Chiareggio - Val Sissone - Rifugio Del Grande/Camerini (Sondrio)

Località di partenza Chiareggio (1612 m) - Sondrio
Quota massima 2580 m Rifugio Del Grande - Camerini
Dislivello complessivo in salita 1000 m
Arrivo Chiareggio (1612 m) - Sondrio
Acqua lungo il percorso SI - Chiareggio - Alpe Forbesina
Parcheggio libero Chiareggio, dove finisce la strada asfaltata - Link
Itinerario aggiornato nel 2016 Link (con traccia GPX)

Come arrivare: da Sondrio si percorre la SP15 fino a Chiesa in Valmalenco, poi si seguono le indicazioni per la località di Chiareggio. Dopo circa 11 km si arriva a Chiareggio.

La Val Sissone: da sinistra il monte Disgrazia, il passo di Mello e le tre cime di Chiareggio

Lasciamo l’auto nel parcheggio libero lungo il greto del torrente Mallero e iniziamo a camminare seguendo la carrareccia fino ad attraversare il ponticello di legno. Qui troviamo le indicazioni per il rifugio Del Grande - Camerini, per l’Alpe Vazzeda e per Forbesina (o Forbicina), e la Val Sissone. Noi proseguiamo sulla carrareccia e arriviamo a Forbesina, nei pressi di un piccolo nucleo di baite ormai in rovina. Procediamo verso l’Alpe Laresin (1720 m). Da qui costeggiamo il torrente Val Sissone e ci addentriamo nell'omonima valle dominata dal monteIl monte Disgrazia, il passo di Mello e le cime di Chiareggio Disgrazia (3678 m). Il sentiero prosegue fra pietraie e qualche macchia di alberi, non ha molta pendenza e si può godere di un’ottima vista panoramica sulla piana di Chiareggio e davanti a noi abbiamo sempre in vista la vedretta del monte Disgrazia. Giunti ai piedi del Disgrazia il sentiero, sempre ben segnalato, si inerpica ben deciso a destra e in poco tempo guadagniamo quota fino ad arrivare in un pianoro dove troviamo i cartelli indicatori per il Rifugio Del Grande – Camerini (2 ore) e per il Passo di Mello a sinistra (3 ore). Approfittiamo per fare una sosta e goderci Val Sissone: da sinistra le cime di Rosso e di Vazzedalo stupendo panorama. Ora la vedretta del Disgrazia con i suoi seracchi è quasi alla nostra altezza e volgendo lo sguardo verso destra possiamo vedere il passo di Mello (2992 m), le tre cime di Chiareggio, ovvero la cima meridionale (3093 m), la cima centrale (3107 m) e la cima settentrionale detta anche punta Baroni (3203 m) e il monte Sissone (3330 m). Riprendiamo il cammino e dopo aver superato il torrente pieghiamo verso destra ed iniziamo a salire decisamente, sempre costeggiando la cascata che scende copiosa dal fianco della montagna. Arriviamo finalmente in un immenso pianoro circondato dalle cime innevate di fresco, sono le cime di Rosso (3366 m) e di Vazzeda (3301 m). Poco lontano, in direzione della Corna di Sissone intravediamo l’enorme sasso bianco che si distingue nella pietraia per la sua dimensione e per il colore. Da quiCorna di Sissone: la porta naturale con il panorama sulla Valmalenco il sentiero parte in netta salita e già vediamo in lontananza la porta naturale ritagliata nella roccia della Corna di Sissone (2438 m). Un breve tratto di discesa e poi la salita verso la porta naturale che si affaccia sulla valle di Chiareggio. Da sinistra possiamo ammirare il pizzo Tremoggia (3441 m), il pizzo Malenco (3438 m) e la Sassa d’Entova (3329 m). Sullo sfondo il pizzo Bernina (4049 m). Il panorama è veramente spettacolare. Da questa posizione notiamo in lontananza e molto in alto il rifugio Del Grande – Camerini e sinceramente ci chiediamo come sarà possibile raggiungerlo poiché non vediamo traccia di sentiero nella vallata. Dopo numerose foto riprendiamo il cammino, per un breve tratto in discesa e poi in leggera salita fino all’Alpe Sissone (2330 m). Qui ci sono i segnavia che ci indicano il rifugio a 30 minuti di cammino, La ferrata sull'ultimo tratto di sentiero verso il rifugiomentre proseguendo dritti il sentiero porta a Forbesina in un’ora e 40 minuti. Affrontiamo quest’ultima fatica e procediamo in netta pendenza in salita finché all’improvviso ci si presenta davanti un tratto di roccia ferrato. Non ci resta che accorciare i bastoncini e sistemarli nello zaino per poter avere le mani libere e affrontare questa salita. Con poca fatica arriviamo sulla cresta e, tenendo la sinistra proseguiamo verso il rifugio superando un altro tratto di roccia ferrato. Il panorama dal Rifugio Del Grande – Camerini (2580 m) è veramente spettacolare. Vale la pena fare tanta fatica per arrivare lì. Decidiamo di fare la sosta per il pranzo e approfittiamo del piatto del giorno (penne al pomodoro - € 4,50 porzione abbondante) godendo del panorama mozzafiato dal terrazzo. Dopo averIl rifugio Del Grande - Camerini scattato numerose foto andiamo a visitare la Madonnina in bronzo che si trova a pochi passi dal rifugio. Ormai è ora di ritornare a Chiareggio e seguendo i segnavia che indicano l’Alpe Vazzeda Superiore (un’ora di cammino) cominciamo a scendere verso la valle. Il sentiero è contraddistinto dai numerosi segnavia triangolari gialli e dai diversi torrenti da guadare per giungere all’Alpe Vazzeda Superiore (2033 m). Qui troviamo diverse baite abbandonate con i caratteristici tetti in pietra. Continuiamo la discesa fino ad arrivare all’Alpe Vazzeda Inferiore (1832 m) dove ci sono i cartelli che indicano Chiareggio ad un’ora di cammino. Da qui il sentiero entra nel bosco e dopo aver superato un ponticello in legno la discesa si fa più ripida. Dopo 10 minuti arriviamo al bivio dove troviamo le indicazioni per il Rifugio Tartaglione in 20 minuti. Noi proseguiamo in discesa e in poco tempo arriviamo sulla carrareccia che avevamo percorso la mattina, proprio all’altezza dei cartelli indicatori per il Rifugio Del Grande Camerini e le Alpi Vazzeda Inferiore e Superiore. In pochi minuti giungiamo di nuovo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino e prima di partire diamo un ultimo sguardo con il binocolo al Rifugio Del Grande - Camerini. 21/07/2011. Per visualizzare altre foto: link.

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