Torre del Lago Puccini – Lucca – Massaciuccoli (Lucca)

Località di partenza Torre del Lago Puccini (3 m) - Lucca
Lunghezza 82 km
Quota massima 111 m - colle Balbano
Dislivello complessivo in salita 410 m
Ciclabilità 100% - 60% sterrato - 40% asfalto
Arrivo Torre del Lago Puccini (3 m) - Lucca
Acqua sul percorso SI - Lucca - Massaciuccoli
Parcheggio libero Torre del Lago Puccini, via Adone da Cima - Link
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Come arrivare: da Parma si prende l’autostrada A15 della Cisa e si seguono le indicazioni per Pontremoli – La Spezia. Arrivati a Santo Stefano Magra si prosegue verso Livorno sulla A12 e arrivati a Viareggio - Camaiore si esce dall’autostrada e si seguono le indicazioni per Torre del Lago. Si percorre la SS1 – Aurelia e si seguono le indicazioni stradali per Torre del Lago Centro. Arrivati al semaforo si gira a destra su Viale Giacomo Puccini e dopo il sottopasso della stazione si arriva su Viale Guglielmo Marconi. All’incrocio sulla sinistra si gira su Via Adone del Cima dove c’è un comodo parcheggio libero.

Un tratto dell'argine inerbito lungo il fiume SerchioDopo aver parcheggiato l’auto e scaricato le biciclette, saliamo in sella per iniziare il nostro giro in compagnia di Corrado. Pedaliamo su Viale Guglielmo Marconi e proseguiamo su Viale Kennedy fino ad arrivare a Marina di Torre del Lago Puccini. Prima del litorale attraversiamo la strada sulle strisce pedonali all’altezza del parcheggio Europark2 e imbocchiamo la sterrata che parallela al litorale conduce alla foce del fiume Serchio. La sterrata è larga e ben battuta, attraversa la pineta, in linea retta, mantenendosi parallela al litorale. Dopo circa 1,8 km di sterrato ritroviamo l’asfalto e continuiamo così per un altro km. Giunti a una rotonda l’asfalto finisce e riprendiamo lo sterrato. Dopo circa un altro chilometro arriviamo alla foce del fiume Serchio. Il posto è molto bello e scattiamo alcune foto. Adesso inizia un piccolo sentiero, sempre ciclabile, che mantenendosi a lato del fiume lo risale fino ad un bivio. Prendiamo a destra, passiamo sopra una chiusa e proseguiamo mantenendo il canale sulla nostra sinistra e il fiume alla nostra destra. Percorsi circa 300 m ritroviamo l’asfalto. Continuiamo dritto mantenendo il fiume sulla nostra destra, anche se non lo possiamo vedere. Ad un certo punto la strada piega verso sinistra e capiamo che ci stiamo allontanando dal fiume. Fortunatamente passa un ciclista, il quale ci conferma che abbiamo sbagliato strada e gentilmente ci accompagna fino alla pista ciclabile dedicata. Quindi torniamo indietro per circa un chilometro e arriviamo davanti ad un cancello chiuso con un piccolo ingresso laterale, dove un cartello bianco indica l’inizioLucca: il Duomo della ciclabile del Serchio. Ringraziamo il ciclista e iniziamo a pedalare sullo sterrato ben battuto e compatto. Raggiungiamo l’argine del fiume e la carrareccia diventa una piccola traccia inerbita. La pista è caratterizzata dalla presenza regolare di bassi piloni di cemento. Arriviamo in prossimità del centro ippico di Migliarino Pisano e, ammirando il paesaggio circostante con spettacolo ippico in corso, ne approfittiamo per fare una sosta. Riprendiamo a pedalare e arriviamo alla stazione di Migliarino, dove ritroviamo l’asfalto. Attraversiamo la SS1 – Aurelia e imbocchiamo via Enrico Fermi. In questo tratto manca completamente la segnaletica verticale e orizzontale della pista ciclabile. Purtroppo, a giro concluso, ci siamo accorti, a nostre spese, che la mancanza di segnaletica è una costante per l’intero itinerario. Confidando nelle informazioni prese dalla pubblicazione del Touring “Piste ciclabili Nord-Centro – Ciclabile del Serchio”, siamo partiti per questa esperienza fiduciosi di trovare una pista ciclabile, anche se in alcuni tratti ancora in progetto secondo la suddetta pubblicazione, ma almeno ben segnalata. Quindi, dopo aver attraversato l’Aurelia, e dopo aver consultato la mappa sul telefonino, decidiamo di proseguire sulla SP10-Lucca: particolare del monumento funebre di Ilaria del CarrettoVecchianese in direzione di Vecchiano. Raggiungiamo questo piccolo paese e proseguiamo per Avane e Filettole. Continuiamo fino all’altezza di una centrale elettrica dell’ENEL, dove troviamo la segnaletica verticale, una delle poche, indicante l’itinerario ciclopedonale di Puccini. Giriamo a destra e poco dopo oltrepassiamo il fiume Serchio, la ferrovia e arriviamo a Ripafratta. Sempre seguendo la segnaletica verticale proseguiamo verso Lucca percorrendo la SS12. La statale è delimitata da due filari di alberi e fortunatamente non è molto trafficata. Continuiamo sempre dritto fino ad arrivare a Lucca ed entriamo in città da Porta Vittorio Emanuele. Percorriamo via Vittorio Emanuele fino ad arrivare a Piazza Napoleone dove visitiamo il palazzo della Provincia di Bartolomeo Ammannati (1578). Entriamo nel cortile degli svizzeri e dopo aver fotografato lo scalone monumentale che porta alla galleria delle statue all’interno del Palazzo della Provincia, ci rechiamo in piazza del Giglio, dove c’è il monumento a Giuseppe Garibaldi, e imbocchiamo via Duomo. Prima di arrivare a Piazza San Martino, sede del Duomo, attraversiamo la piazza dove è edificata laLucca: particolare della statua di Giacomo Puccini chiesa dei SS. Giovanni e Reparata. Tralasciamo per ora la visita di quest’ultima e procediamo verso il Duomo, che si erge maestoso davanti a noi. Dopo aver fotografato l’esterno da ogni angolazione, proseguiamo alla visita dell’interno, dove è custodito il celeberrimo monumento funebre di Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia (1408). Fissiamo le biciclette ad una rastrelliera posta all’angolo della piazza ed entriamo nel Duomo. Nell’interno ci sono notevoli opere d’arte, tra cui l’Ultima cena del Tintoretto, Madonna e Santi del Ghirlandaio, un edicola a pianta ottagonale di Matteo Civitali (1484) che contiene un antico crocifisso ligneo (il Volto Santo, ricordato anche da Dante) posto su altare di Filippo Juvarra (1725). La visita al monumento funebre di Ilaria del Carretto prevede l’acquisto del biglietto di 3,00 € a persona. Prendiamo i biglietti e andiamo ad ammirare la celebre opera scultorea che rappresenta, stesa sul bel sepolcro di marmo, la figura di Ilaria del Carretto del Casato dei Marchesi di Savona. Dopo la visita al Duomo, facciamo una breve sosta per il pranzo e,   approfittando della bella giornata di sole in piazza, ci gustiamo i nostri panini in ammirazione della facciata del Duomo. Recuperiamo le MTB e proseguiamo la visita della città. Imbocchiamo via Guinigi, una delle più suggestive vie della città. All’angolo con via Sant’Andrea si erge l’alta Torre Guinigi, merlata e chiomata di lecci. Proseguiamo fino a piazza San Michele dove sorge la chiesa di San Michele in Foro (1143), dalla notevole facciata in marmo caratterizzata in sommità dalla statua di San Michele. Purtroppo la chiesa ha chiuso i battenti a mezzogiorno e, non potendo effettuare la visita, ci dirigiamo verso via di Poggio, sede della casa natale di Lucca: piazza dell'AnfiteatroGiacomo Puccini. Nella piccola piazza poco più avanti c’è la statua del grande compositore. Proseguiamo il nostro giro dirigendoci su via C. Battisti, tortuosa via fiancheggiata da notevoli palazzi del ‘600-‘700 da cui si ha una bella vista del grandioso campanile merlato di San Frediano (1112-47). Arrivati di fronte alla chiesa scattiamo alcune foto al bel mosaico bizantineggiante rappresentante l’Ascensione. Proseguiamo verso la piazza dell’anfiteatro che fu aperta nel 1830 nell’area dell’anfiteatro romano. Della costruzione romana risalente al secondo secolo dopo Cristo sono visibili parte dell’anello esterno e l’originaria planimetria di forma ellittica. Dopo questa breve gita turistica di Lucca decidiamo di completare la vista percorrendo, in senso antiorario il giro delle mura. Prendiamo lo stradello in salita alle spalle della chiesa di San Frediano e cominciamo a pedalare. Lungo il percorso si susseguono suggestivi scorci panoramici sulla città e ne approfittiamo per scattare qualche foto. Completato il giro delle mura lasciamo Lucca passando da Porta Santa Maria. Alla rotonda prendiamo la terza uscita sulla destra percorrendo via Barsanti e Matteucci. Siamo sulla SS12 e ci accorgiamo che abbiamo sbagliato strada perché il fiume Serchio è sulla nostra destra, e non a sinistra come avevamo pianificato. Ci fermiamo per fare il punto della situazione e, dopo aver attraversato l’ampio parcheggio, torniamo indietro per un breve tratto fino a  innestarci sulla strada che ci porterà, dopo aver passato il fiume Serchio, sulla SP24. Abbiamo notato che in questo itinerario non soloUn tratto della pista ciclabile lungo l'argine del fiume Serchio mancano le indicazioni per la pista ciclopedonale, ma persino le indicazioni stradali sono insufficienti. Dopo pochi metri di SP24 prendiamo la pista ciclabile e ci portiamo sulla riva del Serchio. Il fondo è sterrato e procediamo lentamente a causa del vento che soffia in direzione contraria. Proseguiamo su questo tratto di ciclabile ben tenuto e arriviamo fino al ponte ciclopedonale sul Serchio, il quale unisce le due sponde ciclabili del fiume. Naturalmente la pista ciclabile sulla sponda opposta alla nostra è quella che avremmo dovuto percorrere all’andata ma che purtroppo, per mancanza di indicazioni, ci era sfuggita. Continuiamo dritto fino a quando la pista ciclabile curva con decisione e ci porta sulla SP24. Riprendiamo l’asfalto, e proseguiamo su via Sarsanese. Arriviamo fino a Ponte San Pietro, percorriamo la SS349 e ci accorgiamo che la direzione per Nozzano Castello, il paese che avremmo dovuto costeggiare, non è quella giusta. Chiediamo informazioni a una persona del luogo, la quale ci suggerisce di arrivare fino all’incrocio e svoltare a sinistra. Ovviamente anche su questo incrocio non c’è nessuna indicazione per Nozzano Castello, ma fiduciosi dei suggerimenti svoltiamo a sinistra. Attraversiamo le SS349 e imbocchiamo Via Fregionaia. Passiamo sotto l’autostrada A11 e proseguiamo per Nozzano San Pietro. Attraversiamo la piccola frazione e finalmente troviamo un’indicazione stradale per Balbano. Rincuorati per essere sulla strada giusta proseguiamo lungo un viale alberato percorrendo via della Bordogna dove ci fermiamo Nozzano Castelloai piedi del colle sulla cui cima è situato, in posizione panoramica, il borghetto di Nozzano Castello. Proseguiamo per Balbano e superato il paesino, dopo il sottopasso ferroviario, giriamo a destra seguendo la provvidenziale indicazione stradale per Massaciuccoli. Inizia ora la salita che ci porta sulla “Cima Coppi” della giornata, colle Balbano, da dove si gode una stupenda vista sul lago di Massaciuccoli. La salita è lunga 2 km e supera un dislivello di 94 m con una pendenza media del 4,8%. Però se si considera che i primi 600 m sono in falso piano la pendenza media effettiva dei rimanenti 1,4 km è del 6%. La discesa è caratterizzata da alcuni tornanti e vedute panoramiche del lago. Facciamo una breve deviazione per visitare l’area archeologica delle terme romane dette anche Buche di Nerone. Arrivati sul posto ci accorgiamo che è tutto recintato con la rete tipica dei cantieri stradali e l’area archeologica versa in uno stato di abbandono totale. Il panorama sul lago è notevole e così riprendiamo le biciclette e continuiamo la discesa. All’incrocio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Pisa. Continuiamo in leggera discesa fino a incontrare sulla nostra destra la segnaletica verticale che indica l’itinerario ciclopedonale di Puccini. Giriamo a destra seguendo la segnaletica e imbocchiamo una bella pista in terra battuta. Ne percorriamo un tratto e ci accorgiamo che la direzione porta verso Massaciuccoli e pertanto non va bene. Chiediamo informazioni e ci informano che il completamento della pista ciclabile è ancora in progetto e pertanto è inutile proseguire in quella direzione. Quindi conviene tornare indietro fino alla segnaletica verticale dell’itinerario ciclopedonale di Puccini e imboccare il sentiero a destra fino al ponte sul canale. Seguiamo il consiglio e nel giro di poco raggiungiamo il piccolo ponte di legno dove è stato collocato un pannello didattico riguardante l’itinerario di Puccini. Iniziamo ora un bel tratto di pista ciclabile che si mantiene parallelo al lago di Massaciuccoli e in tutta sicurezza avanziamo verso Torre del Lago Puccini. Passiamo il ponte dell’idrovora e giriamo a destra costeggiando l’argine del lago, anche se quest’ultimo non visibile perché l’argine è troppo alto. La pedalata è interrotta da una sbarra chiusa, ma, poiché ormai abbiamo percorso molta strada, decidiamo di scavalcarla, sperando di arrivare in poco tempo a destinazione. Purtroppo, poco dopo, un altro cancello ci impedisce di proseguire e, a questo punto, non ci restaIl lago di Massaciuccoli visto da Colle Balbano che tornare indietro.  Imbocchiamo un altro sentiero che, dopo un lungo rettilineo, è interrotto da un altro cancello, naturalmente chiuso. Notiamo subito che la strada che ci porterà a Torre del Lago è appena poco oltre il cancello. Non ci resta che scavalcarlo. Il primo a portarsi dalla parte opposta è Corrado. Fortunatamente il cancello è alto, ma non abbastanza da impedirci di passare le biciclette a Corrado, e così, riusciamo in qualche modo a portarci sull’altro lato. Proseguiamo fino al cavalcavia dell’autostrada A12 e arriviamo sulla SS1 – Aurelia, di domenica particolarmente trafficata. Giriamo a destra verso Torre del Lago Puccini e pedaliamo velocemente per raggiungere nel più breve tempo possibile la rotonda che ci permette di deviare sulla sinistra in Via Aurelia Sud, con meno traffico.  Arriviamo nei pressi della stazione ferroviaria di Torre del Lago Puccini. Prendiamo il sottopasso della stazione e dopo poche pedalate raggiungiamo il parcheggio, dove avevamo lasciato l’auto. Sistemate le biciclette in macchina ci gustiamo un bel gelatone nella gelateria poco distante dal parcheggio. 26/05/2013. Per visualizzare altre foto: link.

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