Chiuro - Val Fontana (Sondrio)

Località di partenza Chiuro (355 m) - Sondrio
Lunghezza 35 km
Dislivello complessivo in salita 1400 m
Quota massima 1680 m Alpe Campiascio
Ciclabilità 100% - 80% asfalto e 20% sterrato
Arrivo Chiuro (355 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - ovunque
Parcheggio libero Chiuro, nei pressi del ristorante Baffo - Link
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Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. Oltrepassato il paese di Ponte in Valtellina si arriva alla rotonda di Chiuro (di fronte alla stazione del paese), si prende la seconda uscita, direzione Chiuro, e sulla sinistra c’è un ampio parcheggio libero nei pressi del ristorante Baffo.

Dopo aver parcheggiato l’auto iniziamo Chiuro: il campanile della parrocchiale dei SS. Giacomo e Andreaa pedalare, seguendo l’indicazione stradale per Chiuro, su via Stazione. Prendiamo il lungo rettilineo e al bivio, proseguiamo dritto su via Giacomo Bruto, ignorando la strada che, piegando a destra, prosegue per Castionetto. Dopo poche pedalate raggiungiamo il centro di Chiuro, piazza S. Quadrio (395 m). Subito ci attrae il portale in pietra con affreschi raffiguranti San Cristoforo e Sansone. Notiamo anche una lunetta raffigurante San Giacomo e Sant’Andrea, opera del pittore Cipriano Valorsa. Scattiamo alcune foto e dal portale giungiamo nella piazza della chiesa parrocchiale dei SS. Giacomo e Andrea (epoca medioevale). Di fianco alla chiesa vi è il Borgo Francone: la mulattiera acciottolata e la cappellettabel Portico dei Disciplini, affrescato dal pittore Cipriano Valorsa. Dalla parte opposta vi è l'Oratorio dei Confratelli di Santa Marta, del 1655, caratterizzata da una cupola a dieci spicchi. Ritorniamo in piazza S. Quadrio e seguiamo la segnaletica verticale che indica  Ponte in Valtellina a 25 minuti. Prendiamo questa strada dalla caratteristica pavimentazione acciottolata che si inserisce in un contesto di vecchie abitazioni e raggiungiamo il bivio di Borgo Francone (415 m), dove seguiamo la segnaletica verticale che indica Ponte in Valtellina – San Maurizio a 15 minuti. Prendiamo la mulattiera, che si distingue anch’essa per il fondo acciottolato, e in poco tempo arriviamo ad un bivio dove troviamo una cappelletta. Sulla nostra destra possiamo ammirare la distesa di vigneti terrazzati, panorama caratteristico in questi luoghi valtellinesi, mentre sulla sinistra, parte il nostro sentiero, sempre acciottolato, costeggiato daPonte in Valtellina: San Maurizio alti muri a secco edificati nel lontano passato. Proseguendo su questo sentiero sbuchiamo alle spalle della chiesa di San Maurizio (487 m) di Ponte in Valtellina. Ancora poche pedalate e raggiungiamo l’ingresso della chiesa. Sulla piazza troviamo la statua dedicata al più illustre cittadino di Ponte, l’Astronomo e religioso Giuseppe Piazzi, scopritore di Cerere nel lontano primo gennaio del 1801. Il famoso astronomo, in verità, abitò a Ponte solo i primi anni di vita poi fu avviato alla carriera ecclesiastica. A 18 anni entrò nell’Ordine dei Teatini e nel 1790 fu soprintendente ai lavori dell'Osservatorio Astronomico di Palermo, città a cui rimase legato per il resto della sua vita. Nel 1817 fu chiamato a dirigere i lavori per la costruzione dell’Osservatorio di Capodiponte a Napoli. Scattiamo alcune foto alla chiesa e all’antico lavatoio situato nei pressi della piazza. Riprendiamo a pedalare e ci San Roccodirigiamo verso San Gregorio (519 m), dove svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per San Bernardo e Val Fontana. La strada sale fra le distese di meleti, coltivazione abbondante in queste zone, con pendenze non indifferenti fino ad arrivare a San Rocco (773 m). Qui facciamo una sosta per dissetarci alla fontana e fotografare la piccola chiesetta. Riprendiamo a pedalare. Tralasciamo il bivio per San Bernardo e sempre in salita proseguiamo all’ombra degli alberi di castagno, tenendo alla nostra destra il torrente Fontana. Dopo alcuni faticosi tornanti arriviamo alle baite di Cevo (1026 m) e al ponte coperto di Premelè che ci permette di portarci sull’altra sponda del torrente Fontana. Da qui parte un tratto tipico di montagna caratterizzato da tornanti circondati da verdi prati fioriti. Guadagniamo quota in fretta fino adPiano dei Cavalli arrivare alle baite di Sant’Antonio (1208 m). Oltrepassato il piccolo nucleo di case, abitato solo nel periodo estivo, arriviamo alla località Campello (1420 m), dove c’è l’ex caserma della Guardia di Finanza intitolata a Massimo Erler, ora adibita a rifugio. Da qui parte un tratto di strada cementato che si addentra nella valle in falsopiano. Un bel camoscio ci attraversa la strada e sale con rapidità sorprendente verso la cima della montagna. Il cemento lascia presto il posto a uno sterrato ben battuto e, senza troppa fatica, arriviamo a Piano dei Cavalli (1589 m), un ampio pianoro verde coronato dalle cime ancora un po’ innevate. Sulla nostra sinistra c’è il torrente Fontana che scende a valle velocemente, con un acqua limpidissima. Attraversiamo questo pianoro percorrendo il sentiero in falsopiano fino ad incontrare la carrareccia verso l’Alpe Campiascio. Superiamo un piccolo ponticello in legno dove una fragorosa cascata scende fra massi disordinati e dopo una breve discesa risaliamo fino ad arrivare ad una sbarra che delimita il pascolo. La superiamo e con poche pedalate sul prato arriviamo alla nostra meta, dove troviamo il cartello indicatore dell’altimetria: Alpe Campiascio, 1685 m. Dopo una breve pausa riprendiamo la strada del ritorno facendo una sosta per il pranzo a Pian dei Cavalli, in riva al torrente Fontana. 24/05/2012. Per visualizzare altre foto: link.
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