Porlezza - Lanzo d'Intelvi - Lago di Lugano - Lugano - Gandria - Villa Fogazzaro Roi (Como)

Località di partenza San Pietro Sovera / Carlazzo (180 m) Como
Lunghezza 60,9 km
Quota massima 905 m Belvedere di Lanzo d'Intelvi
Dislivello complessivo in salita 1211 m
Arrivo San Pietro Sovera / Carlazzo (180 m) Como
Ciclabilità 100% - 95% asflato e 5% sterrato/acciottolato
Acqua lungo il percorso SI - Laino - Lanzo - Lugano - Cima
Parcheggio gratuito Via Stazione - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Como si prende la SS340 che costeggia il Lago di Como fino a Menaggio dove, subito dopo la galleria si gira a destra seguendo la segnaletica stradale indicante Porlezza - Lugano. Si continua sulla SS340 fino a Carlazzo dove all’incrocio con via Stazione si gira a destra e si trova un parcheggio gratuito.
Pellio Inferiore e SuperioreLasciamo l’auto nel parcheggio dell’albergo, imbocchiamo via Mercato e giriamo a sinistra su via Stazione dove si trova un ampio parcheggio. Attraversiamo la SS340 e proseguiamo dritto fino al campo sportivo dove giriamo a destra imboccando la pista ciclabile. Pedaliamo in tranquillità mantenendo il fiume Cuccio sulla nostra sinistra fino ad arrivare a Porlezza dove giriamo a sinistra immettendoci sulla SP14. Proseguiamo su questa strada fino a Osteno dove seguiamo le indicazioni stradali per Como (36 km) e Claino. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 6,6 km. Inizia la salita, affrontiamo una prima serie di tornanti molto panoramici che ci regalano belle vedute sul Lago di Lugano. La strada prosegue in salita e poco prima di Laino affrontiamo la seconda serie di tornanti che ci conduce fino davanti al Municipio. Da Osteno a qui abbiamo percorso 5,3 km superando un dislivello di 431 metri con una pendenza media dell’8,2%. Giunti all’incrocio giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali per SanLanzo d'Intelvi: Lago di Lugano e Monte Rosa Fedele Intelvi, Lanzo e Como e proseguiamo in leggera salita fino a Pelio Inferiore. Un breve tratto di discesa e poi ancora tutta salita fino a Lanzo d’Intelvi (860 m). Dal Municipio di Laino a qui abbiamo percorso 6,4 km superando un dislivello di 235 metri. Alla rotonda giriamo a destra seguendo l’indicazione Belvedere Italiano, pedaliamo su via Provinciale e all’incrocio con via Poletti giriamo a destra. Continuiamo su questa strada fino al Belvedere Italiano “Piazza d’Amore” che ha ricevuto il riconoscimento di “Meraviglia Italiana” e dove in passato arrivava la funicolare che partiva da Santa Margherita in Valsolda. La giornata è bellissima e siamo contenti di poterci affacciare da questa balconata dove lo sguardo abbraccia buona parte del Lago di Lugano, Lugano e il Monte Rosa. Torniamo indietro per la stessa strada fino alla rotonda dove giriamo a destra e proseguiamo sulla SP13 fino al confine con la Svizzera. Affrontiamo una serie di ripidi tornanti con pendenza negativa del 18% e Luganovelocemente, in discesa, arriviamo a Arogno dove ci fermiamo per fotografare la parrocchiale di Santo Stefano che sovrasta il paese. Sempre in discesa, su splendida strada ottimamente asfaltata, giungiamo lungo le sponde del Lago di Lugano a Maroggia. Sottopassiamo sia l’autostrada sia la linea ferroviaria, giriamo a destra e continuiamo a pedalare fino a Bissone dove giriamo a sinistra e imbocchiamo la pista ciclabile. Pedaliamo in tutta sicurezza sopra la diga arrivando a Melide. Eravamo stati qui nel 2018 (LINK). Giriamo a destra e continuiamo a costeggiare il Lago di Lugano fermandoci a Capo San Martino per ammirare il panorama. Rimontati in sella proseguiamo fino a Lugano dove costeggiamo il lungolago e ci dirigiamo al Parco di Villa Ciani dove ci fermiamo su una panchina fronte lago per mangiarci un panino al prosciutto crudo e pomodoro. Il sole è così caldo nonostanteIl sentiero di Gandria sia la fine di ottobre che possiamo indossare solo la maglietta a mezze maniche. Dopo questa pausa ristoratrice usciamo dal parco e da Lugano continuando a pedalare sul lungolago fino a Castagnola. Giunti al bivio giriamo a destra su via Cortivo arrivando fino alla fine della strada dove inizia il Sentiero ciclopedonale di Gandria. Questo sentiero, dal fondo sterrato, offre magnifiche vedute sul Lago di Lugano e continuiamo lentamente fermandoci spesso per scattare foto. Fortunatamente non ci sono molti pedoni ma presumiamo che in alta stagione sia impossibile percorrerlo di sabato o domenica. Dopo una galleria paramassi inizia una bella scalinata dove siamo costretti a spingere le nostre biciclette. Alla fine della scala il panorama è mozzafiato e scattiamo numerose fotografie. Rimontati in sella proseguiamo fino alla chiesa di Gandria un po' pedalando e un po' spingendo sui vari gradini. Ritrovato l’asfalto pedaliamo in salita fino ad immetterci sulla strada Il sentiero di Gandriaprincipale dove proseguiamo dritto, in discesa, fino alla dogana Svizzera. Dopo aver attraversato la frontiera Svizzera accendiamo le luci e passiamo la prima galleria paravalanghe. Subito dopo si trova la seconda galleria, ben illuminata, grazie agli archi di pietra che permettono di guardare il lago. Entriamo in Italia, teniamo la destra, seguendo l’indicazione stradale per il centro di Valsolda, oltrepassiamo una breve galleria e giungiamo nella frazione di Oria (272 m) dove ci fermiamo per visitare Villa Fogazzaro Roi che fa parte dei beni gestiti dal FAI (Fondo Ambiente Italiano). Leghiamo le biciclette davanti alla “chiesetta parrocchiale, col suo sagrato dagli alti cipressi che dà accesso a quello che, nel Piccolo mondo antico, era l'«Orto di Franco». Il giardino è formato da un viale ricoperto da un pergolato di glicine e da un praticello ben curato dove svettano alcuni cipressi e un gigantesco pino marittimo col tronco avvolto da una siepe d'edera. Dall'altro lato del sagrato c'è la Villa del Fogazzaro. Dalla viuzza che la attraversa si può Oria: Villa Fogazzaro Roinotare la darsena dove il poeta ambienta la morte di Ombretta. La casa è formata da una cinquantina di stanze, ancora arredate come al tempo del Fogazzaro e vi si possono osservare oggetti, foto, ricordi che gli sono appartenuti. Interessanti stanze sono: il salone "Siberia", chiamato così perché posto sopra la darsena e quindi freddo, la biblioteca, la sala della musica, e il corridoio in cui sono esposti i ricordi, tra i quali un servizio di piatti regalato all'attuale proprietario dalla regina Elisabetta d'Inghilterra. Dal corridoio si accede al terrazzino nel quale, nel romanzo, lo zio Piero accendeva il lumicino per segnalare la direzione quando Franco e Luisa uscivano in barca nelle notti nebbiose. Bellissimi sono i giardinetti, posti su tre livelli, in cui si trovano glicini, limoni, allori, siepi e una vecchia pianta di olea fragrans” (tratto dal sito del comune di Valsolda). Acquistiamo i biglietti che comprendono la visita guidata (gratis soci FAI, 17 euro a persona) e accompagnati dalla guida procediamo alla vista della villa. Dopo la visitaAlbogasio: uno scorcio del Lago di Lugano rimontiamo in sella, proseguiamo sul lungolago pedalando su uno stradello acciottolato fino ad immetterci sulla strada principale. Oltrepassiamo Albogasio e arrivati a San Mamete ci fermiamo per ammirare i portici e il lago. Proseguiamo fino a Cressogno dove si trova un’altra galleria lunga100 metri. Giunti al bivio giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per le frazioni di Loggio (1,5 km) e Drano (2,8 km). Inizia la salita che ci permette di evitare la strada statale. Arrivati al bivio con via Finali giriamo a destra e continuiamo su questa stretta stradina che in seguito diviene via Santuario. Passiamo a fianco del Santuario della Madonna della Caravina dove ci fermiamo per ammirare il panorama e poi visitiamo l’interno. Finita la visita rimontiamo in sella, proseguiamo fino alla chiesa di Cima dove alla fine della stradina imbocchiamo il sentiero sterrato. Sempre in sella superiamo questo semplice single track e alla fine siamo costretti a immetterci sulla strada statale 340. Fortunatamente manca poco a San Mamete: i porticiPorlezza e pedaliamo in fila indiana fino al ristorante “Il Ritrovo” dove prendiamo lo stradello ciclopedonale a fianco della statale. All’altezza della galleria lo stradello si immette sulla vecchia strada statale chiusa al traffico veicolare e così, in tutta sicurezza, pedaliamo ammirando il paesaggio fermandoci di tanto in tanto per scattare fotografie. Dopo due brevi gallerie scavate nella roccia e illuminate ci fermiamo a fotografare Porlezza che si riflette nel Lago di Lugano. Ancora poche pedalate e siamo a Porlezza, attraversiamo la statale sulle strisce pedonali, imbocchiamo via Garibaldi e arriviamo davanti alla chiesa dedicata a San Vittore dove all'interno, ammiriamo gli affreschi di Giulio Quaglio di Laino con Episodi della vita del Santo e un altare barocco. Finita la visita ritorniamo su via Garibaldi e proseguiamo fino alla vicina chiesetta di Santa Marta completamente decorata tra il 1670 e il 1681 da Giovanni Stefano Danesi (detto il Montalto) e da Ercole Procaccino il Genovese. Finita la visita, Santuario della Madonna della Caravina: panorama sul Lago di Luganorimontati in sella, ci dirigiamo alla gelateria dove prendiamo due coppette medie (5,60 euro) e andiamo a gustarle sul lungolago. Ci rilassiamo seduti su una delle tante panchine che si affacciano sul lago godendoci il tepore del sole. Dopo questa bella sosta rimontiamo in sella, proseguiamo sul lungolago, costeggiamo il parco e arriviamo nel punto in cui il fiume Cuccio si getta nel Lago di Lugano. Giriamo a sinistra e su sterrato costeggiamo il fiume, attraversiamo la SP14 e proseguiamo sulla pista ciclabile asfaltata ripercorrendo a ritroso la stessa strada dell’andata fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 26/10/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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