Bormio - Passo dello Stelvio / Giro d'Italia 2012 (Sondrio)

Località di partenza Bormio (1187 m) - Sondrio
Lunghezza 44 km
Quota massima 2758 m Passo dello Stelvio
Dislivello complessivo in salita 1571 m
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Bormio (1187 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Bormio, all'inizio del paese - Link
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Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 dello Stelvio in direzione Tirano. Passato il paese di Tirano si seguono le indicazioni per Bormio. Superate le lunghe gallerie si arriva a Bormio, dove, all’inizio del paese si gira a destra in via Don Silvio Bertola. Arriviamo in un grande parcheggio libero.

26/05/2012. Oggi si disputa la 20ª  tappa della 95ª edizione del Parco Nazionale dello StelvioGiro d’Italia con l’arrivo al Passo dello Stelvio. Loredana ed io abbiamo pensato di andare a vedere i “professionisti del pedale” all’opera. Parcheggiamo l’auto e alle ore 9,10 diamo il primo colpo di pedale immettendoci su via Milano, in direzione del centro di Bormio. Arrivati al bivio manteniamo la sinistra, sempre su via Milano e, oltrepassato il semaforo continuiamo la salita fino ad arrivare su via Stelvio (SS38). Arrivati al primo tornante, ne incontreremo 36 lungo il percorso, ci fermiamo per la foto di rito davanti al cartello del Passo dello Stelvio e Passo d’Umbrail. La strada fu costruita tra il 1822 e il 1825, su progetto dell’Ingegner Carlo Donegani, per ordine dell’Imperatore Francesco I d’Austria, per collegare la Val Venosta L'arrivo al Passo dello Stelviodirettamente con Milano. La salita, in questo tratto, non è molto dura, anzi, ha una pendenza costante. Tantissimi appassionati di ciclismo si sono fissati appuntamento in questa giornata, alcuni con bici da corsa e altri, come noi, con MTB, per “scalare” questa mitica salita. Lungo il percorso incontriamo un gruppo di circa venti ciclisti proveniente dall’Australia e tanti altri da ogni parte del mondo. Molti indossano la divisa della loro squadra e così possiamo dedurne la provenienza. E’ molto bello vedere così tante persone accomunate dalla stessa passione. Arriviamo al 34° tornante, m 1674, e affrontiamo la prima rampa seria per arrivare al 33° tornante. Il numero dei tornanti è inverso rispetto al nostro senso di marcia e pertanto sappiamo che ci mancano ancora 32 tornanti prima di poterPanorama dal terrazzo di Pirovano arrivare al Passo dello Stelvio. Dopo questi primi tornanti la strada sale con un lunghissimo tratto di strada in falso piano, passando alcune gallerie ben illuminate. Arriviamo alla prima Cantoniera dopo circa 8 km e giunti al 26° tornante, 2004 m (circa 12 km), ci fermiamo a mangiare una banana prima di affrontare il tratto più spettacolare del tracciato. Di fronte a noi si snodano uno sopra l’altro, i circa 2,5 km di tornanti. Alla nostra sinistra possiamo ammirare la cascata del Braulio, mentre sulla destra si vedono le montagne ricoperte di neve. Riprendiamo a pedalare, passiamo sotto il cartello che indica 10 km all’arrivo, e tornante dopo tornante, allietati dalle splendide vedute panoramiche sulla strada appena percorsa, superiamo l’ultimo tornante di questa serie (circa 14,5 km) superando la Bocca del Braulio. Da qui parte il Bocca del Braulio: panoramica sui tornanti e la stradaPian di Grembo tagliato da un lungo tratto di strada in falso piano. Passiamo davanti alla chiesettina di San Raineri e al Sacrario militare della prima guerra mondiale, dove alcuni alpini hanno allestito un piccolo ristoro. Qui i prati sono ancora  ricoperti di neve e l’aria si fa più fresca. Io decido di infilare i gambalotti, i manicotti e l’antivento, mentre Loredana si accontenta dell’antivento. Approfittiamo per mangiare una seconda banana e poi ripartiamo. Alla fine del falso piano, (circa 18,4 km), affrontiamo altri 4 tornanti e arriviamo all’incrocio che, a sinistra porta al passo dell’Umbrail (dogana Svizzera), e a destra parte la salita verso il passo dello Stelvio. Siamo a quasi 2 km dall’arrivo e la neve è sempre più abbondante. Senza ulteriori soste continuiamo a pedalare fra muraglie di neve alte fino a circa un metro e ottanta centimetri. PassiamoIl belga Thomas De Gendt e lo spagnolo Mikel Nieve Ituralde sotto il cartello dei 2 km all’arrivo, i più duri, e le pendenze si attestano intorno all'8%. Da adesso in poi i cartelli sono posti ogni 100 metri e ci mantengono alto il morale. Arrivati a 75 metri dal traguardo, il servizio d’ordine del Giro d’Italia, obbliga i ciclisti a svoltare a destra in direzione del terrazzo di Pirovano. Dopo aver scattato una foto al traguardo, seguiamo gli altri ciclisti e arrivati al terrazzo di Pirovano ci affacciamo, affondando nella neve, sul traguardo. Scattiamo ancora qualche foto e poi, vista la temperatura di 8 °C decidiamo di indossare il giubbetto invernale e i guanti lunghi. Proviamo ad arrivare sotto il traguardo dal versante di Trafoi, ma, anche qui, gli addetti al servizio d’ordine lo impediscono. Riusciamo a scattare una foto alla distanza di 25 m prima di proseguire verso la strada del ritorno. Passiamo sotto l’immagine di Fausto Coppi, dove tantissimi ciclisti si alternano per una foto. Evitiamo di allungare la fila Il team Liquigas, Damiano Caruso e Ivan Basso seguiti dalla maglia bianca Rigoberto Urane continuiamo verso il punto da cui eravamo arrivati. Prima di intraprendere la discesa indossiamo, sotto il casco, la cuffia termica, indispensabile per non gelare. Riprendiamo la discesa e senza il minimo colpo di pedale scendiamo velocemente. In un attimo ripassiamo davanti alla deviazione per il passo dell’Umbrail e in men che non si dica, siamo già alla Bocca del Braulio, da dove ci affacciamo per ammirare la serie di tornanti dall’alto. C’è il sole e ne approfittiamo per fermarci a mangiare un panino al prosciutto crudo con un panorama mozzafiato. Sotto di noi i magnifici tornanti, il lunghissimo tratto di strada interrotto dalle gallerie, la cascata del Braulio e ancora tantissimi ciclisti che salgono verso il Passo dello Stelvio. Si alza un vento freddo e così decidiamo di abbassarci ancora un po’ per attendere il passaggio del Giro d’Italia. In velocità e senza mai pedalare superiamo tutti i tornati e affrontiamo il lungo tratto di strada fino ad arrivare al 34° tornante (1674 m). MancanoFrancis De Greef ancora un paio d’ore prima dell’arrivo dei primi ciclisti del Giro e ne approfittiamo per togliere l’abbigliamento invernale, perché a questa quota, la temperatura è più mite. Ci sistemiamo comodamente e aspettiamo. Finalmente passa la macchina d’inizio giro che ci informa dell’arrivo dei primi ciclisti: al comando sono in due, il belga Thomas De Gendt, che arriverà primo al traguardo, e lo spagnolo Mikel Nieve Ituralde, terzo. A pochissimi secondi di distanza, arriva Damiano Cunego, che si piazzerà secondo, molto concentrato e ormai sicuro di riprendere i due fuggitivi. Poco dopo arriva Andrei Amador (19°) insieme a Tanel Kangert (23°). Segue il gruppo “maglia rosa”, tirato dal team Garmin, Christian Vande Velde (18°) e Ryder Hesjedal (6°), quest’ultimo sarà il vincitore della 95ª edizione del Giro d’Italia, seguiti dal team Liquigas, Damiano Caruso (24°) e Ivan Basso (10°). Segue il team Sky Procycling: Sergio Luis Henao (9°) e la maglia bianca Rigoberto Uran Uran (8°), poi Michele Scarponi (5°), la maglia rosa Joaquim Rodriguez (4°), Domenico Pozzovivo (11°), John Gadret (7°), Roman Kreuziger (15°), Gianluca Brambilla (14°), Serge Pauwels (25°), Hubert Dupont (12°). Per visualizzare altre foto: link.
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