Piateda – Vedello – Briotti (Sondrio)

Località di partenza Piateda (300 m) - Sondrio
Lunghezza 22 km
Quota massima 1032 m Vedello
Dislivello complessivo di salita 700 m
Ciclabilità 100% - 70% asfalto e 30% sterrato
Arrivo Piateda (300 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI
Parcheggio libero Piateda - Link
Traccia GPX Link
Mappa e profilo altimetrico Link
Profilo altimetrico Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione di Tirano. All’altezza di Poggiridenti si gira a destra e superiamo il sottopasso della ferrovia fino all’incrocio con via Amonini. Si gira a sinistra e si prosegue fino alla chiesa di Piateda dove imbocchiamo a sinistra la stradina, Via Ragazzi del '99, che porta al parcheggio libero.

Parco delle Orobie Lasciamo l’auto nel parcheggio libero e con la bici seguiamo le indicazioni per Piateda Alta. Dopo aver passato il New Messico (discoteca inaugurata negli anni ‘80) svoltiamo a destra in via Dosso Piano e iniziamo a salire. Siamo sul versante orobico della Valtellina. La strada, tutta asfaltata, ha una pendenza costante che permette di impostare una pedalata regolare. Dopo 2,5 km arriviamo a Previsdomini dove troviamo la prima fontana. Alle porte di Monno, al bivio, imbocchiamo laChiesa di San Bartolomeo Apostolo strada sulla destra in direzione Vedello. La strada, dopo un breve tratto inizia a costeggiare il torrente Venina che ci accompagnerà fino a Vedello. Poco oltre la chiesetta di San Bartolomeo Apostolo arriviamo in vista della centrale elettrica di Vedello. Qui deviamo subito a sinistra lasciando la strada asfaltata e imbocchiamo la ex decauville (non ci sono indicazioni). La Decauville è una ferrovia a scartamento La chiesa di San Bartolomeo Apostoloridotto progettata dall’ingegnere francese Paul Decauville nel 1873. Dopo poche centinaia di metri incontriamo la prima galleria, scavata nella roccia viva (è consigliabile munirsi di torcia). Posizioniamo la pila frontale sul casco e affrontiamo il primo tratto. Lungo il percorso incontreremo diverse gallerie, più o meno lunghe. Suggeriamo di prestare attenzione al fondo delle gallerie, perché è cosparso di un grosso pietrisco che mette a repentaglio la stabilità della bici. Dopo aver superato senza difficoltà una decina di gallerie percorriamo in tutta tranquillità la comoda pista ciclabile. Di tanto in tanto intercettiamo i ponti inInterno di una galleria illuminata con la pila frontale ferro corredati dagli antichi binari del trenino. Pedalando sempre in piano, arriviamo alla fine del primo tratto di decauville, dove si incrocia la strada asfaltata. Giriamo a destra e percorriamo circa 300 m in salita, costeggiando un piccolo bacino artificiale sulla nostra sinistra. Sempre a sinistra imbocchiamo la strada in discesa che ci Decouvilleporterà sul secondo tratto della decauville (anche qui mancano le indicazioni). La pista ciclabile si snoda tra gli alti fusti di pini e larici, costeggiando la montagna. Dopo pochi chilometri la vista si apre su alcune baite e notiamo che i prati circostanti sono ricoperti di crocus vernus. Facciamo una sosta per ammirare il panorama sulle Alpi Retiche, ancora ricoperte di neve. Alla fine di questo tratto, prendiamo la strada a destra (qui c’è un cartello giallo che indica “pista ciclabile Briotti”) e superatePanorama sul onte Carnale e l'Alpe Mara due baite continuiamo sul sentiero ciclabile fino a Briotti. Alla fine della pista ciclabile sbuchiamo sulla strada principale asfaltata che, in netta discesa, ci porta in poco tempo al Santuario di San Luigi a Sazzo. Consigliamo una breve visita. Imbocchiamo di nuovo la discesa che ci porterà direttamente sulla pista ciclabile “Sentiero Valtellina”. Giriamo a sinistra e mantenendo il fiume Meli in fioreAdda sulla nostra destra attraversiamo i paesi di Carolo e Boffetto. Poco prima di arrivare a Piateda, ci fermiamo un momento per ammirare lo spettacolo offerto dai meleti in fiore. Dopo questa breve sosta raggiungiamo Piateda e il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Questo è un giro ad anello poco impegnativo ma molto suggestivo, soprattutto nel tratto della Decauville. 08/04/2012.

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