Framura - Bonassola - Levanto - Vernazza - Manarola - La Spezia

Località di partenza Framura (5 m) La Spezia
Lunghezza 48,7 km
Quota massima 544 m Passo del Termine
Dislivello complessivo in salita 946 m
Arrivo La Spezia (3 m)
Ciclabilità 100% asfalto
Acqua lungo il percorso SI - Levanto - Vernazza - Manarola
Parcheggio gratuito SP41 - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Genova o La Spezia si esce al casello autostradale di Deiva Marina e si seguono le indicazioni stradali per Framura (10,5 km). Giunti in località Piazza, all’incrocio si gira a sinistra sulla SP41 e si continua fino a Framura dove si trova un parcheggio gratuito. Se si scende fino alla stazione si trovano altri parcheggi a pagamento (LINK) 13 euro per l'intera giornata.
Una delle gallerie della vecchia linea ferroviariaRaggiungiamo la stazione di Framura in treno e, in condizioni di precaria sicurezza, poiché gli ultimi due vagoni del treno rimangono ancora in galleria a treno fermo, scendiamo in tutta fretta prima che il treno riparta per la prossima stazione, e spingiamo la bicicletta fuori dalla galleria in uno spazio molto angusto sfiorando il treno, fino a raggiungere la banchina. Suggeriamo di salire sui vagoni di testa piuttosto che su quelli di coda. Dopo questa brutta esperienza montiamo in sella e seguiamo la segnaletica verticale, che da subito si rivela poco chiara, indicante la pista ciclabile. Percorriamo la galleria e poi sulla destra scendiamo in un sottopasso ritrovandoci nel piccolo Uno degli affacci lungo la ciclabile Framura - Levantoporticciolo di Framura. Qui prendiamo l’ascensore per raggiungere la pista ciclabile che si trova due piani sopra rispetto alla nostra posizione. L’ascensore è troppo stretto e con un po' di acrobazie riusciamo a mettere le biciclette in verticale. Giunti sulla pista ciclabile, abbiamo la conferma da un passante che in effetti quello era l’unico modo per raggiungere la pista ciclabile. Dopo questo inizio un po' rocambolesco iniziamo il nostro itinerario pedalando in sicurezza sulla pista ciclabile ricavata da una vecchia linea ferroviaria in disuso. Una nota positiva è la gratuità del biglietto del treno per la bicicletta in tutta la Regione Liguria. Un ottimo incentivo per stimolare le persone ad utilizzare treno + biciclettaLevanto per i loro spostamenti. Rimontati in sella accendiamo le luci delle biciclette e iniziamo a pedalare in galleria sulla ex-linea ferroviaria. La galleria è ben illuminata, l’asfalto è perfetto e ogni tanto ci sono degli affacci sul mare molto suggestivi. Giunti a Bonassola proseguiamo dritto costeggiando il lungomare fino a quando riprendiamo il percorso all’interno delle gallerie. Anche in questo tratto le gallerie sono ben illuminate e l’asfalto è perfetto. A Levanto finiscono le gallerie e così anche la pista ciclabile. Proseguiamo sul lungomare fino a via Cantarana, dove giriamo a sinistra e attraversiamo piazza Staglieno. Dalla stazione di Framura a qui abbiamo percorso 6,4 chilometri. LegnaroGiriamo a destra su via Alighieri, in seguito via Martiri della Libertà, sottopassiamo la linea ferroviaria e proseguiamo su questa strada fino ad arrivare in località Piè di Legnaro. Iniziamo la salita su strada, oggi purtroppo un po' trafficata, affrontiamo vari tornanti fino a giungere a Legnaro dove facciamo una sosta per ammirare il paesaggio. Da Piè di Legnaro a qui abbiamo percorso 2,8 km superando un dislivello di 195 metri con una pendenza media del 7,1%. Rimontati in sella proseguiamo in salita fino ad arrivare al bivio dove la segnaletica verticale indica a sinistra La Spezia (25 km), Vernazza (13 km) e Pignone (10 km). Siamo al Colle di Gritta (330 m) e da Legnaro a qui abbiamo percorsoVernazza vista dal'alto 1,9 km superando un dislivello di 110 metri con una pendenza media del 5,9%. Giriamo a sinistra e proseguiamo in salita per 1,7 km fino a raggiungere il Santuario di Nostra Signora di Soviore. Un cancello aperto invita ad entrare nel piazzale delimitato sulla sinistra dall’edificio della foresteria. Il campanile si eleva alla sinistra della chiesa. L’interno è caratterizzato da un’unica navata, pavimentata in alcune zone da lastre di vetro che coprono i ruderi di un muro perimetrale preesistente. Dal piazzale si gode un bel panorama sulla baia di Monterosso. Riprese le biciclette proseguiamo la pedalata nel Parco Nazionale delle Cinque Terre giungendo al Passo del Termine (544 m). Manarola: San LorenzoDal Colle di Gritta a qui abbiamo percorso 3,3 km superando un dislivello di 216 metri con una pendenza media del 6,5%. Ricapitolando da Piè di Legnaro a qui abbiamo percorso 7,9 km superando un dislivello di 522 metri con una pendenza media del 6,6%. Avevamo percorso questa strada nel 2014 (LINK) salendo da Monterosso. Siamo nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO come "Paesaggio culturale". Giriamo a destra e proseguiamo su questa bella strada panoramica, priva di traffico, fermandoci di tanto in tanto per scattare fotografie. In leggera discesa pedaliamo in tutta tranquillità godendoci il paesaggio approfittando di questa bella e calda Manarolagiornata autunnale. Giunti al bivio per Località Reggio giriamo a destra e in ripida discesa arriviamo a Vernazza dove ci dirigiamo al porto per visitare la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia. Eravamo stati qui nel 2011 percorrendo la via dell’Amore (LINK). Dopo questa breve sosta decidiamo di prendere il treno fino a Manarola e così andiamo in stazione, acquistiamo due biglietti (4 euro a persona) e saliamo sul vagone dedicato al trasporto biciclette. Scesi alla stazione di Manarola rimaniamo stupefatti dalla moltitudine di turisti che tenta di raggiungere l’uscita. Rimaniamo in colonna per dieci minuti prima di riuscire ad uscire dal tunnel. Ci dirigiamo verso la chiesaRiomaggiore dedicata a San Lorenzo per ammirare Manarola dall’alto e nel piazzale ci incontriamo con Roberto, un nostro amico che ha una casa nel borgo. In sua compagnia giriamo per Manarola lasciando le biciclette nel suo appartamento. Essendo l’ora di pranzo decidiamo di pranzare insieme così ci fermiamo nell’appartamento dove Michela (la moglie) ci prepara un ottimo piatto di pasta che gustiamo insieme ad altri due amici loro. Dopo questa bella sosta ristoratrice è venuto il momento di rimetterci in sella, salutiamo e ringraziamo i nostri amici e imbocchiamo la strada asfaltata che ci condurrà verso La Spezia. Percorriamo 650 metri con una pendenza media del 6,1% arrivando alla rotonda dove ci immettiamo sulla SP370. La SpeziaLa strada prosegue in dolce salita regalandoci magnifiche vedute panoramiche. Superiamo un paio di gallerie lunghe circa 200 m e ci affacciamo su Riomaggiore, la prima delle Cinque Terre provenendo da La Spezia. Dopo alcune foto proseguiamo la pedalata giungendo all’imbocco dell’ultima galleria, lunga poco più di un km. Ci fermiamo nel piazzale antistante, indossiamo i giubbetti antivento e accendiamo le luci. La strada è in leggera discesa, superiamo la galleria e poi iniziamo la veloce planata verso La Spezia che raggiungiamo dopo una serie di curve. Ci dirigiamo subito alla stazione dove acquistiamo due biglietti per Borgo Val di Taro (6,40 € a persona + 3,50 € per la bicicletta) e raggiungiamo il binario 1 tronco. In circa un’ora di viaggio arriviamo alla stazione di Borgo Val di Taro dove imbocchiamo viale Martiri della Libertà. Con poche pedalate e in leggera discesa arriviamo all’incrocio con via Gramsci dove giriamo a destra. Al secondo incrocio sulla sinistra giriamo su via Zucconi e arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 06/10/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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