Chiastre di Ravarano - Cassio / Salti del Diavolo (Parma)

Località di partenza Chiastre di Ravarano (755 m) - Parma
Lunghezza 11,4 km
Quota massima 822 m Chiastra di San Benedetto
Dislivello complessivo in salita 646 m
Arrivo Chiastre di Ravarano (755 m) - Parma
Acqua lungo il percorso SI - Chiastre - Cassio
Parcheggio libero Chiastre, all'inizio del paese. Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la SP56 per Felino, poi la SP15 in direzione di Calestano, Ravarano e Chiastre.
Il Dente del GiganteLasciamo l’auto nel parcheggio situato all’inizio del paese di Chiastre (755 m), dove ci sono un cartello esplicativo del percorso de “I Salti del Diavolo” e una fontanella. Ci incamminiamo sulla strada asfaltata e dopo pochi metri, superata la prima casa, all’altezza delle strisce pedonali, giriamo a sinistra e prendiamo lo stradello che parte fra le due case. Non ci sono indicazioni, ma ne abbiamo ricordo dall’itinerario “Salti del Diavolo” 2010 (vedi itinerario). Sul retro delle case c’è un torrente, che guadiamo, poi inizia la salita contrassegnata dai classici segnavia bianco-rosso. C’è abbastanza neve e così ci mettiamo Particolare sulla composizione della formazione rocciosa dei Salti del Diavolosubito le ciaspole. In compagnia di Barbara e Corrado ci incamminiamo verso il “Dente del gigante”. Giunti nella parte alta del paese di Chiastre, dopo la fontana, si gira a sinistra, dove la segnaletica verticale indica il sentiero per il “Dente del gigante”. Il sentiero attraversa il bosco e conduce, dopo una salita abbastanza ripida, a questa particolare formazione “rocciosa” dalla caratteristica forma di un dente. Ai piedi del “Dente del gigante” (863 m) c’è un cartello esplicativo, dove troviamo la spiegazione di come si sono create queste particolari “rocce”. Il sentieroIl ponte tibetano sul torrente Baganza prosegue ancora per qualche metro fino ad arrivare in una piccola area da pic-nic. Da qui s’intravede tra gli alberi la parte superiore del “Dente del gigante”. Ripercorriamo a ritroso il sentiero e, poco dopo aver superato il “Dente del gigante”, proseguiamo dritto, sulla cresta, in direzione di Chiastre. Dopo un breve tratto inizia la discesa e in poco tempo arriviamo al paese. Togliamo le ciaspole, perché nel paese è passato lo spazzaneve e, dopo pochi passi, incontriamo il sentiero dell’andata. Giunti alla fontana continuano lungo la strada asfaltata, scendendo verso sinistra, fino ad arrivare sulla SP15. La chiesa di CassioAttraversiamo la strada e troviamo la segnaletica verticale che indica “Cassio” e “Salti del diavolo”. Imbocchiamo la strada sterrata in discesa e dopo poco rimettiamo le ciaspole. Il percorso è ben segnalato e non presenta alcuna difficoltà. Dopo pochi minuti cominciamo a intravedere la prima formazione “rocciosa”, che, con un po’ di fantasia, ci ricorda la testa di uno squalo. Procediamo lungo la discesa per qualche metro e al bivio svoltiamo a destra superando una sbarra. Alzando lo sguardo in alto riusciamo a intravedere i “Salti del diavolo” che ci siamo lasciati alle spalle. Purtroppo questeIl paese di Cassio formazioni rocciose non si possono ammirare nel pieno della loro bellezza, perché la vegetazione è cresciuta rigogliosa e copre la maggior parte delle rocce. Dopo aver scattato qualche fotografia, riprendiamo il cammino fino alle successive formazioni lungo il percorso. Da questo punto abbandoniamo la carrareccia e percorriamo un sentiero che costeggia i “Salti del diavolo” e in poco tempo arriviamo al “ponte tibetano” (547 m), costruito nell’anno 2007. Su questo comodo ponte, ricoperto di neve, oltrepassiamo il torrente Baganza e riprendiamo il cammino in salita fino ad arrivare al paese di Cassio (810 m). Il sentiero è comodo e ben curato. La neve è compatta, leggermente ghiacciata e le ciaspole fanno buona presa Un tratto del sentiero che sale a Cassiosenza sprofondare. Dopo aver affrontato qualche tratto di dura salita, arriviamo alle porte del paese. Passiamo sotto l’arco in pietra, togliamo le ciaspole e fiancheggiamo la chiesa sulla nostra sinistra. Prendiamo via Torretta che in poco tempo ci porta sulla strada statale della Cisa. Svoltiamo a sinistra e arriviamo in una piazzetta, dove troviamo il monumento ai caduti e una fontanella. Qui attraversiamo la strada della Cisa e proseguiamo dritto sul rettilineo che costeggia alcune casette fino ad arrivare alla curva dove, sulla destra possiamo notare la “chiastra di San Benedetto” (822 m). Ripercorriamo a ritroso la stessa strada e dopo aver attraversato la SS62 (della Cisa) passiamo in un piccolo vicolo che ci porta sulla strada principale del paese, l’antica strada Romea. Giriamo a destra e percorriamo questa bellaIl casino dei Pallavicino strada lastricata fino a raggiungere nuovamente la SS62. Dal lato opposto notiamo un bar e ne approfittiamo per fare una sosta con una cioccolata calda. Dopo questa sosta ristoratrice ritorniamo verso la piazza del paese e passiamo nuovamente davanti al monumento dei caduti e alla chiesa. Arrivati all’arco in pietra, rimettiamo le ciaspole e ci incamminiamo in discesa. Nel frattempo è uscito il sole e la neve non è più ghiacciata ma soffice. Velocemente raggiungiamo il “ponte tibetano”, lo oltrepassiamo e proseguiamo in salita fino ad arrivare al bivio dove troviamo i cartelli indicatori che segnalano i sentieri n. 771 e n. 771a. Prendiamo il n. 771a che ci permetterà di fare un percorso ad anello, e che, prima di arrivare a Chiastre, ci porterà al “casino dei Pallavicino” (666 m). La salita non è molto dura e senza grandi sforzi Lo Squaloraggiungiamo la corte dei Pallavicino. Purtroppo, è in completo stato di abbandono, ma, ammirandola da lontano e ricoperta di neve ci ricorda come poteva essere nel suo antico splendore. Da questa posizione è ancora possibile vedere i “Salti del diavolo” in lontananza. Continuiamo il percorso sulla strada sterrata, passiamo per Gavazzolo, dove tre aquile troneggiano su altrettanti blocchi di pietra e dopo poco, ci ricongiungiamo con la carrareccia percorsa in precedenza. Sbuchiamo di nuovo sulla SP15 che porta a Berceto, la attraversiamo e proseguiamo sulla strada asfaltata fino a raggiungere il parcheggio, dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 26/01/2013.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Salti del Diavolo - MTB
  2. Salti del Diavolo - Trek
  3. Salti del Diavolo - Ciaspole
  4. Monte Vitello
  5. Calestano
  6. Barbiano
  7. Marzolara - Vigolone