Grosio - Fusino - Eita - Passo di Verva (Sondrio)

Località di partenza Grosio (650 m) - Sondrio
Lunghezza 40 km
Quota massima 2301 m Passo di Verva
Dislivello complessivo in salita 1700 m
Ciclabilità 100% - 60% asfalto e 40% sterrato
Arrivo Grosio (650 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - da Grosio fino a Eita
Parcheggio libero Grosio, vicino alla parrocchiale di San Giuseppe  - Link

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SS38 in direzione Tirano. Poi seguire le indicazioni stradali per Bormio e alla seconda indicazione "Grosio" uscire dalla SS38 dello Stelvio. 

Lasciamo l’auto nel parcheggio libero antistante la chiesa. Arriva anche Giovanni e alle ore 8,00In lontananza Eita e Passo di Verva, sulla destra la cascata del Pirla cominciamo a pedalare verso il centro del paese. Dopo aver superato il Municipio, prendiamo la via a sinistra seguendo le indicazioni per Ravoledo e Fusino. Superiamo una serie di tornanti fino a Ravoledo, sempre su asfalto. La salita non ha grosse pendenze e pian pianino guadagniamo quota fino ad arrivare al bivio di Fusino (1203 m).  La strada a sinistra porta a Malghera (1964 m) (vedi itinerario Grosio – Malghera) e all’invaso del Bacino Roasco. Noi proseguiamo dritto, e dopo aver superato il rifugio Le Due Valli, la strada procede in salita costante fino ad arrivare al ponte del Guer (1545 m). Da qui parte una serie di tornanti che ci introduce nella gola del torrente Roasco. Superata Eita: l'inizio dello sterrato che porta a Passo di Vervaquest’ultima, cominciamo a intravedere il campanile di Eita e la cascata del Pirla. Un ultimo sforzo ed eccoci sul piazzale della chiesetta di Eita (1703 m), dove facciamo una breve sosta per uno spuntino. Da qui il panorama sulla val Grosina Orientale è notevole e, soddisfatti, seguiamo con lo sguardo il percorso che abbiamo appena fatto in bicicletta. Dopo alcune foto io e Loredana proseguiamo verso il Passo di Verva (ore 2,40), mentre Giovanni ci saluta e, per impegni presi in precedenza, ritorna verso Grosio. Dal punto in cui si trovano le indicazioni per il Passo parte, in salita, una carrareccia in forte pendenza, dal fondo sassoso e sconnesso. Sgonfiamo le gomme della MTB portando la pressione verso i 2 – 1,5 Bar. Per alcuni tratti fino al rifugio Falck decidiamo di spingere la bicicletta, anche perQuota 2000, vicino al bivio per il rifugio Falck. Sullo sfondo Eita non sprecare troppe energie, poiché abbiamo ancora molta strada da fare. Arriviamo finalmente al rifugio Falck (2005 m) che si presenta all’improvviso dopo aver oltrepassato un’apertura naturale rocciosa. Qui troviamo altri cartelli che indicano il Passo di Verva a un’ora e 20 minuti. Facciamo qualche foto e rimontiamo in sella alla nostra bicicletta notando con piacere che la salita non è più così in pendenza. A pochi metri  incontriamo, sulla nostra destra, un piccolo laghetto dall’acqua trasparente che non abbiamo visto segnalato sulla mappa. Procediamo pedalando circondati da un paesaggio molto spettacolare. La vegetazione è quasi sparita lasciando il posto alle rocce che assumono un colore diverso man mano che avanziamo. Superato un pianoro, inizia una serie di tornanti, che, in poco tempo ci fa guadagnare quota. Anche qui troviamo alcuni tratti di strada poco ciclabili a causa della moltitudine di sassi sparsi sul tracciato che rendono la pedalata Passo di Vervadifficoltosa. Valichiamo finalmente il Passo di Verva (2301 m) da dove è possibile ammirare un notevole panorama sulla Val Verva. In quest’occasione abbiamo programmato il nostro itinerario ponendo come meta finale il Passo di Verva e quindi, per il ritorno, riprenderemo la stessa strada dell’andata. Sappiamo però che sarebbe possibile tornare a Grosio proseguendo nella Val Verva fino alle Baite Paluetta (1938 m), dove si incrocia la Val Viola Bormina. Da questo punto, si trovano i cartelli segnaletici che indicano a destra la strada per Arnoga (1850 m), e a sinistra la stradaI resti del castello di Grosio con vicino la Rupe Magna. Sullo sfondo Grosotto che porta al Rifugio Val Viola (2314 m). Superando poi il valico del Passo di Val Viola (2432 m) si entra nel territorio Svizzero nella Val di Campo. Da qui è possibile raggiungere Grosio passando per Tirano. Noi per oggi ci fermiamo e scattiamo qualche foto alle cime circostanti. Il passo è dominato su un fianco dal Pizzo di Dosdè (3280 m) e dai Sassi Rossi (3120 m e 2972 m), mentre, dalla parte opposta, da sinistra verso destra, troviamo: i Corni di Verva (2923 m e 3135 m), il Corno di Sinigaglia (3315 m), la Cima Piazzi (3439 m) e il Pizzo Campaccio (3143 m). Riprendiamo la discesa e in velocità raggiungiamo le rive del laghetto dove approfittiamo per fare uno spuntino. Dopo la breve pausa Incisione rupestre: il rastrelloinforchiamo le nostre biciclette e in pochissimo tempo, considerata la pendenza, arriviamo a Eita, dove facciamo rifornimento di acqua fresca. Qui decidiamo di percorrere una strada alternativa a quella dell’andata e, seguendo le indicazioni per Fusino, svoltiamo a sinistra fino ad arrivare al ponticello sul torrente Roasco. Oltrepassato il ponte, giriamo a destra. Pochi metri avanti parte una strada sterrata ben tenuta che s’inoltra, sempre in discesa, nel bosco. La carrareccia corre parallelamente sul lato opposto alla strada asfaltata che avevamo percorso all’andata, e in alcuni punti, è attraversata da alcuni corsi d’acqua. Superati i piccoli nuclei abitati di Baite, Piatta di Sopra e Piatta di Sotto (1423 m), Stavalina (1454 m), Cavallo (1407 m) e Paganella (1306 m) arriviamo in un punto aperto da dove è possibile vedere dall’alto il Bacino Roasco. Riprendiamo la discesa e in poco tempo siamo di nuovo a Fusino, da dove riparte la strada asfaltata che ci porterà a Ravoledo. Qui prendiamo la deviazione a destra verso il castello di Grosio e la Rupe Magna, caratterizzata dalle incisioni rupestri. Il sentiero, su sfondo sterrato, che porta al castello non è segnalato e nemmeno ben visibile.I resti del castello di Grosio Come punto di riferimento possiamo suggerire la fermata dell’autobus (pensilina in plexiglass).  Appena imboccato il sentiero si può notare in lontananza il castello che si raggiunge in pochissimo tempo poiché siamo in netta discesa. Lasciate le biciclette nei pressi del cancello di entrata al castello, avanziamo a piedi verso la Rupe Magna cercando di intravedere le incisioni rupestri, risalenti al periodo posto tra la fine del Neolitico e l’Età del Ferro. Avvertenza: si può camminare sulla Rupe Magna, ma senza scarpe. Tra le incisioni rupestri riusciamo a vedere il rastrello, qualche animale e alcune figure umane. Dopo aver visitato i resti del castello, molto ben curati, inforchiamo le nostre MTB e via in discesa, fino a Grosio, arrivando proprio al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto la mattina. 16/08/2011. Per visualizzare altre foto: link.

Altri itinerari nei dintorni
  1. Passo Verva
  2. Malghera
  3. Passo del Mortirolo