Vetto – Monte Lulseto - Crovara (Reggio Emilia)

Località di partenza Vetto (442 m) Reggio Emilia
Lunghezza 27,6 km
Quota massima 720 m Casone
Dislivello complessivo in salita 877 m
Arrivo Vetto (442 m) Reggio Emilia
Ciclabilità 93% asfalto + 7% a piedi
Acqua lungo il percorso NO
Parcheggio gratuito Piazza Pellegrino Nobili - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Parma si prende la SS513 verso Traversetolo. Arrivati alle porte del paese si prende la tangenziale in direzione di San Polo d’Enza. Oltrepassato il paese di Vignale e il ponte sul torrente Enza si arriva a San Polo. Si gira a destra seguendo le indicazioni stradali per Ciano e Vetto. Giunti a Vetto si gira a sinistra su via Micheli, dove dopo pochi metri c’è il parcheggio.
Da Reggio nell’Emilia si prende la SS63 fino a Puianello poi si gira a destra e passati i paesi di Montecavolo e Quattro Castella si arriva a San Polo d’Enza.
VettoLasciamo l’auto nel parcheggio e in compagnia di Corrado iniziamo a pedalare seguendo le indicazioni stradali indicanti La Costa (1,5 km), Casone (3,3 km) e Spigone (5,6 km). Giriamo a destra su via Aldo Moro e alla fine della strada giriamo ancora a destra. Inizia la salita, affrontiamo quattro tornanti, oltrepassiamo Costa e dopo altri due tornanti giungiamo a Casone (720 m), punto più alto dell’itinerario di oggi. Dall’inizio dell’itinerario abbiamo percorso 3,9 chilometri superando un dislivello di 323 metri con una pendenza media del 8,4% e massima del 12,1%. Proseguiamo il nostro giro, oltrepassiamo Spigone e giunti ad un Legoreccio: monumento al Partigianoquadrivio seguiamo le indicazioni stradali indicanti Maiola, Castellaro, Legoreccio e Buvolo. Continuiamo su questa strada panoramica, oltrepassiamo Castellaro e arriviamo a Legoreccio dove giriamo a sinistra seguendo la freccia turistica di colore giallo indicante il Monumento Partigiano eretto a ricordo dell’eccidio di 24 partigiani da parte delle truppe nazi-fasciste il 17 novembre 1944. Vicino al monumento si trova la Corte Da Palude, purtroppo chiusa, uno dei più importanti esempi di abitazione patrizia appenninica del XVII secolo. Ha un porticato con loggiato Monte Lulseto: la roccia con le incisioni rupestrisovrapposto sorretto da archi a tutto sesto. Sul lato est dell’edificio è presente una casa torre molto antica, forse risalente al XIV-XV secolo con una feritoia balestriera e un architrave decorato da una rosa celtica. Proseguiamo su sterrato per 340 metri fino a giungere sulla strada asfaltata dove giriamo a sinistra. Volendo si può evitare questo tratto percorrendo la strada principale fino al primo bivio sulla sinistra appena oltrepassato il paese. Ci attende una dura salita lunga 185 metri con una pendenza media del 14,1% fino ad Monte Lulseto: la roccia con le incisioni rupestriarrivare alla fine della strada asfaltata. Leghiamo le biciclette e ci incamminiamo verso la vetta del Monte Luiseto (598 m), poi cerchiamo le indicazioni per il sito archeologico che purtroppo sono assenti. Seguendo i segnavia bianco-rosso imbocchiamo uno stretto sentiero e finalmente giungiamo davanti alla grossa pietra dove fotografiamo le incisioni rupestri risalenti al periodo preistorico. Si notano chiaramente sette grossi solchi, definiti “canalette rituali” lungo i quali Crovara: la pieveveniva fatta scorrere dell’acqua o altri liquidi sacrificali. Peccato che il luogo non sia segnalato e manchi dell’apposita segnaletica verticale. Un piccolo cartello, vicino alla roccia, informa che nel luogo cresce l’erica arborea, tipica del caldo clima mediterraneo, e per l’appennino è un fatto eccezionale, che crea anche in pieno inverno l’immagine di un bosco vivo e rigoglioso. Torniamo indietro, montiamo in sella e ritorniamo sulla strada principale proseguendo fino a Crovara Crovara: la pievedove ci fermiamo per fotografare la pieve. Dopo questa breve sosta rimontiamo in sella e ci dirigiamo a Scalucchia dove facciamo una nuova sosta per recarci alla cascata del Tassaro. Leghiamo le biciclette e ci incamminiamo lungo il sentiero che dopo 420 metri, con una pendenza media negativa del 28,1% e un dislivello di 120 metri, ci porta nei pressi della cascata del Tassaro. Qui un cartello avverte che a causa della frana l’ultimo tratto del sentiero, 5 minuti a piedi, non è percorribile. Non ci resta che tornare indietro e risalire il ripido sentiero fino a Scalucchia. Un cartello di avviso di chiusura dell’ultimo trattoCorrado davanti alla frana che ha ostruito il sentiero per la cascata del Tassaro sarebbe stato obbligatorio per evitare all’escursionista una discesa inutile. Riprendiamo le biciclette e proseguiamo il nostro itinerario. La strada è molto bella e panoramica, oltrepassiamo Vogilato e giunti al bivio giriamo a sinistra seguendo l’indicazione stradale per Vetto. La strada si mantiene in una quota tra i 500 e i 520 metri fino ad immettersi, nei pressi di Vetto, su quella che avevamo percorso la mattina. Giriamo a destra e velocemente raggiungiamo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 25/08/2019.

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