Ponte Lagastrello – rifugio Sarzana – Sella del Monte Acuto (Massa-Carrara)

Località di partenza Ponte Lagastrello (1150 m) - Massa-Carrara
Quota massima 1736 m Sella del monte Acuto
Dislivello complessivo in salita 650 m
Arrivo Ponte Lagastrello (1150 m) - Massa-Carrara
Acqua sul percorso SI - vicino al rifugio Città di Sarzana
Parcheggio libero Ponte Lagastrello - Link

Come arrivare: da Parma si percorre la SP665 verso Langhirano. Superato il paese si continua dritto verso Pastorello e Capoponte. Si prosegue, sempre sulla SP665R-Massese, in direzione di Lagrimone, Ranzano, Palanzano, Monchio delle Corti, Rimagna e Rigoso. Superato quest’ultimo dopo 2,1 km, prima della diga sul lago Paduli, si gira a sinistra sul ponte in direzione di Miscoso. Si parcheggia ai bordi della strada subito dopo il ponte.

Lasciamo l’auto nel parcheggio, e in compagnia di Barbara e Corrado, iniziamo a camminare seguendo le indicazioni della segnaletica verticale che indicano il rifugio “Città di Sarzana” (ore 1,45 – sentiero n. 659). Subito lo sguardo viene attratto dalla diga e dal lago Paduli. Entriamo nel bosco e arriviamo in una radura dove c’è una Maestà raffigurante una Madonna in marmo del 1863. Ignoriamo la segnaletica verticale che indica a sinistra il rifugio “Città di Sarzana” (sentiero n. 659) e procediamo dritto sul sentiero n. 659A. Dopo poco sbuchiamo in una radura dove oltrepassiamo il rio Garzoli. Rientriamo nel bosco e procediamo dritto camminando all’ombra della faggeta, in salita, fino ad un bivio dove abbandoniamo il sentiero n. 659A, che continua sulla destra. Noi prendiamo il sentiero n. 653 sulla sinistra in leggera discesa, in direzione Laguestri. Raggiungiamo quasi subito la torbiera dei Laguestri, dove incontriamo un gruppo di persone che hanno trascorso la notte in questa radura con la tenda. Scambiano qualche parola e approfittiamo della sosta per scattare alcune foto. Quello che rimane del lago GonellaRiprendiamo il cammino inoltrandoci nella faggeta fino ad incontrare di nuovo il sentiero 659. Affrontiamo una lunga salita passando in località Quattro Fagge (1280 m) dove un cartello con mappa ci indica la posizione in cui siamo. Continuiamo il sentiero in salita fino a quando incontriamo la segnaletica verticale. Qui giriamo a sinistra andando a riprendere il sentiero n. 653. In questo punto la faggeta è molto diradata e proseguiamo su una comoda carrareccia in falsopiano. Poco dopo scorgiamo in lontananza un capriolo che attraversa il sentiero e facciamo appena in tempo a scattare una foto. Approfittiamo dell’abbondanza di lamponi ai margini della carrareccia ammirando l’ampio panorama sull’alta Val d’Enza. Iniziamo una lunga discesa che termina in uno slargo dove la segnaletica verticale indica a destra il rifugio Città di Sarzana (ore 1,40). Prendiamo questa direzione e dopo aver proceduto in piano per un breve tratto, iniziamo il sentiero con notevole pendenza, sempre all’ombra della faggeta. Il sentiero è ben tenuto ed ottimamente segnalato. Infatti troviamo Il monte Acutoabbondanza sia di segnaletica verticale che dei classici segnavia bianco-rosso. Seguiamo il sentiero n. 657 e ci fermiamo per uno spuntino al lago Gonella (1487 m), del quale rimane una piccola pozza d’acqua. Riprendiamo la salita fino alle indicazioni per le sorgenti del Bramapane (5 minuti). Decidiamo di fare la deviazione incuriositi dalle sorgenti e, dopo aver percorso un buon tratto notiamo che delle sorgenti non v’è traccia e così ritorniamo  sui nostri passi fino al sentiero verso il rifugio, che avevamo momentaneamente lasciato. Ancora una dura salita e finalmente intravediamo il rifugio (1580 m). Ci portiamo sulla riva del lago di Monte Acuto, a poca distanza dal rifugio e facciamo una sosta per mangiare un panino. Andiamo poi al rifugio, dove troviamo il bagno per gli ospiti “fuori servizio” e un cartello informa che l’acqua potabile è a pagamento, salvo che si decida di andare alSella del monte Acutola fonte poco distante. Proseguiamo il nostro cammino portandoci alla sinistra del lago, dove la segnaletica verticale indica, a destra, il sentiero n. 657 per la Sella del Monte Acuto (ore 0,30). Iniziamo il sentiero subito in salita, ma ci fermiamo quasi subito per mangiare qualche mirtillo sul percorso. Dopo poco tempo lasciamo l’ombra della faggeta per inerpicarci sotto il sole sul sentiero che attraversa le verdi distese ai piedi del monte Acuto. Alle nostre spalle individuiamo in lontananza l’Alpe di Succiso (2017 m) e il monte Ventasso (1727 m). Proseguiamo in salita ed in breve arriviamo alla Sella del Monte Acuto (1736 m). Il panorama è magnifico e scattiamo numerose foto. Altri 20 m di dislivello ci dividono dalla cima del monte Acuto, che non Il monte Acuto visto dal sentiero che scende verso il lago Paduliraggiungiamo, ma decidiamo di seguire il sentiero sulla sinistra che ci porta fino al cippo di confine tra il Ducato di Parma e il Gran Ducato di Toscana. Circondati da alcuni cavalli al pascolo individuiamo in lontananza il sentiero che, dopo aver superato la Sella del Monte Acuto, seguiremo per un buon tratto. Ritorniamo dunque alla Sella e proseguiamo in discesa godendo del bellissimo panorama che ci circonda. Il sentiero si fa più dolce e  costeggia il fianco della montagna tra faggi di modeste dimensioni. Arrivati alla segnaletica verticale che indica la diga del lago Paduli a 2 ore di cammino, procediamo in forte discesa inoltrandoci nel bosco di faggi e Da sinistra: il monte Ventasso e l'Alpe di Succisosuperando alcuni ripidi tornanti arriviamo al bivio. La segnaletica indica a destra la diga del lago Paduli e, a sinistra la foce di Torsana e il passo del Lagastrello. Ignoriamo quest’ultima e proseguendo in falsopiano, sempre all’ombra dei faggi, costeggiamo il lago Paduli, ancora non visibile. Finalmente inizia un’ultima discesa che ci porta sul sentiero percorso la mattina all’altezza della radura del rio Garzoli. Ripercorriamo a ritroso il sentiero, passiamo davanti alla Maestà e in breve raggiungiamo la diga e il punto in cui avevamo lasciato l’auto il mattino. 05/08/2012. Per visualizzare altre foto: link.

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  1. Monte Badignana
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