Miralago – Cologna – Sassiglion – Albertüsc – Poschiavo (Canton Grigioni - Svizzera)

Località di partenza Miralago (965 m) - Svizzera
Lunghezza 35 km
Quota massima 2080 m Albertüsc
Dislivello complessivo in salita 1342 m
Ciclabilità 99% - 50% asfalto e 49% sterrato
Arrivo Miralago (965 m) - Svizzera
Acqua lungo il percorso SI - ovunque
Parcheggio libero Miralago - Link
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Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP38 fino a Tirano. Al santuario della Madonna di Tirano, alla rotonda si gira a sinistra e si prosegue verso la dogana di Campocologno. Si continua per Campascio, Brusio e Miralago.

Miralago: il lago di PoschiavoLasciamo l'auto nel comodo parcheggio libero all'inizio del paesino di Miralago e iniziamo a pedalare in direzione del lago di Poschiavo. Passiamo davanti alla stazione del Trenino Bernina Express e ci fermiamo un momento per scattare alcune foto al lago e alle montagne circostanti. Riprendiamo a pedalare, su strada sterrata, mantenendo il lago sulla nostra destra. L’altra riva del lago è interdetta al transito delle biciclette. Lungo la pista ciclo-pedonale ci sono molti punti panoramici che invitano ad una breve sosta per contemplare il panorama. Arriviamo a Le Prese, riprendiamo l’asfalto e passiamo davanti alla stazione. Giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante Poschiavo e Cologna. Superiamo il ponte sul torrente Poschiavino e continuiamo a seguire le indicazioni La piana di Poschiavoper Cologna. Pedaliamo in falsopiano tra distese di prati di un verde intensissimo e ben curati. Ignoriamo la deviazione per Pagnoncini e continuiamo dritto raggiungendo Prada. Attraversiamo il paese mantenendoci sulla destra e continuiamo verso Cologna. La strada comincia a salire e in breve raggiungiamo Cologna (1111 m). Facciamo una breve sosta per bere alla fontana e ripartiamo. La salita si fa più dura e da qui fino ad Albertüsc la pendenza media è dell’11,6 %. Con pochi tornanti superiamo il paese e proseguiamo su questa bella strada panoramica fino a raggiungere Melera (1385 m). Si continua a salire, fortunatamente sempre all’ombra, fino a raggiungere Cansumè (1548 m). Qui l’asfalto finisce e inizia lo sterrato compatto e ben tenuto, caratteristiche invidiabili alla manutenzione svizzera. La segnaleticaSassiglion: panoramica sul lago di Poschiavo verticale indica a destra per Albertüsc e a sinistra per Aurafreida (vedi itinerario). Iniziamo a salire all’ombra del bosco di abeti e larici, sempre con pendenza regolare. Ad un certo punto notiamo in lontananza il monte Sassalbo (2862 m), spettacolare per il colore della sua mole rocciosa che risalta molto dal colore verde intenso dei boschi. La salita continua e raggiungiamo Sassiglion (1910 m) dove c’è una stupenda vista sul lago di Poschiavo e il monte Sassalbo. Purtroppo una serie di nuvole nasconde le cime del pizzo Scalino (3323 m) e del pizzo Palù (3905 m). Dopo altri 100 metri di dislivello raggiungiamo una baita dove c’è una fontanella e ci fermiamo per ricaricare le borracce. Siamo a quota 2010 m s.l.m. e manca davvero poco per raggiungere la nostra meta. Un ultimo sforzo e arriviamo ad Albertüsc (2080 m), località costituita da tre baite che Il monte Sassalbosi affacciano su un bel balcone panoramico. C’è anche una fontanella dove rifornirsi di acqua fresca. Da qui parte un sentiero, solo pedonale, che raggiunge la forcella del Sassiglione (2542 m), per poi scendere al lago di Malghera (2316 m) e a Malghera (1937 m) dove c’è il santuario della Madonna della Neve. Facciamo sosta e mentre mangiamo i nostri panini ci godiamo il bel panorama. Riprendiamo la discesa percorrendo la stessa strada fatta in salita fino a Cansumè (1548 m), dove giriamo a destra verso Aurafreida, sempre su sterrato. Il paesaggio che si presenta in questa piana è magnifico, i prati sono verdissimi e pieni di fiori. Notiamo alcuni massi di notevoli dimensioni sparsi qua e là nei prati e qualche baita. Sullo sfondo in lontananza si può notare la presenza costante del Sassalbo (2862 m). Sassalbo significa sassoAconitum napellus o aconito bianco, albo deriva da albino o da alf, che in dialetto romancio significa bianco. Scattiamo numerose foto, perché il paesaggio è davvero notevole. La carrareccia è caratterizzata da alcuni sassi che ne delimitano il lato alla nostra sinistra. Superate le baite, la carrareccia finisce e inizia un sentiero che si inoltra nel bosco. Un paio di ripide ma brevi salite mettono a dura prova i  muscoli delle gambe, poi il sentiero si spiana e si arriva ad un bivio. La segnaletica verticale indica Curvera e Aurafreida a sinistra. Inizia un’entusiasmante discesa tecnica all’interno del bosco con secchi tornanti. Alla fine di questo sentiero ritroviamo la carrareccia che a destra sale ad Aurafreida e a sinistra scende a Curvera e San Carlo. Continuiamo a scendere sempre su sterrato fino a raggiungere Curvera (1299 m) dove ritroviamo l’asfalto. Dopo qualche tornante e prima di arrivare a San Carlo, in località Somaino giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per Poschiavo. Dopo poco la strada diventa sterrata e in leggera pendenza raggiungiamo l’ultima baita. Qui la carrareccia finisce e inizia un ripido sentiero che in alcuni tratti ci costringe a scendere di sella e spingere la bici. Stranamente il sentiero è poco curato e Poschiavonumerose erbacce ed ortiche ne ostacolano il passaggio. Finalmente raggiungiamo Poschiavo dopo aver pagato il tributo con numerosi graffi e orticate. Il paese di Poschiavo (1014 m) è molto carino, attraversiamo la via da Mez e giungiamo nella Plazeta dove sorge la chiesa San Vittore Mauro. Continuiamo lungo la via Olimpia e sbuchiamo sulla via dei Palazzi. Una via davvero caratteristica dove una serie di belle costruzioni in stile neoclassico si affaccia su i rispettivi verdi giardini. Scattiamo alcune foto prima di riprendere la nostra pedalata. Alla fine di questa via la segnaletica verticale indica a destra Le Prese e dritto Cologna. Giriamo a destra, passiamo davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta e continuiamo a seguire la segnaletica indicante Le Prese-Annunziata. Su strada asfaltata e leggermente in discesa raggiungiamo Annunziata e proseguiamo per Prada dove ci ricongiungiamo con la strada che avevamo percorso la mattina. Da qui fino al parcheggio seguiremo lo stesso percorso dell’andata. 17/08/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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