Calestano - Cassio - Salti del Diavolo (Parma)

Località di partenza Calestano (417 m) - Parma
Lunghezza 32 km
Quota massima 902 m Cassio, Chiastra di S. Benedetto
Dislivello complessivo in salita 809 m
Ciclabilità 100% - 70% asfalto e 30% sterrato
Arrivo Calestano (417 m) - Parma
Acqua lungo il percorso SI - Terenzo - Cassio - Chiastre di Ravarano
Parcheggio libero Calestano, vicino al ponte sul torrente Baganza - Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la SP56 per Felino, poi la SP15 in direzione di Calestano.
Cassio: chiastra di S. BenedettoLasciamo l’auto nel nuovo parcheggio dove incontriamo Corrado che in sella alla sua MTB ci sta aspettando. Iniziamo a pedalare e, dopo aver oltrepassato il ponte sul torrente Baganza affrontiamo, senza grosse difficoltà, la salita verso Lesignano Palmia. Superiamo San Remigio e arrivati al bivio per Terenzo giriamo a sinistra, sempre in salita. La strada si snoda all’ombra degli alberi e affrontiamo una serie di curve e controcurve fino adCassio: chiastra di S. Benedetto arrivare a Terenzo, che lasciamo sulla nostra destra. Poco dopo, sulla sinistra c’è una fonte dove poter riempire le borracce. Proseguiamo dritto fino al bivio con la SP62 della CISA. Giriamo a sinistra e proseguiamo in salita. La giornata non è delle migliori, il cielo nuvoloso e le raffiche di vento non allietano la nostra pedalata. Continuiamo sulla strada della CISA fino ad arrivare a Cassio (800 m) Qui facciamo una piccola deviazione sulla destra (500 m) per ammirare i “Salti del Diavolo”, Salti del Diavolo: pannello didatticoalte e strette pareti rocciose che si elevano per alcune decine di metri rispetto al terreno circostante. Un sentiero sterrato ci conduce ai piedi della chiastra di San Benedetto (822 m) dove troviamo un pannello didattico con la spiegazione legata alla leggenda di queste formazioni rocciose. Ripercorriamo a ritroso la stessa strada fino all’incrocio con la SP62 e la attraversiamo entrando nel paese di Cassio. Nella piccola piazza troviamo una fontana sulla destra e un monumento in ricordo dei caduti della seconda guerra mondiale.Ponte tibetano sul torrente Baganza Proseguiamo dritto nel vicolo e poi giriamo a sinistra passando davanti alla chiesa. Avanziamo di pochi metri e superato il sottopasso di pietra cominciamo la discesa sul sentiero sterrato che porta alle sponde del torrente Baganza. E’ necessario prestare molta attenzione, perché il sentiero è formato da ghiaietto e le ruote tendono ad affondare. Dopo aver superato un tratto di sentiero in falsopiano, inizia una ripida discesa, molto tecnica. E’ consigliabile affrontarla con gomme un po’ sgonfie e molto tacchettate. Arrivati al “ponte tibetano” (547 m) sul torrente Baganza, lo attraversiamo e riprendiamo la salita fino ad arrivare al bivio dove troviamo i cartelli indicatori che segnalano i sentieri n. 771 e n. 771a. Casino PallavicinoPrendiamo il n. 771a e iniziamo la salita su fondo terroso ma compatto, fino ad arrivare al “casino dei Pallavicino” (666 m). La corte, purtroppo, è in completo stato di abbandono, ma, vista da lontano, da l’idea di come poteva essere nel suo antico splendore. Da questa posizione è ancora possibile vedere i “Salti del Diavolo” in lontananza. Continuiamo a pedalare sulla strada sterrata fino al ricongiungimento della carrareccia dove troviamo la scritta che ci indica che siamo in località Gavazzolo e iniziamo la salita in direzione di Chiastre di Ravarano. Da uno dei tornanti è possibile vedere la formazione “rocciosa”, che, con unCasino Pallavicino po’ di fantasia, ci ricorda la testa di uno squalo. Ancora qualche metro di dislivello e arriviamo a Chiastre dove, con nostro grande piacere, sono state allestite le bancarelle ricche di prodotti tipici locali in onore di una sagra paesana di fine estate. E’ bastato uno sguardo d’intesa per decidere il momento giusto per una pausa mangereccia e così ordiniamo subito tre “sgabei” (pasta della torta fritta ripiena di gorgonzola), 10 pezzi di torta fritta e un piatto di Sgabei e torta frittasalumi misti. Ci accomodiamo ad un tavolo e ci gustiamo queste specialità sapendo che da questo punto in poi ci attende solo la discesa per raggiungere Calestano. Dopo esserci rifocillati indossiamo l’antivento e velocemente, passando per Ravarano, raggiungiamo Calestano, dove ci fermiamo al bar per un caffè. Pochi metri ci separano dal parcheggio dove chiudiamo questa bella giornata con sosta culinaria a sorpresa. 08/09/2013.
 

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