Schia - Corno di Caneto - Monte Caio (Parma)

Località di partenza Schia (1241 m) - Parma
Lunghezza 8,2 km
Quota massima 1580 m monte Caio
Dislivello complessivo in salita 586 m
Arrivo Schia (1241 m) - Parma
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Schia, nel piazzale difronte al campo scuola - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si percorre la SP665 verso Langhirano. Superato il paese, si continua dritto verso Pastorello e Capoponte. Si prosegue, sempre sulla SP665R-Massese fino a Boschetto, dove si gira a destra seguendo le indicazioni stradali per Tizzano Val Parma. Giunti in paese si prosegue verso Musiara Inferiore e Groppizioso seguendo la Strada Provinciale per Schia. Arrivati a Schia c’è un grosso parcheggio libero.
Salendo verso il Corno di CanetoParcheggiamo l’auto difronte al campo scuola della pista da sci e iniziamo la salita, insieme a Corrado, passando a fianco della pista da sci. Gli impianti sono aperti solo per il campo scuola perché non c’è abbastanza neve per le piste da sci. Ci infiliamo le ciaspole e Segnaletica verticale sul Corno di Canetoaffrontiamo la salita raggiungendo la stazione di arrivo degli impianti di risalita di Corno di Caneto (1430 m). Il tempo è molto bello e c’è caldo, l’aria limpida permette una bella visione del lontano monte Cimone (2165 m) e dei più vicini monti Cusna (2120 m) e Succiso (2017 m). La segnaletica verticale indica il monte Caio a ore 1 e così giriamo verso destra e ci incamminiamo lungo il crinale raggiungendo in breve l’area di decollo dei parapendii di Costa Grande (1510 m). Approfittiamo di una panchina e facciamo una sosta per mangiare un panino e bere una tazza di tè bollente. Riprendiamo il cammino inoltrandociPausa a Costa Grande nel bosco di faggi mantenendo l’antenna sulla nostra destra. Dopo poco intravediamo la cima del monte Caio caratterizzata dal monumento dedicato al Prof. Fabio Bocchialini. Attraversata la faggeta, il sentiero si unisce a una carrareccia che ci porta al bivio per il monte Caio. La carrareccia s’interrompe perché la strada è chiusa a causa di alcune frane che ne ostruiscono il passaggio. Ci inoltriamo nel bosco di abeti dove siamo costretti a togliere le ciaspole per la Vicino alla vetta del monte Caiomancanza di neve. Finita l’abetaia, rimettiamo le ciaspole e ci incamminiamo in salita aggirando la base del monte Caio. Oltrepassata una breve, ma ripida salita, sbuchiamo su un pianoro e dopo pochi metri arriviamo sulla cima del monte Caio (1580 m). La stele di pietra, realizzata da Renato Brozzi, è dedicata al Prof. Fabio Bocchialini. Il panorama èMonte Caio: monumento dedicato al Prof. F. Bocchialini molto vasto, si vedono perfettamente la Pietra di Bismantova (1047 m) e il monte Cimone (2165 m). Da qui è possibile individuare, in basso su un pianoro ricoperto di neve, l’eremo di San Matteo. Il tempo sta cambiando e alcune nuvole velano il sole. Indossiamo i giubbetti e mangiamo un altro panino prima di intraprendere la strada del ritorno. A pochi passi dalla stele parte un tratto di sentiero tecnico e con molta pendenza. Il leggero strato di neve aumenta la difficoltà, ma nonostante questi presupposti ci lanciamo in questa breve e ripida discesa. Superato il tratto della massima pendenza, il sentiero prosegue senza Panorama verso il monte Fusodifficoltà fino a innestarsi con il sentiero che avevamo percorso all’andata. Riattraversiamo l’abetaia e poi percorriamo la carrareccia fino ad arrivare nei pressi dell’area di decollo dei parapendii. Da qui percorriamo lo stesso sentiero dell’andata fino ad arrivare al parcheggio. 04/01/2013.

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