Chiesa in Valmalenco - Alpe Lago - Rifugio Bosio (Sondrio)

Località di partenza Chiesa in Valmalenco, località Dosselli (1100 m) - Sondrio
Lunghezza 20,7 km
Quota massima 2097 m Alpe Airale
Dislivello complessivo in salita 1005 m
Ciclabilità 100% sterrato
Arrivo Chiesa in Valmalenco, località Dosselli (1100 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Alpe Lago
Parcheggio libero Località Dosselli, seguendo la strada per Primolo - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SP15 per Chiesa in Valmalenco. Da qui si seguono le indicazioni per Primolo. Arrivati alla frazione Dosselli, superiamo il ponticello e al primo tornante destrorso lasciamo la strada principale per imboccare la strada a sinistra, all’inizio della quale si può vedere l’indicazione per il rifugio Bosio. Proseguiamo per circa 200 m fino al parcheggio, dove lasciamo l’auto.
Alpe Lago Parcheggiate le auto nel comodo spiazzo saliamo in sella alle nostre MTB e in compagnia di Giulia e Mauro iniziamo a pedalare, subito in salita su asfalto. Arrivati alla sbarra, continuiamo sempre in salita ma su fondo sterrato. La salita è abbastanza ripida e ci fa guadagnare quota molto velocemente. Superiamo diversi tornanti, alcuni cementati e procediamo sullaMauro e Fabrizio tentano il guado del torrente Torreggio carrareccia sterrata all’ombra dei larici e degli abeti. Ogni tanto alcune “rotaie” di cemento ci aiutano a superare le pendenze più critiche. Arrivati ad un belvedere, dove è stata collocata strategicamente una panchina, ci fermiamo per scattare alcune foto alla vallata sottostante. Da qui è possibile vedere le località di Caspoggio, Lanzada e Chiesa in Valmalenco che ci appaiono come se fossero un unico paese. In alto, fra le nuvole svetta il pizzo Scalino (3323 m) e dalla parte opposta la stazione d’arrivo della funivia che da Chiesa Valmalenco porta all’Alpe Palù (2007 m). Da sinistra: Giulia, Loredana, Fabrizio e Mauro sul ponte del cacciatoreRiprendiamo la salita, ora più dolce, e dopo alcuni tornanti arriviamo all’Alpe Lago, dopo aver superato una pendenza media del 10,8% e massima del 21,5%. Non lasciatevi fuorviare dal nome dell’Alpe, perché del lago non c’è nessuna traccia. Probabilmente si è prosciugato molti anni fa. Solo alcune canne sul margine sinistro ricordano l’antico sito. Superata la chiesetta di San Abbondio facciamo sosta alla fontana per ricaricare le borracce. Inizia ora una dura salita che, grazie alle “rotaie” di cemento, è superabile, anche se con molta fatica. In questo breve tratto lungo 300 mPanorama dal rifugio Bosio superiamo 56 m di dislivello con una pendenza media del 18,6% e massima del 27,5%. Una sosta per rifiatare e affrontiamo un’altra dura salita, 20% di pendenza, e poi un tratto in falso piano dove ci fermiamo per fotografare dall’alto le baite dell’Alpe Lago. Ci aspetta poi un’altra dura salita con le “rotaie” di cemento prima che la carrareccia si spiani leggermente e ci permetta di rifiatare. Un’altra breve salita e poi inizia un lungo tratto in falsopiano attraverso il bosco di abeti. Alternando alcune salite con tratti di falsopiano raggiungiamo le baite dell’Alpe Airale (2097 m), Loredana e Fabrizio sulla sponda del torrente Torreggiosovrastate dai Corni di Airale (2614 m), punto più alto della giornata. Appena oltrepassata l’Alpe, la carrareccia finisce e parte il vecchio sentiero, sempre pedalabile. Appena dopo una curva verso destra vediamo il rifugio Bosio, meta della nostra gita di oggi. Superiamo alcuni grossi massi erratici e arriviamo al ponte dei cacciatori che ci permette di superare il torrente Torreggio. Ci fermiamo per scattare alcune foto al bellissimo paesaggio, anche se oggi è un po’ oscurato da qualche nuvola che copre il sole. Mauro ed io tentiamo il guado del torrente Torreggio in sella alle nostreUn dei tornanti che dall'Alpe Airale scende verso l'Alpe Lago MTB, ma sul più bello, contagiati dalle risate di Loredana e Giulia, perdiamo l’equilibrio e siamo costretti a poggiare i piedi nudi nell’acqua…ghiacciata! Troviamo uno spiazzo ombroso e facciamo sosta per uno spuntino e poi andiamo al rifugio Bosio per prenderci il caffè. Mauro è il più goloso e prende il tè accompagnato da una fetta di strudel, Giulia una tazza di tè, mentre Loredana ed io ci gustiamo un buon caffè (euro 9,50). Riprese le biciclette ci fermiamo in riva al torrente ancora un po’ per ammirare il panorama. Purtroppo, in fondo alla valle, sia il Passo Caldenno (2517 m) che i Corni Bruciati (3114 m) sono scomparsi dietro le nuvole. Non ci resta che intraprendere la strada del ritorno che è la stessa percorsa all’andata. 17/08/2013. Per visualizzare altre foto: link.

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