San Polo d’Enza – castelli di Rossena e Canossa (Reggio Emilia)

Località di partenza San Polo d’Enza (168 m) - Reggio Emilia
Lunghezza 41 km
Quota massima 628 m prima del bivio per Canossa
Dislivello complessivo in salita 938 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo San Polo d’Enza (168 m) - Reggio Emilia
Acqua lungo il percorso SI - Tempietto del Petrarca e torre Rossenella
Parcheggio libero San Polo d’Enza, vicino al campo sportivo - Link
Traccia GPX Link
Mappa Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Parma si prende la via Emilia (SS9) sino a Sant’Ilario d’Enza. Si gira a destra, seguendo la segnaletica stradale per Montecchio Emilia e passato il paese, dopo circa 9 km, si arriva a San polo d’Enza.
Da Reggio nell’Emilia si prende la SS63 fino a Puianello poi si gira a destra e passati i paesi di Montecavolo e Quattro Castella si arriva a San Polo d’Enza.
Parcheggiamo l’auto San Polo d'Enza: la torre dell'orologiovicino al campo sportivo, dove ci sta aspettando Corrado. Saliamo in sella alle nostre biciclette e iniziamo a pedalare fino ad arrivare al municipio dove ci fermiamo per fotografare la statua del “gigante abbattuto”. Costeggiando ciò che rimane del castello di San Polo si percorre la caratteristica via Sartori e si passa sotto la torre dell’orologio e si gira a destra imboccando la SS513 in direzione di Ciano d’Enza. Notiamo sulla destra un altro comodo parcheggio libero, dove è possibile lasciare l’auto – Link. Proseguiamo sulla SS513, al mattino presto poco trafficata e, dopo il sottopassaggio ferroviario, arriviamo a Ciano d’Enza (219 m). Proseguiamo dritto in direzione di Vetto e arrivati al bivio per Cerézzola (226 m) lasciamo la SS513 e giriamo a sinistra. Iniziamo la salita per circa 2 km, con una pendenza media del 9,1% e punte dell’11%, fino a incontrare un piccolo piazzale sulla destra. Qui la La vista panoramica sulla torre Rossenella e il castello di Rossenasegnaletica verticale indica l’inizio del sentiero che conduce al tempietto del Petrarca (300 m) eretto nel 1838 (circa 10 minuti di cammino). Il tempietto è in ricordo della visita fatta dal Petrarca nel 1341, quando era ospite di Azzo da Correggio al castello di Guardasone. Il sentiero è una carrareccia sterrata con fondo ben battuto, più adatta alla MTB che alla bici da strada e per questo siamo costretti a spingere la nostra bici. Arrivati al tempio, lo troviamo chiuso. Un cartello ci segnala l’orario di apertura: da inizio giugno a fine settembre, tutte le domeniche, dalle ore 15,30 alle 19,00. Non è un luogo panoramico perché gli alberi alti Il castello di Rossenaimpediscono la vista sulla vallata. Ci sono alcuni tavoli con le panche e, dietro al piccolo eco-museo, ci sono una fontanella e i servizi igienici. Scattiamo alcune foto e ritorniamo indietro percorrendo lo stesso sentiero fino alla strada asfaltata. Continuiamo il percorso in salita e dopo una serie di tornanti arriviamo in un tratto molto panoramico da dove è possibile ammirare in lontananza la torre Rossenella e il castello di Rossena. Proseguiamo sulla SP79, in leggera pendenza, e oltrepassiamo i piccoli nuclei di Selvapiana, Gazzolo e Trinità. Qui giriamo a sinistra, passiamo a fianco del campo sportivo e continuiamo a pedalare su un altro tratto di strada molto panoramico. Alla nostra sinistra possiamo ammirare in lontananza il castello di Canossa, quello di Rossena e la torre Rossenella, mentre a destra scorgiamo la sagoma singolare della Pietra di Bismantova e le varie cime degli Appennini Reggiani. La torre RossenellaContinuiamo a pedalare su questa bella strada fino a Barazzone (587 m) dove, dopo una breve discesa, inizia un duro tratto di salita con pendenza media dell’8,8%. Arrivati al bivio, giriamo a sinistra imboccando un tratto di strada in leggera salita fino a raggiungere il punto più alto del percorso (628 m). Da qui parte la discesa che conduce ai castelli di Rossena e Canossa. Giunti al bivio ignoriamo la deviazione sulla destra che porta al castello di Canossa e, in discesa, affrontiamo i tornanti che offrono un panorama notevole sui calanchi e il castello di Canossa. Dopo un breve rettilineo arriviamo ai piedi del castello di Rossena. Giriamo a destra, dove inizia una strada acciottolata, con pendenza media del 10,8%, che conduce sul piazzale panoramico del castello. Il castello di Rossena apparteneva alla famiglia Canossa fino alla morte della contessa Matilde nel 1115. Dal 1948 è sede dell’Istituto superiore di Studi Matildici. E’ possibile visitare il castello con una visita guidataIl castello di Rossena visto dalla torre Rossenella (prezzo euro 5 a persona). Il tempo di scattare qualche foto e riprendiamo la discesa. Attraversiamo il piccolo borgo medioevale, giriamo intorno al castello e arriviamo sulla SP54. Giriamo a sinistra e poi subito a destra, dove c’è un piccolo parcheggio vicino al cimitero e alla torre Rossenella. Per raggiungere la torre spingiamo la bicicletta su un bel sentiero che in pochi minuti ci porta al piazzale panoramico. Dopo alcune foto ritorniamo al parcheggio e inforchiamo nuovamente la bicicletta. Ripercorriamo la stessa strada, questa volta in salita, fino a raggiungere nuovamente il bivio per Canossa. Giriamo a sinistra e dopo il primo tratto in salita inizia una veloce discesa che ci porta ai piedi del castello. Il castello di Canossa fu costruito nel 940 da Azzo Adalberto, ma la vicenda che lo consacrò alla storia è legata al 27 gennaio 1077, quando Il castello di Canossaalla presenza della contessa Matilde il papa Gregorio VII assolse dalla scomunica l’imperatore Enrico IV. Un altro periodo da ricordare è il 1502-1503, dove Ludovico Ariosto esercitò la sua funzione con il grado di capitano. Nel 1878 il governo italiano acquistò il castello e lo dichiarò monumento nazionale. Molto bella la scalinata che conduce al piazzale superiore dove sono visibili alcuni resti delle antiche mura. Ritornati sulla strada asfaltata, proseguiamo in leggera salita sotto le mura del castello e seguiamo la SP73 scarsamente trafficata. Dopo aver scollinato, inizia una bella discesa scandita da vari tornanti fino ad arrivare alla chiesa di Grassano. Una breve sosta per scattare una foto e poi via, nuovamente in discesa fino a San Polo d’Enza. Giriamo a sinistra e con poche pedalate raggiungiamo nuovamente il parcheggio, dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 09/09/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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