Molina di Ledro - Bezzecca - Passo Tremalzo - Passo Nota (Trento)

Località di partenza Molina di Ledro (638 m) - Trento
Lunghezza 50 km
Quota massima 1865 m Passo Tremalzo
Dislivello complessivo in salita 1400 m
Percentuale ciclabilità 100% - 40% asfalto e 60 % sterrato
Arrivo Molina di Ledro (638 m) - Trento
Acqua lungo il percorso SI
Acqua all'arrivo SI
Parcheggio libero vicino al lago di Molina di Ledro - Link

Come arrivare: dall'autostrada A22 si esce al casello di Rovereto Sud - Lago di Garda Nord e si prosegue verso Riva del Garda percorrendo la SS240. Arrivati a Riva del Garda, si prosegue sempre sulla SS240 verso Biaccesa di Ledro, Pre ed infine Molina di Ledro.

Molina di Ledro: le palafitte sul lago di Ledro

Alle ore 8.00, dopo aver fatto un’abbondante colazione, partiamo in bicicletta da Molina di Ledro (638 m), e precisamente dal parcheggio dell’Hotel Cima d’Oro. Prendiamo subito la pista ciclabile che costeggia il lago di Ledro per circa un chilometro e proseguiamo poi sulla strada statale n. 240 fino al paese di Mezzolago. Superato il paese, dopo pochi metri nei pressi di un ampio parcheggio ritroviamo la ciclabile sulla nostra sinistra, che riprendiamo con immenso piacere. Il fondo sterrato della pista ciclabile è ben battuto e costeggiando le rive del lago di Ledro possiamo avere una stupenda vista panoramica. Arrivati a Pieve di Ledro la ciclabile, s’interrompe e proseguiamo sulla strada statale fino al paese di Bezzecca (692 m). QuestoLa strada provinciale 127 che porta al Passo Tremalzo paesino è famoso per la battaglia che vi si svolse nel 12/07/1866 durante la 3ª Guerra di Indipendenza. L’esercito italiano, comandato da Giuseppe Garibaldi, riuscì a respingere un ingente attacco dell’esercito austriaco. Bezzecca è anche famosa per aver dato i natali nel 1726 a Bernardo Gigli, l’uomo più alto d’Italia (2,63 metri), detto “El Popo”. Noi continuiamo a pedalare sempre sulla statale fino a quando non vediamo la segnaletica per la pista ciclabile. Prestando molta attenzione attraversiamo la statale e riprendiamo la ciclabile, in questo tratto asfaltata. Superiamo i paesi di Tiarno di Sotto e Tiarno di Sopra fino ad arrivare al lago d’Ampola. Da qui parte uno sterrato che s’inoltra nel bosco e dopo circa un chilometro sbuchiamo sulla Il rifugio Garibaldi all'altezza dell'undicesimo chilometrostrada provinciale che porta al Passo Tremalzo. La strada provinciale n. 127 inizia subito con una dolce e costante pendenza che ci accompagnerà per tutti i 13 km del percorso, cadenzata dai cartelli distanziometrici che ogni 100 metri scandiscono la salita verso il Passo Tremalzo. A poco più di metà percorso arriviamo nei pressi del Centro Visitatori, dove facciamo rifornimento d’acqua all'ultima fontana fino a Molina di Ledro. Proseguiamo e all’undicesimo chilometro raggiungiamo il Rifugio Garibaldi (1521 m). Mancano ancora due km al Rifugio Garda (1686 m) dove la strada asfaltata termina esattamente al 13° km. Da qui inizia la salita a fondo sterrato che ci porterà fino al Passo Tremalzo. Facciamo una sosta al Rifugio Garda e decidiamo di ordinare due tazze di tè con due fette di strudel di mele, come avevamo già avuto occasione diPanorama dal rifugio Garda degustare negli anni precedenti (vedi itinerario 2009 e itinerario 2010). Con nostro rammarico ci siamo però accorti che la porzione dello strudel è calata notevolmente, mentre il prezzo è rimasto uguale (10,00 €). Inforchiamo le nostre biciclette e riprendiamo la salita per affrontare l’ultimo dislivello che porta al Passo Tremalzo (1865 m). Superiamo la galleria di Bocca di Val Marza e all’uscita troviamo l’inizio di una  tecnica, ma emozionante discesa su strada ghiaiata con sassi di varie dimensioni. Come si può notare dalle foto non ci sono parapetti e si consiglia molta prudenza nella discesa. La strada, utilizzata come via di comunicazione ai tempi della L'emozionante strada militare che porta a Passo Notaguerra, è stata ricavata nella roccia viva e dopo una serie di spettacolari tornanti giunge fino a Passo Nota (1200 m). Qui proseguiamo dritto in direzione Bocca dei Fortini, sempre su strada sterrata e dopo poco affrontiamo una breve ma durissima salita lastricata che porta al passo di Bestana (1278 m). Da adesso in poi una bella discesa intervallata da piccole salite ci porta fino a Bocca dei Fortini (1243 m). Qui troviamo la segnaletica che ci indica la direzione in Val di Ledro. La strada a destra porta a Baita Segalla e al passo della Rocchetta. L’ampio sentiero siUn tratto di cementato che porta a Molina di Ledro snoda dentro il bosco ed è veramente molto spettacolare. Affrontiamo ancora quattro brevi ma ripide salite finché il sentiero si trasforma in una splendida discesa mozzafiato. Si alternano tratti di sterrato a tratti di cemento, ma sempre in condizioni migliori del tratto dal Passo Tremalzo al Passo Nota. Poco prima del termine della discesa riusciamo finalmente a intravedere la macchia verde del lago di Ledro e subito usciti dal bosco lo sterrato lascia il posto all’asfalto dove troviamo le indicazioni per il lago di Ledro. Dopo un paio di km arriviamo nei pressi delle Palafitte a pochi metri dall’Hotel Cima d’Oro dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 10/07/2011. Per visualizzare altre foto: link.

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