Vilminore di Scalve - Pianezza - Diga del Gleno - Lago del Gleno (Bergamo)

Località di partenza Vilminore di Scalve (1019 m) Bergamo
Lunghezza 9,3 km
Quota massima 1565 m Diga del Gleno
Dislivello complessivo in salita 644 m
Arrivo Vilminore di Scalve (1019 m)
Acqua lungo il percorso SI - Pianezza
Parcheggio libero Via Polini - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Darfo Boario Terme si risale la valle percorrendo la SS294 della Valle di Scalve, in Val Camitica, fino Sant’Andrea dove si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali indicanti Vilminore di Scalve (2 km). La strada sale con decisione fino a Vilminore di Scalve dove si prosegue fino in piazza Papa Giovanni XXIII. Si gira a sinistra sulla stretta via Polini e dopo pochi metri si trova un ampio parcheggio.
Vilminore di ScalveLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo verso Piazza Papa Giovanni XXIII dove fotografiamo il lavatoio in pietra costruito sotto un’arcata per fornire, in caso di pioggia, riparo alle lavandaie. Una scritta riporta: “Non dir di me / fin che di me non sai / pensa di te / e poi di me dirai”. Facciamo una sosta per la colazione e poi seguiamo l’indicazione turistica indicante la chiesa arci presbiterale di Santa Maria Assunta e San Pietro. Dopo pochi metri attraversiamo Piazza Vittorio Emanuele e arriviamo in Piazza Giustizia, dove sorge il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375 ed ampliato due secoli più tardi, sede della locale Comunità Montana. Proseguiamo dritto su via Arciprete Figura e giungiamo ai piedi della chiesa dedicata a Santa Maria e San Pietro preceduta da una larga scalinata. Fotografiamo sul lato destro l’alto Un tratto del sentiero verso la digacampanile separato dalla struttura e visitiamo l’interno. Torniamo in Piazza Giustizia, giriamo a destra su via Arciprete Acerbis, fiancheggiando il Palazzo Pretorio e proseguiamo dritto, su bella strada lastrica, seguendo i segnavia della Diga del Gleno. Nel punto in cui la via diviene acciottolata giriamo a sinistra, imboccando via Bacos, sempre seguendo i puntuali segnavia. Attraversiamo la SP61, proseguiamo dritto e dopo pochi metri inizia lo sterrato. Saliamo camminando a fianco alle cappellette della via Crucis e arriviamo nella località Rina. Percorriamo un tratto della SP61 fino al primo tornante dove imbocchiamo il sentiero pedonale sulla nostra sinistra, anche questo ben segnalato. Ci immettiamo nuovamente sulla SP61 e giunti alla curva verso sinistra, noi proseguiamo dritto su sterrato. Camminiamo in salita e dopo aver percorso 1,7 km da Vilminore e superato un dislivello di 280 metri con una Un tratto del sentiero nei pressi della digapendenza media del 16,6%, arriviamo a Pianezza (1237 m) a fianco della chiesa dedicata a San Lorenzo. Qui si trova l’unica fontana su tutto il percorso. All’inizio di Via Bet Giriamo a destra seguendo la segnaletica verticale indicante Diga del Gleno (ore 1), Passo di Belviso (ore 4) e Rifugio Tagliaferri (ore 4,30). Affrontiamo una serie di gradini che ci consentono di prendere quota velocemente. I primi 200 metri hanno una pendenza media del 22% poi il sentiero spiana e prosegue con meno pendenza per altri 340 metri. Inizia adesso un tratto in forte pendenza definito “le scale” lungo 680 metri che permette di superare un dislivello di 163 metri con una pendenza media del 24,1%. Una serie di tornantini, a tratti lastricati, conducono alla condotta forzata dell’Enel dove la salita finisce. Inizia adesso un tratto molto bello in falsopiano che ci accompagnerà fino ai piedi della diga. Diga e Lago del Gleno. Sullo sfondo la Presolana.Questo tratto si snoda in uno scenario molto suggestivo e camminiamo con le pareti di roccia sulla destra e il dirupo sulla sinistra. Il sentiero è stato messo in sicurezza con le funi di acciaio che consentono di guardare il canyon roccioso dove scorre il torrente Gleno che nasce dal passo di Belviso, alle pendici del monte Gleno, nelle Alpi Orobie. Finalmente riusciamo a intravedere i resti della diga fra gli alberi e dopo poco, in un tratto scavato sotto la roccia, un pannello didattico illustra i lavori di realizzazione della diga e le foto della diga prima della tragedia. Il 1° dicembre del 1923 la diga crollò causando un’immane tragedia dove perirono, a causa dell’inondazione, circa 356 persone. Era l’unico esempio al mondo di diga mista a gravità ed archi multipli. Proseguiamo il nostro itinerario giungendo sotto i tronconi della diga e ci fermiamoLago del Gleno per fotografare il bel Lago del Gleno. Continuiamo a camminare fino al chiosco del Gleno (1534 m) dove possiamo ammirare tutto il lago, i resti della diga e le montagne circostanti. Dall’inizio dell’itinerario a qui abbiamo percorso 5,6 chilometri superando un dislivello di 590 metri con una pendenza media del 10,4%. Ci fermiamo vicino al chiosco all’ombra di un albero e restiamo in contemplazione del paesaggio che ci circonda. Alla nostra destra si erge la Presolana (2521 m), definita “la Regina” delle Alpi Orobie, la quale ci ha fatto compagnia fin dall’inizio dell’itinerario, sotto di noi il Lago del Gleno e alla nostra sinistra il sentiero che conduce al Passo di Belviso. Approfittiamo della sosta per mangiare i panini al prosciutto Il Lago del Gleno e un troncone della digacrudo e godere dell’aria fresca. Dopo questa sosta ristoratrice riprendiamo il cammino tornando ai piedi della diga. Costeggiamo in salita i ruderi della diga giungendo sulla sua sommità e ci fermiamo per un’ultima fotografia al Lago del Gleno. Proseguiamo il nostro itinerario in discesa entrando nel bosco e stando attenti ad alcuni sassi smossi che rendono insidioso questo tratto. Giunti al bivio dove la segnaletica verticale indica dritto Nona e a sinistra Bueggio. Noi prendiamo il sentiero sulla sinistra continuando la discesa. Perdiamo quota molto rapidamente e lungo il percorso incontriamo due postazioni in legno per l’osservazione della fauna. Arriviamo nei pressi del ponte sul torrente Gleno. Prima di attraversare il ponte facciamo una sosta per immergere i piedi nell’acqua fresca. I resti della diga del GlenoRinfrescati riprendiamo il cammino, attraversiamo il ponte e notiamo che all’ombra degli alberi è stata allestita un’area di sosta con tavoli, panche e postazione barbecue, manca solo una fontanella che, a nostro avviso, sarebbe stata utile. Inizia una bella carrareccia sterrata e camminando velocemente raggiungiamo la SP58 all’altezza dell’oratorio di San Carlo. Proseguiamo per 340 metri sulla strada provinciale fino ad entrare in Vilminore di Scalve dove imbocchiamo via IV Novembre. Proseguiamo dritto su via Tripoli fino a giungere al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 09/08/2019. Per visualizzare altre foto: LINK