Malgrate – Pian Sciresa – San Michele – Torri Gote – Eremo - Parco Archeologico (Lecco)

Località di partenza Malgrate (310 m) Lecco
Lunghezza 13,4 m
Quota massima 734 m Eremo
Dislivello complessivo in salita 930 m
Arrivo Malgrate (310 m) Lecco
Acqua lungo il percorso SI - Due Case
Parcheggio gratuito Via Pian Sciresa - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Milano si percorre la SS36 fino all’uscita per Malgrate, si tiene la sinistra, si sottopassa la SS36 e alla rotonda si prosegue dritto seguendo l’indicazione stradale per Valmadrera. Si continua su questa strada fino al bivio per Bellagio e Valmadrera dove si gira a destra. Attraversati i binari ferroviari si gira a sinistra su via Fornaci e si prosegue sempre dritto fino alla rotonda dove si prende la seconda uscita imboccando via Gaggio. Alla rotonda successiva si prende la seconda uscita, via San Grato che in seguito diventa via ai Colli e giunti al bivio con via Pian Sciresa si gira secco a destra. Si continua in salita fino alla fine della strada dove c’è un piccolo parcheggio.
Panorama su LeccoLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio e iniziamo a salire percorrendo il sentiero che conduce a Pian Sciresa. Siamo nel Parco del Monte Barro e la segnaletica verticale indica con il numero 306 Pian Sciresa (ore 0,15), Bosco del Faé (ore 0,30) e Parco Archeologico (ore 1,05). Il sentiero sale con decisione agevolato da vari gradini e dopo aver percorso, dal parcheggio, 700 m con una pendenza media del 36,5% giungiamo a Pian Sciresa (440 m). Il posto è molto bello, ben curato, giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso il primo punto panoramico della giornata. Percorriamo altri 200 metri con una pendenza media del 11,2% e arriviamo in un punto dove rimaniamo incantati dalla bellezza del posto. Davanti a noi possiamo ammirare “Quel ramo del Lago di Como…”, di fronte a Lecco, che ha ispirato l’apertura del romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni: “Quel ramo del lago di Como, che volge a Panorama sul Lago di Garlatemezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascia l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. …” Infatti, notiamo subito il punto in cui “il lago cessa e l’Adda ricomincia”. Riprendiamo il cammino e iniziamo la discesa verso sinistra camminando in mezzo al bosco fino ad arrivare all’incompiuto Santuario di San Michele che, come scrisse nel 1885 Antonio Stoppani, “rimase allo stato di scheletro spolpato, nido di pipistrelli, di falchi e di barbagianni, e stazione estiva di rondini”. Dal Un tratto del sentieropunto panoramico a qui abbiamo percorso 1,2 km. Proseguiamo su asfalto in salita fino all’incrocio sulla destra dove la segnaletica verticale indica il raccordo con il sentiero n. 301. Giriamo a destra, iniziamo a salire affrontando vari stretti tornantini e a mano a mano che guadagnamo quota possiamo vedere il tetto scoperto della chiesa di San Michele e il Lago di Garlate. Ci immettiamo sul sentiero 301, giriamo a sinistra e proseguiamo su questo bel sentiero panoramico fino ad arrivare ad un punto dove ci fermiamo per ammirare un panorama mozzafiato. Il nostro sguardo spazia dal Lago di Garlate al Lago di Olginate, l’andamento sinuoso del fiume Adda e le cime delle montagne circostanti. Dalla chiesa di San Michele a qui abbiamo percorso 820 metri superando un dislivello di 90 metri con una pendenza media dell’8,5%. Affrontiamo un tratto di salita Panorama sui laghi di Annone e Pusianoprotetto da una staccionata di legno e poi procediamo velocemente mantenendoci sulla quota che varia tra i 420 e i 460 metri. Oltrepassiamo la frazione di Due Case e al bivio giriamo a destra immettendoci sul Sentiero delle Torri Gote. Dal punto panoramico a qui abbiamo percorso 1,7 km con una pendenza media dell’1,9%. Giriamo a destra, iniziamo la salita e dopo aver percorso 1,2 km con una pendenza media del 13,5% arriviamo al roccolo di Costa Perla, un osservatorio ornitologico realizzato nel 1989 dal Consorzio Parco Monte Barro. Saliamo i vari gradini e arriviamo sulla spianata dove sorge il «Colonnato» che circonda l'area formato da alberi potati in modo caratteristico ed in cui erano nascoste le reti di cattura. Dal roccolo si gode una magnifica vista sui laghi di Annone e Pusiano e il Monte Cornizzolo. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 5,9 km superando un dislivello di 650 metri. Arrivo all'Eremo di Monte BarroRiprendiamo il cammino seguendo la segnaletica verticale indicante l’Eremo. Costeggiamo il roccolo, proseguiamo in leggera salita fino ad un incrocio dove giriamo a sinistra. La salita si fa più ripida e camminando nel bosco giungiamo ai ruderi della terza Torre gota. Continuiamo sul sentiero e giunti alla seconda torre gota ci fermiamo a scattare fotografie al panorama e alla cima del Monte Barro (922 m), contraddistinta da una croce di ferro. Riprendiamo il cammino, giunti al bivio giriamo a sinistra e in discesa raggiungiamo un bel punto panoramico dove è stata collocata sapientemente una panchina per godere in tranquillità la vista sui laghi di Annone, Pusiano e Alserio, il monastero di San Pietro al Monte, il Monte Cornizzolo e il Monte Rai. Torniamo indietro fino al bivio e affrontiamo l’ultimo tratto di salita fino all’Eremo, di proprietà dell’Ente Parco del Monte Barro, che sorge nei pressi di un presidio romano Località Cappello dell'Alpinoriutilizzato, per la sua posizione strategica, dagli ostrogoti e dai longobardi. Vicino sorge la chiesa di Santa Maria al Monte Barro e che dal 1912 è monumento di interesse nazionale. L’edificio, la cui architettura è un sunto ed esempio artistico della filosofia francescana, ha una navata unica, divisa in tre campate da archi ogivali. All’interno sono conservati affreschi risalenti ai secoli XVI, XVII e XVIII. Particolarmente interessante è l’altare maggiore, opera lignea del ’600 unica in tutta la zona. Saliamo sul terrazzo panoramico per mangiare un panino al prosciutto crudo, bere un sorso di tè e godere dell’ampio panorama sui laghi di Annone e Pusiano sovrastati dalle cime dei monti Rai e Cornizzolo. Dal roccolo di Costa Perla a qui abbiamo percorso 1,9 km superando un dislivello di 190 metri. Dopo questa pausa ristoratrice ci incamminiamo verso Piazzale Lecco, Parco Archeologicoun bel punto panoramico dove un pannello didattico illustra le cime delle montagne. Il posto è veramente molto bello e siamo molto contenti di come si è svolta la nostra gita fino a qui. Proseguiamo su asfalto e in discesa fino alla località Cappello dell’Alpino dove oltre al rifugio c’è un piazzale panoramico con un monumento dedicato agli Alpini. Continuiamo a camminare e arriviamo ai Piani di Barra dove visitiamo i resti di un antico edificio. L’insediamento Goto è situato su una vasta terrazza in vista del Lago di Annone, a guardia della strettoia formata dal Monte Barro e la costiera Cornizzolo-Moregallo, oggi occupata in buona parte dall’abitato di Valmadrera. Interessanti pannelli descrittivi si trovano nei pressi delle varie costruzioni. Dopo aver visitato l’intera area archeologica ci dirigiamo ad un altro punto panoramico. Anche questo punto non delude l’aspettativa. Di fronte a noi ci sono i Corni di Canzo e sotto il paese di Valmadrera. Torniamo indietro fino all’incrocio dove la segnaletica verticale indica a sinistra Parco ArcheologicoMalgrate e Pian Sciresa e iniziamo la discesa. Affrontiamo il tratto più duro dell’itinerario di oggi, una ripida scalinata in pietra all’interno di una gola rocciosa e stiamo molto attenti a non scivolare sulle numerose foglie morte che rendono il sentiero insidioso. I primi 100 metri hanno una pendenza negativa del 48,8% mentre i successivi 100 metri hanno una pendenza negativa del 24,3%. Finito questo tratto “pericoloso” proseguiamo sul sentiero rimanendo all’interno del bosco e senza difficoltà arriviamo alla Baita Pian Sciresa. Pochi passi più in là si apre un bellissimo punto panoramico con una piccola terrazza in legno da cui è possibile ammirare il Lago di Como, Lecco e le cime delle Grigne. Siamo a Pian Sciresa, ci ricolleghiamo con il sentiero che avevamo percorso all’andata e velocemente giungiamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto il mattino. 04/12/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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