Anfo – Rocca d’Anfo – Batterie Statuto, Venezia e Belvedere – Caserma della Gola – Osservatorio (Brescia)

Località di partenza Anfo (400 m) Brescia
Lunghezza 9 km circa
Quota massima 660 m Ossservatorio
Dislivello complessivo in salita 500 m circa
Arrivo Anfo (400 m) Brescia
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio libero Via Calcaterra - LINK

Come arrivare: da Brescia si percorre la SP45bis seguendo l’indicazione stradale per Salò. Giunti al bivio dove dritto si prosegue per Salò si tiene la destra e si seguono le indicazioni stradali per Trento, Madonna di Campiglio, Vestone (22 km), Lago d’Idro (29 km) e Val Sabbia. Si continua sulla SS237, si costeggia il Lago d’Idro fino ad Anfo dove alla rotonda si gira a destra imboccando via Mabellini. Si gira ancora a destra su via Rimembranza e a sinistra su via Dalla Chiesa. Giunti all’incrocio con via Calcaterra si gira a sinistra dove si trova un comodo parcheggio.
La Rocca d'Ando vista dal Lago d'IdroLa Rocca d’Anfo, la Fortezza Napoleonica più grande d’Italia, prevede la visita guidata su prenotazione che si può effettuare telefonicamente al numero 0365-83224. Successivamente si ritirano i biglietti presso la biblioteca di Anfo. Il biglietto per la visita completa, della durata di circa 4 ore, costa 10 € a persona (fortemente consigliata perché è molto interessante), mentre per la visita breve, della durata di circa 2 ore, il costo è di 8 € a persona. A nostro avviso la visita richiede una bella giornata soliva perché in parte si svolge all’aperto, e, oltre alla possibilità di camminare nel tempo attraversando le diverse epoche storiche della Fortezza (periodo Visconteo, periodo della Repubblica della Serenissima, periodo dell’Impero Francese, periodo dal Risorgimento all’Unità d’Italia), si può godere di meravigliosi panorami mozzafiato sul Lago di Idro e sui monti circostanti. Batteria Venezia
Lasciamo l’auto nel parcheggio e ci rechiamo alla biglietteria per acquistare e ritirare i biglietti. Il punto di partenza è proprio di fronte alla biblioteca. Alle 9,00 arriva la guida, Giovanni, che, radunato il gruppo di 19 persone, ci fa strada verso il Lago d’Idro. Camminiamo sul lungolago in direzione di Ponte Caffaro su una comoda pista ciclo – pedonale e poi, all’altezza dell’attracco del traghetto, inizia il sentiero sterrato. In leggera salita percorriamo la riva del lago fino a giungere al primo rudere della Rocca La ripida scalinata che conduce dal museo alla Batteria Veneziad’Anfo, dove Giovanni ci informa delle vicende storiche che l’hanno coinvolta. Dopo questa breve sosta riprendiamo il cammino e giungiamo all’altezza della SS237, sede della “Batteria Statuto” costruita tra il 1870 e il 1890. Purtroppo il manufatto è stato danneggiato dell’esercito tedesco in ritirata nell’aprile del 1945 durante la seconda guerra mondiale. Fiancheggiamo la statale per un breve tratto fino ad attraversarla nel punto di accesso della Fortezza. All’ingresso facciamo subito una breve sosta per visitare il Museo, dove è ben conservato un ampio patrimonio di reperti storici che richiamano gli eventi bellici che si sono susseguiti nel tempo (divise militari, antiche Il Lago d'Idro visto dalla polveriera. Si nota la Batteria Venezia che domina Anfo.fotografie della Rocca, documenti storici legati a Gabriele d’Annunzio). Il museo è molto interessante e meriterebbe una vista a parte per conoscere le vicende storiche attraverso i cimeli. Giovanni ci informa che la visita al museo è gratuita e si può fare negli orari prefissati senza visita guidata. Proseguiamo il cammino prendendo una lunga scalinata in forte pendenza a fianco della parete rocciosa fino all’altezza della “Batteria Venezia”, che visiteremo in un secondo tempo. Il percorso, su comoda carrareccia e intervallato da suggestivi panorami sul lago, continua fino alla polveriera, dove facciamo un’altra sosta per approfondimenti sulla struttura. La polveriera per ragioni di Lago d'Idro, sullo sfondo Ponte Caffaro e il Tirolosicurezza, è ricoperta dalla Gabbia di Faraday, una struttura metallica a grossi riquadri in grado d'isolare l'ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno, per quanto intenso questo possa essere. Infatti, essendo una polveriera era importante, per esempio, che i fulmini non provocassero danni. Inoltre Giovanni ci fa notare come il luogo sia stato pianificato al fine di creare una buona areazione per mantenere le polveri ben asciutte. Proseguiamo il nostro giro entrando nella Batteria Belvedere orientata verso il Tirolo. Passiamo nei corridoi parzialmente illuminati e giungiamo nel punto in cui era posizionato il cannone. Giovanni ci fa notare vari particolari comeLa Caserma della Gola dominata dall'Osservatorio una piccola finestrella con la grata che serviva per il passaggio dei proiettili e una porzione di tetto aperta per consentire al fumo prodotto dal cannone di fuoriuscire più velocemente. Dalla feritoia si ha una bella vista sul Lago d’Idro e noi approfittiamo per scattare alcune foto. Proseguiamo il giro notando sulle pareti la testimonianza del passaggio di militari molto giovani tramite l’incisione di nomi e date. Usciamo di nuovo all’aperto e fotografiamo l’Osservatorio e la Lunetta, entrambi risalenti al periodo napoleonico. Riprendiamo il cammino fino a quello che si potrebbe definire “il fiore all’occhiello” della Rocca d’Anfo: la caserma della Gola e la piazza d’Armi. Fu costruita come se fosse un palazzo residenziale dove al suo interno trovavano spazio gli alloggi dei soldati. Al piano terra si trova un Caserma della Gola: il corridoio che conduceva alle camerate dei soldatilungo corridoio interrotto sulla sinistra dalle stanze degli ufficiali contraddistinte dal pavimento in cotto e il camino, mentre al piano superiore si trovano gli alloggi dei soldati, 4 letti per ogni stanza, anche se Giovanni ci spiega che nella maggior parte dei casi le camerate ospitavano un numero ben maggiore. Sulla parete si trova il numero della stanza, l’altezza, la larghezza, la lunghezza e la cubatura oltre al numero di letti. Proseguiamo la visita recandoci all’Osservatorio percorrendo lunghe scalinate in forte pendenza e in spazi angusti per un totale, ci informa Giovanni, di circa 400 gradini. Prima di iniziare la salita notiamo dal basso la pendenza obliqua della prima lunga scalinata, costruita in questo modo scientemente per disorientare eventuali assalitori. È consigliabile portare con sé una torcia perché in alcuni punti è veramente molto buio. L’arrivo all’interno dell’Osservatorio avviene tramite una scala a chiocciola, studiata appositamente per maggior difesa in caso di eventuale scontro corpo a corpo. Infatti la caratteristica della scala a chiocciola è di offrire poco movimento con il braccio destro per chi sale, mentre offre una buona Una delle tante scale della Rocca d'Anfopossibilità di manovra per chi si difende dall’alto. Dall’osservatorio si può osservare il lago da due feritoie mentre le altre guardano verso gli altri corpi della fortezza. Finita la visita dell’Osservatorio riprendiamo la discesa della scala a chiocciola e, dopo aver fatto a ritroso le scalinate dell’andata, proseguiamo all’aperto fino a giungere alla Batteria Venezia risalente al 1500. Durante le varie epoche la struttura ha subito molte modifiche. Sulla sommità notiamo un campanile, edificato come espediente per evitare eventuali bombardamenti. Infatti durante la guerra c’era il divieto di bombardare le chiese. Anche in questa batteria, come del resto in tutta la Rocca d’Anfo, non rimane nulla degli arredi e delle armi offensive. La Rocca è stata in funzione fino al 1975 sotto l’Esercito Italiano. Successivamente dismessa è stata abbandonata fino al 2006, quando, per fortuna, fu assegnata al Gruppo di Volontari Sentieri Attrezzati di Idro che, con il loro incommensurabile e lodevole lavoro, hanno riportato la Fortezza alla luce, resa ormai invisibile dalla folta vegetazione. Giovanni ci informa che sono in programma ulteriori lavori per l’apertura di altre zone in futuro visitabili, attualmente chiuse in fase di manutenzione. Siamo giunti ormai alla fine della visita. Passiamo davanti alla caserma Zanardelli, Il cunicolo di collegamento che conduce all'Osservatorioattualmente anch’essa in fase di ristrutturazione e prossimamente aperta e visitabile al pubblico. Facciamo una breve sosta nel locale di rifornimento di bottigliette d’’acqua in omaggio per i visitatori, soprattutto nei periodi molto caldi, e dove è possibile acquistare il libro sulla storia della Rocca (10 €). Siamo arrivati in fondo alla visita e, grazie alla competenza e bravura di Giovanni, per oggi la nostra guida nelle diverse epoche della storia della Rocca, l’escursione si è rivelata molto interessante e il tempo previsto di 4 ore è letteralmente volato. Attraversiamo con attenzione di nuovo la statale e percorriamo a ritroso lo stesso tragitto del mattino fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Un suggerimento: in caso di bel tempo ad Anfo, nel periodo estivo, si può continuare la visita esterna della Rocca da un’insolita posizione che offre una vista suggestiva della Rocca, non possibile via terra. Si può infatti fare il giro in navigazione sul Lago d’Idro con il battello che effettua scali presso alcuni comuni situati lungo la riva del lago. 31/08/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

Altri itinerari nei dintorni
  1. Passo Crocedomini
  2. Giro dei 3 laghi
  3. Passo di Blumone
  4. Ciclabile del Chiese
  5. Valdaone
  6. Alpo di Storo
  7. Val di Fumo
  8. Rocca d'Anfo
  9. Monte Stino