Vedello – Ambria – lago di Venina (Sondrio)

Località di partenza Vedello (1032 m) - Sondrio
Lunghezza 13 km
Quota massima 1840 m baita del pastore
Dislivello complessivo in salita 878 m
Arrivo Vedello (1032 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Ambria e diga di Venina
Parcheggio libero Vedello, dopo il ponte sul torrente Caronno - Link
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Come arrivare: da Sondrio si prende la SP38 in direzione di Tirano. Giunti al bivio per Piateda si gira a destra. Attraversato il paese, si gira a destra seguendo le indicazioni per Piateda Alta e poco prima di arrivare a Monno si gira a destra per Vedello. Giunti alla centrale elettrica si prosegue sulla sinistra e appena passato il ponte sul torrente Caronno si può parcheggiare l’auto lungo la carrareccia.
AmbriaDopo aver parcheggiato a lato della strada ci incamminiamo, in salita, in compagnia di Laura. Al secondo tornante giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Ambria. Nel caso si volesse partire da Ambria è necessario munirsi del permesso di transito (costo 5 €) acquistabile a Piateda presso il comune oppure presso il bar. Procediamo lungo la carrareccia e dopo alcuni tornanti arriviamo a Ambria (1325 m) dove troviamo l’unica segnaletica verticale lungo tutto il percorso. Il Passo di Venina è segnalato a 4 ore e 50 Una serie di tornantiniminuti mentre la diga di Venina a 1 ora e 30 minuti. Attraversiamo le viuzze strette del borgo tra le baite ben ristrutturate, salvo i tetti coperti da lamiera arrugginita. Superata l’ultima abitazione il sentiero inizia a salire con decisione attraverso i prati. Il sentiero si mantiene all’ombra del Pizzo Meriggio (2348 m) facilmente individuabile grazie alla croce. A mano a mano che si sale il sentiero si allarga e diventa una mulattiera, in alcuni tratti, ben tenuta. L’umidità ha reso il fondo molto scivoloso e dobbiamo prestare molta attenzione per non scivolare. Alcuni stretti tornanti ci fanno guadagnare velocemente quota, poi il sentiero si spiana e si inoltra nel bosco di pini e betulle. Lungo il percorso raccogliamo qualche lampone molto gustoso. Riprendiamo il cammino e dopo poco affrontiamo un’altra serie di tornanti, poi il sentiero sale con moderata pendenza, mantenendoAconitum napellus o aconito il torrente Venina sulla nostra destra. Dopo una curva avvistiamo la diga, ma siamo ancora a bassa quota e così riprendiamo la salita caratterizzata da tornanti un po’ più dolci. Affrontiamo le “scale di Venina”, una ripida salita addolcita da alcuni gradini distanti circa 2 metri l’uno dall’altro. Finalmente ci appare la diga e il lago di Venina. Il colpo d’occhio è davvero stupendo. La diga è del tipo ad archi multipli con generatrici verticali ed è formata da otto volte in calcestruzzo parzialmente armato che poggia su nove contrafforti o pile. I tre archi in destra e i quattro in sinistra hanno diametro uguale di 15,30 m mentre quello centrale ha un diametro maggiore pari a 33,28 metri. Il coronamento della diga è di complessivi 175 m e l’altezza massima di 61,25 m. A lato della casetta del custode c’è una fontanella e approfittiamo per ricaricare le borracce. Diga di VeninaScendiamo lungo la scaletta e attraversiamo la diga portandoci sul lato opposto dove c’è una piccola cappella. Attraversare la diga è molto emozionante, sia per le belle vedute panoramiche sia per un breve tratto su grata in ferro che ci permette di osservare quanto siamo in alto, avvertendo quasi un leggero senso di vertigini. Arrivati alla cappella notiamo, sulla sinistra, una scaletta che immette direttamente sul sentiero. Questo sentiero, largo e panoramico costeggia il lago sulla nostra sinistra fino ad arrivare ad una baita, dove, a nostro avviso, sarebbe stata utile la segnaletica verticale indicante la direzione per il Passo di Venina (2442 m) e il passo Brandà (2430 m) Il passo di Venina visto dal lagocon il relativo tempo di percorrenza. Chiediamo informazioni al pastore che molto gentilmente ci indica il passo di Venina e stima un tempo di percorrenza di circa un'ora e 30 minuti. La giornata è molto bella e fa molto caldo. Decidiamo così di rimandare l’ascesa al passo di Venina in un’altra occasione e ci dirigiamo verso il lago seguendo il corso del torrente Venina. Arrivati vicino ad alcune cascatelle ci fermiamo per mangiare un panino e rinfrescare i piedi nell’acqua. Mentre Laura approfitta della pausa per abbronzarsi un pò in pieno sole io e Loredana ci sistemiamo comodamente all’ombra. Passiamo così un’oretta finché riprendiamo il cammino sulla sponda del lago opposta a quella da dove siamo venuti. Anche questo sentiero è ben tenuto e da poco è stato fatto lo sfalcio dell’erba. Raggiungiamo nuovamente la diga e ci fermiamo un momento per ammirare il panorama un’ultima volta e riprendiamo la nostra discesa percorrendo la stessa strada fatta in salita. 18/08/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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