Chiareggio - lago Pirola - rifugi Gerli / Porro - Ventina - Tartaglione (Sondrio)

Località di partenza Chiareggio (1612 m) - Sondrio
Quota massima 2300 m lago Pirola
Dislivello complessivo in salita 1200 m
Arrivo Chiareggio (1612 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Chiareggio m 1612 (Sondrio) - Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni per la località di Chiareggio (11 km circa).

Panorama dal Rifugio Gerli-PorroLasciamo l’auto nel parcheggio libero che si trova sulla destra prima di entrare nel paese. Ci incamminiamo verso il centro del paese e, arrivati al negozio di alimentari sulla sinistra troviamo le indicazioni per il rifugio Gerli – Porro. Prendiamo la stradina acciottolata che ci porta all’altezza del torrente Mallero. Attraversiamo il ponte, ignoriamo la segnaletica verticale sulla sinistra per l’Alpe Zocche (1775 m) e lago Pirola e continuiamo dritto sul sentiero in salita seguendo le indicazioni per il rifugio Gerli – Porro. Dopo circa 30 minuti di cammino, sulla destra, ci sono le indicazioni per Forbicina, che ignoriamo, e dopo poco sulla sinistra, quando si è già in vista del rifugio Gerli – Porro, c’èIl lago Pirola l’indicazione per il lago Pirola. Inizia ora un sentierino che attraversa una sassaia e poi si inoltra nel bosco di larici mantenendo una pendenza moderata. Solo in alcuni tratti il sentiero è particolarmente impegnativo. Cominciamo ad incontrare la prima neve che ci accompagnerà quasi per tutto il percorso. Arrivati all’Alpe Pirola (2096 m) la neve si fa più abbondante e proseguendo sul sentiero per il lago Pirola i segnavia bianco-rossi cominciano a scarseggiare. Avanziamo un po’ “a vista” confortati ogni tanto da qualche segnavia bianco-rosso ancora visibile sulle rocce che emergono dalla neve. Il sentiero diventa più impegnativo e la pendenza notevole ci fa guadagnare quota in poco tempo. Con nostra Panoramasorpresa scorgiamo in lontananza un solitario camoscio che per un attimo si ferma a guardarci prima di riprendere il suo solitario vagare. Cominciamo a vedere la parete della diga e la casa del custode e dopo poco raggiungiamo il lago Pirola (2300 m). Qui la neve è alta circa 30 cm e ricopre tutta la zona circostante. Possiamo vedere il Bocchel del Cane (2548 m) che avevamo valicato nell’agosto del 2010 (vedi itinerario). Il lago Pirola non è ancora ghiacciato e il livello dell’acqua è abbastanza basso. Il cielo è un po’ velato e l’aria è fredda, ma qualche raggio di sole si faAlpe Ventina, rifudio Ventina e il Pizzo Cassandra strada tra le nuvole e porta un po’ di tepore. Scattiamo qualche foto e dopo un piccolo spuntino riprendiamo la discesa verso il rifugio Gerli – Porro, seguendo le tracce che abbiamo lasciato in precedenza fino all’Alpe Pirola. Riprendiamo il sentiero dell’andata e in poco tempo arriviamo sulla carrareccia che porta al rifugio Gerli – Porro (1965 m), chiuso in questo periodo. Anche qui troviamo un leggero strato di neve e seguendo la traccia di sentiero arriviamo al rifugio Ventina (1975 m), anch’esso chiuso. La vista panoramica sul ghiacciaio è notevole e approfittiamo per scattare qualche foto. Si distinguono per la singolare forma il Pizzo Rachele (2998 m) e il PanoramaPizzo Cassandra (3226 m). La vedretta del Ventina è ricoperta di neve fresca e così il Passo Ventina (2675 m). Dalla parte opposta a queste cime sappiamo che ci sono i solitari laghetti di Sassersa, dei veri e propri gioielli incastonati fra le montagne (vedi itinerario agosto 2010). Facciamo una breve sosta godendoci il tepore pomeridiano degli ultimi raggi di sole sbucati tra le nuvole. Riprendiamo la strada del ritorno e andiamo ad imboccare il sentiero per Forbicina che abbiamo notato prima di arrivare al rifugio Porro. La discesa è in notevole pendenza e in poco tempo arriviamo all’altezza del torrente Mallero. Qui ci accoglie un panorama meraviglioso offerto da un gruppo di larici da un intenso colore giallo. Attraversiamo due ponticelli di legno e arriviamo alle baite di Forbicina (1640 m). Decidiamo di allungare un po’ ilLa piana di Chiareggio nostro percorso e, invece di tornare subito a Chiareggio, prendiamo il sentiero che porta in Val Sissone. Superata l’Alpe Laresin (1710 m) prendiamo la deviazione sulla destra per il rifugio Tartaglione. Pochi minuti di camminata in salita e ci troviamo di fronte al rifugio Tartaglione – Crispo (1800 m). Il rifugio è aperto e decidiamo di prendere un caffè. Ma, con nostro disappunto, oggi è l’ultimo giorno di apertura della stagione e i gestori si stanno attivando per la chiusura stagionale. Non ci resta che accomodarci sulle panche del rifugio e goderci il meraviglioso panorama sulla piana di Chiareggio da un lato e sulla vedretta del Disgrazia dall’altro. Alle spalle del rifugio si distinguono: da sinistra, il Pizzo Tremoggia (3441 m), il Pizzo Malenco (3438 m) e la Sassa d’Entova (3329 m), il rifugio Longoni e il rifugio Scerscen. Sul fianco destro del rifugio Tartaglione si vedono il Pizzo Ventina (3261 m) e il monte Disgrazia con la sua vedretta. Ormai gli ultimi raggi di sole hanno lasciato questo piccolo angolo di paradiso e allora decidiamo di tornare a Chiareggio. Sul sentiero per Forbicina incontriamo un piccolo scoiattolo che alla nostra vista si arrampica velocemente sulla cima di un albero. Costeggiando il torrente Mallero arriviamo fino al ponte che abbiamo attraversato il mattino e dopo aver imboccato la stradina acciottolata fra le case arriviamo al parcheggio. 01/11/2011. Per visualizzare altre foto: link.
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