Verceia - Castasegna / Ciclabile della Valchiavenna (Sondrio)

Località di partenza Verceia (200 m) - Sondrio
Lunghezza 69 km
Quota massima 667 m - dogana di Castasegna
Dislivello complessivo in salita 1100 m
Ciclabilità 100% - 70% asfalto e 30% sterrato
Arrivo Verceia (200 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso Si - lungo tutto il percorso
Parcheggio libero Verceia, a fianco del Municipio - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Colico si prende la SS36 e si seguono le indicazioni stradali per Chiavenna. Passata Nuova Olonio si prosegue dritto, si supera la galleria e si arriva a Verceia.

Il lago di Mezzola e sullo sfondo il monte LegnoneLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio del Municipio e iniziamo a pedalare sul marciapiede in direzione di Colico a fianco della SS36. Dopo pochi metri giriamo a destra, attraversiamo la SS38 sulle strisce pedonali, oltrepassiamo i binari del treno e giriamo a destra imboccando la pista ciclabile. La ciclabile si snoda lungo le rive del lago di Mezzola regalando ottimi scorci per le fotografie. Superiamo il torrente Codera, passiamo sopra un bel ponte di legno e proseguiamo verso Novate Mezzola. Qui la pista ciclabile termina sulla SP2 di Trivulzia, giriamo a sinistra, oltrepassiamo il canale che collega il laghetto Pozzo di Riva al fiume Mera e al bivio prendiamo la strada sulla sinistra, dove ritroviamo la segnaletica verticale della pista ciclabile n. 6. Passiamo il paesino di Giumello e iniziamo a costeggiare il fiume Mera mantenendolo sulla nostra sinistra. Per un tratto proseguiamo affiancati alla SP2 fino all’attraversamento obbligatorio che ci porta sull’altro lato dove prosegue la ciclabile.Chiavenna: il portico della collegiata di San Lorenzo. Inizia ora un lunghissimo rettilineo interrotto solo da un altro attraversamento. Arrivati a San Cassiano la pista ciclabile prosegue verso destra allontanandosi dal fiume Mera. Procede nel sottopasso della SS36 e con altri due piccoli sottopassi oltrepassa la linea ferroviaria. Inizia ora una bella salita costante in direzione di Prata Camportaccio. Troviamo un breve tratto di sterrato che attraversa un rado boschetto e poi ritorniamo sull’asfalto sempre seguendo la segnaletica verticale n. 6. Attraversiamo il piccolo paesino di Prata su un tratto di pavé. Seguendo sempre la segnaletica verticale prendiamo la strada sulla destra in mattoncini autobloccanti disposti a spina di pesce e arriviamo alla stazione di Prata Camportaccio. Attraversiamo il piazzale e proseguiamo a fianco dei binari del treno mantenendoli in questo primo tratto sulla nostra sinistra. La segnaletica verticale è sempre presente lungo tutto il percorso ed è situata in punti strategici. Sempre seguendo il percorso n. 6 ci riportiamo dall’altra parte dei Chiavenna: il fonte battesimalebinari e proseguiamo su tratti di asfalto e mattoncini autobloccanti costeggiando il limitare del bosco. Passiamo davanti alle tipiche costruzioni situate a ridosso della roccia, i famosi “Crotti” della Val Chiavenna, passiamo sotto al viadotto ferroviario e iniziamo una dura salita a stretti tornanti che ci porta sull’acciottolato di via del Tiglio. Siamo giunti a Chiavenna. Giriamo a destra e proseguiamo su Corso Pratogiano dove facciamo la prima tappa per la visita alla collegiata di San Lorenzo. Passiamo sotto il porticato seicentesco, fotografiamo il cinquecentesco campanile e visitiamo l’interno della chiesa a tre navate interamente affrescate dai comaschi Filippo Fiori e Giovanni Maria Giussani (1759-60). Usciti dalla chiesa, proseguiamo sotto il portico e visitiamo il Battistero, dove scopriamo un bellissimo fonte battesimale formato da una vasca monolitica in pietra ollare a pianta ottagonale e decorata con figure in rilievo (1156). Finita la visita, usciamo dal portico, giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso piazza Castello, dove fotografiamo palazzo Balbiani. Continuiamo aPiuro: le cascate dell'Acquafraggia pedalare e dopo il semaforo giriamo a destra su strada acciottolata sempre seguendo la segnaletica verticale della pista ciclabile. Iniziamo a costeggiare il fiume Mera, mantenendolo sulla nostra sinistra, e proseguiamo fino a Prosto. Davanti alla chiesa dell’Assunta giriamo a sinistra e oltrepassiamo il ponte sul fiume Mera. Giriamo a destra, continuiamo a pedalare fino ad arrivare a un ponte di legno che ci riporta sull’altra riva del fiume. Pedalando in salita arriviamo a un incrocio dove proseguiamo dritto seguendo la segnaletica verticale indicante la Svizzera (9,5 km). La pista ciclabile prosegue in salita attraverso un bosco di castagni e dopo poco raggiungiamo la piccola chiesetta di San Martino in Aurogo caratterizzata da un campanile in pietra. Fortunatamente è aperta e così possiamo visitarla. Sono in corso i lavori di restauro e sopra le volte, possiamo vedere gli affreschi più antichi della Provincia di Sondrio, risalenti al 1030-1050. Riprendiamo la bicicletta, proseguiamo dritto e attraversiamo il fiume Mera fino alla SS37. Giriamo a sinistra e poi subito a destra imboccando via Piuro: le cascate dell'AcquafraggiaStrada Vecchia. Passiamo davanti alla chiesa di Santa Croce a pianta circolare che custodisce al suo interno un ancona lignea (1499) di Yvo Strigel di Memmingen (Germania). Inizia ora un bel tratto di pista ciclabile in salita che, attraverso un bosco di castagni centenari, conduce alle porte di Villa di Chiavenna. Si alternano tratti di sterrato a tratti di asfalto. Arrivati al lago artificiale di Villa di Chiavenna, formato dalla diga che sbarra il fiume Mera, proseguiamo lungo le sue sponde, mantenendolo sulla nostra sinistra. Giunti sulla strada giriamo a sinistra, passiamo il ponte e ci portiamo sul lato opposto. Qui giriamo a destra, su una bellissima pista ciclabile affiancata da un percorso vita e raggiungiamo la dogana di Castasegna. Ci fermiamo per scattare qualche foto e, vista l’ora, approfittiamo per mangiarci un panino. Ritorniamo indietro percorrendo la stessa strada fino al lago di Villa di Chiavenna. Decidiamo di costeggiare il lago sulla riva opposta dell’andata, ma presto ci accorgiamo che non c’è la pista ciclabile dedicata.  Attraversiamo la diga e ci ricongiungiamo alla pista ciclabile dell’andata e ripercorrendo il tratto a ritroso raggiungiamo nuovamente il bivio per Borgonuovo di Piuro. Notiamo subito in lontananza le cascate dell’Acquafraggia e ci fermiamo per una foto.Chiavenna: palazzo Balbiani Giriamo a destra e arriviamo al centro di Borgonuovo di Piuro e cerchiamo la strada che ci porta il più vicino possibile alle cascate. Le cascate sono ricordate anche da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico “Su per detto fiume (la Mera) si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere…”. Un breve sentiero attraverso un prato verde porta ai piedi delle cascate. Il rumore dell’acqua che si frange sulle rocce dopo un doppio salto di 170 metri è il motivo del suo nome, infatti, da “acqua fracta”, cioè “acqua spezzata”. Un meraviglioso arcobaleno produce uno spettro di luce di un bel colore intenso. Dopo numerose foto decidiamo di passare sulla sponda opposta. Imbocchiamo in discesa il sentiero sterrato con a lato il torrente Acquafraggia e dopo 150 m giriamo a destra, oltrepassiamo un piccolo ponte e risaliamo il torrente per altri 150 m fino alla base delle cascate. Anche da questa angolazione le cascate sono molto suggestive. Ritorniamo indietro percorrendo la stessa strada fino alla località di Prosto, dove ci fermiamo nel piazzale della Chiavenna: le gole del fiume Merachiesa per comprare i tipici “biscutin”. Il negozio è chiuso, ma un passante ci informa che poco più avanti, al “Crotto”, è possibile acquistare i biscottini, che sono prodotti dallo stesso forno del negozio. Inforchiamo le nostre MTB e ci dirigiamo verso lo spaccio, situato al piano terra del Ristorante. Di fianco alla rivendita c’è il tipico “crotto”, dove all’interno è possibile ammirare una bella schiera di enormi botti di legno alternate da scaffali dove sono sistemate le forme di formaggio locale. Approfittiamo dell’occasione per scattare qualche fotografia. Il rivenditore ci offre l’assaggio di due biscutin del Prost e decidiamo di acquistarne una confezione da 500 g (€ 8,50) per rimetterci un po’ in forze. Riprendiamo la ciclabile e raggiungiamo Chiavenna. Attraversiamo la cittadina fermandoci sul ponte di San Giovanni Nepomuceno per fotografare le gole del fiume Mera. Proseguiamo per Porta Santa Maria e alla rotonda attraversiamo la strada imboccando via Portone Vecchio. La strada parte in discesa  e dopo aver superato un tratto acciottolato arriviamo sulla SS36. Proseguiamo su questa strada per un breve tratto e al primo bivio giriamo a destra. Oltrepassiamo il ponte sul fiume Mera, giriamo subito a sinistra e arriviamo al campo sportivo. Qui inizia nuovamente la ciclabile, anche se notiamo subito che è sprovvista di segnaletica verticale. Giunti a un bivio giriamo a sinistra, oltrepassiamo un ponte e poi giriamo subito a sinistra. La ciclabile prosegue lungo la sponda del fiume Mera, sempre sulla nostra sinistra. Arrivati nei pressi di Gordona, giriamo a sinistra e passiamo il ponte sul fiume Mera. Attraversiamo la strada e ci ricongiungiamo con la pista ciclabile percorsa all’andata. Proseguiamo per lo stesso percorso del mattino fino al parcheggio. 19/10/2013. Per visualizzare altre foto: link

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  1. Valle del Drogo
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  3. Cascate dell'Acquafraggia