Vacilio – Spilamberto – Monteveglio – Castello di Serravalle – Vignola (Modena)

Località di partenza Vacilio (34 m) - Modena
Lunghezza 76,5 km
Quota massima 320 m - Castello di Serravalle
Dislivello complessivo in salita 858 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Vacilio (34 m) - Modena
Acqua lungo il percorso SI - Spilamberto - Monteveglio - Vignola
Parcheggio libero Vacilio - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: autostrada del Sole A1 fino al casello Modena Sud. All'uscita del casello girare a destra seguendo le indicazioni stradali per Modena Centro. Arrivati a San Donnino, alla rotonda prendere sinistra e poi subito a destra (strada Gherbella) fino ad arrivare a Vacilio.
Borghetto di MonteveglioParcheggiamo l’auto a fianco della pista ciclabile e iniziamo a pedalare verso San Donnino costeggiando la strada che avevamo già percorso con l’auto per arrivare a Vaciglio. Al primo attraversamento pedonale incrociamo il ponte della vecchia linea ferroviaria che collegava Vaciglio a Vignola. Lo attraversiamo e riprendiamo la pista ciclabile dedicata, corredata da una segnaletica impeccabile con cartelli indicanti le distanze ogni 500 m. Dopo aver superato il paese di San Donnino arriviamo  a Castelnuovo Rangone passando davanti alla ex stazione ferroviaria, oggi adibita ad altri usi. La pista si sviluppa in mezzo ai prati ed è sempre pianeggiante. In un paio di punti sono ancora visibili i binari della vecchia ferrovia. Abbazia di MonteveglioIn località S. Eusebio, a lato della pista ciclabile possiamo ammirare in versione miniatura Spilamberto. E’ una miniatura che richiama le peculiarità del paese in modo molto dettagliato. Proseguiamo fino a Spilamberto, dove al semaforo giriamo a sinistra su Via F. Quartieri e ci inoltriamo verso il centro di Spilamberto (69 m). Poiché è in corso un raduno ciclistico non possiamo proseguire sulla strada che passa sotto il torrione di accesso (XIII sec) e così proseguiamo dritto fino alla svolta sulla sinistra in Via Sant’Adriano. La percorriamo tutta fino ad arrivare in via Circonvallazione Nord dove giriamo a destra. Poco dopo attraversiamo il ponte sul fiume Panaro. Arrivati alla rotonda, giriamo a destra e proseguiamo verso Magazzino e Bazzano (93 m). Qui attraversiamo il paese e seguiamo le indicazioni per Monteveglio, pedalando su strada scarsamenteLa cripta dell'abbazia di Monteveglio trafficata. Dopo pochi chilometri arriviamo all’altezza di una deviazione sulla destra che porta a Castello Serravalle su strada pianeggiante. Noi continuiamo sulla strada principale ancora per pochissimi metri, quindi la lasciamo per prendere l’erta salita sulla destra, Via Sant’Antonio, una strada alternativa per Monteveglio, ma un po’ più impegnativa della strada principale. Questa via si distingue facilmente perché è caratterizzata da un’erta salita lunga 1,8 km con pendenza media dell’11,6% e punte del 19,3%. Arrivati in cima (304 m) ci fermiamo per riprendere fiato. Finalmente, dopo la dura salita, inizia una bella discesa, ravvivata da alcuni tornanti. Lungo il percorso è prevista la visita al Parco Storico Regionale “Abbazia di Monteveglio” istituito nel 1995, caratterizzato Abbazia di Monteveglio: ingresso della criptada aspri calanchi che si alternano a dolci pendii fioriti dominati dalla cima del colle dal castello e dall’abbazia. Velocemente raggiungiamo la strada provinciale 78 all’altezza della rotonda e giriamo a destra inoltrandoci nel paese di Monteveglio (114 m). Poco dopo giriamo a destra e iniziamo la salita verso l’Abbazia. La strada, fiancheggiata dai calanchi, sale erta per 2,6 km con una pendenza media del 6,3% e una pendenza massima dell’11%. Superati i primi tre tornanti, la strada sale più dolcemente fino ad arrivare alla porta d’ingresso del Castello, affiancata da una torre trecentesca. La fortezza fu possesso nel XII secolo della contessa Matilde di Canossa, proprietaria all’epoca anche del Castello di Canossa e della Torre Rossennella, anch’essi edificati sui calanchi (vedi itinerario). Una strada lastricata in sassi conduce all’abbazia di Santa Maria (272 m). Vi trovò ospitalità Ugo Foscolo con lo pseudonimo di Lorenzo Aldighieri. La chiesa, eretta nei secoli XI e XII, ha una semplice facciata e un campanile del quattrocento. L’interno è a tre navate con il presbiterio sopraelevato. La cripta è suddivisa inCastello di Serravale: antica anfora per l'olio quattro campate da pilastri e colonne e le volte sono affrescate. Finita questa breve visita facciamo una breve sosta per mangiare il nostro panino con prosciutto crudo prima di riprendere la bicicletta e lanciarci in discesa per raggiungere nuovamente Monteveglio. Arrivati sulla SP78 giriamo a destra per raggiungere il Castello di Serravalle. La strada prosegue in pianura, passando a fianco del campo da golf e, sulla nostra sinistra, un piccolo torrente. La particolarità dell’asfalto di colore rossiccio ci accompagna in questa veloce pedalata. Superiamo Castelletto (182 m) e poco dopo arriviamo al bivio con la SP70, via Castello. Giriamo a destra e iniziamo la salita, in un primo tempo con poca pendenza, ma successivamente più dura addolcita da un paio di tornanti. Arrivo a VignolaLa lunghezza è di 1,9 km con pendenza media del 7% e massima del 12%. Arrivati alla fine di questa salita, giriamo a sinistra e arriviamo al Castello di Serravalle (320 m) adagiato su un poggio panoramico. Oltrepassata la porta d’ingresso, sulla sinistra troviamo il palazzo Boccadiferro del 1523 e, poco oltre, la chiesa di San Pietro. A fianco della chiesa c’è l’ecomuseo, dove all’ingresso, posta in una grande teca di vetro c’è un’anfora in terracotta, altrettanto grande, dalla capacità di cento litri d’olio. Finita la visita, riprendiamo la bicicletta e andiamo verso Vignola, finalmente in discesa. La strada è molta bella e panoramica: una serie di tornanti e un lungo rettilineo ci portano al bivio con la SP569 Via Caludia. Giriamo a sinistra, prendiamo la pista ciclabile, attraversiamo il piccolo paesino di Formica, giriamo a destra e imbocchiamo il ponte Muratori sovrastato dalla Rocca di Vignola a guardia del fiume Panaro. Aggiriamo la rocca e dopo poco siamo in piazzaRocca di Vignola Contrari, dove ci fermiamo per un’altra sosta mangereccia. Sulla piazza si affaccia la Rocca e di fronte ad essa c’è il Palazzo Boncompagni del sec. XVI – XVII del quale consigliamo la visita dell’interno (biglietto € 2,00) soprattutto per ammirare la bellissima scala a chiocciola elicoidale autoportante realizzata da Jacopo Barozzi detto “il Vignola”. Riprendiamo la bicicletta e usciamo da Vignola percorrendo la SP569. Giriamo a sinistra su via Pietro Minghelli e ci dirigiamo verso la stazione, dove imbocchiamo la pista ciclabile. La leggera discesa ci permette di pedalare velocemente e passiamo a fianco dei vasti frutteti che producono la famosa qualità di ciliegie, detta appunto “vignola”. Purtroppo gli alberi non sono più in fiore come avevamo avuto occasione di ammirare nel 2011 (vedi itinerario). In poco tempo raggiungiamo Spilamberto e da qui ripercorriamo a ritroso la stessa strada dell’andata fino al parcheggio dell’auto. 25/04/2013.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Monteveglio
  2. Sassi di Rocca Malatina
  3. Salse di Nirano
  4. Modena - Vignola
  5. Modena - Finale Emilia