Sestola - Monte Cimone - Fiumalbo (Modena)

Località di partenza Sestola (1000 m) - Modena
Lunghezza 52 km
Quota massima 1958 m
Dislivello complessivo in salita 1532  m
Ciclabilità 100% - 90% asfalto - 10% sterrato
Arrivo Sestola (1000 m) - Modena
Acqua lungo il percorso SI - Pian del Falco - quota 1632 m
Parcheggio libero Sestola, piazza Marchiani - Link
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Mappa Link
Profilo altimetrico Link + Link

Come arrivare: all’uscita del casello dell’Autostrada del Sole (A1) di Modena Sud si prende a sinistra seguendo la SP623 in direzione di Spilamberto. Si continua, sempre sulla SP623 fino a Vignola. Ora si prende la SP4 verso Marano sul Panaro e si continua sulla fondovalle del Panaro fino al bivio per Sestola – Trentino. Seguire le indicazioni stradali fino a Sestola.

Passo SerreDopo aver parcheggiato l’auto nel parcheggio libero di Sestola iniziamo a pedalare in salita seguendo per un breve tratto via Circonvallazione. Al bivio giriamo a sinistra su piazza Passerini e poi subito a destra su via delle Ville. Si prosegue in leggera salita fino ad incontrare un bivio sulla destra dove prendiamo Via Pian del Falco. Abbiamo percorso circa 650 metri dal parcheggio. Nei giorni di sabato e domenica, e dal 20 luglio al 20 agosto tutti i giorni, il tratto di strada che porta fino a Pian del Falco, con grande piacere per i cicloamatori, è chiusa al traffico veicolare. Per coloro cheLago della Ninfa volessero raggiungere Pian del Falco in auto possono usufruire di una strada alternativa che parte anch’essa direttamente da Sestola. Il nostro percorso si sviluppa all’ombra della pineta e la salita ha una pendenza media del 9,3% . Dopo aver percorso 3,8 km arriviamo a Pian del Falco (1349 m). Da qui parte una pista di Down Hill nei pressi della stazione di arrivo della seggiovia. E’ possibile noleggiare le biciclette e l’attrezzatura idonea per cimentarsi in questa spericolata disciplina. Noi proseguiamo sempre in salita verso il lago della Ninfa, su strada a traffico promiscuo. E’ ancora presto e per Lago della Ninfafortuna non incontriamo tante auto fino al Passo Serre (1483 m) (6,6 km). Da qui possiamo già notare in lontananza il monte Cimone e facciamo qualche foto. Proseguiamo su strada in falsopiano fino ad arrivare al bivio per il Passo del Lupo (7,8 km). Continuiamo sulla strada per il lago della Ninfa (1511 m) che raggiungiamo dopo circa un km di discesa. Il lago è sulla nostra destra e facciamo una breve sosta per scattare un paio di foto. La strada aperta al traffico finisce qui e da adesso in poi possiamo riprendere a pedalare in tutta sicurezza. Troviamo la sbarra che segnala l’inizio di ViaOrchidea selvatica dell’Aeronautica, una strada tutta asfaltata che porta fino a Pian Cavallaro (1878 m). Iniziamo la salita all’ombra dei pini fino a quando si apre un panorama spettacolare su ampie distese prative quasi simili a quelle alpine. La strada è molto bella e sale con pendenza costante del 7,4% senza strappi. Il monte Cimone è sempre ben visibile e incoraggia la pedalata. Arriviamo a quota 1632 m dove c’è una fontana con acqua freschissima e approfittiamo per ricaricare le nostre borracce. Lungo la strada notiamo delle orchidee selvatiche e ci fermiamo per fotografarle. Dopo una serie di tornanti arriviamo a Pian Cavallaro (1878 m) dove la strada asfaltata finisce (13,8 km). La vetta del Cimone (2165 m) si raggiunge tramite un erto sentiero. Con pochi passi si superano i 287 m di dislivello. Sistemiamo le biciclette vicino ai mezzi Orchidea selvaticaspalaneve assicurandole con un legaccio e ci incamminiamo lungo il sentiero. Indossiamo il giubbetto antivento perché soffia un venticello fresco e iniziamo a salire seguendo i segnavia rosso-bianco-rosso. Una piccola slavina interrompe il sentiero e siamo costretti a camminare  sulla neve per poter proseguire. Continuiamo a salire ma un’altra slavina interrompe nuovamente il sentiero. La pendenza è elevata e così decidiamo di aggirarla abbassandoci di quota di circa una ventina di metri. Riprendiamo quota verso il sentiero e proseguiamo ilI prati di Pian Cavallaro cammino, sempre in salita. Una terza slavina, molto più ampia delle precedenti e in forte pendenza interrompe nuovamente il sentiero. In cielo le nuvole hanno preso il sopravvento e, considerato che oggi non sarà comunque possibile godere del rinomato e spettacolare panorama dal monte Cimone, rinunciamo a proseguire e, attraversando i prati, senza ripassare dal sentiero, arriviamo di nuovo fino a Pian Cavallaro. Riprendiamo le biciclette e iniziamo la discesa. Percorriamo circa 200 m e giriamo a sinistra da dove parte la carrareccia sterrata che porta a Fiumalbo. Non c’è l’indicazione, ma grazie a una preventiva occhiata alla mappa, sappiamo che è la strada giusta da prendere. Il primo tratto di discesa è molto rovinato. E’ necessario prestare I tornanti del Monte Cimonemolta attenzione alle buche, ai sassi smossi e soprattutto al ghiaietto insidioso per le ruote. Dopo questo primo tratto affrontiamo una breve salita al termine della quale parte la vera discesa verso Fiumalbo. I primi 300 m sono molto dissestati ma poi il fondo della carrareccia migliora sensibilmente e senza difficoltà procediamo velocemente inoltrandoci nel bosco. L’ombra degli alberi ci rigenera e il cinguettio degli uccelli ci accompagna fino a quando ritroviamo l’asfalto. Anche qui notiamo la mancanza di indicazioni stradali e ci fermiamo per consultare la mappa prima di prendere una decisione. La mappa ci indica che la strada sulla destra si interromperà dopo pochi chilometri e Anemoni sul monte Cimonecosì prendiamo la sinistra. Incontriamo quasi subito due escursionisti che ci confermano la giusta direzione per Fiumalbo. Procediamo velocemente in discesa, ma con cautela, perché i freni della bicicletta di Loredana cominciano a fare uno strano rumore e ci viene il sospetto che le pastiglie siano giunte al capolinea. Con l’intento di fermarci al primo negozio di biciclette disponibile, proseguiamo fino a Fiumalbo (953 m), piccolo paese che sorge alla confluenza di due corsi d’acqua: il rio Le Motte e il rio dell’Acquicciola. Questi due rii danno origine allo Scoltenna che, a sua volta, confluendo con il Leo dà origine al Fiume Panaro, affluente del Po. Questo paesino ha Un tratto di sentiero verso la vetta del monte Cimoneorigini antiche, è nominato in un atto del 1038, che sanciva la cessione della "Rocca che si chiama Fiumalbo" dal marchese Bonifacio di Canossa al vescovo di Modena Viberto (Bonifacio era il padre di Matilde di Canossa). Oltrepassiamo il ponte e iniziamo la salita su via Roma che ci immette sulla SS12. Fortunatamente non c’è traffico e procediamo abbastanza velocemente alternando tratti di discesa, falsipiani e piccole salite. Alle porte di Pievepelago giriamo a destra verso Sestola – Pavullo nel Frignano. Imbocchiamo la discesa e arrivati alla rotonda notiamo sulla sinistra una pista ciclabile. Contenti di questa opportunità, anche se tutto sommato non c'è molto traffico, decidiamo di proseguire sullaPanorama sulla carrereccia che da Pian Cavallaro porta a Fiumalbo ciclabile. Ignoriamo il ponte che conduce verso il centro di Pievepelago (781 m) e proseguiamo dritto. Con nostro disappunto la ciclabile finisce e siamo costretti a tornare indietro. Riprendiamo la strada che avevamo in precedenza lasciato e oltrepassiamo il ponte sul torrente Scoltenna imboccando la SS324. In falsopiano pedaliamo con il torrente sulla nostra destra. Passiamo un altro ponte e dopo poco raggiungiamo Riolunato (716 m). Proseguiamo sulla SS324 fino al bivio per Sestola – Montecreto. Qui inizia la salita che con una serie di tornanti raggiunge Montecreto (864 m). Un tratto della carrareccia che da Pian Cavallaro scende a FiumalboContinuiamo la salita fino ad un tornante dove lasciamo la SS324 e seguiamo le indicazioni stradali per Modena – Sestola. Proseguiamo in salita su questa strada fino al bivio dove giriamo a sinistra e riprendiamo la SS324. La strada alterna leggere salite con tratti in falsopiano e così procediamo abbastanza velocemente. Passiamo per Roncoscaglia e finalmente giungiamo a Sestola. Qui troviamo subito il laboratorio per le riparazioni delle biciclette e facciamo sostituire i freni della bicicletta di Loredana. Rimontati in sella arriviamo a piazza Passerini dove giriamo a sinistra e in breve raggiungiamo il parcheggio. 15/06/2013

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