Mantova - Peschiera del Garda

Località di partenza Mantova (19 m)
Lunghezza 92 km
Quota massima 78 m Peschiera del Garda
Dislivello complessivo in salita insignificante
Ciclabilità 100% asfalto
Arrivo Mantova (19 m)
Acqua lungo il percorso SI
Parcheggio libero Mantova, viale Mincio - Link

Come arrivare: usciti dal casello autostradale dell'A22, Mantova Nord, alla prima rotonda si gira a destra e alla successiva a sinistra prendendo via Legnaghese (SS10). Si continua dritto fino ad oltrepassare il ponte che divide il lago di mezzo da quello inferiore e poi si gira a destra su Viale Mincio, passando d'avanti al Palazzo Ducale.

I cartelli indicatori della pista ciclabileAlle ore 8.00 del mattino lasciamo l’auto nel comodo parcheggio libero all’esterno delle mura di Mantova, su viale Mincio, all’altezza del monumento a Virgilio. Iniziamo a pedalare sulla pista ciclabile che costeggia il Lago di Mezzo, in direzione del sottopasso della linea ferroviaria, fino ad arrivare al Lago Superiore. Qui si gira a destra e si prosegue lungo la ciclabile fino ad arrivare al circolo di canottaggio. Proseguiamo su via Santa Maria Nuova, poi giriamo a sinistra su via San Giovanni Bosco e all’altezza di un vasto parcheggio giriamo a destra. Seguendo sempre i cartelli color marrone della ciclabile, costeggiamo un canale e poi attraversiamo un piccolo boschetto, al termine del quale, c’è un ponticello di legno. Si gira a sinistra e si continua sulla ciclabile fino all’attraversamento di una strada trafficata, strada Soave, dove bisogna prestare molta attenzione. Superato l’incrocio, la pista ciclabile prosegue in tutta sicurezza ed è ottimamente segnalata. Mancano 40 km a Peschiera del Garda. La pista è ricoperta di rami di varia grandezza caduti durante la notte a causa di un forte temporale Il canal Bianco che costeggia la pista ciclabileche ha provocato, purtroppo, anche qualche danno. In alcuni punti è necessario rimuovere grossi pezzi di tronco perché ostruiscono completamente la pista. Proseguiamo cercando di evitare con cura i rami caduti che potrebbero causare spiacevoli forature. Dopo una serie di curve arriviamo lungo le sponde del canal Bianco, che ci farà compagnia fino a Pozzolo, poi seguiremo il Mincio fino a Peschiera. La ciclabile è tutta asfaltata, salvo un breve tratto di sterrato di circa 300 m vicino a Borghetto sul Mincio. Presenta lunghissimi rettilinei e la maggior parte in pieno sole. Si consiglia di partire al mattino presto per sfruttare l’aria più fresca.I lunghi rettilinei della pista ciclabile Arrivati a Pozzolo facciamo una breve sosta nella zona ombrosa attrezzata per pic-nic. Attraversando il ponte di legno sul Mincio si prosegue fino a Volta Mantovana, che dista da qui 4,5 km. Appena dopo il ponte c’è un ristoro. Anche in questa zona il temporale ha causato dei danni e una grossa pianta è caduta posando le sue fronde sulla balaustra del ponte. Riprendiamo la pista ciclabile sempre costeggiando il Mincio fino ad arrivare a Borghetto sul Mincio, dove facciamo una deviazione per la visita del caratteristico “borgo”. Qui in passato erano presenti i mulini e ancora oggi si possono notare alcune ruote, mosse dalla forza dell’acqua, ancora funzionanti. Di fronte al borgo si erge la poderosa diga-ponte Viscontea, costruita nel 1393 e rimasta incompiuta. Infatti il progetto originario prevedeva il collegamento murario fino al castello di Valeggio sul Mincio situato poco distante da Borghetto sul MincioBorghetto. Suggeriamo di andare fino alla diga-ponte, perché dall’alto si gode uno stupendo panorama sul piccolo borgo. Un altro luogo di suggestiva bellezza è il Parco Sigurtà a Valeggio, realizzato agli inizi del 1800. E’ un bellissimo parco, ben curato e merita una visita a parte in quanto è molto vasto. La visita richiede diverse ore ed è consigliabile farla in bicicletta o con il mezzo di trasporto a pedali fornito a noleggio all’ingresso del parco. Il prezzo del biglietto di ingresso è di € 12,00 a pesona. Noi l’abbiamo visitato in MTB nel maggio 2009, quando la fioritura delle rose era nel suo pieno splendore. Dopo la visita di Borghetto, riprendiamo la ciclabile e proseguiamo lungo la riva del Mincio, fino ad arrivare in breve tempo a Monzambano. Qui è necessario prestare attenzione all’attraversamento stradale, perché il traffico è molto intenso. Oltrepassato l’incrocio la pista ciclabile continua in tutta sicurezza fino ad arrivare alla diga dove è presente una fontana. Ne approfittiamo per riempire le borracce di acqua fresca. Oltrepassiamo la diga e ci portiamo sull’altra sponda del fiume. Qui incontriamo i primi operai che stanno ripulendo il percorso ciclabile dai rami che sono caduti durante la notte a causa del vento forte. Abbiamo apprezzato molto l’efficienza di tutte le amministrazioni locali presenti lungo il percorso, perché sulla strada del ritorno abbiamo potuto notare che ognuna di esse ha provveduto a sgomberare dai rami e a ripulire l’intero tracciato di competenza. Infatti sulla strada del ritorno, verso le ore 13.00, la pista era stata completamente ripulita per l’intero percorso. Ancora pochi chilometri e arriviamo a Peschiera dove la ciclabile termina. Svoltiamo a sinistra e prendiamo una strada poco trafficata leggermente in salita fino ad arrivare ad un incrocio. Qui troviamo un cartello stradale che indica di girare a sinistra per Peschiera, ma noi giriamo a destra e proseguendo dritti arriviamoIn riva al lago di Garda all’inizio di una strada a senso vietato. E’ un tratto breve, circa 200 m, che suggeriamo di fare passando sulla pista pedonale situata di fianco alla carreggiata.  All’incrocio si gira a destra, si sovrappassa la linea ferroviaria e si prosegue in discesa fino ad incrociare la strada principale di Peschiera. Giriamo a sinistra e alla rotonda prendiamo la prima uscita a destra che, sempre in discesa, porta in riva al lago. Attraversiamo la strada e proseguiamo a sinistra sul lungolago Giuseppe Mazzini, fino ad arrivare ad un piccolo giardino attrezzato con alcune panchine e confinante con una spiaggia libera. Qui ci concediamo un meritato riposo godendoci l’ombra delle piante. Verso l’una decidiamo di riprendere la strada del ritorno. Giunti a Mantova decidiamo di dedicare un paio d’ore alla vista della città e entriamo dal varco nei pressi del parcheggio dell’auto. Il primo monumento Mantova: il monumento dedicato a Virgilioche incontriamo è quello dedicato a Virgilio che si trova in Piazza Virgiliana. Dopo aver scattato alcune foto proseguiamo la visita facendo sosta in piazza Matilde di Canossa, sede di Palazzo Canossa. Il palazzo è del 1600 e la facciata esterna è decorata a grottesche. Il suo interno è corredato di un suggestivo scalone monumentale, non visitabile perché il palazzo è di proprietà privata. Dopo aver scattato un po’ di foto, giriamo in via Verdi ed arriviamo in piazza Mantegna dove c’è la basilica di S. Andrea, che in questo periodo è coperta da un telo per l’opera di restauro in corso. La chiesa è stata costruita a partire dal 1472 su disegno di Leon Battista Alberti ed è stata terminata nel 1765 con l’aggiunta della cupola su disegno di Filippo Juvarra. Al suo interno c’è la cappella funeraria di Andrea Mantegna dove si può notare il busto del pittore in bronzo. Di fronte a Piazza Mantegna, quasi a ridosso di Piazza delle Erbe, si può notare la casa del mercante Giovanni Boniforte da Concorezzo, datata 1400. Particolari sono le finestre decorate in cotto. Poco più avanti arriviamo in Piazza delle Erbe,Mantova: Piazza delle Erbe sede della romanica rotonda di San Lorenzo e della torre dell’orologio del 1473. Proseguiamo la visita e dopo il palazzo della Ragione e il palazzo del Podestà arriviamo in piazza Sordello, che conserva tutt’oggi l’aspetto medioevale. Nella piazza possiamo notare sia il Palazzo Ducale che il Duomo. Attraversiamo la Piazza e dopo pochi metri, tenendo la destra, troviamo l’accesso alla suggestiva piazza del Castello di San Giorgio al cui interno si trova la famosa “Camera degli Sposi” affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465-74. Visitiamo la chiesa di Santa Barbara, aperta al pubblico grazie alla disponibilità dei volontari del Touring Club Italiano. Prendiamo il sottopasso che da Piazza S. Barbara porta sulla via verso il Teatro Scientifico. Da qui prendiamo via dell’Accademia e ritorniamo in piazza delle Erbe, sede dell’ufficio turistico. Tralasciamo la sosta a Palazzo Te, già visitato in passato, e proseguiamo passeggiando per le via centrali della città prima di recarci al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 28/05/2011. Per visualizzare altre foto: link.

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