove la strada asfaltata finisce (13,8 km). La vetta del Cimone (2165 m) si raggiunge tramite un erto sentiero. Con pochi passi si superano i 287 m di dislivello. Sistemiamo le biciclette vicino ai mezzi spalaneve assicurandole con un legaccio e ci incamminiamo lungo il sentiero. Indossiamo il giubbetto antivento perché soffia il vento e iniziamo a salire seguendo i segnavia rosso-bianco-rosso. La giornata è molto bella e il colore del cielo è azzurro intenso. Una coperta di nuvole copre le vallate circostanti offrendo un panorama molto suggestivo. Scattiamo qualche foto e poi Monte Cimone: Corrado osserva la carrareccia che porta a Fiumalboriprendiamo la salita sferzati da un vento che ora è più teso. Finalmente arriviamo sulla cima, dove ci sono il piccolo oratorio “Madonna della Neve” e alcune antenne. Giriamo verso destra e arriviamo davanti alla Madonna del Cimone, monumento in bronzo collocato nel 2000 in occasione del Giubileo. Il panorama a 360° è veramente notevole e se non fosse per la coltre di nuvole, potremmo vedere anche il mare in lontananza. Iniziamo la discesa dal punto opposto da dove siamo saliti.  Il sentiero è più ripido ma più diretto e in un batter d’occhio sbuchiamo nel piazzale dove avevamo lasciato le bici. Saliti in sella alle nostre MTB iniziamo la discesa.Il tappeto di foglie di faggio sulla carrareccia verso Fiumalbo Percorriamo circa 200 m e giriamo a sinistra da dove parte la carrareccia sterrata che porta a Fiumalbo. Non c’è nessuna indicazione, ma avevamo percorso questo itinerario a giugno 2013 (vedi itinerario), e sappiamo che è la strada giusta. Dopo un primo tratto u8n po’ impegnativo affrontiamo una breve salita al termine della quale parte la discesa verso Fiumalbo. Senza troppa difficoltà procediamo velocemente inoltrandoci nel bosco. Il paesaggio è rivestito dai colori autunnali e le foglie dei faggi rivestono la carrareccia di un bel colore. Arrivati al bivio ritroviamo l’asfalto e, memori della precedente escursione fatta a giugno, prendiamo la strada a destra e proseguiamo in una divertente discesa fatta di tornanti e rettilinei arriviamo a Fiumalbo (953 m). Facciamo sosta nel paese che sorge alla confluenza di due corsi d’acqua: il rio Le Motte e il Colori autunnali sulla carrareccia verso Fiumalborio dell’Acquicciola. Questi due rii danno origine allo Scoltenna che, a sua volta, confluendo con il Leo dà origine al Fiume Panaro, affluente del Po. Questo paesino ha origini antiche, è nominato in un atto del 1038, che sanciva la cessione della "Rocca che si chiama Fiumalbo" dal marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde di Canossa, al vescovo di Modena Viberto. Ci addentriamo nel paese, dove troviamo l’Oratorio di San Rocco e dopo poco raggiungiamo la piazza del paese. Sono le ore 14.00 e purtroppo la chiesa di San Bartolomeo è chiusa. Considerata l’ora decidiamo di fare la sosta per il panino e ci accomodiamo sulle panchine della piazzetta al sole. Riprendiamo la strada verso la strada principale e dopo aver svoltato a destra, oltrepassiamo il ponte e iniziamo la salita su via Roma che ci immette sulla SS12. Fortunatamente non c’è traffico e procediamo abbastanza velocemente alternando tratti di discesa a brevi salite. Alle porte diArrivo a Fiumalbo Pievepelago giriamo a destra verso Sestola – Pavullo nel Frignano. Imbocchiamo la discesa e arrivati alla rotonda, proseguiamo dritto verso Pievepelago. Ignoriamo il ponte che, sulla sinistra, conduce verso il centro di Pievepelago (781 m) e poco dopo oltrepassiamo il ponte sul torrente Scoltenna imboccando la SS324. In falsopiano pedaliamo con il torrente sulla nostra destra. Passiamo un altro ponte e dopo poco raggiungiamo Riolunato (716 m). Proseguiamo sulla SS324 fino al bivio per Sestola – Montecreto. Qui inizia la salita che con una serie di tornanti raggiunge Montecreto (864 m). Continuiamo la salita fino ad attraversare il centro del paese per poi continuare sulla SS324. La strada alterna leggere salite con tratti in falsopiano e così procediamo abbastanza velocemente. Passiamo per Roncoscaglia e affrontiamo l’ultima salita della giornata arrivando a Sestola. Giunti a piazza Passerini giriamo a sinistra e in breve raggiungiamo il parcheggio. 26/10/2013. Per visualizzare altre foto: link

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  1. Croce Arcana
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