Vedello – lago di Scais – passo del Forcellino – Ambria (Sondrio)

Località di partenza Vedello (1032 m) - Sondrio
Lunghezza 20,5 km
Quota massima 2245 m passo del Forcellino
Dislivello complessivo in salita 1350 m
Arrivo Vedello (1032 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Agneda e Ambria
Parcheggio libero Vedello, dopo il ponte sul torrente Caronno - Link
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Come arrivare: da Sondrio si prende la SP38 in direzione di Tirano. Giunti al bivio per Piateda si gira a destra. Attraversato il paese, si gira a destra seguendo le indicazioni per Piateda Alta e poco prima di arrivare a Monno si gira a destra per Vedello. Giunti alla centrale elettrica si prosegue sulla sinistra e appena passato il ponte sul torrente Caronno si può parcheggiare l’auto lungo la carrareccia.

Il lago di ScaisParcheggiamo l’auto appena dopo il ponte sul torrente Caronno e ci incamminiamo lungo la strada cementata/sterrata che porta ad Agneda. Dopo circa un chilometro raggiungiamo Agneda (1228 m) dove passiamo davanti alla chiesetta di Sant’Agostino. Superato il piccolo borgo ci troviamo di fronte un ampio pianoro che attraversiamo passando sulla strada sterrata. Lungo il percorso incontriamo un parcheggio sulla destra e un’area attrezzata corredata di un pannello didattico. Continuiamo a camminare sulla strada (chiusa ai veicoli non autorizzati) e dopo un breve tratto in leggera salita affrontiamo una serie di ripidi tornanti fino a raggiungere un bivio, dove la segnaletica verticale indica sulla sinistra il rifugio Mambretti (2 ore) (vedi itinerario). Noi proseguiamo dritto, sempre sulla carrareccia in salita e dopo poco avvistiamo il muro di contenimento della diga di Scais. Manca poco ormai al piazzale della diga. Tralasciamo lo stradello sulla sinistra che porta ad un grosso piazzale attraversato dai binari della decouville. Proseguite dritto in salita e dopo una curva a sinistra seguita da un tratto rettilineo si arriva all’apice della diga. Affrontiamo gli ultimi due tornanti ed arriviamo al lago di Scais (1500 m). Continuiamo costeggiando il lago per tutta la sua lunghezza, poi, sempre su Un tratto del sentiero per il passo del Forcellino, in basso il lago di Scaiscarrareccia, pieghiamo a destra e imbocchiamo il sentiero in salita. Non troviamo nessuna indicazione che indica il passo del Forcellino. Seguiamo la Grande Via delle Orobie (G.V.O.) ben segnalata dai segnavia bianco-rosso e giallo-rossi. Oltrepassiamo la vecchia teleferica delle miniere di uranio, ormai in stato di abbandono, e proseguiamo su ampia carrareccia, salendo con una pendenza media del 13,5%. In fondo alla valle, sempre ben visibile, c’è il pizzo del Salto (2665 m). Superiamo una frana che in due punti ha sbarrato il sentiero originario, ormai sostituito da due piccole varianti.  Sempre seguendo i provvidenziali segnavia bianco-rossi arriviamo presso una stalla. Qui è necessario prestare particolare attenzione, perché è facile Il passo del Forcellinoperdere di vista i segnavia. Appena superata la stalla svoltare subito a sinistra e dopo aver scorto il primo segnavia, “navigare a vista” seguendo la costa del pendio fino ad intercettare di nuovo il sentiero, molto stretto, sufficiente al passaggio di una persona. Ad un certo punto il sentiero si fa più esposto ed è necessario prestare molta attenzione per non scivolare lungo il pendio. Il paesaggio è un po’ monotono, ma finalmente arriviamo in vista del passo. Ancora un ultimo sforzo e costeggiando il monte conquistiamo finalmente il passo del Forcellino (2245 m). Si tratta di un vero e proprio scavalcamento e con un passo arriviamo in vista del sentiero, quasi a strapiombo, che dovremo seguire in discesa. Sul passo troviamo l’unica segnaletica verticale di tutto il percorso che indica la Val d’Ambria e il passo Brandà (ore 2,40). Il passo del Forcellino è particolarmente suggestivo e da un lato possiamo ammirare dall’alto la Val Vedello, ovvero la vallata dalla quale siamo giunti e, sull’altro versante, l’inizio della Val Panorama dal passo del Forcellinod’Ambria. Scattiamo qualche foto e proseguiamo il nostro cammino prendendo la discesa con pendenza media del 35%. In poco tempo (che a noi è parso lunghissimo) arriviamo nei pressi di un piccolo lago alpino, dove finalmente il sentiero diviene più agevole e meno esposto. Procediamo sempre in discesa seguendo i segnavia bianco-rosso e mantenendo la  G.V.O. Ad un certo punto il sentiero piega verso sinistra, attraversa il torrente e prosegue in salita fino ad arrivare in un punto panoramico dove è possibile vedere la Val d’Ambria e il lago di Zappello. In questo punto dobbiamo prestare particolare attenzione ai segnavia, non sempre visibili in quanto coperti dall’erba alta. Il sentiero si mantiene sulla sinistra in direzione opposta del lago Zappello. Inizialmente il sentiero procede in discesa, ma poi risale per un buon tratto fino a portarci a ridosso delle propaggini rocciose dove termina la Val d’Ambria. Superiamo un buon tratto di sfasciumi  fino a quando notiamo la scritta “Ambria” su di unLa gigantesca cattedrale naturale grosso masso ai margini del sentiero. Lasciamo la G.V.O., che porta alle baite Cigola (1874 m) e al passo Brandà (2442 m), e ci dirigiamo lungo la Val D’Ambria. Non c’è traccia di sentiero e solo la segnaletica orizzontale permette di seguire la giusta direzione. Facciamo una sosta per ammirare il panorama e per scattare qualche foto. La Val d’Ambria si chiude con una corona imponente di cime maestose. Da sinistra,  con un po’ di fantasia, possiamo ammirare una gigantesca cattedrale gotica. Seguono poi il Corno d’Ambria (2715 m), il monte Aga (2720 m) e il pizzo Cigola (2632 m). Dopo questa breve sosta riprendiamo la discesa che, quasi in falsopiano, attraversa la lunga Valle d’Ambria. Oltrepassiamo la baita Dossello (1593 m) dove incontriamo la prima persona della giornata e Il Corno d'Ambriaproseguiamo attraversando un ampio pianoro fino ad incontrare il lago di Zappello (1505 m), ormai quasi scomparso. Proseguiamo su sentiero ben tracciato e superiamo il passo dello Zappello (1530 m) fino ad incontrare un piccolo invaso, il bacino Zappello, caratterizzato da uno specchio d’acqua limpidissimo. Lo costeggiamo e, dopo una breve deviazione in una radura ricca di fragoline molto saporite, torniamo sul sentiero.  Attraversiamo un piccolo ponte e in poco tempo arriviamo al piccolo nucleo abitato di Ambria (1325 m). Qui troviamo una fontana di acqua freschissima e approfittiamo per fare il pieno alle borracce. Arriviamo nel piazzale antistante la chiesa di San Gregorio (datata 1615). Vicino alla chiesa la segnaletica verticale indica il lago di Venina (ore 1,30) e il passo Venina (ore 4,50). Visitiamo la chiesetta e dopo una breve sosta riprendiamo il cammino, sempre in discesa. Da quiLa Val d'Ambria il sentiero lascia il posto alla strada sterrata e alle porte di Ambria c’è un parcheggio, riservato ai residenti, attrezzato di pannelli didattici. Continuiamo a camminare e dopo alcuni tornanti ci ricongiungiamo con la strada percorsa il mattino. Ancora un tornante e siamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Nonostante sia domenica e siamo nel pieno dell’estate non abbiamo incontrato nessun escursionista da Vedello fino a Ambria (circa 18 km). Su tutto il percorso si può godere di un panorama veramente spettacolare e in particolare la Val D’Ambria si può considerare una perla delle Orobie Valtellinesi. Peccato che sia così poco pubblicizzata e, salvo la segnaletica verticale sul passo del Forcellino, non ci sono cartelli indicatori che segnalano la zona. 22/07/2012. Per visualizzare altre foto: link.
Altri itinerari nei dintorni
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