Bormio – Santa Caterina Valfurva – passo Gavia (Sondrio)

Località di partenza Bormio (1187 m) - Sondrio
Lunghezza 51 km
Quota massima 2652 m passo Gavia
Dislivello complessivo in salita 1576 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Bormio (1187 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Sant'Antonio e passo Gavia
Parcheggio libero Bormio, all'inizio del paese - Link
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Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 dello Stelvio in direzione Tirano. Passato il paese di Tirano si seguono le indicazioni per Bormio. Superate le lunghe gallerie si arriva a Bormio e, all’inizio del paese, si gira a destra in via Don Silvio Bertola dove c’è un grande parcheggio libero.
PanoramaParcheggiamo l’auto e iniziamo l’itinerario imboccando la pista ciclabile che si trova a fianco del parcheggio. Costeggiando il torrente Frodolfo arriviamo all’incrocio con via Don Evaristo Peccedi. Attraversiamo la strada e imbocchiamo la SP29 in direzione di Santa Caterina Valfurva proseguendo dritto. Oltrepassiamo i paesini di Uzza, San Nicolò e Sant’Antonio. Qui c’è l’ultima fontanella per rifornirsi d’acqua, l’altra è sul passo Gavia a fianco del rifugio Bonetta. Proseguiamo in salita e, dopo aver superato una galleria paravalanghe, Il rifugio Berni visto dal lago Biancoraggiungiamo Santa Caterina Valfurva. Fin qui abbiamo superato una pendenza media del 5,5%. Passato il paese facciamo una sosta per la foto di rito al cartello di inizio della strada del Gavia. Subito la strada parte in salita ed è caratterizzata da tornanti che permettono di impostare una velocità costante. A mano a mano che si prende quota, si possono ammirare vasti panorami sulla Valle dei Forni. Proseguiamo fino a incontrare il primo strappo del percorso con il 10% di pendenza. Poi la strada permette di rifiatare. Arrivati al ponte dell’Alpe (2289 m), dove si Il monumento ai caduti della battaglia di Punta San Matteocongiunge la strada che risale la Valle dell’Alpe fino al passo dell’Alpe (2463 m) per poi scendere in Val di Rezzalo, inizia un’altra dura salita che regala una stupenda vista sul tratto di strada appena percorso. Un ultimo strappo al 10% di pendenza termina su un tratto di strada in piano e, con poche pedalate, raggiungiamo il rifugio Arnaldo Berni (2541 m). Il rifugio è dedicato al Capitano degli Alpini che perse la vita il 3 settembre del 1918, durante la difesa della postazione di Punta San Matteo che aveva conquistato il 13 agosto 1918. Nei pressi del rifugio c’è il monumento che ricorda i caduti della battaglia del San Matteo, la battaglia combattuta a più alta quota nella storia, fino al 1999. Da qui Da sx: Pizzo Tresero, Punta San Matteo e monte Mantellopossiamo ammirare il ghiacciaio dei Forni. Questo ghiacciaio è di tipo himalayano ed è uno dei più estesi d’Italia, anche se, nell’ultimo secolo, si è quasi dimezzato. E’ racchiuso tra il Pizzo Tresero (3594 m), la punta San Matteo (3678 m) e il monte Mantello (3517 m). Vicino al rifugio c’è anche una piccola chiesetta. Scattiamo alcune foto e riprendiamo a pedalare. Dopo una curva ci appare il lago Bianco (2606 m) dove è collocato un crocefisso ligneo, ex voto. Il posto è molto bello e ci fermiamo per qualche foto. Poche pedalate ci separano dalla nostra meta e, in pochi minuti, raggiungiamo il passo Gavia (2652 m), con il suo rifugio “Bonetta”, dopo aver superato una pendenza media da Santa Caterina del 7,2%. Dopo le classicheLa Madonna delle Vette e il monte Gavia foto di rito al passo facciamo una sosta e ci mangiamo un po’ di bisciola (specialità valtellinese). E’possibile ricaricare le borracce con acqua fresca alla fontanella nei pressi del rifugio.  La giornata è molto bella e il sole ci riscalda piacevolmente, Nel 2006 raggiungemmo il passo sotto una fitta nevicata (vedi foto 1- 2 - 3). Riprendiamo la bicicletta e risaliamo un tratto di sentiero per raggiungere la Madonna delle Vette, protettrice dei ciclisti, realizzata in legno di castagno nel 2009. Da qui si può godere di un bel panorama a 360°. Mettendoci di fronte alla Madonna possiamo ammirare a destra il monte Gavia (3220 m) con la croce sulla sommità, alle nostre spalle il lago Bianco e alla sinistra il Corno dei Tre Signori (3360 m), anche questo Il lago Bianco sovrastato dal Corno dei Tre Signoricontraddistinto da una croce. Da qui si nota un tratto di strada a tornanti che porta a Ponte di Legno. Restiamo un po’ a contemplare questo stupendo panorama prima di intraprendere la strada del ritorno. Ripercorriamo a ritroso la strada dell’andata e alle porte di Bormio facciamo una deviazione per visitare il centro. Imbocchiamo via Morcelli e dopo una breve salita arriviamo alla collegiata dedicata ai SS Gervasio e Protasio risalente all’824, ma completamente ricostruita tra il 1626 e il 1641. Vi si accede passando sotto un arco completamente affrescato nel 1393 da autore ignoto. Dal piazzale antistante l’ingresso della collegiata si dominaBormio: piazza Cavour l’ampia piazza Cavour con il caratteristico Kuerc del sec XIV. Sulla destra si vede la torre delle Ore o Bajona che insieme al Kuerc è uno dei simboli di Bormio. Ritornati sulla piazza, prendiamo la via De Simoni, caratterizzata da alcuni portali in pietra antichi. Uno di questi portali è aperto e sembra che ci inviti a entrare. Possiamo così ammirare un ben conservato cortile interno. Poco più avanti incontriamo la chiesa di San Ignazio, del 1674, in stile barocco. Nei pressi troviamo lo storico ginnasio mandamentale del 1632. Scattiamo alcune fotografie e costatiamo che lo stato della chiesa e degli antichi portali meriterebbero un buon restauro conservativo. Terminata la visita di Bormio ci dirigiamo verso il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 20/08/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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