Riserva Naturale di Sant’Antonio – Malga Casazza – Malga Culvegla (Brescia)

Località di partenza Le Fucine (950 m) - Corteno Golgi  - Brescia
Lunghezza 25 km
Quota massima 1837 m Malga Culvegla
Dislivello complessivo in salita 1113 m
Ciclabilità 98% - 8% asfalto e 90% sterrato
Arrivo Le Fucine (950 m) - Corteno Golgi  - Brescia
Acqua lungo il percorso SI - ovunque
Parcheggio libero Le Fucine - Link
Traccia GPX Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. Giunti al paese di Tresenda si lascia la SS38 girando a destra e dopo il passaggio a livello si percorre la SS39 in direzione di Aprica. Passato il paese si prosegue verso Edolo. Poco prima di Corteno Golgi si gira a destra seguendo l’indicazione stradale S. Antonio. Dopo un piccolo nucleo di case c’è una cappelletta e un ampio parcheggio libero. Volendo si può proseguire fino a S. Antonio dove lungo la strada ci sono vari parcheggi liberi. L’ultimo parcheggio disponibile è a pagamento, 4,00 € per la giornata intera.
Caratteristico ponte sul fiume OglioloParcheggiamo l’auto in località Le Fucine e diamo i primi colpi di pedale proprio all’inizio della Valle di S. Antonio. Dopo un breve tatto in leggera salita la strada “s’impenna”, 10% di pendenza, che, presa così a freddo, mette a dura prova i nostri muscoli. Saliamo tenendo il fiume Ogliolo sulla nostra destra e ci fermiamo quasi subito per scattare una foto ad un ponticello, il primo di una lunga serie dalla singolare struttura in legno, che incontreremo lungo il percorso. Ripartiamo e in breve raggiungiamo l’ingresso, segnalato dalla scritta incisa su pietra, della Riserva Naturale Regionale delle Valli di S. Antonio. Malga Casazza: panorama sulla Val BrandetSulla destra c’è l’ufficio informazioni dove è possibile reperire materiale turistico della zona. Proseguiamo verso Sant’Antonio e prima del ponte che immette in paese seguiamo la strada sterrata, in salita, mantenendo il torrente Brandet sulla nostra destra. Poco più in alto c’è un altro ponte che attraversa il torrente Brandet. Lo superiamo e manteniamo il torrente sulla nostra sinistra. Una salita ripidissima, con pendenza media del 21% e massima del 25,4% e con il fondo  acciottolato reso bagnato dalla pioggia caduta durante la notte, ci costringe, in diversi tratti, a spingere la bici. La carrareccia che collega la Val Brandet alla Valle di CampovecchioSuperata con fatica questa erta salita si arriva al bivio che porta alla valle di Campovecchio. Noi proseguiamo dritto e dopo poco si apre davanti a noi la Val Brandet. La carrareccia ben tenuta, i prati curati e il bel panorama che ci circonda ci permettono di pedalare in tutto relax. Proseguiamo in leggera pendenza raggiungendo il rifugio Val Brandet (1305 m), attualmente aperto. La carrareccia prosegue con tratti in leggera pendenza alternati a tratti di poco più impegnativi attraversando vasti prati ed ombrosi boschi di abeti. La Valle di CampovecchioLungo il percorso sono state collocate varie aree attrezzate con tavoli, barbecue e fontane che invitano ad una sosta in riva al limpido torrente Brandet. Pedaliamo lungo questa piacevole valle, chiusa al traffico veicolare, e in poco tempo arriviamo a malga Casazza (1474 m) dove termina la carrareccia ciclabile. Facciamo una sosta per scattare alcune foto e prima di riprendere la strada del ritorno ci concediamo uno spuntino. Velocemente in discesa ripercorriamo lo stesso tratto già percorso, prestando attenzione agli escursionisti a piedi, fino ad arrivare al bivio per la valle di Campovecchio. Verso Malga CulveglaImbocchiamo la deviazione a sinistra che indica Campovecchio e, dopo un primo tratto in salita con notevole pendenza, proseguiamo sulla carrareccia in falsopiano che si inoltra nell’ombroso bosco di abeti. Attraversiamo il ponte coperto, caratteristico per la sua struttura in legno, e arriviamo all’inizio della Valle di Campovecchio. Oltrepassiamo il rifugio degli Alpini (1311 m) e proseguiamo nell’ampia valle mantenendo il torrente Campovecchio sulla nostra sinistra. Già dalle prime pedalate ci accorgiamo del brusco cambiamento nel paesaggio, che da dolce e verdeggiante nella Val Brandet, si fa erto e aspro nella valle di Campovecchio. La carrareccia, sempre in salita, è caratterizzata da pochi tratti in falsopiano e da lunghi tratti in salita abbastanza ripidi. Arriviamo alla Malga Venet (1631 m). Superiamo una cascata che precipita in una profonda forra e, dopo una curva finalmente la carrareccia si spiana. Malga Culvegla: panoramaSiamo quasi arrivati alla nostra meta. Affrontiamo gli ultimi due tornanti e raggiungiamo il punto più alto dell’itinerario, 1837 m, poco prima di Malga Culvegla (1830 m). Facciamo una sosta per ammirare il panorama, veramente notevole, mangiando un po’ di bisciola,  (specialità valtellinese) e scattiamo qualche foto. Riprendiamo la via del ritorno, in discesa, prendendo la stessa carrareccia dell’andata, che, essendo particolarmente sconnessa e quindi in diversi punti molto tecnica, ci procura un gran divertimento in sella alle nostre MTB bi-ammortizzate. Arrivati alle baite di Campovecchio proseguiamo dritti lungo lo stretto sentiero che porta a S.Antonio. Dopo un primo tratto più adatto al trekking che alla bici, il sentiero diventa pedalabile, seppure abbastanza tecnico. Procediamo a fianco del torrente Malga Culvegla: panorama verso la Valle di CampovecchioCampovecchio fino ad attraversare un altro caratteristico ponticello di legno. Da qui parte un sentiero più largo e, sempre in discesa, raggiungiamo S. Antonio. Scattiamo una foto alla chiesa e proseguiamo fino al ponte sul torrente Brandet. Lo attraversiamo e giriamo a sinistra (la strada sulla destra porta in Val Brandet), proseguendo, in discesa, sulla strada che ci porta al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 13/08/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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