Campo Franscia: laghi di Campagneda – passi di Campagneda – Canciano – Ur (Sondrio)

Località di partenza Bivio per Campagneda (1800 m) - Sondrio
Quota massima 2615 m passo di Campagneda
Dislivello comlessivo in salita 1000 m
Arrivo Bivio per Campagneda (1800 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Bivio per Campagneda - Link

Come arrivare: da Sondrio si prende la SP15 in direzione Chiesa in Valmalenco. Arrivati alle porte del paese, alla rotonda, si gira a destra in direzione di Lanzada e si seguono le indicazioni per Campo Franscia. Superato l’ampio parcheggio, si prosegue verso Campo Moro per circa 5 km e dopo aver passato due gallerie, si arriva al parcheggio situato proprio di fronte alla deviazione per Campagneda.

Il primo lago di CampagnedaDopo aver parcheggiato l’auto, iniziamo la nostra escursione prendendo la strada asfaltata per Campagneda. Dopo circa 500 m l’asfalto lascia il posto ad una carrareccia sterrata che si inoltra nel bosco in un susseguirsi di tornanti fino all’Alpe Campascio di Caspoggio (2068 m). Da qui parte un tratto in piano che in poco tempo ci porta all’Alpe Campagneda (2145 m), dove troviamo il rifugio Cà Runcash. Proseguiamo fino alla grossa stalla, dove finisceAlpe Campagneda la carrareccia e prendiamo la traccia appena visibile del sentiero in salita che si snoda attraverso i prati per poi procedere su un sentiero ben segnato e facile da seguire. Dopo aver superato una ripida salita, vediamo il primo lago di Campagneda (2276 m), che già avevamo avuto occasione di ammirare, anche se in stagione diversa, nel 2009 in sella alle nostre MTB (vedi itinerario). Scattiamo alcune foto e proseguiamo seguendo i segnavia triangolari n.7, identificativi dell’Alta Via della Valmalenco. La giornata è bella, anche se il cielo è un po’ velato dalla foschia. In lontananza riusciamo a vedere qualche marmotta che sbuca dalla tana. Arrivati al bivio giriamo a sinistra e dopo una breve salita raggiungiamo il secondo lago di Campagneda, della stessa dimensione del primo. Da qui la salita si fa un po’ più ripida, ma la fatica è ricompensata dalla vista di alcuni laghetti nei quali si specchiano le Passo di Campagnedacime circostanti. Il sentiero prosegue in salita e dopo aver oltrepassato un breve tratto di ferrata, facciamo una sosta per ammirare il fantastico panorama sull’Alpe Campagneda. Da qui parte una sassaia che attraversiamo fino ad arrivare al passo di Campagneda (2615 m). Non l’abbiamo ancora nominato, ma fino a questo punto del percorso siamo stati in compagnia del pizzo Scalino (3323 m), del quale abbiamo sempre avuto in bella vista la cima per tutto il tragitto. Dal passo Campagneda ne abbiamo potuto ammirare anche la vedretta. Facciamo una sosta per goderci il meraviglioso panorama e ne approfittiamo per mangiarci un panino e per scattare qualche foto. Riprendiamo la discesa verso il passo di Canciano e non possiamo fare a meno di scattare fotografie, perché il panorama è veramente spettacolare. Sembra quasi un paesaggio lunare,Passo di Canciano se non fosse per la presenza di numerosi specchi d’acqua che fanno da ornamento al paesaggio alpino. Sul sentiero, ben segnalato, incontriamo un ponticello di legno che ci permette di attraversare il torrente che scende dai ghiacciai. Dopo un breve tratto in piano arriviamo al passo di Canciano (2498 m) dove troviamo il termine di confine Italia-Svizzera, datato 1930. Ci sono anche i segnavia verticali che indicano i percorsi possibili da fare sia in territorio elvetico sia italiano. Proseguendo dritto, in Svizzera, si arriva a Quadrada e seguendo poi il sentiero a sinistra si raggiunge Poschiavo (1014 m), mentre a destra si arriva a Le Prese (968 m), piccola località situata sulle rive del lago di Poschiavo. Restiamo in territorio italiano e proseguiamo verso il passo d’Ur. Un altro breve tratto di ferrata ci permette di arrivare in tutta sicurezza al La Val PoschiavinaPasso dell’Ur (2520 m), dove ci attende un altro bel laghetto. Da qui parte la discesa verso la Valle Poschiavina mantenendo il torrente alla nostra sinistra. All’Alpe Poschiavina (2220 m) facciamo una breve sosta per scattare qualche fotografia per poi ripartire verso il Lago di Gera che ci appare poco più avanti. In lontananza possiamo notare il Rifugio Bignami. (2401 m). Il tempo previsto per raggiungerlo è di circa un’ora e quaranta minuti. Noi proseguiamo verso la diga di Gera fino allo sbarramento (2175 m), dove un breve tratto di discesa molto in pendenza ci porta sulla carrareccia. Oltrepassato il parcheggio, dove è presente un’area attrezzata, proseguiamo verso la diga di Campo Moro (1965 m) che raggiungiamo in breve tempo. Facciamo una breve sosta per mangiare un dolcetto prima di riprendere il cammino verso ilIl lago di Gera parcheggio, dove avevamo lasciato l’auto. Purtroppo, per arrivare al parcheggio, è necessario superare sei gallerie, delle quali l’ultima è la più lunga. Sarebbe utile portare una torcia elettrica, se non altro per segnalare la nostra presenza in galleria alle auto di passaggio.
Suggerimenti per evitare di percorrere le sei gallerie a piedi:
1) Se si dispone di due auto, si consiglia di parcheggiarne una al bivio per Campagneda e l’altra alla diga di Gera.
2) Se si dispone di un’auto parcheggiarla direttamente a Campo Moro (1990 m) nell’ampio piazzale sotto il rifugio Zoia e prendere il sentiero che collega Campo Moro all’Alpe Campagneda.
25/09/2011. Per visualizzare altre foto: link.