Borgo Val di Taro – Santa Maria del Taro - Passo del Bocco - Passo del Ghiffi - Chiavari (Parma)

Località di partenza Borgo Val di Taro (420 m) Parma
Lunghezza 77,3 km
Quota massima 1068 m Passo del Ghiffi
Dislivello complessivo in salita 995 m
Arrivo Chiavari (5 m) Genova
Ciclabilità 100% - 97% asfalto e 3% sterrato
Acqua lungo il percorso SI - Santa Maria del Taro - Lavagna
Parcheggio gratuito Via Zucconi - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Parma si prende l’autostrada A15 per Fornovo e arrivati al casello di Borgo Val di Taro si esce e si percorre la SP523R per Borgo Val di Taro. Giunti un paese si gira a sinistra imboccando via Caduti del Lavoro e all’incrocio successivo si gira a destra su via Pieve. Si continua dritto fino all’incrocio con via Gramsci dove si gira a destra e al secondo incrocio si gira a sinistra su via Zucconi.
Santa Maria del TaroLasciamo l’auto nel piccolo parcheggio e iniziamo a pedalare verso il centro del paese su viale Martiri della Libertà. Giunti alla rotonda prendiamo la prima uscita, attraversiamo il ponte sul fiume Taro e proseguiamo dritto fino alla rotonda successiva dive prendiamo la seconda uscita seguendo le indicazioni stradali per Chiavari (68 km), Sestri L. (64 km) Bedonia (14 km). In leggera salita oltrepassiamo Largo Roma, giriamo a sinistra su via Piave e proseguiamo su questa dritto uscendo dal paese. Questa strada secondaria, poco trafficata, procede ad un’altitudine leggermente superiore rispetto a quella più trafficata del fondovalle. Affrontiamo un po’ di sali scendi, e arrivati al bivio seguiamo l’indicazione stradale sulla destra per Bertorella. La strada è molto bella e sale ancora per qualche metro prima di iniziare una bella discesa che in poco tempo ci permette di raggiungere Bertorella. Pedaliamo sulla SP3 in direzione di Bedonia, oltrepassiamo il piccolo centro abitato di Barbigarezza e arrivati a Sugremaro attraversiamo la strada portandoci sul lato sinistro dove inizia una comoda pista ciclabile. Prima di arrivare a Compiano, all’altezza di un ponticello di legno, notiamo in lontananza il castello che si erge maestoso sulla roccia. ProseguiamoPasso del Bocco sulla pista ciclabile fino al ponte sul fiume Taro. Giriamo a sinistra, passiamo il Taro e proseguiamo dritto verso Tornolo. Dopo il primo tratto in falsopiano inizia la salita che in breve ci porta al bivio della SP24. Giriamo a destra e poco prima del ponte sul Taro giriamo a sinistra seguendo le indicazioni stradali per Santa Maria del Taro (17 km), Pometo (1 km) e Passo del Bocco. Visto che non ci sono auto in circolazione, ignoriamo la pista ciclabile che si snoda parallela a via Pometo e attraversiamo il ponte sul Taro arrivando a Piane di Carniglia dove giriamo a sinistra imboccando la SP359R. Dal parcheggio a qui abbiamo percorso 15,4 km superando un dislivello di 230 metri. Continuiamo a pedalare in falso piano, attraversiamo nuovamente il Taro e proseguiamo mantenendo il fiume sulla nostra destra. Siamo quasi a livello del fiume, passiamo a fianco della sorgente di acqua minerale ferruginosa a quota 540 m e dopo aver superato l’oratorio della Madonna di Caravaggio arriviamo a Ponte Strambo (610 m). Usciti dal paese, attraversiamo il ponte sul Taro e seguiamo le indicazioni stradali per Santa Maria del Taro e Chiavari rimanendo sempre sulla provinciale. Continuiamo a pedalare a fianco del Taro, oltrepassiamo la località Pelosa entrando momentaneamente in Liguria. Attraversiamo un altro ponte sul Taro, entriamo nuovamente in Emilia e pedaliamo mantenendo il Taro sulla nostra sinistra fino ad arrivare a Santa Maria del Taro (717 m). Da Piane di Corniglia a qui abbiamo percorso 11,7 km superando un dislivello di 226 metri. Entriamo in centro e andiamo a visitare il Santuario della Madonna del Taro che è decorato con quattro statue di marmo e un piccolo rosone nella facciata. Fotografiamo all’interno la statuetta tardo-quattrocentesca Prato Sopralacroce: panoramaraffigurante la Madonna col Bambino, donata secondo la tradizione dalla santa Caterina Fieschi Adorno. Finita la visita costeggiamo la chiesa e torniamo indietro fino all’inizio del paese dove ci fermiamo al bar per prendere due cappuccini e due cornetti alla marmellata (5 euro). Rimontati in sella giriamo a destra seguendo le indicazioni stradali indicanti Chiavari (31 km) e Passo del Bocco e ci fermiamo un momento in una rientranza della strada per fotografare il ponte dei Priori, edificato in epoca medievale utilizzando ciottoli di fiume. Proseguiamo il nostro itinerario fino ad arrivare al Passo del Bocco (956 m) dove si trova il Rifugio dedicato a Antonio Devoto. Da Santa Maria del Taro a qui abbiamo percorso 6 km superando un dislivello di 238 metri con una pendenza media del 4%. Qui arrivò una tappa del Giro d'Italia 1994 vinta da Evgenij Berzin che poi vinse anche il Giro. Proseguiamo per qualche metro, giriamo a destra seguendo l’indicazione stradale per Sopralacroce (10 km) e continuiamo a pedalare in leggera salita. Ci fermiamo un momento al Giardino Botanico Appenninico dedicato a Federico Del Pino dove fotografiamo le cime degli Appennini. Rimontati in sella proseguiamo su questa bella strada panoramica senza traffico fino San Salvatore: piazza Innocenzo IVad arrivare al Passo del Ghiffi (1068 m), proprio sul confine tra Emilia Romagna e Liguria. Dal Passo del Bocco a qui abbiamo percorso 2,8 km superando un dislivello di 109 metri con una pendenza media del 3,9%. Ricapitolando, dalla partenza a qui abbiamo percorso 40,4 km superando un dislivello di 810 metri. Inizia la discesa, senza pedalare affrontiamo i vari tornanti, le continue curve e controcurve, oltrepassiamo le località Belvedere, Vallepiana e Zanoni arrivando a Prato Sopralacroce (580 m). Proseguiamo sempre in discesa lungo la Sp49 fino ad arrivare a Borzonasca (167 m) dove facciamo una deviazione nel centro per visitare il Santuario dedicato a San Bartolomeo che custodisce al suo interno la taumaturga immagine della Crocifissione di Gesù. Torniamo indietro, giriamo a destra e proseguiamo il nostro itinerario pedalando sulla SP586, che da qui in avanti risulta essere alquanto trafficata. Giunti a Borgonovo Ligure, dove a sinistra sale la strada che porta al Passo del Bocco, proseguiamo dritto seguendo la segnaletica verticale indicante Chiavari (12 km). Dal Passo del Ghiffi a qui abbiamo percorso 18,3 km superando un dislivello positivo di 78 metri e un dislivelloBasilica dei Fieschi negativo di 1032 metri con una pendenza media negativa del 5,2%. Pedaliamo a fianco del torrente Sturla fino a Terrarossa dove giriamo secco a destra seguendo la segnaletica indicante Ciclabile di Carasco e Località Cappella. La strada si restringe, attraversiamo un piccolo ponticello pedonale sul torrente Sturla e giriamo a sinistra. Inizia un breve tratto di sterrato poi la stradina prosegue mantenendo il torrente Sturla sulla nostra sinistra. Pedaliamo a fianco dello Sturla, oltrepassiamo San Pietro di Sturla, attraversiamo la SP25, proseguiamo dritto fino ad arrivare al ponte sul torrente Lavagna dove fotografiamo il punto in cui il torrente Lavagna si unisce al torrente Sturla dando vita al fiume Entella. Torniamo indietro fino alla statale, giriamo a destra, attraversiamo il ponte sul torrente Sturla e alla rotonda prendiamo la prima uscita. Pedaliamo sulla SP225, attraversiamo Carasco e all’incrocio teniamo la destra seguendo l’indicazione stradale Chiavari (5 km). Attraversiamo il ponte sull’Entella, alla rotonda proseguiamo dritto e al primo incrocio giriamo a sinistra seguendo la segnaletica verticale indicante Ciclovia dell’Ardesia. Pedaliamo su questa stradina secondaria e priva di traffico fino a Rivarola dove attraversiamo l’Entella su un ponte ciclopedonale. Siamo a San Salvatore e continuiamo a pedalare su pista ciclabile dedicata costeggiando la SP33. Inizia lo sterrato, formato da un fondo in terra ben battuto e ricoperto da un leggero strato di brecciolino dove una staccionata di legno separa la pista dall’Entella. Questa è la zona del martin pescatore e noi siamo fortunati, ne vediamo ben due con i loro vivaci colori. Giunti all’incrocio dove si trova uno stradello lastricato con affianco un canale giriamo a sinistra e andiamo a visitare la Basilica dei Chiavari: Piazza MazziniFieschi. Attraversiamo sulle strisce pedonali la SP33, proseguiamo dritto su via Gramsci seguendo la segnaletica turistica indicante Basilica dei Fieschi. Pedaliamo su via alla Basilica dei Fieschi fino ad arrivare davanti alla Basilica dei Fieschi (XIII sec.) che fu meta-tappa dei pellegrini diretti a Roma in cammino sulla celebre via Francigena. Da Borgonovo Ligure a qui abbiamo percorso 13,2 km superando un dislivello di 91 metri. Dal 1860 è divenuta monumento nazionale ed è considerata uno degli edifici di culto romanici tra i più pregiati e meglio conservati in Liguria. Il 14 dicembre 1880 il papa Leone XIII concesse l'indulgenza ai fedeli che, confessati e comunicati, avessero visitato la basilica nella settimana dal 14 al 21 settembre. La basilica si erge sulla piccola, ma molto suggestiva, piazzetta Fieschi. Fotografiamo il rosone della faccia e poi visitiamo l'interno costituito da un impianto architettonico a tre navate, separate da un filare di colonne in pietra con capitelli particolarmente decorati. Andiamo a vedere i frammenti della Vera Croce su cui fu crocifisso Gesù, chiusi in una teca di cristallo ben visibili, portati nel tempio religioso da papa Adriano V. Chiavari: monumento a Cristoforo ColomboFinita la visita rimontiamo in sella e ritorniamo sulla pista ciclabile percorrendo la stessa strada. Continuiamo a pedalare mantenendo l’Entella sulla nostra destra fino ad arrivare a Lavagna dove attraversiamo il ponte della Libertà entrando a Chiavari. Alla rotonda proseguiamo dritto su Corso Dante fino ad arrivare a Piazza Roma dove ci fermiamo per fotografare il monumento dedicato ai Caduti. Continuiamo su Corso Dante, che adesso è costeggiata dai portici, alcuni sorretti da tozze colonne, e arriviamo in piazza Matteotti dove si erge la statua dedicata a Giuseppe Garibaldi. Continuiamo dritto fino a Piazza Mazzini dove si erge il Palazzo di Giustizia. L'edificio, sede del tribunale di Chiavari fino al 2013, è stato costruito nel 1886 su disegno del progettista Giuseppe Partini in stile medievale con forme ispirate al gotico toscano. Fu eretto sul luogo dell'antica "Cittadella" del Quattrocento, costruita dalla Repubblica di Genova come concentrazione del potere civile e militare, di cui rimane ancora visibile la torre merlata del 1537. Giriamo a sinistra e arriviamo davanti al Santuario di Nostra Signora dell'Orto, che è tra i più importanti del territorio tigullino, patrona della città e compatrona assieme a Nostra Signora di Montallegro di Rapallo della diocesi di Chiavari. La sua edificazione avvenne nel 1613 dopo l'apparizione mariana Chiavari: tramonto sul lungomareil 2 luglio del 1610 al concittadino Sebastiano Descalzo. La struttura è caratterizzata da un imponente pronao in marmo su progetto dell'architetto Luigi Poletti. All'interno si trovano numerose opere d'arte quali l'altare maggiore (1627), il coro seicentesco, gruppi lignei del celebre scultore Anton Maria Maragliano e la pala dell'altare maggiore ad opera di Benedetto Borzone. L’affresco della volta raffigurante l'apparizione mariana, di Carlo Baratta (1805) mentre le due grandi vetrate dell'abside, raffigurano san Sebastiano e san Rocco. Chiudiamo l’itinerario portandoci sul lungomare e ci godiamo il meritato riposo in attesa del tramonto. 05/10/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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